sabato 29 aprile 2023

Domani, Primo Maggio

Domani, Primo Maggio
 
Piove e sto qui a leggere e mi perdo nella mia malattia di sempre, il pensare.
Se non piovesse, sarei a lavorare nonostante i settantacinque anni suonati.
Domani è il Primo Maggio.
La Festa del Lavoro, dei Lavoratori.
Non ho mai goduto dell’appellativo di lavoratore nel senso classico.
I miei e ne ho fatto di tutto, sono stati sempre momentanei e provvisori.
Mi sono chiesto tante volte perché ed ancora e risposte plurime, mai una a compensarle.
Ricorro alla simulazione.
Sono mio nipote Riccardo.
È abuso senz’altro, la mia è mente e visione di chi sta alla fine.
Il vecchio che si pensa giovane cosa farebbe?
E posso risposta solo per negazione.
I miei errori.
Ho studiato per capire e la cosa che maggiormente mi affascinava ed ancora, come il pensiero si sia articolato nei secoli.
L’Uomo, l’uomo, l’uomo …
Ho raccolto miserie e anche nelle grandezze.
Perché queste non sono dell’uomo, ma dell’azione.
Come il gesto, la storia.
E così l’errore che si fa storia dell’errante.
Allora?
Se fossi mio nipote, farei studi finalizzati alla tecnica e se capita e sei fortunato, alla scienza.
Sì, si sono invertiti valori e finalità!
La tecnica paga, la scienza è sopportata o negata.
Il lavoro libero e fai tu il “prezzo”.
Politica e sindacati sovrastrutture.
Il superfluo che si fa essenziale per deficit cognitivo.
Mi dispiace affermarlo, ma non è affermazione dal senno fuggita.
Ho piena consapevolezza dell’uso e abuso.
Il gioco e potremmo proprio il giogo.
Ho respirato la libertà, ma malamente per aspecificità.
Ecco, Riccardo, la specializzazione seria, estrema che non si può improvvisare ed essere sottoposta a politica e sindacato.
A contrattazione, perché sei tu le tre cose insieme.
Io mi sono inventato sempre, ma sul conosciuto.
Tu puoi e devi sulla specificità che toglie potere al potere.
Né politica, né sindacato.
Ecco, io non potrei mai, Riccardo e sai perché?
Il pensiero mi ha travagliato.
Sì, impara!
Esso è il mantello che si toglie dalle proprie spalle e si porge al bisognoso.
E a volte si resta al freddo.
Scegli.
La simulazione finisce e mi dà angoscia e rattrista, Riccardo.
Perché il lavoro mai dovrebbe escludere l’uomo.
Come la politica e il sindacato.
Quest’ultimo, quando io mi spendevo per i diritti dei lavoratori, mi ha redarguito con l’affermazione, attenzione Riccardo, “La difesa dei diritti dei lavoratori, avrebbe inibito la operosità sindacale sul territorio”.
Difficile da comprendere, ma te la spiego.
Se io difendo quel poveraccio e lo faccio diventare padrone del proprio diritto, tolgo dal territorio autorità al sindacato.
Come la politica.
Che aberrazione, Nipote mio!
Però io posso fare questo ragionamento perché ho avuto la sciagura e il pregio di conoscere l’uomo e il suo pensiero.
Sì, mi sono incartato e che ti dico?!
Studia, studia, studia …
Divora ogni sapere e tecnica, scienza e liberi te e gli altri.
Scusami se ho abusato del tuo nome, Riccardo, per affermare il mio pensiero.
Misero e grande in contemporanea.
Perché questo è l’uomo misero sempre e qualche volta anche grande.
Buon Primo Maggio a tutti. Tutti.
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 30 aprile 2023
08:06:36

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Il Sole piange…

Il Sole piange… 
 
In un paese del nord, ci sono due casette dove vivono due uccellini.
Uno è completamente immobile nel suo lettino: apre l’ala sinistra come in cerca di un dialogo e modulando dei cinguettii guarda fuori dalla porta dove passa il fiume dell’umanità.
Nell’altra, l’uccellino continua a chiedersi: perché il fiume, che scorre accanto alla mia casa pieno di rami spezzati, non torna indietro verso la sorgente? Perché tanta sofferenza? Perché tanto dolore…
All’improvviso il sole illumina le due casette con tanta energia che il primo uccellino comincia a modulare suoni così vibranti che raggiungono il sole che sta piangendo e le lacrime che scendono sulla terra sono come i gigli del campo. Chi sono questi fiori? I gigli del campo sono la purezza di bambini mai nati.
Poco dopo …
Un giovane porta nelle due casette due ramoscelli d’ulivo e prima di andarsene dice: “Ho visto nei vostri volti il dolore nella conoscenza, il dolore della pazienza con la virtù di due bambini che camminano sull’erba bagnata e vedendo una farfalla che danza sopra i gigli del campo, gridano entusiasti: “cerchiamo di capire perché Dostoevskij ha scritto, che la bellezza salverà il mondo …”
E il sole, vedendo tanta gioia attraverso il dolore, smise di piangere mandando due gocce negli occhi di Cristina e Marilena con dentro il sorriso di Dio. 
 
(Alceo Pegoraro)
dedicata a Cristina e Marilena 
 
* * *
Sono commosso e più ragioni!
Quella che mi fa dolere il cuore è un perché così banale che non ci crea più afflizioni.
È cieco e liquidiamo la cosa.
Ma i problemi di quella persona, la quale ha una vita con le stesse nostre esigenze e non può farvi fronte?
Alceo è costretto a chiedere a qualcuno e ringraziare per la cosa che noi facciamo con l’abitudine e senza dare alcuna importanza, eseguiamo i nostri voleri.
Ebbene, mi fa male!
Quale e perché questo mio privilegio nei suoi confronti?
Sì, mi dà le lacrime.
Oggi avrebbe fatto gli anni la mia cognata Lina.
Sorella maggiore di Tonia.
Avrebbe compiuto ottantatré anni, ma si è fermata molti anni fa.
A sessantacinque e sono diciotto anni.
Malata e Tonia si era recata a Sesto San Giovanni, io non potevo stavo costruendo.
Disperato la chiamai e la sua serenità: “Michele ci vedremo a San Severo”.
Restai muto, sapevo che era agli sgoccioli.
Capì e, “Michele, voglio tornare nella Terra dove sono nata.” “Ci vedremo a San Severo.”
Le lacrime che scendono sono copiose come allora.
Fui apostrofato bugiardo quando chiesi a marito e figli.
Povera Lina, cognata amata.
Sarebbero stati oggi ottantatré e invece, sono diciotto della tua esistenza in morte.
Vale, Lina amata.
Altra ragione, Cristina e la sua voce di Angelo.
Quanta affettuosità, pur non essendoci mai visti …
Così gioiosa alle nostre e mi stupivi ogni volta, Cristina.
Le mie poesie sono ostiche alla comprensione e alla parola, ma tu le declinavi con arte consumata.
Arte grande del tuo cuore grande. Un Angelo.
Alceo mi dice di te e io soffro.
Doppia sofferenza, la sua e la tua.
E in questa a te dedicata da Alceo, la sofferenza della quale mai avete fatto parola, i figli.
Si sente il dolore e non necessita la parola a conferma.
Il mio abbraccio più sentito e l’amore mio per te, Cristina e per Alceo.
Con amore e riconoscenza infinite, grazie.
 

 

lunedì 24 aprile 2023

Viva il 25 Aprile, festa della Resistenza al fascismo

Viva il 25 Aprile, festa della Resistenza al fascismo
 
A tutte le mie amicizie, buon 25 Aprile.
È giornata che va celebrata e in particolare ora che l’Italia è in pericolo di fascismo di ritorno.
Abbiamo un governo fascista.
Componenti squallidi che non riescono a pronunciare il termine “Antifascismo”.
Molti lo fanno per disegno politico, non vogliono perdere l’elettorato che li ha portati al governo.
Tanti e sono la maggioranza, perché sono fascisti per insufficienza e ignoranza.
Il fascista è uomo dimezzato, gli manca la parte alta dell’uomo.
In lui sta la bestia non domata.
La ferocia.
Non è un caso quella esternata dalla “io sono Giorgia” che si fa con il suo corpo programma di governo.
La Bestia feroce in cerca di rivincita sull’altro perché è insufficiente a sé.
Non è bastevole per ignoranza e presunzione e per timore dell’altro la sua soppressione.
I morti di Cutro sono il trionfo della Bestia.
L’incapacità di considerare l’altro come sé, è l’assenza di libertà che li divora e li rende alla bestia.
Il bambino non va educato con il convincimento, la pedagogia, la paideia, ma umiliato.
Il Ministro dell’istruzione e del merito, Valditara.
La Donna deve figliare, quello è il suo ruolo.
Non ha libertà di scelta, deve!
Il corpo non le appartiene, no!
È nella disponibilità della legge, della forza del feroce potere.
Questo vuole la feroce governante borgatara, ma non per sé.
lei può avere la figlia senza matrimonio, ma non una donna che ha il coraggio della propria personalità e si dichiara gender.
La Fascista e i suoi Fascisti al governo del Paese, discriminano i figli di coloro che sono nati e vivono in famiglie non in linea con il loro brutale pensiero e ne vietano la registrazione all’anagrafe.
Il fascista è contro il Diritto e ne stiamo avendo prova ogni giorno dal governo della feroce borgatara.
Ecco, al di là del significato strettamente storico, questo 25 Aprile dell’anno 2023, prende il senso della Resistenza che deve portare alla libertà per troppi cittadini ignorata.
Avevamo il bene prezioso della libertà e l’abbiamo messo nelle mani di fascisti negazionisti e illiberali.
Uomini e donne che negano il valore d’Essa e del Diritto.
Il giovane che fui, acquisito il valore della libertà e dell’antifascismo, pensò e immaginò sempre i fascisti come ratti di fogna.
Abitanti le fogne della libertà e per tale ragione lo schifo.
La repellenza che provo ancora anche nella voce della feroce Borgatara.
Volgare.
Pesante.
Fetida per ignoranza.
Chi pensa di non avere bisogno di patente di democrazia, come la Borgatara oggi dichiara, pone il sé al di sopra del giudizio dell’altro.
Ecco la dichiarazione di qualità fascista.
Buon 25 Aprile a tutti, amicizie e conoscenze, lettori.
Che sia giornata di consapevolezza e resistenza al fascismo del governo di questo disgraziato Paese che le sta passando di tutti i colori.
Perché oltre al fascismo del governo palese, lampante, ce ne sono in bocciolo molti altri.
E fare la domanda a quel Conte banderuola di ogni vento, non è cattivo pensiero.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 25 aprile 2023
06:44:14

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domenica 23 aprile 2023

e siede

e siede
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su di sé accasciato
il vecchio e il peso
a schiacciare l’anni
suoi avviliti di vita
 
or sì priva di forza
autorità decaduta
e siede l’incipiente
dì nascente a farsi
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michele cologna
san severo lunedì 24 aprile 2023
06:43:41
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diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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sabato 22 aprile 2023

Come un vademecum …

Come un vademecum …
 
In democrazia gli elettori vanno sempre rispettati, ciò non implica però, l’espressione del giudizio.
Perché essa è una formula necessaria per il governo di una determinata cosa senza ricorrere alla forza, alle armi, alla violenza.
A tutte quelle manifestazioni che toglierebbero all’uomo la dignità di uomo riportandolo alla bestia.
Il succedersi della volontà di un popolo, un consiglio d’amministrazione, una organizzazione al governo in maniera pacifica e non cruenta.
A monte d’essa sta l’etica, l’informazione, la formazione, l’educazione alla civiltà, la cultura.
Se tutto ciò che sta a monte è deficitario, avremo sempre una espressione democratica che però non colma quel deficit.
Ecco il giudizio che va espresso e non bloccato in nome della democrazia.
Un popolo che vota e si esprime deve essere esposto al giudizio, anche se il giudizio non può inficiare il responso.
L’etica e tutto ciò che è a monte della democrazia è attività culturale e civile che non è mai armata e violenta.
E poiché non si è all’anno zero in alcuna attività umana, tutto è determinato da leggi e regole che vanno rispettate e non possono essere cambiate se non dagli organi predisposti e rispettate fino all’avvenuto cambiamento e il corso.
Socrate ci insegna e ammonisce con la sua vita.
Una legge “ingiusta”, “sbagliata” va osservata fino a quando non sia stata cambiata da chi è predisposto al cambiamento d’essa.
Allora dobbiamo osservare il responso degli elettori, ma non possiamo sospendere il giudizio che della democrazia è il fondamento.
Ancora, gli eletti non vengono santificati dall’elettore, ma solo delegati alla funzione e se quell’eletto ha colpe da pagare, nessun voto popolare può sottrarlo alle leggi e alle regole.
Va giudicato e se necessario allontanato dalla funzione per la quale è stato eletto.
Ogni unto dal voto non si trasforma in santo e impunito.
Dopo aver precisato l’ovvio che tutti i cittadini dovrebbero conoscere e non ignorare, peggio fare finta, si può dire che il popolo italiano è incivile, ignorante, analfabeta, razzista … “pagnottista”.
Pragmatico per niente se non nel suo "particulare" cinico.
Non è stato sempre così e ancora non tutti sono così, ringraziando il Cielo.
Berlusconi ha ammalato l’Italia di berlusconismo, prima o poi doveva guarire e ora grida al voto “malato” degli elettori.
Ma è guarito l’elettore?
No!
È passato ad altra malattia, la diversità antropologica.
Meno grave?
Non di certo se fa gridare all’appestatore precedente la malattia più recente!
La somma di due malattie e il governo del Paese decretato dal voto popolare langue.
Non voglio trascurare un residuo d’elettore che forse è il peggiore.
Il prete di maniera, colui che razzola male e predica bene.
Smascherato e risentito e non comprende che ha contribuito notevolmente allo sviluppo delle due epidemie credendosene immune.
Predica folle la sua malattia che non vede e sente.
Ti verrebbe di scappare, ma la malattia ti segue e solo la cura.
La cura, signori miei e il Molise è ammalato della stessa che tra una settimana riscontreremo in Veneto.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 23 aprile 2018
08:35:41

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venerdì 21 aprile 2023

Quella

Quella
 
Ricordi quella?
Fu sera d’occhi rapiti, come
preludio de la nostra,
composizione in un solo atto,
Resti.
L’incanto morì ne l’attesa e
la notte orfana di stelle,
inghiotti il tempo.
Quello che neanche in affido
il cielo aveva per noi serbato.
Necessità mancata
di mendace verità promessa.
Fluisce il ricordo ora,
in questo mattino di noi privo,
e le rose al vento, fiutando
nei boccioli l’aria, quasi a festa
baciano gli olivi …
de il Te Deum è celebrazione.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 21 aprile 2015

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giovedì 20 aprile 2023

Sapere cos’è il coraggio …

Sapere cos’è il coraggio …

Questi sprovveduti, incapaci, casuali, ignoranti e tanto ancora e tutto in negativo, hanno coraggio.
Si tuffano nel mare del “non va” del tempo confuso e alla fine della spinta propulsiva, e sproloquiano.
C’è un retaggio di fascismo, ma è come fosse l’ancora di salvataggio.
Hanno dentro un motore che li muove, ma nella confusione perdono la strada.
Comunque la cercano.
Dall’altra parte c’è motore che potrebbe andare e anche con guida certa, ma manca il propellente.
Fermi e all’altro che si muove, il solo grido “stai sbagliando”.
“Vai a sbattere”.
Così l’errore come costante d’ogni azione e causa, da una parte.
L’immobilismo colpevole, per mancanza di coraggio, dall’altra parte.
Colpevole perché sanno ciò che non va e cosa dovrebbero fare, ma temono il cammino.
L’incompetenza tout court, ancorata a una ideologia delittuosa, contro il sapere che non sa muoversi per timore di sconfessarsi e apparire incoerenti.
Fuori da un dettato “progressista” che ha segnato limiti evidenti e compromettenti al senso di marcia.
L’errore e l’immobilismo.
Questa è la realtà dell’Italia e non solo d’essa, ma di tutte le democrazie e liberali.
L’assenza di coraggio degli interventi necessari.
Come se potessero liberarsi da sole dai cappi scorsoi che le stanno soffocando.
Se non si avvierà quel motore fermo, se non gli verrà versato il propellente che esiste e si conosce, sarà la fine delle democrazie e la presa del potere ovunque delle democrature.
Attenzione e gridare al lupo, al lupo non serve.
Fascismi e tirannie, democrature sono la realtà che avanza in ogni emisfero dell’intero mondo e la pavidità delle democrazie liberali dietro le grida manzoniane dell’antifascismo e le tirannie, stanno loro consegnando la civiltà.
L’Occidente, l’Europa, l’America perdono punti e attrattiva perché vivono l’illusione che la democrazia, essendo un sistema aperto, ha in sé gli anticorpi contro ogni tentativo di soppressione.
Fatale errore.
La Democrazia va tutelata con la difesa e l’attenzione che alcuna attività, mirante a chiudere quel sistema, possa radicarsi.
L’informazione. L’economia. La globalizzazione. La speculazione. L’esclusione. Il razzismo.
Sono autostrade che vanno percorse senza alcun timore e accondiscendenza.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 21 aprile 2023
06:44:49

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sabato 15 aprile 2023

… tu

… tu
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tu che de la poesia
fosti il tramite
così senza proferire
parola e tempi
 
a tal guisa tu
 
tu muto e d’amore
ingrato t’involasti a
me che al tributo io
già l’obolo versavo
 
lacera il silenzio
 
ora a me e non a lei
di certo sorridente a
te tra le braccia sue
di mamma morbide
 
le mie di fratello sia
dure in ovatta ti han
tenuto e saggiando il
suo di madre si sono
 
fatti il patimento suo
a me mancante de le
ultime lacrime e io a
esse no più bugiardo
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michele cologna
san severo sabato 15 aprile 2023
06:39:57
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diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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NB
Domani 17 aprile, anniversario della morte di mamma, sono ventinove anni (17 aprile 1994 – 17 aprile 2023).
Si rivivono i giorni e collegamenti e intrecci.
In vita Giovanni, Mamma cara, c’è stata una continuità e una intesa di cose e pensieri mai interrotta.
In Giovanni stavi ancora tu e io, nel travaglio della cura, ero la madre e il figlio, il fratello.
Stavo a casa.
Ti rimproveravo le tue indulgenze, mi attivavo a raggiungerti madre.
Tu, costante esempio e correzione mia postuma.
Nella ricorrenza tua, io delle assenze il dolore, tu del figlio ritrovato la “grazia”.
Il silenzio che lacera e il giubilo del ricongiungimento.
Mi duole, duole mamma non avere Giovanni più con me e comprendo la tua incredibilità al mio “non preoccuparti, mamma, non abbandonerò mai Giovanni”.
Il distacco.
Doppio, ora il mio.
Michele (domenica 16 aprile 2023)

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mercoledì 12 aprile 2023

8 settembre 1913 – 13 aprile 1982 e sono 41

8 settembre 1913 – 13 aprile 1982 e sono 41
 
Sì, le ho voluto bene e con il tempo è cresciuto.
Amo mia moglie e sembra che affermi una ovvietà.
Ma che senta l’appartenenza crescere e, nei confronti della mamma sua, lo stesso suo sentimento, è fenomeno.
Noumeno ché l’esperienza sensibile non giustifica.
Un sacro che il Tempo non scalfisce.
Accresce.
I due Vecchi la sera si danno la buona notte, con un tenersi la mano per un po'.
L’intensità della purezza che non cerca finzione.
Alleggerisce la mano e stempera quella del vecchio la solennità, simulando la presa dell’orecchio.
Ride alla buonanotte il sonno.
Ieri sera, “e sono quarantuno, Tonia”.
Sono tanto di più gli anni vissuti senza, che insieme.
Eppure, l’intensità del sentimento a crescere.
Ella, la donna che non avevo il coraggio di chiamare mamma e che apostrofai come Mammà, vive il mio cuore, tanto da sentire il dolore del figlio.
Credo, per intensità, lo stesso di colei che Ella ha generato.
Come ad avere due mamme.
Amore accresce e moltiplica.
Ti ho amato in vita, ti amo in morte, mia Mammà, e il suono dell’appellativo mi è dolce più che mai.
Sono quarantuno, ma la freschezza del sentimento e del ringraziamento, risuona tra le pareti della tomba quando ti faccio visita.
“Grazie Mammà, grazie suocero per avermi dato Tonia e con lei i miei quattro figli.”
Ogni giorno, alla formulazione dell’Eterno Riposo lo affermo, ma in segreto e come un ladro.
Quando mi reco a trovarti, nessuna inibizione, e le parole del pensiero si fanno voce.
Oggi, nel quarantunesimo della tua esistenza in morte, trovo il coraggio di scriverlo e che sia messaggio a coloro che amo:
Tonia;
Stefania;
Leonardo (non leggerà perché inadatto a questi sentimenti, mio figlio, ma il padre non perde la speranza);
Barbara;
Pamela.
Vale Mammà, suocera amata nell’esistenza in vita, ora e di più nell’esistenza in morte.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 13 aprile 2023
07:17:09

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Il saluto, l’ultimo a …

Il saluto, l’ultimo a …
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Ieri mattina sono stato a rendere l’ultimo saluto a un uomo.
Non posso definirlo amico ed era qualcosa più di conoscente.
Una brava persona dedita alla famiglia e al lavoro.
Ai figli.
Un poco di Germania e poi sollevato dal lavoro della campagna come “personale ATA”.
Bidello è offensivo per la nostra contemporaneità che cambia i nomi nell’illusione di cambiare la “cosa”.
Michele di nome e persona onorata insieme alla moglie e i due figli che per assenza di lavoro si erano trasferiti a Parma.
È morto lì tra le braccia della moglie chiedendo e pregando di morire nella sua casa.
Non gli è stato concesso e neanche la tardiva speranza de l’intervento.
La Camera Ardente della Chiesa, lì!
Estranea la morte alla casa.
Un delitto?
La vita non contempla la morte in questo nostro Tempo gaudente.
E le case sono per ospitare i vivi e non i morti.
Si colloquiava giovialmente.
Il morto il pretesto per ritrovarsi e il riso spensierato.
Nipoti, figli, amici.
Mi son segnato, un Eterno Riposo e sono uscito.
Nessun rientro e saluto.
Settantaquattro anni di vita ignorati e le pene.
Gli stenti e la difficile vita di lavoro e da emigrato.
La reversibilità discussione accanita.
Forse non affermo niente di nuovo e dico cose conosciute, e qualcuno si chiederà il perché di questo scritto banale.
Ho pensato che lascerò a un esecutore testamentario le mie volontà.
Nessuna camera ardente, né manifesti, avvisi a familiari, amici e conoscenti.
Voglio andarmene solo e in silenzio.
Nessun vociare.
Ho avuto la fortuna di conoscere l’evento della nascita e della morte e imprimerli nella mente, nella carne mia vivendoli.
Ora mi sento estraneo a questo modo di sentire.
Di vivere.
Il silenzio!
Ho vissuto gioendo quasi mai, poco sorriso e nessun riso.
Fare salotto un lusso che non mi sono permesso per condizione e cultura.
Perché alla morte?
Solo.
Andarmene solo con la mia vita che ho amato nella sofferenza e nel dolore.
Nella fatica onorando il Padre e la Madre, il Fratello.
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Michele Cologna
San Severo, mercoledì 12 aprile 2017
19:45:36
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lunedì 10 aprile 2023

Ragione e Dio

Ragione e Dio
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La domanda sorge e non puoi rinviarla.
Sono prigioniero fortunato della Ragione, oppure in catene e torturato?
Tormentato e dunque sfortunato?
Leggi, vivi, costati, ascolti, vedi …
“cose”:
assurde e ridicole,
orgogliose bestialità,
deficienze impossibili,
certezze aporetiche,
conciliati ossimori,
azioni e gesti,
predicazioni …
che ti fanno inginocchiare alla Tua e ringraziare.
Ringrazi Dio.
Come a dire che la Ragione applicata ci porta a Dio.
Sempre.
Allora non è vero che Dio non è comprensibile con la Ragione.
Che non sia afferrabile da essa.
Inconoscibile se non per Fede, ma afferrabile e comprensibile.
Se è vero, empiricamente vero ciò che affermo, Dio può entrare in tutti i ragionamenti degli uomini e non come dogma di fede, ma come fine di ogni ragionamento umano.
Dovremmo imparare a viverlo e rispettarlo come nostro interlocutore del vivere e dell’azione.
In ogni momento e sempre, hic et nunc.
L’altra vita alla Fede che non può salvare dall’azione e dal presente.
No!
Perché Dio è qui tra gli uomini e con l’Uomo cammina.
Chi nega Dio Uomo, nega se stesso e la sua umanità è sterile.
Non da meno chi predica Dio senza l’Uomo, la sua umanità è priva dell’Uomo.
Un amante di Dio senza Dio.
Direi Uomo che vive morto.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 10 aprile 2018
08:49:53
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domenica 9 aprile 2023

Il superfluo, Lunedì dell’Angelo

Il superfluo, Lunedì dell’Angelo
 
Eccede.
Un di più.
Non è utile.
Non lo butti via, ma non serve.
L’occasione per liberarsene.
Arnese un giorno utile, sì.
Ma non più.
Roba da museo.
E un museo non è vita.
Un passato.
Memoria per qualcuno più attento.
Altrimenti …
Si visita e si scappa.
All’aperto. Alla vita.
Un giorno utile.
Indispensabile.
Forse.
Ma ormai, e se non ci fosse quell’antico legame?
Sì, che dà colpa senza averne!
È il tempo.
Ecco, se non esistesse quel moraleggiante senso di colpa …
liberarsene.
Togliere l’ingombro.
 
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San Severo, lunedì 10 aprile 2023
06:36:30

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venerdì 7 aprile 2023

Che Pasqua, domani …

Che Pasqua, domani …
 
La Pasqua è liberazione.
Resurrezione.
Non riesco a vedere squarcio alla cappa che sta soffocando il Pianeta e i suoi abitanti.
Miserrimi gli uomini.
Peggiori i governanti.
Truci criminali che si segnano e in nome di Dio consumano i crimini più efferati.
Non serve fare nomi, sono noti a tutti.
Anche ai pavidi.
Uomini dimezzati e sottomessi.
E non c’è Continente, Paese, Nazione, Popolo che sfugga.
Il vecchio non ne ricorda una peggiore.
Una inarrestabile progressione con destinazione la fine.
Non l’Apocalisse che è un fine.
Un destino ultimo.
La fine che è distruzione dello scibile che è storia dell’uomo.
Non v’è destino.
Escatologia.
È nichilismo sistematico governato dal Potere.
Un accecamento.
Perdizione.
Dio che s’attiva a distruggere Dio.
L’uomo, l’uomo.
Il sapere, il sapere.
È vero che già fu crocefisso l’amore in nome dell’amore.
Ma quella crocefissione si nutriva di rivelazioni e fini.
Il volere del Padre e la Rinascita dalla morte.
L’assassinio per salvare l’assassinato.
Ora?
Questa Pasqua dell’anno 2023?
Nessuna salvezza e fine.
Il crimine per il crimine.
Bergoglio. Il Papa umile. L’Uomo fragile.
Costoro debbono perire.
Per indegnità.
Atimia.
***
Amaro scritto, ma che porta in sé la speranza della scintilla.
Sapremo spegnere anche questa?
Buona Pasqua a tutte le amicizie e a ogni lettore.
Si dice che bisogna toccare il fondo per risalire.
Ma sappiamo pure che il fondo dell’uomo è un abisso infinito.
E Amore non ha mai pagato praticante.
Con la Crocefissione, sì.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 8 aprile 2023
07:09:13

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sabato 1 aprile 2023

Il Fardello

 

Il Fardello
 
Vi siete mai fermati a osservare il tempo che passa tra il pensiero e l’azione di una vecchietta minuta e dal passo incerto?
Avete mai attraversato in quegli attimi lenti di gaia, speranzosa, tormentosa, dolorosa e ora incerta vita il soffio del tempo rincorso?
Avete mai sostato nello sguardo sparuto dell’attraversare la strada su gambe malferme di una donna di giovane passato?
Vi siete mai fatti portare dalle gambe stanche di antichi trascorsi e ora di futuro prive e rivivere il vigore e la bellezza che l’implacabile decadenza ancora proietta?
Avete mai amato quelle incantevoli deformità degli anni presente memoria, sentendone il dolore?
Vi siete mai soffermati a baciare quel viso emaciato dal tempo, segnato dagli accadimenti e ora scolpito nel dolore e provare il sapore, il gusto dell’essenza della vita?
Se con quegli occhi avete osservato e ivi sostato; con quelle gambe camminato; con quel sentire avete inteso e ora ne portate il fardello…
Se tutto ciò ora è patrimonio vostro, potrete dirvi uomini, perché avete assai vissuto! 
 
Michele Cologna