mercoledì 30 giugno 2021

Mi verrebbe da dire e lo dico!

Mi verrebbe da dire e lo dico!
 
Il Pd che guarda ai 5 Stelle, un ircocervo.
Con i diversi non si costruisce.
Quando poi la diversità è antropologica, niente.
Non sono renziano e lo vedo come il peggio della politica italiana, ma egli che è narciso e megalomane, ben comprende che con Grillo e i suoi mostriciattoli non ci può essere intesa.
Egli, Matteo Renzi, è distruttivo come il buffone, Grillo.
Dove c’è distruzione, non può esserci la mano del compositore.
Vedo il fallimento di Conte, che stava già nell’inizio, una liberazione per il PD e l’incentivo.
Non a rincorrere il dissennato Grillo e il Movimento.
Ma il governo Draghi e le competenze che non si disgiungono dalla concordia e la necessità.
Caro Letta e ne sono certo, come tu mai ti consegneresti a Salvini e alla destra, così Maria Draghi.
Quale timore?
Conte vuole fare un suo partito?
Lo faccia!
Un democratico vero e consapevole, non andrà mai con Conte.
Può solo Marco Travaglio e la sua non bella compagnia.
Altri chi?
Conte s’è definito l’avvocato del popolo e io che sono popolo non ne necessito.
Può catturare menti deboli ed è vero, ma dove?
Non c’è trippa per lui.
L’operazione fallita Conte/5 Stelle non può che portare chiarezza.
E la politica italiana non necessita di oscuro, ne conserva abbastanza.
Caro Letta, la conventio ad excludendum che io e te abbiamo conosciuto, di molto più io, era un abuso, o una verità politica?
Era una necessità politica e io ho conosciuto da dentro il PCI quella ambiguità.
Non ero comunista di idee e mi sembrava dall’esterno che il PCI fosse il partito del diritto.
Che errore stupido il mio!
Sì ero giovane ed è vero.
Ma quando Violante parla di giustizia a me fa venire la pelle d’oca.
E Cossiga non aveva ragione in niente se non nel definire Violante, “piccolo Vishinsky”.
I danni di costui e l’Italia ne porta i segni ancora.
Labbri che mai cicatrizzeranno perché hanno segnato la Magistratura in maniera indelebile.
Altra prova?
Napolitano alla Presidenza della Repubblica.
Il peggiore presidente in assoluto e se fosse stato messo in “stato d’accusa”, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.
La convenzione era giusta, Letta.
È giusta ogni prudenza nei confronti dei 5 Stelle e di Conte.
Le alleanze si costruiscono con la politica e Mario Draghi è fuoco amico.
Non Conte, caro Bersani.
La mucca nel corridoio non è Draghi, Grillo ed è cosa certa.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 30 giugno 2021
10:21:13
 
 
 
 

 

martedì 29 giugno 2021

Non possono stare insieme, no!

Non possono stare insieme, no!
 
Il diritto positivo è certezza e non presupposto tale.
Ciò di cui è portatore può stare solo nell’azione e non nelle intenzioni.
Nemmeno nelle attenuanti.
Se hai rubato, sei ladro!
Hai ammazzato?, sei assassino!
Ai rei la pena.
All’assassino quella contemplata per chi ammazza.
Al ladro, quella di chi ruba.
La pena non nello stesso luogo dell’assassino e del ladro.
Differenti i delitti, differenti i luoghi dove scontare la pena.
Le attenuanti e il giudizio d’essi?
Nella detenzione e solo in essa e non a mitigare, a recuperare e non alla libertà.
Porta per sempre chiusa, come non tornerà mai in vita chi hai ammazzato.
Se così fosse, avremmo nelle carceri criminali di ogni genere, e non come ora criminali solo i cretini che sono quasi sempre gli sprovveduti e senza soldi per avere una buona difesa.
Hai ammazzato perché hai sentito le voci?
O perché … le più disparate ragioni?
La condanna è l’ergastolo, perché chi elimina una vita, non può più disporre della sua libera.
Poi nell’esecuzione dell’ergastolo se sei pazzo, con gli ergastolani pazzi.
Se sei solo assassino e feroce, con gli stessi della tua specie.
È vero, non lavorerebbero più gli psichiatri giustificazionisti e gli avvocati “il ragazzo non si è reso conto di ciò che ha fatto”.
Questa deficiente inopportuna, ha inferto le stesse coltellate date alla figlia ai genitori che hanno ascoltato.
Si ritiene il proprio assistito pazzo?
La perizia non ti solleva dall’ergastolo, ma differenzia solo il luogo detentivo.
E cara, Signora avvocato d’alcuna accortezza e sensibilità, il tuo “ragazzo” sconterà l’ergastolo tra i pazzi che come lui non si rendono conto dell’assassinio.
Ritenete che avremmo ancora pazzi a commettere assassinii?
Il Diritto Positivo deve essere certezza senza attenuanti e la pena identica per tutti.
La Morale deve sottendere la formulazione del Diritto e non l’esecuzione di cui esso è portatore.
Forse non avremmo neanche GIP che liberano coloro che hanno per denaro assassinato 14 persone manomettendo la funivia.
Questo imprenditore, a sua affermazione pulito, ha già altri delitti a suo carico.
Guarda caso aveva manomesso la pista di bob con relativo assassinio.
Un habitué del delitto.
Un’altra cosa che mi sta sullo stomaco da anni e che non viene affrontata da pavidi politici e giuristi, le morti stradali.
È una piaga e non se ne può più!
Se ti metti alla guida ubriaco, drogato e ammazzi, sei assassino e basta!
Se c’è il limite di velocità e lo superi e ammazzi, sei allo stesso modo assassino e senza attenuanti.
Ti do l’ergastolo e poi hai tanti anni per comprendere il tuo delitto e non qualche mese di pena.
Vedersi ammazzare un figlio da un criminale che dopo qualche anno torna ad ammazzare e si fa anche la risatina.
Ministro Marta Cartabia e giuristi tutti, di questo necessita la giustizia e la civiltà giuridica.
Anche d’altro, ma al cittadino interessa che avendo delegato allo Stato il proprio Diritto, questo sia tale nella realtà e la certezza.
La strage di Donne senza fronzoli giuridici e pseudo tali, sarebbe governata.
E nessun marito assassino potrebbe affermare, “con qualche anno di pena, ma lei non deve più vivere”.
Chi toglie la vita a qualcuno, nello stesso momento ha tolto a se stesso la libertà per sempre nel “fine pena mai”.
Mai!
E né premi comportamentali, né franchigie e sconti di pena.
Si muore in carcere come colui/colei che hai ammazzato e sei fortunato, perché ti viene fatto grazia della tua vita.
Perché?!
A nessuno, nessuno, capisci assassino, è data facoltà di sopprimere un’altra vita!
E lo Stato che mi rappresenta non può darti la morte che meriti.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 30 giugno 2021
07:09:49
 
 
 

 

lunedì 28 giugno 2021

… un forte disagio e il network

… un forte disagio e il network 
 
Sento la necessità di esternare con il pensiero che seguirà tutto il mio risentimento, rammarico e la delusione.
La stanchezza del social e un ripensamento profondo.
Ho usato Facebook non per ambizione e neanche per esibizione.
Ho scritto prima dei network e i miei hanno camminato sui canali tradizionali e con discreto apprezzamento.
L’amata e compianta edicolante, Anna Chiaromonte, che è stata la mia giornalaia per oltre trent’anni, mi gratificava con l’affermazione, “Michele, quando ci sono i tuoi pezzi, me ne accorgo dalla fila dei clienti ad aspettare davanti all’edicola”.
E s’offendeva se qualche mattina non le concedevo i cinque, dieci minuti del mio tempo che erano “il senso della sua giornata” in quell’edicola chiusa l’intero giorno.
Sia pace alla sua anima bella.
Dicevo ho scritto, ho fatto politica, sindacalismo, vita sociale e civile.
Il genitore.
Sono stato sempre me stesso e non ho mai operato per tornaconto personale, ma per un senso di civiltà pedagogica che non mi ha mai abbandonato dall’età della ragione e ancor prima della sofferenza del vivere.
L’organicità all’idea e mai ai celebranti.
Mai all’altare se non a quello dell’etica.
In questo m’è stato maestro Nino Casiglio che non cesserò mai d’amare e ringraziare.
“Quando inizi a pensarla come Loro, scappa!”
Il controllo quotidiano e il riscontro del proprio pensiero con la “cosa” e non la narrazione, la gestione, il governo d’essa.
Ho contribuito a creare un gruppo formidabile qui su FB e invidiato.
Amici e amiche di elevata eticità e cultura, umanità e altruismo.
Ho subito attacchi e assalti, ogni indecenza e ho tenuto dritto la barra.
Partendo dal presupposto, come mi è stato sempre suggerito iniziando da mia madre, sbagliato: “Gli uomini sono buoni tutti, fino a dimostrazione del contrario”.
L’ho anche forzato questo concetto per tenacia, non volendo cedere di un millimetro all’assunto.
Certo della sconfitta che so gestire, e consapevole della mancata gioia, che mai avrei potuto incidere sulla natura dell’uomo.
Ci ho tentato e continuerò in forme diverse.
Però la mala educazione, l’arroganza ignorante, la diffidenza e la stupidità, no!
Debbo difendermi.
Troverò il modo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, gli scritti degli ultimi tempi e giorni, la mia “dabbenaggine”.
Non do colpe ad altri e al loro comportamento “ignobile” nell’accezione originale del termine, ma a me che ho ignorato il compianto Totò, “Signori si nasce ed io modestamente lo nacqui”.
Ho sbagliato nelle forme senz’altro, non mi arrendo all’evidenza del mio assunto sbagliato, e mai, neanche sotto tortura, mi piegherò all’affermazione contraria e unanime.
Ho concesso onori a chi sarebbe stato di troppo uno sgabello di cortesia.
Lezioni che non vanno trascurate e il vecchio e io lo sono, non voleva morire per imparare.
Apprendere.
Spero che abbia imparato la lezione, e muova i suoi passi stanchi con maggiore prudenza e accortezza.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 29 giugno 2018
08:51:38
 
 
 
 

 

domenica 27 giugno 2021

… un canto

… un canto
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Un canto che si disperde …
a la fine di sé, e
la voce è la stessa. L’eterno
che rinnova l’identico, ne lo
scorrere suo mai simile a sé.
Il tuo di quella tua ultima,
mattina che sempre simile
si dipinge diversa, anch’ora
che attende il mio, pegno
a scadere d’ignorato banco.
Serpeggia de il giorno l’aria
inquieto e sconosciuto, ne
la continuità senza fine nuovo.
Inno di sempiterna memoria
al Dio de il Tempo mai sazio.
Nenia di distacco non cercato
al suono del flauto.
Lamento antico di secoli, quanti
ne i passi de l’uomo.
Muta schiera d’Angeli in volo.
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Michele Cologna
San Severo, venerdì 26 giugno 2015
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tutti i diritti e riproduzione riservati
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… il vento

… il vento
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e soffiava a l’affaccio
un crepuscolo al tramonto
come un giorno in attesa
e la sera già a la notte
s’approssimava – sfumato -
il sogno quasi un saluto
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michele cologna
san severo martedì 27 giugno 2017
08:42:01
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… e cammino i luoghi

… e cammino i luoghi
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percorro tempo strade
luoghi dilatati di storia
essa è mia
come gli amori e donne
uomini
speranze e illusioni
verità mai acclarate falsi
bugie verificate
confutate frecce ferite
aperte
labbri a segnare preci di
sogni bruciati
roghi a l’altare di me vis
d’homo
damnatio memoriae e
piaga a l’arto rode
buca che a l’occhio si fa
appiglio
excusatio non petita … e
ti rende manifesto
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michele cologna
san severo domenica 27 giugno 2021
07:57:48
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sabato 26 giugno 2021

sofferente “poesia”

sofferente “poesia”
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come fonte battesimale
Voi
non abitate mondi il cielo
né ombrati la terra
de il cuore percorrete l’altezza
e a la croce
intinte le dita
spoglio adducete il pensiero
né il sacro o il blasfemo
solo tempo e sentieri
a la Parola
impronte ne la pietra conficcate
e ne il bronzo il gesto
piede a la radice di Terra e Dio
l’occhio cieco al vento e tesi
gli orecchi a l’ascolto
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michele cologna
san severo domenica 26 giugno 2016
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breve … breve affermazione

breve … breve affermazione
 
 
Tutti soloni!
Ascolti, leggi e rabbrividisci.
Come una gara a chi colpisce il morto.
Dedizione tutta italiana e si passa dall’adorazione in vita e potente, al dileggio nella caduta e la morte.
Non ho amato Matteo Renzi e il suo Partito Democratico, l’ho scritto in tutti i modi possibili e ho perduto amici e non su FB, ma di vita reale.
Non ho votato il Partito Democratico da quando D’Alema come Bruto …
Sono stato sempre critico e mai organico al partito.
Fedele alla sinistra che non sempre coincide con il partito che se ne fa detentore dei valori.
Gentilezza e memoria, etica e tradizioni, la storia … e “la gioiosa macchina da guerra” mi faceva e fa accapponare la pelle.
Mi è capitato anche con il PCI e mi sono preso del “traditore della classe operaia”.
Le sconfitte non fanno mai piacere, assecondare la “barbarie” non entra nella mia visione del mondo, della politica, dell’appartenenza.
È morta la sinistra?
Direi che i morituri siano coloro che l’hanno rappresentata malamente.
E così soloni commentatori e grandi giornalisti di grandi testate sono passati dall’adorazione al “maleducato di successo” Matteo Renzi, alla denigrazione.
E dalla denigrazione del Bruto, Matteo Salvini, alla celebrazione e agli altari.
Di più acefali e d’alcuna intelligenza e prospettiva politica, coloro che leggono le venature di fascismo nel nuovo Divo, “papà Salvini”.
“Matteo Salvini non ne sbaglia una e vince”.
Trump ha vinto.
Erdogan è stato riconfermato vincente.
Sono democratici costoro?
Non mi sembra che l’utile si combini con il bene o il meglio.
Un’idea fascista resta tale anche se diventa maggioranza e vince tutte le elezioni e in qualsiasi parte del mondo.
Matteo Salvini è fascista!
Luigi Di Maio e tutto il Movimento 5 Stelle, Grillo in testa, sono i promotori e teorizzatori della morte delle idee di destra e sinistra e dell’introduzione di quella più nefasta che il mondo abbia mai conosciuto, della diversità antropologica.
Governano insieme dei “Diversi Antropologicamente” e un partito “Fascista”.
La Lega e il Movimento 5 Stelle.
Vincono?
Sì!
Dobbiamo salire sul carro dei vincitori e diventare tutti diversi antropologicamente e fascisti?
Riscontrano costoro il sentimento del popolo.
Ma è peccare contro chi se si dice che il popolo si fascistizza?
Se si afferma che gli italiani hanno perduto l’Umanità?
È moraleggiare?
Forse gli italiani e chi fa informazione, coloro che fanno politica, i soloni che pontificano dovrebbero tornare a sedere i banchi dell’umiltà e dell’etica, della moralità e dell’umanità, del buon senso.
Perdo, l’essenziale è non perdere l’anima e l’intelligenza!
L’Umanità e il senso dell’altro che sono io fuori dal mio egoismo.
La Patria e i suoi confini non solo geografici, hanno significato e storia nell’accettazione, la condivisione, la solidarietà del Fratello.
Senza sono quei confini e quell’identità storicamente riscontrabili del fascismo in Italia, del nazismo in Germania, del comunismo in Unione Sovietica.
Ci risiamo!
E poiché ho scritto di voler essere breve, affermo: “Voglio perdere tutte le Elezioni politiche, amministrative, condominiali e quant’altro, ma non la mia Umanità, il Fratello, l’Altro, la Gentilezza di pensiero e azione”.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 26 giugno 2018
08:48:26

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giovedì 24 giugno 2021

Se non si fosse capito …

 

Se non si fosse capito …
 
 
Ho un rispetto smisurato per la Donna.
Tutte le donne e non è per la Bellezza, sebbene la gradevolezza sia fondamentale, ma essenzialmente per l’intrinseca qualità femminile.
L’uomo, il maschio per capirci, l’ha sempre temuta e s’è costruito un castello per imprigionarla.
Certo non parlo della prigione ben evidente nei secoli della subordinazione, ma di quella invisibile e tanto pesante culturale.
Tutta la cultura e la nostra giudaico/cristiana, cattolica, per sottometterla consenziente.
Ogni evitazione e tabù, Dio e la Creazione, la Costola e la Puttana, la Morale e l’Etica, l’Entità e un solo fine: asservirla alla Forza, alla Potenza, al Regno.
E per non farla lunga, “Tua è la Forza, tua la Potenza e la Gloria nei secoli”!
A chi è riferita l’affermazione che si ripete ogni mattina nel rito al quale tutti genuflettiamo?
A una Donna?
Al Dio Trascendente che è il Dominio dell’Uomo.
Mi viene facile la battuta, è forse qualcun altro a protestare per la legge in discussione sulla transfobia?
Sulla parità di genere e l’ammenda per chi non la rispetta?
La Chiesa che è il regno della Trascendenza e la Destra.
Questa della Trascendenza il servo idiota.
Una volta e non lontano, ne ho ricordo e non sono secolare, a Dio e alla Patria era fatto obbligo alla donna di sottomettersi solo ed esclusivamente per mano maschile e non per sua obbedienza.
Ora e non abbiamo alla testa una capitana?
Destra e Fascista!
Torniamo al ragionamento iniziale, quindi?
Quando una donna assume i connotati maschili dell’arroganza, della forza, della violenza, della perfidia …
Mi sconvolge e non per sé, no!
Per l’intrinseca sua qualità Femmina.
Mi crolla la “bellezza” e i frantumi mi fanno male.
Non perisco sotto di essi è chiaro, però le ferite restano.
Una donna non ragionevole è moltiplicatore della irragionevolezza.
Vedi la contaminazione e ne senti il disgusto.
Quelle poi della tastiera selvaggia e danno lezioni ai leoni.
Con l’aggravante della perdita della Grazia.
Una bella donna che non potrebbe per la sua conformazione biologica/estetica, urinare a faccia al muro e ti stordisce.
Ti cadono le braccia, si diceva una volta.
Vado predicando da anni che ogni emancipazione è perdita.
Ma vi sembra emancipazione il modello maschile?
Donne intellettuali o pseudo tali la verità assoluta è appannaggio della cultura fallace maschile e sapete il perché?
La cultura ebraica si è data sposa a Dio ed è una cultura omosessuale e quando con lui parla si tocca il pene.
Ed è quella stessa che ha fatto della femmina ogni evitazione.
Quindi?
Un pensiero ascientifico e strutturato sulla separatezza e l’ostracismo.
La donna è scienza, è gentilezza, è il tabernacolo della creazione.
Della Ragione contro l’imperio e il comando ottuso del maschilismo.
Perché scimmiottarlo?
Mie care sulla strada dell’emancipazione, non scordate che la verità è un abuso sempre.
La verità sta nella confutabilità e voi ne siete l’esempio vivente.
Quale “creazione” e insufflazione divina?
È il vostro Ventre a creare, tutto il resto è chiacchiera.
Perdete e perdete tanto!
Tutto il bello che sta nel femminile e la sua storia per emulare il peggio dell’uomo, il maschio.
La bugia e la verità.
Dio il maschio e la creazione la femmina.
La forza e la dolcezza.
L’arroganza e la ragionevolezza.
Siete già l’emancipazione e il futuro, non necessitate della “cultura” al maschile.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 25 giugno 2021
08:09:00
 
 
 
 

lunedì 21 giugno 2021

Visioni

Visioni
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È perdita sempre.
Ogni da, nel distacco lascia il sé.
La schiavo la catena, Dio la divinità.
Gli uomini l’umanità e la storia.
Il destino.
Lutto in costruendo.
E dopo tanti egli un desiderio.
I poeti sanno e da sempre.
Ma né numero e ascolto è il loro.
Il Cieco ne la rottura la rovina canta.
Giove più da l’Olimpo scende.
E il ritorno è sciagure e lutto.
Iliade e Odissea.
L’epica e la commozione.
Visionario io e …
Leopardi sapeva l’oltre de la siepe e
proponeva e sperava.
Gli studi salvano, ma era diverso.
Amava al di là de il genere, Lui.
La progressione una malattia.
Ne il futuro assente mio, io vedo.
Pace ne il vociare di messi e viti.
Ruspanti passi a zampettar aie.
Bambini, donne e vecchi in sorriso.
Uomini a contar tomoli di campi in fiore.
Città diserte e Chiese.
Pubblici luoghi sol di necessità vestiti e
ne il nuovo l’antico e Dio.
Padre de il Figlio e la Madre, la Mano Sua.
E Pascoli a segnare Arcangeli e Trombe.
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Michele Cologna
San Severo, mercoledì 17 giugno 2015
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Copyright© 2015 Michele Cologna
tutti i diritti e riproduzione riservati
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Poesia che ho pubblicato il 21 giugno 2015 e riporto anche il link.
Mi ha colpito e mi piace ripresentarvela “nuova”.





 

sabato 19 giugno 2021

Voglio vivere così …

 

Voglio vivere così …
 
 
Mi scuso se negli ultimi giorni non sto onorando con la risposta i commenti delle mie amicizie.
Solo con il segno di riconoscenza del linguaggio muto che l’assenza di parola ci mette a disposizione.
In verità sono abbastanza stanco e affaticato, di più mortificato e di questo il seguito: un cambiamento che sorprende me per primo.
Il rifiuto della passione.
L’acquiescenza alla pedagogia senza pensiero e costrutto che domina.
E non spendo concetti e parole.
Tutte le mie amicizie e i lettori già li conoscono per antica frequentazione.
Mi vedo le partite di calcio in televisione.
Cosa normale, è vero!
Ma non per me che di quel mondo spregiudicato e d’affari senz’etica e morale, deviante e futile e non nell’essenza del gioco, ma nell’uso violento e obnubilante, ne ha sempre aborrito il senso.
Pensate per un attimo solo i giornalisti televisivi e della carta stampata.
Certo ci sono stati i Mura, i Ferretti e tanti che ne hanno cantato la vis del gioco e ne hanno fatto antologia, ma un velo pietoso su tutto e tutti è d’obbligo.
Il rifiuto ancora della lettura dei quotidiani.
Come togliere il latte al lattante.
Muore.
E invece la sfida, “non me ne può fregare di meno”.
Non so il tempo della durata, ma mi fa canticchiare “voglio vivere così”.
Certo ci sta Draghi ed è garanzia, ma spegnere ogni voce altra!
Eppure non riesco ad ascoltarne una.
Leggerne, ma già l’ho scritto.
Tutta la strumentalità e l’aberrazione e l’adagio popolare, “non c’è un palmo di terra netta”.
Pensiero del quale ho sempre avuto consapevolezza e la grinta del combattente.
Ora è resa?
Poi, dulcis in fundo, il social.
E qui la tragedia che si fa farsa …
Eravamo in tre, io e due miei amici architetti.
Fungevo solo da accompagnatore perditempo.
Dovevano commissionare dei pezzi da costruire in legno di ciliegio.
Si entra in questa falegnameria e uno dei due spiega cosa fare.
Il falegname ascolta con pregiata attenzione e chiede, “perché in ciliegio?”.
“Perché il colore rossiccio del ciliegio s’intona all’idea”, gli viene spiegato.
Scandalizzato il falegname, “Architetto, rossaccio!”.
Ci guardiano in faccia tutti e tre e tratteniamo il riso.
“Sì, perché il rossiccio del ciliegio …”, ancora l’architetto.
Esterrefatto il falegname, “Architetto, Architetto, quanta ‘ignorantitudine’ ci sta in giro!”.
Esilarante …
I social, e ho perduto la voglia di sorridere.
 

giovedì 17 giugno 2021

Stato d’animo di una mattina …

Stato d’animo di una mattina …
 
 
Come a pretendere che la bestia ragioni!
Ci hai fatto l’abitudine e pensi di conoscerlo, “ma è il mio cane!”.
Un bel niente.
Quel mio è come se tu pensassi il fratello, l’altro solo per la frequentazione e gli anni, la stessa abitazione e i genitori, a te contiguo d’aspetto e pensiero.
Sei sulla strada sbagliata e lo sai, ma lo dimentichi e ti meravigli ogni volta che ti prendi un calcio.
Sì, perché la bestia scalcia!
Quante volte bambino, e quanti uomini padroni del proprio mulo per definizione, sono stati ammazzati con un calcio.
Se ti va bene il morso.
Anche il segno permanente.
E poi ti meravigli e biasimi colui che non fa sconti e opera la separatezza.
“Io sono il padrone e tu il mulo!”
“Ti do da mangiare quanto basta, ti faccio lavorare allo sfinimento.”
Un professore pazzo.
Però ascoltate e il giudizio potrebbe essere azzardato.
Come lo avvicinavi con la parola, immediatamente, “Sei laureato?”.
Alla risposta affermativa, si soffermava all’ascolto.
Negativa, immediatamente ti mandava a quel paese.
Appena gli parlavi anche da “affermativo”, ti mandava lì in quel posto lo stesso, ma è trascurabile e secondario.
Nella sua follia sapeva che l’altro è da mandare a quel “Paese” sempre.
C’è tanto di vero nella follia?
E mio fratello Giovanni questa mattina.
Egli l’abita veramente e da tanto, Piccolo mio!
Appena entrato l’ho trovato dietro la porta, erano le 5.40, Giovanni già alzato?
Domanda superflua e di cortesia, è sempre sveglio sebbene mi aspetti a letto.
Dorme di giorno e dice che egli ha curato i bambini che scambiavano il giorno con la notte.
Divago …
Appena mi ha visto, “Il fratellone mio gigante!”.
Ho riso e ora mi chiedo, ma stia per “fesso” il “gigante”?
Che abbia compreso più lui che io?
E io sarei l’acculturato e il sano di mente.
C’è da meditare …
 
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 18 giugno 2021
07:37:01

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… e lui

… e lui
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da vortice preso
mescola
cielo terra … e lui
fonde
alito di rosa lei
insuffla … e
a la dea lui poeta
nasce
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michele cologna
san severo domenica 17 giugno 2018
09:32:43
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mercoledì 16 giugno 2021

Come se, e …

Come se, e …
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Come se, e, invece,
l’inganno.
Lo intuisci, comprendi
e l’ignori.
Ti illudi e costruisci.
Eternità falsa di falso
premio a falso dono e
neghi.
Ti neghi vero a quella
verità che nascondi
bugia.
Ladro di realtà al figlio
che allevi alienandolo
al falso e d’esso servo.
Sacerdote in parata di
un rito …
Abuso pe’ usucapione.
Sei padre de il figlio che
sarà de il suo e ancora,
ancora e no per grazia,
solo amore.
E la madre, lei e solo lei
tabernacolo di storia e
autenticità che tu e altri
mai.
Mai soffio d’altro potrà.
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Michele Cologna
San Severo, giovedì 17 giugno 2021
07:36:51
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Copyright© 2021 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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martedì 15 giugno 2021

alba di un mattino … 10.03.1948

alba di un mattino …
10.03.1948
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un modo congiuntivo
tempo di pensiero sperato
d’azione a cui tendere
una certezza de l’incerto
abisso senza cielo e fondo
e nacque lui
dolore già prima d’essere
svelarsi al mondo
come un dipinto proibito
nudo da vestire
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michele cologna
san severo giovedì 15 giugno 2017
08:17:38
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Copyright© 2017 Michele Cologna
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Arriva la stanchezza …

Arriva la stanchezza …
 
 
Sui vaccini?
E la gara a chi la spara più grossa e meglio condita!
Poi i cretini.
I presidenti di regioni in prima fila.
Poi i neofiti della fede.
Deficienti.
In politica?
E qui lo sporco inficia appestando.
Il cretinismo che si fa verità e suggella!
Il mediocre Conte il paravento di un colossale fallimento politico.
I Cinque Stelle.
Un rabbioso Grillo e giornalisti suoi pari.
La stupidità.
Anche di coloro che con questi prefigurano futuro.
Come volere programmare con un rapinatore la custodia della Banca d’Italia.
Un papello etico/politico.
Morale.
Ora il corruttore dei giovani dopo Berlusconi, quel Grillo che giustifica lo stupro e considera la stuprata “puttana consenziente”, apre alla Cina.
Vuole destabilizzare quel poco che ci fa ancora Paese affidabile nei contesti internazionali.
Draghi attaccato da ogni miserabile per cultura e onestà.
Mentre il Mondo tutto lo celebra rispettandolo e ascoltandolo, gli “italiaschi” di destra e di sinistra lo vorrebbero morto, o asservito.
Certo politicamente, e non va bene neanche che abbia deciso di non volere proventi per il proprio lavoro.
Questo è il dato.
Dopo anni, anni e anni …
Forse per la prima volta, dopo De Gasperi e Prodi, l’Italia non viene derisa e ascoltata in Europa e negli Stati Uniti, nel Mondo e noi lottiamo quest’uomo che onora il Paese e gli italiani.
La competenza e l’onorabilità, il rigore e l’onestà fattiva e intellettuale sono la medicina insopportabile e micidiale per l’Italia delle mafie e dei furbi, dei corrotti e dei parassiti.
Della politica praticata e ogni ruberia.
Come si può condannare un miserabile che prende il “reddito di cittadinanza” e rifiuta il lavoro in chiaro che poi accetta in nero?
Farei un elenco nutrito di nomi miserabili, ma non serve.
Questo tarlo, meglio parassita è nella mente degli italiani e li governa.
Non c’è scampo!
Draghi non merita questo Paese.
AstraZeneca nemmeno gli italiani.
La scienza medica?, meglio lo sciamanesimo.
Il generale Figliolo che ha fatto cessare lo sterminio dei vecchi, uguale ad Arcuri per i buoni, per gli altri un “assassino” in divisa.
E impressiona la divisa.
Vero, Michela Murgia?
Marco Travaglio?
Padellaro?
Prof Montanari?
“Chiacchiere e tabacchere ‘e ligno, ‘o Banco ‘e Napule nun se ‘mpegna”.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 15 giugno 2021
08:54:07