sabato 20 aprile 2024

Il tormento della Giorgia, MENTIRE

 

Il tormento della Giorgia, MENTIRE
 
Che vita da cane, Poverina!
Deve mentire su ogni fronte sempre.
Dalla mattina appena poggia i piedi a terra, alla sera, quando spossata dalle menzogne, va a dormire.
Mente.
Il suo destino è dire bugie.
Le improvvisa.
Le pensa.
Le affastella.
Ma la sconfitta è la pena.
Non una vita degna per menzogna.
Dio, Patria e Famiglia e si dà coraggio.
Ma smentita su tutti i fronti.
È terribile e non è nelle mie mire scarnificare la Misera, ma la sorte sembra contro lei accanirsi.
Non ha Dio.
Costretta a tradire la Patria per convenienza.
Senza Famiglia.
Di più?
Dire una cosa e farne un’altra.
Eletta dai poveri è costretta a finanziare i ricchi.
Cercare più potere per il Presidente del Consiglio, il Premierato, e la costringono all’autonomia differenziata delle regioni.
Lo sfascio della Patria.
La sanità?
Qui il capolavoro: chi ha i soldi si cura e chi non ne ha si frega.
Nella sua Famiglia si pratica il matriarcato ed è obbligata a celebrare il patriarcato.
Potremmo continuare all’infinito …
Sfortunata la Poverina.
Anche sulla tolleranza e la liberalità.
Lei e il mondo ingrato che le rema contro.
È costretta a punire, censurare, condannare.
Addirittura, è obbligata da donna a negare alla donna la libertà su di sé e il proprio corpo.
Negarle l’aborto e subire l’oltraggio della colpa.
Sì, la fa soffrire tanto la perdita del diritto, ma deve obbedire a un supremo obbligo, la pena della Mela.
Hai mangiato la mela?
Soffri.
Pensate voi, vietare allo scrittore Scurati la Lectio sul Fascismo per onorare il 25 Aprile?
Chiede una somma impossibile e lei che già paga i trafficanti di carne umana per fermare i disperati del mondo, come possa!
Che vita di m***a, Poverina!
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 21 aprile 2024
07:17:53
 
 
 
 

mercoledì 13 marzo 2024

Il paradigma

 

Il paradigma
 
S’è chiusa la storia con un solenne vaffanculo.
La gentilezza come la democrazia richiede, se non proprio parità, almeno vicinanza.
Un gommista, l’unico nella mia città, propenso a portarsi in campagna per lo smontaggio e il montaggio delle gomme anteriori del trattore.
Lavoro e ogni possibilità contemplata, pattuite.
Prima di qualsiasi operazione.
Una diffidenza, testardaggine, ignoranza, presunzione da fare accapponare la pelle.
L’unico, il mercato non offriva altro e dovevi ingoiare il rospo.
Con il mio mezzo, mi faceva il favore e non poteva usare il suo.
Parlava, parlava, parlava.
Era il migliore e ogni disgrazia sul suo cammino.
S’era “fatto” contro gli uomini e il destino.
Anche le proprietà e sistemato i figli.
Tutti mariuoli.
Non si salvava nessuno.
Lo Stato, le Istituzioni, gli uomini.
Mi dava lezioni su tutto.
“Tu non capisci.”
Aveva aperto delle officine ai due figli e chiede dei miei.
“Fanno gli insegnanti. Sono professori.”
“Ah, sono parassiti!”
Cosa potevo dire, fare?
Ho bloccato il furgone e gli ho gridato d’andare a fare in culo e scendere immediatamente.
Non interessa a nessuno il seguito, ma ad abundantiam, s’è zittito.
Ha fatto il lavoro.
L’ho pagato.
E fine.
Storiella che non interessa a nessuno, se non per l’esempio.
Schlein e Conte.
Partito Democratico e Movimento 5Stelle.
Cara Schlein, la gentilezza e la democrazia richiedono se non pari riscontro, almeno correttezza, sincerità e cortesia.
Ti sembra che possa continuare questa storiella?
Hai affermato che senza questi “scappati di casa” non si può neanche pensare di battere la destra.
Quando dobbiamo abbracciare un surrogato, non è meglio l’autentico, l’originale?
Forse Conte è migliore della Meloni?
Conte, e Fico ieri sera al Cavallo e la Torre?
Io non ho retto e l’epiteto è partito forte e solenne.
Il gommista s’è zittito, Conte, Fico e tutta la non bella compagnia cantante è bacata nelle cervella e pensa d’essere sulla strada giusta.
Ma la loro non è la nostra, cara Schlein.
Io e il PD stiamo con Biden e la democrazia, non dobbiamo aspettare e vedere cosa fa e dice Trump che “Hitler ha fatto anche delle cose buone”.
il PD è forza socialista cosa ha che fare con questi avanzi?
Io sono con gli Ebrei e mai parlerei riferito a quel popolo di genocidio.
L’hanno subito!
Netanyahu è un incidente della Democrazia Israelitica, non del pensiero ebraico.
Vogliamo dirlo ai giovani?
Vogliamo smetterla di andare a rimorchio dell’ignoranza?
Renzi e Calenda, nonostante il loro intemperante narcisismo, sono i nostri alleati.
Conte, Fico a chi?
In Basilicata si va con il nostro candidato, cara Schlein!
Conte, se ne ha uno, vada con il suo.
“Sciò, Sciò, Ciucciuè!”
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 13 marzo 2024
08:36:17
 
 
 
 

martedì 27 febbraio 2024

E se dopo la Sardegna

 

E se dopo la Sardegna
 
Fuori dal coro e il motivo.
Il centro-sinistra ha conquistato il governo della Regione sarda ed è vittoria importante e significativa.
Ma è segno nuovo?
La politica s’è affacciata alla resipiscenza, ha restituito alla parola la realtà?
S’è vestita dell’umiltà della verità?
No!
C’è uno sforzo nel senso auspicato della segretaria del PD e dello stesso partito che non trova riscontro e ospitalità negli altri.
Movimento 5Stelle in primis.
Con dell’imbarazzo evidente da parte della vittoriosa beneficiata.
Dovuto più a qualità personali che a direttive politiche.
Giuseppe Conte è una persona furba, inaffidabile e subdola.
Ricorda, sebbene non ne abbia la personalità, Bettino.
L’esule di Hammamet nella veste di Ghino di Tacco.
Il de cuius per personalità poteva consentirsi l’arroganza manifesta e palese, Conte, non possedendo tali attributi, la furbizia.
Scova sinonimi per differenziarsi.
Come a soddisfare una platea di deficienti.
Esempio?
“Campo largo”, concetto che non ha il mio gradimento, ma che esprime un senso, con “campo giusto”.
L’ignoranza del soggetto, pur docente universitario ed ex avvocato del popolo italiano, non gli permette di comprendere bene l’abisso di senso.
Il campo largo esprime un senso politico, il campo giusto, uno etico.
Chi l’abbia investito di questa categoria più che politica, teologica è mistero.
Il Furbetto, se avessimo ancora proprietà semantiche, capirebbe.
Ma egli si nutre dello stesso cibo del suo popolo: presunzione e ignoranza.
La competizione anche tra alleati è della vita e quindi della politica.
Non la furbizia.
Maggiormente la slealtà che non si pratica neanche tra nemici.
Ecco, se la prima norma per costruire un’alternativa credibile e sostanziale alla destra corrotta e di governo, fosse semantica?
Ridare alla parola il proprio senso?
Le parole sono pietre e non chiacchiere e hanno in sé l’etica non solo semantica, ma anche umana di chi le pronunzia.
Chiaro signora Todde?
I suoi occhi esprimono sincerità e intelligenza.
Non segua, meglio non insegua il distinguo se non nell’operatività dell’azione politica.
La diversità, la pluralità è ricchezza sempre.
Credo che per un’alternativa vera alla politica sporca della Destra bisognerebbe tornare al senso della parola.
Alla realtà che può essere letta in maniera differente, il che non ne muta il senso.
Lo rafforza.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 28 febbraio 2024
07:24:07
 
 
 
 

domenica 25 febbraio 2024

… e canta

 

… e canta
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sente e non sa
canta
e
se fosse di lui
l’ultimo
già
scivolando siede
a l’occhio
perla brumosa
la lacrima
 
no a rimembrare
pene
solo a benedirlo
giorno de il senso
e fu unione
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michele cologna
san severo domenica 25 febbraio 2024
10:12:19
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Copyright© 2024 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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26 febbraio 2024 e siamo a 56
 
Cerco cose belle da dirti e un motivo mi tiene la mente, “Era bella”.
Ma fu amore di una notte quello.
Il nostro e …
Fu di felice e ancora il sapore ne bagna il gusto.
Un giorno lungo ad oggi.
Una vita.
Anche il modo indicativo tempo imperfetto non ci sta, quell’ausiliare va solo al presente.
“Sei bella”.
E sebbene non sia io né “profeta”, né voce cantante, da cinquantasei anni e ancora.
L’altra mattina, come mare calmo, dormivi e lo sguardo ha percorso i tratti del tuo viso umidendo gli occhi.
“Mia” e il possessivo dell’Amore s’è alzato a Dio.
Anche il pensiero.
Che uomo fortunato sono stato!
E ora?
Ora che la mia sufficienza si completa solo in te e non riesco a trattenerle, Tonia.
Sono lacrime d’amore e riconoscenza.
Grazie, Amore mio.
Non sono ancora sazio del tuo, ma se dovessi andarmene, sappi che il viaggio vola su ali di te piumate.
Buon anniversario, Tonia, amore della e per la vita.
Auguri a noi e ai nostri figlioli e che la vita li mantenga sempre innamorati.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 26 febbraio 2024
06:30:09
 
 
 
 

mercoledì 24 gennaio 2024

Da non crederci …

 

Da non crederci …
 
Se qualcuno l’avesse profetizzato, si sarebbe preso fischi e fiaschi.
Dell’ubriaco.
E invece l’inverosimile s’è avverato.
E per quanti “cretini” interessati possano confutare, l’affermazione diventa sempre più palese.
Abbiamo i Fascisti al governo dell’Italia.
Perché il fascismo è la Meloni e la sua famiglia.
L’ignoranza sua e dei suoi.
E come lei abbia debellato nella sua famiglia il Patriarcato con quattro generazioni di donne, ipotecando anche il futuro della figlia, la stessa crassa ignoranza la pratica del suo fascismo.
Perché il fascismo non è teoria, “è”.
La merda non teorizza il fetore, puzza e basta.
La “Sorella d’Italia” con tutta la sua banda di fetenti, è il gas mortale dell’Italia e gli italiani.
Ha sconfitto il patriarcato nella sua famiglia e lo invoca per tutti gli altri.
Si dice parla bene e razzola male.
Ma la signora non sa proprio di che parla!
Il patriarcato è Dio, un sistema teorico, funzionale e salvifico.
Al secondo posto, il patriarcato è la Famiglia. La sacra Famiglia. Non la mamma tua che si separa e fa figli con compagni e amici del primo marito. Non tu che fai la figlia fuori da ogni sacramento.
Al terzo posto e non per importanza la Patria.
Qui il discorso si complica perché necessita la sincerità e non la bugia.
Non è nelle tue categorie, Giorgia, perché sei geneticamente bugiarda.
Credi alle bugie che dici. Affermi. Pratichi.
Sei un bluff fisico. Un pasticcio comportamentale. Un disastro culturale.
Inadatta.
Non sei la sola e ciò, pur non alleggerendo colpa, ti inserisce nel contesto infernale di questo nostro tempo assurdo e votato al suicidio.
C’è Trump, Orban, Netanyahu, Putin e simili e l’aggettivo non contempla diminutivi.
Noioso fare i nomi, però fatti aiutare ancora una volta dal tuo salvatore Renzi.
È più intelligente di te, non meno carogna.
“Da non crederci …”, il titolo dello scritto.
Eh sì, perché io pensavo solo come onorare la memoria!
Mi ha preso un po' la mano, ma quale memoria?
Quella che con ferocia maggiore del passato pratichiamo tutti i giorni?
I morti di Cutro?
Il pogrom del 7 ottobre?
Lo sterminio dei palestinesi?
Gli ucraini?
Le libertà obliterate?
La cultura occupata?
Non sei sola, Giorgia!
Sei in ottima compagnia nell’indecenza.
Qualche giorno fa Liliana Segre, con coraggio fuori dal comune, ha invitato a visitare i Luoghi della Memoria e portarci anche i nostalgici.
Voglio sperare che le sue parole facciano riflettere e se dovessero convincerla, Giorgia, a pronunciare la parola antifascismo …
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 24 gennaio 2024
10:52:55
 
 
 
 

mercoledì 3 gennaio 2024

La “Gioggia” e i suoi sodali

 

La “Gioggia” e i suoi sodali
 
Eh sì, ti faceva vergognare!
Prima come uomo e poi perché italiano.
Chi?
Ma Albertone!
Bravo da morire e tu non riuscivi a nasconderti a te stesso.
Ti scovavi.
Non c’era rifugio.
Eri lì e il personaggio ti metteva a nudo.
Che vergogna.
Ma Albertone non c’è più e la vergogna prima ancora di lui è scomparsa dalla scena.
Italiana.
Siamo in buona compagnia e ci ridevano per Berlusconi e poi si sono presi Trump.
Come a dire che siamo messi un po' male?
“Diciamolo”, vero Presidente del Senato?
Ma non abbiamo più l’Albertone nazionale, abbiamo Gioggia.
Eh sì, mica è poca cosa la “borgatara”, Presidente del Consiglio al maschile.
Lei è donna e madre ed è fascista.
Che combinazione!
Non sarebbe riuscita a nessuna una simile miscela, ma il caso.
E così apprendo, come quando neofita contadino chiedevo agli anziani il motivo, il perché si seccassero alcune piante in ottima salute, che era “uno sgherzo della natura”.
Eh sì, come ben capite, la Gioggia è un “sgherzo” della natura.
Ma mi dà da pensare che le piante, i vitigni che si seccavano potevano essere l’uno, il due per cento del totale e invece …
Invece, Gioggia e tutti i suoi, come lei, seccano.
Che “sgherzo” è questo?
Non mi reco da nessuna Pizia e ci tento io, perché la Gioggia e coloro che si è scelto circondandosi, sono fascisti.
I fascisti seccano e mi spiego anche perché non mi fanno vergognare come mi capitava con i film dell’Albertone Nazionale.
Lì Albertone rappresentava, simulava artisticamente l’uomo.
Qui la Gioggia e i suoi accoliti rappresentano la feccia dell’uomo.
Lo sfrido, lo scarto, la merda.
Il peggio che abita la sentina dell’individuo.
E diciamolo, Benito La Russa!
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 4 gennaio 2024
06:22:33




venerdì 22 dicembre 2023

Quando, buon Natale 2023

 

Quando, buon Natale 2023
 
E ti rendi conto che non sei più in grado di pregare.
Sì, la preghiera è speranza e Dio l’esecutore.
Così la Speranza di Giuseppe e Maria è il loro figlio Gesù.
La mia e di mia moglie i nostri quattro, Stefania, Leonardo, Barbara e Pamela.
I nipoti, Monica, Riccardo, Carol e Matilde, sono un fuoco al quale ti riscaldi.
Poi, poi la vita.
E t’accorgi che la preghiera è chiedere e tu non ne hai mai avuto la possibilità.
Non per mancate necessità, no!
Solo perché la vita ti ha messo nelle condizioni di obbedire e piegarti alla realtà che non è speranza, ma la verità che vivi.
Così la preghiera si fa azione e tu l’artefice.
Scarabeo stercorario all’opera.
E gli occhi non fissano più il Cielo, ma lo sterco che è la sola vita a te concessa nelle tue possibilità e prerogative.
Accompagni tua moglie e fare la spesa e non sei più in grado di scendere dalla macchina una busta.
Il tuo cuore non regge il peso.
Neanche la Speranza.
Ma è Natale e il Sole inizia il suo cammino.
Tu non sei più azione, solo residuo trascinamento e ti affanni.
L’esercizio della preghiera, se mai ti fosse appartenuto, ora ti è sottratto per arbitrio.
Dio è agonizzante con te e i destini si uniscono.
Buon Natale a tutti.
Alle amicizie e a coloro che leggono cum grano salis.
Certo i fascisti al governo del Paese e non c’è allegrezza per alcuno.
Ma l’uomo è destinato a ripetersi, è la sua storia.
Libererà il Ladrone e crocifiggerà l’Amore.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 23 dicembre 2023
08:25:13
 
 
 
 

domenica 17 dicembre 2023

Quante, quante ne avrei da …

Quante, quante ne avrei da …
 
Mesi di silenzio e si cumulano cose.
S’era sì insediato il fascismo al governo del Paese, ma che in così breve lasso di tempo avesse invaso tutto, non era neanche sospettabile.
E invece il fetore ti toglie il respiro.
Pensate il vecchio e forforoso, mariuolo Sgarbi e la nonché gonfiabile Santanchè.
Il Ladro e la Pantegana, la Nana borgatara e con questi devi attraversare i giardini che non son più quelli peripatetici.
Costoro il governo.
Povero e caro Pericle.
Non c’è illuminismo né greco, né di altra nazionalità quando manca l’uomo.
E Dio è uomo e ama Maria.
Ricorre a mille espedienti per ingravidarla, ma la fa Regina del suo cuore e Madre dei suoi figli.
Non l’ammazza e fa pogrom, lascia a Lucifero la libertà della vanità, ma anche le conseguenze.
Bisogna riconoscere che non ha messo su il “migliore dei mondi possibili”, ma che abbia retto e fatto grande il piccolo uomo è un dato inoppugnabile.
Non più concessioni dall’alto, ma diritti.
Che bella intuizione!
Alleggerisce le spalle e le responsabilità.
Il diritto ha nel risvolto del dovere la sua verità.
Altrimenti è cosa monca.
Ma cosa c’entra Dio, Patria e Famiglia?
È vero, cara Nana dagli occhi strabuzzati?
Hai voluto la figlia e te la sei fatta.
Anche l’uomo dalla patta come prima immagine di sé e ti piaceva.
Ora di cosa cianci?
Quello che va bene a te non è dovuto agli altri?
Non è buon uomo colui che inganna, signora Meloni.
A maggiore ragione se si pensa nato per governare.
Bisogna sapere e non ne hai altezza, che il comando è veleno ed il primo ad essere intossicato e chi lo maneggia.
Sono nato in una famiglia patriarcale e ho molto sofferto.
Quando lo scettro è passato a me non l’ho mai esibito, no!
Però Dio è stato mio Padre, la Madonna mia Madre e ho amato i Figli più di me stesso.
Ancora e sono ricambiato.
La mia malattia è stata ed è prova d’amore ogni giorno.
Mi amano e sono verità come le lacrime che rigano le gote.
Elevo canto di ringraziamento a Dio che è mio Padre.
Pungolo mia Madre affinché non dia troppa corda a Lui e pensi più a sé.
È suo diritto.
I Figli uomini e donne bastevoli a sé e non ammazzano …
Hanno scelto la loro vita in assoluta libertà e la praticano.
Sai, piccola Nana, non verrei mai a una tua festa o manifestazione, provo repellenza per ogni forma di fascismo e illegalità, tu non ci crederai, ma io sono un Uomo e qualsiasi etichetta non mi farà deviare mai dalla rettitudine del seminato.
Sono il seminatore e solo il campo darà risposte vere al mio gesto.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 18 dicembre 2023
06:06:17
 
Ps
Alle amicizie interessate al mio stato di salute, sto meglio.
Non sono fuori, ma vedo la riva.
Poi arrivarci non riguarda me, ma il Destino.

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venerdì 24 novembre 2023

Azzardo, ma poi mica tanto …

Azzardo, ma poi mica tanto …
 
Il papà della povera Giulia ha solidarizzato con la famiglia Turetta.
Il loro dolore per un figlio assassino andava rispettato.
Certo!
Non ho condiviso questa sua perché il niente partorisce niente e invece …
La famiglia Turetta aveva partorito il mostro.
Notate le differenze, la liberalità e la compassionevole cultura delle sorelle Cecchettin che porta Giulia alla morte.
Si preoccupava del mostro Filippo che si facesse del male e pur non amandolo più lo aiutava a riprendersi.
E il mostro le ha preso la vita.
La sorella Elena, la sua pietà e la ragione.
Parole che avremmo voluto ascoltare da chi governa questo Paese.
Invece domina la destra e la sua cultura liberticida, illiberale e fascista.
La Borgatara che non comprende – crassa ignoranza – il patriarcato e posta le quattro donne della sua casa e nella misera libreria un tariffario d’amore a pagamento.
Il compenso da versare per la durata della prestazione.
Come a dire, ognuno pratica ciò che conosce e comprende.
Dicevamo prematura compassione del papà di Giulia per i Turetta.
Sapete l’avvocato al quale si sono rivolti?
Un misogino fascista, già segnalato per i suoi attacchi fascisti contro le donne stuprate.
Certo Emanuele Compagno già collaboratore del Presidente del Senato, il fascista La Russa.
Ecco come si chiude il cerchio.
La butteranno in politica e Giulia sarà massacrata ogni giorno da fascisti per i quali è legittimo ammazzare la donna che non si sottomette.
Similia similibus.
E ora sappiamo per certo che Filippo non è parto contro natura, ma è il frutto fascista voluto, desiderato, allevato.
L’avvocato Emanuele Compagno è la prova del nove.
Preghiera al papà di Giulia che ancora gli sussurra il suo “papino”, ritiri la solidarietà a tale famiglia.
I Turetta il mostro non se lo sono trovato a caso, lo hanno allevato.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 24 novembre 2023
08:45:45
 
 
 
 

 

martedì 21 novembre 2023

Indicibile sofferenza

 

Indicibile sofferenza
 
Soffro, questo è il dato.
La convalescenza che sembra destinata a non finire mai.
Lo sconvolgimento fisico e sei estraneo a te stesso.
Il silenzio.
Non parli e non scrivi perché la sofferenza che ti porti come vessillo ti giustifica.
Però essa s’incarna nel silenzio e diventa male insopportabile.
Così la rinuncia si fa più insistente e dolorosa del silenzio che del male fisico, morale, etico, civile è l’espressione.
Che brutta vecchiaia sto vivendo.
E il pensiero va alla “colpa”, “se non avessi fatto l’intervento!”.
Non ci sarei più e certo dispiace, ma anche la sofferenza mi sarebbe stata risparmiata.
La piccola Giulia, il papà e la sorella Elena.
Anche mia figlia Stefania mi chiama “papino” e non riesco a fermare ansia, dolore e lacrime.
Come non riesco a identificarmi con i genitori dell’assassino.
Hanno allevato loro il “mostro” e maggiormente colpevoli non essendosene accorti.
Ho sempre scritto sulla violenza criminale contro le donne.
E le più agguerrite e contrarie sono state proprio le mamme.
Non si rendono conto della differente educazione che impartiscono ai loro figli negli anni.
Pensate, la Meloni fascista e il suo governo fascista a parlare di violenza su donne e bimbi.
Loro che ammazzano bimbi, donne e vecchi. Uomini.
Qualcuno può ricordare loro Cutro?
È solo un episodio, ma se l’Italia fosse un Paese più serio la Meloni e Salvini con il ministro Piantedosi starebbero alla sbarra.
C’è stata deliberata volontà a far naufragare quella barca di clandestini.
Per l’appunto erano clandestini …
E giacché ci sono, mi tolgo l’altro peso insopportabile.
Israele.
Tutti filopalestinesi e gli israeliani filonazisti.
Giovane anch’io fui per quel popolo cacciato dalla propria terra.
Come fui maschio essendo così nato, educato.
Ho corretto il maschio con la cultura e, pur essendo vecchio, vigilo ancora.
La bestia è sempre in agguato.
Ho studiato e la vita ha il limite nell’età, ma se fossi eterno giurerei per l’eternità fedeltà a Israele e al Popolo ebraico.
“Uso eccessivo della forza”, ma gli sgozzati e decapitati del pogrom del sette di ottobre?
Sono scomparsi anche dall’ONU.
Che indecenza!
Se il mio confinante vuole la mia morte, io non posso non difendermi e volere la sua.
Ma Hamas non è il popolo palestinese.
Come a dire che la Meloni e il suo governo, sì loro, i fascisti, non sono gli italiani!
E chi li ha votati e li appoggia?
La destra fa schifo e ovunque governi imbratta di sé ogni cosa.
Capita anche in Israele.
Ma si è visto nel mondo arabo qualcuno manifestare per il pogrom del sette ottobre?
In Israele si manifestava tutti i giorni contro il corrotto Netanyahu.
Di cosa cianciate, uomini e donne senza cervello?
Non vi terrorizza la Meloni a parlare di riforme?
La Borgatara che con Dio, Patria e Famiglia si propone riformatrice?
Il silenzio è rotto, ma la sofferenza è insopportabile.
“Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.”
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 21 novembre 2023
09:42:14
 
 
 
 

venerdì 10 novembre 2023

La mattina …

 

La mattina …
 
La mattina, oggi, e l’altro ieri, giovedì, da ricoverato ho fatto ancora la toracentesi.
Un litro e mezzo.
Il mio polmone destro si crede vacca e produce, liquido pleurico.
Sì, erano trascorsi due mesi e due giorni dalla precedente, ma è sempre una quantità considerevole.
Urgono provvedimenti e lo farò.
Nonostante la forte debilitazione, a liquido estratto, sono rinvigorito.
Ebbene, martedì prossimo farò il vaccino contro il Covid, alla faccia degli stupidi e ne sono tanti.
Già è sempre incinta la loro mamma.
Una quindicina di giorni fa ho fatto quello antinfluenzale.
Dovrei essere al riparo.
Ma la mattinata, la giornata è particolare.
Non perché la Schlein abbia proclamato lo sciopero, importantissimo, contro la Borgatara, penosamente vestita e aspirante ducetta, ma nella mia vita è stato giorno miliare.
11 novembre 1967 e insieme con la mia donna, ragazzina allora, decidemmo il destino.
Le ho dato la mano, mentre il caffè lei e io con il latte e il miele, e sono scorsi cinquantasei anni.
I nostri insieme.
Mi emoziono e mi tengo stretti i palpiti di vita e figli, nipoti e sofferenze e gioie.
Affanni, sopravvivenze e impercettibili distrazioni monastiche.
Ora et labora e Dio è stato generoso.
Dicevano i vecchi segnandosi, mio padre anche, il mattino, prima di coprirsi il capo, “Dio non peggio”.
E, se non questo mio ultimo, il Signore ci ha tenuto tutti in salute fisica e intellettuale.
L’undici novembre di cinquantasei anni fa, con l’innocenza e l’incoscienza che solo i ragazzi sanno avere, io e Tonia abbiamo intrapreso la nostra vita insieme.
Stiamo camminando ancora e la devozione delle sue mani, a me debilitato fisicamente, sono la migliore medicina.
Ripeto a tutti che, se avessi saputo le sofferenze, non avrei fatto l’intervento.
Ma quando ti ho vicino Tonia so che le mie hanno una ragione, Tu.
È meraviglioso tenerti al fianco e di più la nostra.
Sarà mattinata, Tonia, giornata che non farà rumore, la Borgatara non cadrà e la sua arroganza crescerà, ma il terremoto che vivo dentro e certo anche tu, è lungo cinquantasei anni, quattro figli, quattro nipoti e tante intense emozioni, che nel bene e nel male, ci hanno portato alla vecchiaia.
Canizie della quale rendo grazie a Dio e ai nostri genitori.
Non solo perché ci hanno messo al mondo, ma ci hanno saputo dare quella qualità che ci ha tenuto insieme e ancora.
Finché morte non ci separa.
Scritto che dedico a Te, i nostri Figli, i Nipoti e tutti coloro che conservano quel Senso, tanto bene racchiuso dalla formuletta, cum grano salis.
Con un pizzico di sale.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 11 novembre 2023
07:16:32
 
 
 
 

lunedì 6 novembre 2023

Così, quando non se ne può più

 

Così, quando non se ne può più
 
Non scrivo, leggo però.
Bisognerebbe astenersi dal farlo.
Mi risparmierei tanta miseria, stupidità, sciatteria, malevolenza, ma di più la considerazione dell’uomo.
Non sto bene e lo sapete tutti.
Beh, hai fatto l’intervento al cuore!
Sì, ma non erano sei mesi e sarei rinato?
Ci sono, ma il piede è di più alla fossa che alla superficie.
Sì, ma e parole vuote.
Tutte le mie disgrazie, dolori insopportabili a ogni approccio con il cibo, erano dovute a una qualche forma d’ulcera allo stomaco.
La gastroscopia e ci volevano anni d’attesa, ma un colpo di fortuna(?) e nell’immediato l’indagine.
Non c’è alcuna ulcera, solo i dolori che ora nessuno può spiegare.
Mi tengo questi, ma almeno nessuno soloneggia più.
E sì, ogni cretino è diventato storico e Israele e la Palestina.
Ma sa lei cosa sono i “pogrom”?
Tace la casalinga che s’è data alla tastiera.
Anche il fornaio senza memoria.
L’ottentotto che durante la settimana fungeva da sacrestano, la domenica, libero, rientrava sempre coperto di sangue e ferite.
Non riusciva a contestualizzare i discorsi e così le parole in libertà venivano ripagate con le batoste.
Ora gli ottentotti sono al Palazzo di Vetro e uno che aspira al sultanato.
Mancano le batoste e imbrattano i suoni delle parole con la voce sporca.
Vedi la Borgatara che si fa statista e, sentite, sentite, s’accorge d’essere presa in giro e ci sta.
Certo, voleva vedere dove andavano a parare quei due fingitori.
Ma cresce in consensi?!
Anche la casalinga No Vax e ogni cretineria possibile, prende molti like.
Basta mettere un bambino uscito vivo dal bombardamento, quello con la testa tagliata il 7 ottobre, no!
Non sa la misera che c’è un’etica della grammatica e la sintassi.
Certo con la Borgatara che vuole dare nuovo senso alle parole, tutto è concesso.
A me di tacere.
Pensate che lo faranno anche i medici?
Quelli che con arroganza redarguiscono, vero?
È vero che i vecchi non comprendono il presente e io non sfuggo alla regola.
Quindi riterrò la parola della casalinga un abuso di retorica.
Le bugie della Borgatara, solo bugie.
Le certezze dei medici fisime che ne confermano la natura: medici si nasce.
Ma statene certi, se non scrivo continuerò a leggere e il giudizio.
La casalinga alla tastiera, la Borgatara statista, il medico Unto e …
Sarò con gli Ebrei e lo Stato di Israele finché vivrò.
Anche per uno Stato palestinese e la speranza di buona merce al mercato.
E nessuno mi potrà deviare dal pensiero: se l’Italia muore per asfissia politica, non ce l’ha mandata Dio la Meloni, l’hanno scelta gli italiani.
Io mi asterrò da un nuovo intervento?
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 6 novembre 2023
09:44:57
 
 
 
 

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venerdì 27 ottobre 2023

Al mio Papà, 28 ottobre 1962 - 28 ottobre 2023

Al mio Papà, 28 ottobre 1962 - 28 ottobre 2023
 
Sono tanti gli anni.
Tanti per davvero, Papà mio.
Il sostantivo, afono per l’assenza, ma non privo del possessivo, può degradare nella finzione.
No, non è così e conserva ancora tutto il suo valore nel senso.
28 ottobre 1962, 28 ottobre 2023.
Sono sessantuno anni e io sto per uscire dai settantacinque.
Stavo lì, lì per concludere in loro il mio viaggio.
Non ne sono ancora fuori.
E nonostante non stia affatto bene, Padre, anche in questo, in sé funesto, la mia sale a te.
Sebbene assai pungente il dolore per la perdita di Giovanni, non mi distoglie dal pensare che sia stato fortunato nella morte.
Una mattina sul nascere gli ha spento le luci.
Dall’intervento, il 10 maggio, non mi è stata risparmiata sofferenza.
Mi maledico, se avessi saputo!
Certo, Papà mio, che non avrei fatto l’operazione.
Avrei atteso la morte e gli inenarrabili lasciati nel silenzio.
Forse non ce la farò lo stesso, ma tra urla e strazi.
È doloroso, sì!
Ma sei venuto da me quella mattina di sessantuno anni fa, mi hai salutato e io non ho avuto la sfrontatezza di dichiararti con il gesto il mio amore e qualche minuto dopo venivo avvertito della tua dipartita.
È una forzatura affermare di morire senza pena?
Mi penso sfortunato anche in essa: pene dell’intervento, della convalescenza e la beffa.
Non raggiungere il traguardo della guarigione.
Avere la possibilità di onorarti con la mia allocuzione ancora, però, mi dà quella serenità di Figlio che nel Padre si compie e consegna.
Papà mio caro, è dolore infinito la perdita di Giovanni.
Gli ho fatto da padre e da madre.
Fratello l’ho amato.
Un po' di me se l’è portato con sé.
Ora lì insieme, Tu, la Mamma, Carolina, Giovanni.
Accarezzo la possibilità.
Vale, Papà mio.
 

 

martedì 18 luglio 2023

niente

niente
.
.
.
.
.
niente un nessuno
indefinibile ignoto
mutevole subdolo
silente lama t’apre
e già in più sezioni
perdi l’unità presa
a fatica
più sei e sparso in
dimensioni ignote
perdi l’insieme e ti
perfora
lacera
sconquassa azione
e pensiero non hai
vita a sostegno
la tua storia fascio
di perduto giace in
lacrime con esso il
cuore tuo perduto
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michele cologna
san severo mercoledì 19 luglio 2023
08:26:49
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Copyright© 2023 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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sabato 15 luglio 2023

Scrivere è vivere

Scrivere è vivere
 
 
E io ancora non sono dentro.
Sui primi passi del sentiero, ma il piede ancora non saggia terra.
Sto, osservo, dispero, spero.
Soffro ed è l’unica certezza.
Piange l’uomo, non intellige l’intellettuale.
Sospesi a quella mezzora di cuore fermo?
È abuso nei confronti di Dio e degli uomini e ne paghi la colpa?
Non vale e non basta, “se avessi saputo”.
Sì, se fossi stato consapevole, riposerei i giorni!
Bastano settantacinque anni, il supplemento lo sto pagando con moneta che non possiedo.
Introvabile al mercato nero e non c’è politica annonaria.
Niente aiuti di Stato.
Dei familiari e con la disperazione saggi il quanto.
Sia, è pesante e ne sei causa.
Ma niente è più nelle tue mani, anche se non sono state mai bucate.
“È tempo di morire, quando la vita è più male che bene.”
Non è un dettaglio trascurabile, non avere ancora letto tutti i libri.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 15 luglio 2023
08:57:48
 
Ps
Tanti messaggi e non ho la forza di rispondere.
Vi ringrazio e vi prego di scusarmi.
Chissà se avrò la forza di sdebitarmi!
Siete magnifici tutti e se anche l’amore è al momento solo lacrime, in esse ci siete tutti.
Grazie.

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mercoledì 7 giugno 2023

e ti cerca

e ti cerca
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non è dare o avere
è dimensione
ascosa
al dito no se non pe’
puntamento a il no
finito
 
luce di non certo
contatto che alcuno
portò mai a dimora
se non il Figlio a ca’
paterna e lì Ella in
viva attesa
 
e
 
siede a la sosta no
ignara de la stessa
d’anni e vita panno
inconsutile pe’ Sua
Voce diapason a la
oscillazione
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michele cologna
san severo mercoledì 7 giugno 2023
10:25:06
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diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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N. B.
Ieri, per il tramite del dot Maurizio Braccio, cardiochirurgo per Braccio e volontà di Dio, sono tornato di nuovo a casa.
E la casa non è un luogo.
Un regno e qui, in mattinata la necessità.
Come un appuntamento con Dio.
E io ora Padre, non sarei se non fossi stato Figlio.
Mia Madre avrebbe rinnegato il nome suo di Maria, se non mi avesse partorito.
La mia fede è trascendenza terrena e mi dà certezze.
Sulla Famiglia, il compito e le volontà che risiedono le possibilità
Segnata al giorno questa mia che dedico al dot Maurizio Braccio e tutta l’equipe che lo accompagna, famiglia meravigliosa.
Alle infermiere e tutto il personale che mi hanno curato, accudito, aiutato con moralità e passione umana.
A mia moglie Tonia, che ho avuto ancora il privilegio questa mattina di stringere la mano.
Alle mie Figliole, Stefania, Barbara e Pamela, frutti divino del mio passaggio.
Alle amicizie e ai lettori, tutte le anime belle che mi sono state vicine sui social.
Grazie.

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mercoledì 17 maggio 2023

I giorni che sconvolsero il mondo, il mio

I giorni che sconvolsero il mondo, il mio
 
Solo un servizio che non portai a termine.
Ero in ritardo e ho camminato a passo svelto.
Oh Dio, muoio per strada!
Non la morte, ma il morire per strada.
Nemmeno la dignità della mia casa, il mio letto.
Riuscii a raggiungere la macchina e l’ospedale.
il nosocomio di San Severo giustifica la sua presenza sul territorio dagli stipendi che offre ai suoi lavoranti.
Poi il niente.
Una donna medico, che si offende perché la titolo “Signora” e non dottoressa, le chiedo scusa e come Pilato, mi consegna al cardiologo.
È urgente, necessita una coronarica e “sarei morto se …”.
Ma il diavolo ci mette sempre la coda e la “Chirurgia d’urgenza a San Giovanni Rotondo”.
Fuori da ogni nozione di spazio-tempo, da me monade.
Omeomeria più e parte di niente.
Invece?
Le vie del Signore sono infinite e i Santi trovano sempre la strada.
La confutazione è la mia e le scienze empiriche tali restano.
Niente mi lega a sé in maniera sensitiva e forte.
Indelebile?
Solo il dubbio che del pensiero nutre.
Però.
Che struttura e che uomini e donne, medici a fare onore al “mestiere”.
L’uomo ne è parte, anche se della catena di montaggio il fine.
Apprendo chi sarà il mio deus ex machina e con “Google” a portata di telefonino leggo.
Dot Maurizio Braccio e leggete, leggete.
Lo conosco ed è rivelazione.
Tenete presente una macchina che produce energia?
Io no!
Ma sono contadino della parola e così lo vedo. Percepisco.
Con un po' d’insolente confidenza gli chiedo anche quale Dio gli dia tanta vitale energia.
La risposta è ovvia, “di Dio ce n’è uno solo!”.
Il filosofo non ha mai preso posizione perché essa è sempre un “Nulla” che si fa centro.
Però il gesuita Bergoglio, che è Uomo prima che Vicario di Cristo, ci svela un qualcosa di nuovo.
“Dio è unico!”
Da quando si aspettava un’affermazione così imperativa e vera.
Certo l’Uomo non può trarre conclusioni, ma io sì.
Sono libero e non ho vincoli se non con la mia cangiante e incerta miseria.
E affermo che se Dio è Unico, Dio non può che essere energia.
Come si uniscono a volta le cose, pur senza una specifica nostra volontà.
Mi trovavo nella Casa di Padre Pio e capivo nettamente l’energia del Luogo.
Il Fondatore, poi Santo e un Cardiochirurgo con l’energia di Dio.
Sono fuori e forse anche salvo.
Abbiamo una sola possibilità per mostrare l’uomo, l’impegno.
Nei giorni di terapia intensiva, pregavo Dio di fami morire.
Non resistevo e invece, ce l’ho fatta.
Il mio forte ringraziamento al Dot Maurizio Braccio, fenomeno di Dio, ma anche a tutta l’equipe medica e non.
Quando l’uomo ci si mette, sa fare anche cose meravigliose.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 18 maggio 2023
07:10:00

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lunedì 1 maggio 2023

canto

canto
 
sia canto questa
e tocchi Te
oh Dio de il Cielo e Signore
lacrime più gorgoglia la fonte
e
arida d’ogni speranza
declina ai giorni già pochi
prosciugando lai
e passi
camminando di figli e figlie
il silenzio
come respiro in attesa
di Te essi lacerano l’aria
quasi
secca preghiera d’afona voce
a tendere la mano
pietosa d’immeritato ascolto
michele cologna
san severo sabato 2 maggio 2015
 

 

sabato 29 aprile 2023

Domani, Primo Maggio

Domani, Primo Maggio
 
Piove e sto qui a leggere e mi perdo nella mia malattia di sempre, il pensare.
Se non piovesse, sarei a lavorare nonostante i settantacinque anni suonati.
Domani è il Primo Maggio.
La Festa del Lavoro, dei Lavoratori.
Non ho mai goduto dell’appellativo di lavoratore nel senso classico.
I miei e ne ho fatto di tutto, sono stati sempre momentanei e provvisori.
Mi sono chiesto tante volte perché ed ancora e risposte plurime, mai una a compensarle.
Ricorro alla simulazione.
Sono mio nipote Riccardo.
È abuso senz’altro, la mia è mente e visione di chi sta alla fine.
Il vecchio che si pensa giovane cosa farebbe?
E posso risposta solo per negazione.
I miei errori.
Ho studiato per capire e la cosa che maggiormente mi affascinava ed ancora, come il pensiero si sia articolato nei secoli.
L’Uomo, l’uomo, l’uomo …
Ho raccolto miserie e anche nelle grandezze.
Perché queste non sono dell’uomo, ma dell’azione.
Come il gesto, la storia.
E così l’errore che si fa storia dell’errante.
Allora?
Se fossi mio nipote, farei studi finalizzati alla tecnica e se capita e sei fortunato, alla scienza.
Sì, si sono invertiti valori e finalità!
La tecnica paga, la scienza è sopportata o negata.
Il lavoro libero e fai tu il “prezzo”.
Politica e sindacati sovrastrutture.
Il superfluo che si fa essenziale per deficit cognitivo.
Mi dispiace affermarlo, ma non è affermazione dal senno fuggita.
Ho piena consapevolezza dell’uso e abuso.
Il gioco e potremmo proprio il giogo.
Ho respirato la libertà, ma malamente per aspecificità.
Ecco, Riccardo, la specializzazione seria, estrema che non si può improvvisare ed essere sottoposta a politica e sindacato.
A contrattazione, perché sei tu le tre cose insieme.
Io mi sono inventato sempre, ma sul conosciuto.
Tu puoi e devi sulla specificità che toglie potere al potere.
Né politica, né sindacato.
Ecco, io non potrei mai, Riccardo e sai perché?
Il pensiero mi ha travagliato.
Sì, impara!
Esso è il mantello che si toglie dalle proprie spalle e si porge al bisognoso.
E a volte si resta al freddo.
Scegli.
La simulazione finisce e mi dà angoscia e rattrista, Riccardo.
Perché il lavoro mai dovrebbe escludere l’uomo.
Come la politica e il sindacato.
Quest’ultimo, quando io mi spendevo per i diritti dei lavoratori, mi ha redarguito con l’affermazione, attenzione Riccardo, “La difesa dei diritti dei lavoratori, avrebbe inibito la operosità sindacale sul territorio”.
Difficile da comprendere, ma te la spiego.
Se io difendo quel poveraccio e lo faccio diventare padrone del proprio diritto, tolgo dal territorio autorità al sindacato.
Come la politica.
Che aberrazione, Nipote mio!
Però io posso fare questo ragionamento perché ho avuto la sciagura e il pregio di conoscere l’uomo e il suo pensiero.
Sì, mi sono incartato e che ti dico?!
Studia, studia, studia …
Divora ogni sapere e tecnica, scienza e liberi te e gli altri.
Scusami se ho abusato del tuo nome, Riccardo, per affermare il mio pensiero.
Misero e grande in contemporanea.
Perché questo è l’uomo misero sempre e qualche volta anche grande.
Buon Primo Maggio a tutti. Tutti.
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 30 aprile 2023
08:06:36

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