lunedì 26 settembre 2022

L’illuminismo tradito dall’ignoranza

L’illuminismo tradito dall’ignoranza
 
L’esperienza personale è sempre la voce migliore per comprendere.
Poi constatarne fuori da sé la oggettività.
Certo se ne abbiamo le capacità, le quali risiedono sempre nella confutabilità.
Studente e in uno scontro-dibattito con un professore di lettere, questo, “tu sei un illuminista della peggiore specie”.
La Modernità per costui e non so se ancora vivo, era una disgrazia della Storia.
Il Poverino non comprendeva che la Modernità porta con sé il Diritto e, con esso-diritto, Dio scende dal Cielo e cammina con l’Uomo.
Tanti anni fa in una delle assise di partito, il PCI, semplificando per essere compreso, chiesi retoricamente agli astanti: “Cosa differenzia un attivista comunista, da uno fascista?”.
Mi risposi, “La Casualità!”.
“Uno s’è trovato a passare davanti alla sezione comunista, è sceso e si è tesserato, il comunista, l’altro s’è trovato a passare davanti alla sede del MSI, fascista, è salito e si è tesserato.”
Non era casuale lo scendere e il salire.
Descriveva la condizione obbiettiva della “Miseria”.
Il comunista nella condizione bassa, il fascista in quella alta.
Economica prima, intellettuale dopo.
Ma associati dallo stesso destino, l’Ignoranza.
E sì, perché la cultura solleva dal bisogno e dalla servitù!
Questa dicotoma associazione, la riscontriamo ancora oggi nel dato elettorale.
“Meloniani” e “Contiani”.
Testimonianza dell’assunto.
Il Diritto sconosciuto per necessità e povertà culturale.
La Destra e la Meloni vogliono, rivogliono il governo nel nome di Dio, Patria e Famiglia.
Conte e i suoi elettori nella necessità del bisogno, il “reddito di cittadinanza”.
Gli uni e gli altri lontani dall’illuminismo che non dà il Pane e non dà Dio.
Dà gli strumenti per guadagnarsi il pane e la giusta etica per trovare Dio.
Scontro povero, ma davvero povero, che mostra la Miseria e l’Ignoranza nelle quali è precipitata l’Italia.
Ieri sera a “Presa diretta” l’antologia della destra meloniana.
Due fenomeni della stessa realtà e il populismo nemico della Modernità che risiede nel diritto.
Il reddito è l’utile proveniente da un’attività, quale in quello di cittadinanza?
Il diritto solleva dalla servitù e dà dignità a tutti e ogni diversità.
Non è una concessione, è intrinseco nella vita di ogni soggetto vivente.
Dove in Dio che è solo un atto di fede?
Anzi più si è consapevoli e più si trova Dio nella realtà della “Cosa”.
I due schieramenti “vincenti” sono il frutto della stessa materia.
L’assenza antropologica della storia e della cultura.
Del Diritto e l’inalienabilità d’esso.
Dell’Ignoranza come vessillo.
Il populismo è l’abiura della Storia e l’Antropologia.
La civiltà dell’Uomo.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 27 settembre 2022
07:17:42

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venerdì 23 settembre 2022

mettiamola così …

mettiamola così …
 
 
Chi non si è mai recato a fare la spesa al mercato?
Il mercatino della frutta e verdura, sì!
Quello rionale.
Poche bancarelle e più grida, che roba.
Qualità scarse.
Gli imbonitori si osservano spiandosi e le grida a catturare.
Non per la qualità, che certo non sta all’imbonimento.
Noi domenica elettori, a questo squallido mercatino.
Si può anche decidere di non mangiare frutta e verdura per un giorno.
Ma se il giorno si prolunga per anni?
Su quelle bancarelle squallide, sta il cibo dell’Italia, del governo del Paese per cinque anni.
Allora che fai, ti allontani?
Non puoi!
È necessario fare lì la spesa.
Lo sguardo va alla merce e al viso dell’imbonitore/venditore.
Chi è?
È produzione propria?
Oppure importata?
E da dove?
È merce contraffatta?
Rubata?
Tanti pensieri ancora e fai su e giù resistendo ai richiami ruffiani.
Non puoi morire di fame come l’asino di Buridano e decidi.
Sofferta certo la decisione, ma la merce è quella.
Non daresti mai i tuoi soldi al Pregiudicato.
Conosci le sue attività di criminale e corruttore.
Appestatore.
Di sporcaccione e farabutto nella vita pubblica e privata.
Come all’Altro, il vicino che sai importa dall’estero e merce avariata.
Dalla Russia esportatrice di veleni e criminali.
Governata da criminali.
Affretti il passo per allontanarti, anche dalla Fanciulla.
Grida e strabuzza gli occhi, “sono Giorgia”!
E ti scevera prodotti abusati di storia e crimini.
Di vecchio ordine dove regnava la paura e l’obbedienza cieca.
Nessuna parola e confine e carceri.
La caccia spietata al diverso e allo straniero.
All’ebreo.
Al nero e l’omosessuale.
A ogni libertà fuori e dentro l’obbedienza.
Un trio e segnarsi e correre.
C’è il viso fresco e feroce del Camaleonte.
Un uomo al servizio e prezzolato.
Ignorante e imbellettato al servizio sempre di padroncini sparsi.
Fa la spesa da Trump che lo lusinga “Giuseppi”.
Dal sodale Putin e Xí Jìnpíng, dal Venezuela.
Per sponsor il corruttore di giovani e buffone Grillo.
Passi avanti e trovi il Duo dei bulletti.
Accattivanti e spensierati e sono i migliori.
Sai che mentono e fanno spesa piluccando lecito e illecito.
Non hanno parola e sono inaffidabili.
È merce volatile.
L’ultima bancarella e il Venditore è serio e competente.
Istruito e leale.
Preoccupato del decadimento e veritiero
Meno la merce e ti promette che domani porterà quella migliore.
Però sai che compra da tanti padroncini anche lui.
E non sono proprio il meglio del e sul mercato.
Però ti dà garanzia di onestà soggettiva e cura.
Fede democratica senza se e senza ma.
Ti fermi e acquisti.
Mangerai questa frutta anche se cercavi di meglio.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 24 settembre 2022
08:11:58
 
 
NB
Non metterò i volti di questi signori imbonitori.
Sono impresentabili.
Metterò le foto scattate dalla sonda italiana LICIACube, il microsatellite di ASI costruito dall'azienda torinese Argotec, che sta partecipando alla prima missione di difesa planetaria della Nasa.
L’Italia non merita proprio questo personale politico.
Grazie.

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la mano sua

la mano sua
.
.
.
.
.
come un respiro
sospeso
d’anni non dimentico
poggiò
da l’alto il tocco suo
 
quasi a richiamare
la mano
calda di rugose gote
 
solchi
teneri al bacio de la
parola antica
brivido
affisso su di un tempo
senza storia
.
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michele cologna
san severo lunedì 22 settembre 2014
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mercoledì 21 settembre 2022

L’Umanità e le manifestazioni della Possibilità

L’Umanità e le manifestazioni della Possibilità
 
 
Penso che l’Umanità, trascurata entità, risieda nel tutto dell’uomo.
Invece gli uomini, quando se ne ricordano, la immaginano nelle grandi azioni, nei grandi gesti eroici, negli accadimenti che cambiano il corso delle cose.
È vero, tutto vero!
L’Entità dell’Uomo risiede in questi eclatanti che fanno notizia, danno l’esempio e suscitano ammirazione.
Ma la realizzano?
Credo di no.
Essi sono solo la manifestazione della possibilità, invece l’Umanità risiede nella quotidianità delle piccole cose.
Sì, quelle infinitesimali.
Dei gesti insignificanti, dei rapporti interpersonali, delle appartenenze, del parlare, dialogare, del modus operandi, del comportamento, delle minuzie che fanno cemento e danno il senso.
Ecco l’Umanità che poi conduce alle grandi Possibilità, si realizza in queste piccole, infinitesimali del vivere quotidiano.
Tradite queste, l’Umanità è mera voce dietro la quale esiste solo il Presente.
L’immediato senza Futuro e Passato.
E quando si giunge a questo non c’è Dio, non c’è Religione, non c’è Fede.
Né Padre e Madre, Fratello.
Amicizia.
Individui egoisti e narcisi, sgomitanti per un pizzico di notorietà.
L’egocentrismo.
Dei vuoti a perdere dietro l’illusione di un pieno che non troveranno mai.
Sono vuoti, vuoti d’umanità.
E si corre dietro il leader, il caudillo, il prepotente e si fa gruppo.
Nel gruppo la miseria della grandezza muscolosa e il delirio dell’anonimato de facto.
In questo mare magnum l’altro è simile.
Risponda o non alla verità dei fatti e delle cose non è importante, l’altro non può essere differente da sé.
Siamo alla perdita di Umanità e dell’Uomo.
Il Padre si è perduto insieme alla Madre e al Fratello.
E la Famiglia un luogo di nascita e basta.
Il Sacro non abita l’uomo ma sta nelle giaculatorie delle chiese e gli uomini che le rappresentano.
Dio è quella miseria che ci somiglia e non monito alla Miseria che abita l’Uomo.
Non sono portato a dire cosa bisogna fare, me ne vergogno.
Lascio gli ammonimenti ai profeti della tastiera.
Vorrei che l’uomo facesse l’Uomo e la Legge è scritta in lui.
Anche i Ruoli e il Rispetto.
La dimensione del sé e il Senso.
Non mi abituo alla barbarie e ogni volta mi sorprende, quasi a scoprirla nuova.
E invece ci abita e non sappiamo chiedere scusa.
Neanche quando sappiamo di averla praticata.
 
E
 
Mi distolgo.
Cerco di non pensarci.
Gioco.
Anche a quello cretino delle caramelle.
Prendere un libro e leggere.
Come avere tra le mani un ferro rovente.
Mi alzo, mi siedo e alcuna terra mi tiene.
Non riesco a metabolizzarle certe cose.
No!
Cose che non ti aspetti.
Che ti sconvolgono.
Come se cadessi da una scala e ferito
non muori.
Ma sei a pezzi.
Ti dolgono le ossa, tutto.
Sono vecchio e non ho imparato niente.
Cose normali, cose che si consumano così.
Un’alzata di spalle dell’intelligenza.
Ma tu credi che a te non possano capitare.
E invece …
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 21 settembre 2016
 
 
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domenica 18 settembre 2022

Pupazzi prezzolati e figuri

Pupazzi prezzolati e figuri 
 
 
Pare che i miliardi negati dalla Unione Europea facciano rinsavire il “figuro prezzolato” Orban.
Verrebbe facile dire che “ideologia arretra davanti ai soldi”.
Ergo, un Prezzolato al governo dell’Ungheria.
Certo anche perché venduto al Macellaio russo.
Questo figuro prezzolato è il referente ideologico della Giorgia Meloni che già si proclama Presidente del Consiglio dell’Italia.
Ernesto Galli Della Loggia, dall’alto della sua faziosità, bandiera mai ammainata, ci rassicura “è atlantica!”.
Lo scellerato nasconde che in Occidente è in corso la guerra tra liberali e illiberali.
Trump è Occidentale certo, ma ha per modello Putin il macellaio e lo proclama l’uomo più intelligente del Pianeta.
Non ci ha mai detto se più di lui, o a lui secondo.
Se Orban se la fa addosso all’annuncio “ti leviamo i soldi”, cosa farà la discente sprovveduta, “mi chiamo Giorgia?”.
Ridurrà l’Italia in mutande, o cosa?
E il sodale pupazzo prezzolato Salvini, già abbondantemente foraggiato?
Berlusconi è certamente un prezzolato, ma negli affari.
Per i soldi, sì!, darebbe anche quello che non si dà a nessuno.
Tratta con la Mafia e quindi anche con Putin, ma si fa pari e non servo.
Capite la differenza, cari Giorgia e Matteo?
Certo ha portato l’Italia sull’orlo del fallimento, scongiurato da Monti, ma ha ingigantito le sue casse.
Votate, votate pure la Meloni, sarà il fallimento in pochi mesi.
E sapete perché?
L’Occidente, l’Europa stanno vincendo su tutti fronti.
Hanno piegato il macellaio Putin.
Hanno dato all’Ucraina la possibilità di resistere alla barbarie e sconfiggere l’ideologia autocratica degli illiberali europei e americani.
È chiaro al “prezzolato” Giuseppe Conte che si fa anche mafioso minacciando?
Voglio augurarmi che sia chiaro al Partito Democratico che nell’intestina lotta al segretario Letta, fa l’occhiolino al prezzolato e presidente del consiglio in prestito, Giuseppe Conte.
Non ci si allea, non si fanno maggioranze con i populisti sia di destra che di sinistra.
La politica è scienza preceduta dall’Etica e la Morale.
Chiaro, cari Renzi e Calenda?
Speriamo che sia chiaro anche agli elettori italiani.
L’Europa ha dato all’Italia una montagna di soldi e si aspetta dall’Italia rigore e lealtà al patto Occidentale e alla Democrazia Liberale.
Non populista né di destra, né di sinistra.
Avete fatto fuori Draghi, la garanzia del Paese, e come la pulce vi siete fatti mugnai.
Ma siete solo sporchi, non c’è farina!
L’Italia non è la piccola Ungheria, attenzione!
L’esito del voto potrebbe ridare fiato al Macellaio e all’Illiberalità.
Addirittura la capitolazione dell’Unione Europea.
Meditate, meditate elettori.
La pancia è serva, la testa governa.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 19 settembre 2022
08:09:03

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giovedì 15 settembre 2022

L’uomo smascherato …

 

L’uomo smascherato …
 
 
Mi hai tolto la maschera e mi sono vergognato.
Ho pianto.
Piango.
Quel cavaliere abitava la nuvola e gli era rifugio.
Con la sua mamma.
Le sue lacrime erano strazianti e lì non l’avrebbe più sfiorata nessuno.
Solo il suo amore a proteggerla.
E guerriero all’uopo contro chiunque.
Il Padre.
Ma il padre era forte e l’avrebbe raggiunto.
Gli avrebbe sottratto la madre e di dolore egli, avrebbe ceduto la vita.
E senza alcuna difesa, la sua, lei, quale sorte?
Doveva fortificare la nuvola e vietare l’accesso al padre.
Non poteva offenderlo, ammazzarlo.
Lo amava.
Faceva del male alla mamma, ma gli voleva bene e non poteva.
Anche lui andava difeso.
Così con gli occhi al cielo, nella nuvola, Morfeo lo rapiva.
 
“Sei arrivato dalla lontana pianura...non ho sentito il rumore degli zoccoli del tuo cavallo, perché il tuo cavallo è alato... Ho sentito l'aria che si spostava e ho visto nuvole grigie che si allontanavano... e lembi di cielo che apparivano azzurri al tuo passaggio... Vieni da un altro mondo dove il sole è eterno e illumina anche la notte... Perciò non ti conoscevo... ma quando ti ho Visto ho conosciuto il Nobile Cavaliere del Mondo delle Idee e ti ho fermato al tuo passaggio...Tu mi hai offerto il tuo cuore dentro un'anfora bianca di puri sentimenti e di fiori... Grazie Michele."______________ Wanda 4 Marzo 2O22
 
***
Ti ho letto già ieri sera, Wanda.
Sono stato sopraffatto dall’emozione e dalla parola fluida, abbandonato.
Il poeta è mentitore e della menzogna si veste.
Quand’ella viene strappata, il turbamento.
Ero nudo.
Nudità che del vecchio non è un bel vedere.
Gli riporti il sogno fantasticato e vissuto del bambino sofferente.
La notte travagliata ha reso possibile il risveglio.
Lo scritto.
E la scrittura libera.
Ora sai che quel cavaliere ha solcato cieli e abitato nuvole.
Non hai visto male.
Gli sei andato dietro e l’hai smascherato, Verità Bugiarda.
 
***
Grazie Wanda e la tua bellezza è nutrimento dell’anima.
Alla tua fonte bevo purezza.
Grazie Pamela, figlia amata.
Per quanto fai e a parti invertite.
Mi guidi e mi sostituisci e non ho le tue qualità.
 
***
Un vecchio film e non ricordo il titolo.
Walter Chiari figlio già canuto, tornava dal padre con il quale non si vedeva da molto.
Su una panchina si raccontano e piangono.
Il Padre poggia la testa imbiancata sulla spalla del figlio già prossimo.
Quanto avrei voluto quella del Padre mio sulla mia.
Negata dal destino.
Ho sperato che il fato mi concedesse di posare la mia sulla spalla del figlio.
Anche questa negata.
So con certezza però, che la mia imbiancata, già poggia sulla tua.
Spalla vigorosa Pamela, figlia mia.
Grazie, grazie a tutti e alla vita.
Mi ha tolto tanto, ma mi ha dato tanto.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 16 settembre 2022
07:11:29
 
 
 
 

martedì 13 settembre 2022

sto per giungere

sto per giungere
.
.
.
.
.
e …
 
ho camminato cieli e
attraversato terre
ho visto e ho pianto
bruciato lacrime di dolore
alcune volte di gioia
mai chiara
velata e postuma un rimpianto
 
ho governato la giovenca
munto la vacca e aveva il nome
ho partorito il padre
amando lo strazio obbedendo
ho preso scudisciate
ne porto i segni
labbri stratificati di madre
 
femmina abusata
d’amore e nessuna parola
a l’uso puttana
e
ho tradito la speranza
abisso mai colmo e l’inganno
de la rinascita postuma
 
ho conosciuto dio e al suo
capezzale parole di fuoco
menzogne vere e di lui
aride per disamore di figlio
ho peccato di superbia e
ammazzando ho negato
la parola vera falsandola
 
sì al filo di lana ora arrendo
.
.
.
.
michele cologna
san severo mercoledì 14 settembre 2022
07:31:00
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venerdì 9 settembre 2022

Che dire?

Che dire?
 
 
Non ho vincoli di partito.
Sono uomo di sinistra perché amo l’inclusione.
Perché la ragione è il governo dell’Uomo.
Il sacro è della morale e dell’etica e ha ragione solo individuale e non collettiva.
La responsabilità e della civiltà e la cultura, risiede nell’antropologia.
Il pensiero che non ha direzioni se non il bene comune.
Perché necessito di fare queste affermazioni scontate?
Una sola ragione, il bailamme di questa campagna elettorale.
Cialtroni e imbonitori e anche chi conserva un po’ di dignità e ragione deve ricorrere all’espediente della ciarla.
Enrico Letta, sobrio come nessuno in questa, tiene duro, “non ci sarà scostamento di bilancio”.
Giorgia Meloni, un’ideologia aberrante, ma anch’ella tiene duro, “non ci sarà scostamento di bilancio”.
Mario Draghi, uomo perbene e di vera salute pubblica etica, civile e morale, “non ci sarà scostamento di bilancio”.
Tutti gli altri ciarpame.
Uomini votati al delitto della “cosa pubblica” e chiedono subito che l’uomo integerrimo Draghi, ricorra al debito che ricadrà mannaia sul futuro prossimo e venturo del Paese.
Addirittura, quell’insignificante uomo politico di Giuseppe Conte, che minaccia la rivoluzione nel caso venisse toccato il reddito di cittadinanza, “lo scostamento di bilancio e un aumento significativo al Superbonus 110”.
I due, “reddito di cittadinanza” e “Superbonus 110”,provvedimenti che hanno messo in ginocchio l’Italia e che solo per la grande esperienza e rettitudine di Draghi si è evitato il fallimento .
“Farne un fascio e bruciarlo”, recita l’adagio.
Solo per dire!
Un fuoco dei Berlusconi, Salvini, Conte e tutta quella paccottiglia di destra e sinistra, sarebbe venefico a chiunque e non necessario al Paese.
Quindi, senza alcuna importanza per il voto.
La serietà e la responsabilità.
A questo dovrebbero guardare i cittadini elettori.
Sei di destra?
Voti Giorgia Meloni!
Sei di sinistra?
Voti Enrico Letta!
Se poi questi due opposti Giorgia Meloni e Enrico Letta volessero salvare l’Italia, la bestemmia!
Indicare al Presidente della Repubblica un solo nome per la formazione del governo: Mario Draghi.
Mario Draghi!
L’unico uomo che può salvare l’Italia dal disastro che già si preannuncia.
Avranno questa forza e capacità per il bene del Paese e del suo futuro?
Non lo so, ma me lo auspico.
Intanto l’elettore dovrebbe avere la capacità di discernimento ed è pia illusione.
Si serve il padrone e non il servo.
Votare per un Conte, Renzi, Calenda, Salvini, Berlusconi e tutto il ciarpame vociante, è come volersi suicidare con il botto di una gassosa.
Anche nel suicidio ci vuole classe ed efficacia.
Si può morire dignitosamente.
Io, uomo di sinistra, voto per il Partito Democratico di Enrico Letta.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 10 settembre 2022
07:53:01

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La versione dal greco

La versione dal greco
 
 
Siamo a Siracusa sotto la tirannide del Terzo in discendenza.
Feroce la tirannia sempre più nella successione.
Come un avo del nostro moderno, modernissimo Putin, l’ossessione.
Chi non era in sintonia con la tirannia.
La polizia segreta a origliare e prelevare.
Nel chiuso della povera e misera abitazione una vecchietta.
Pregava.
“Dio, mantieni in vita questo re!”
Una notte, due, tre …
Sempre la stessa preghiera.
Mentre tutti si auguravano la morte del Tiranno, l’unica voce ad augurargli lunga vita.
Incuriosì tutti, di più il Tiranno.
La vecchia fu prelevata e pensò la sua fine.
Al cospetto del Tiranno e le fu promesso la vita se …
Se avesse detto la verità.
Non ci credeva la poverina, ma non aveva scampo, o la verità, o la morte.
Confessò.
Ho tanti anni e ho conosciuto tuo Nonno.
Poi tuo Padre.
Ora tu.
È stato un crescendo e sempre peggio.
Se verrà tuo figlio, cosa sarà?
Certo la Grecia aborriva la tirannia e temeva l’oligarchia.
Amava la democrazia e il diritto.
Socrate e Platone.
Sistema imperfetto, ma aperto.
 
 
***
Ecco, il vecchio non poteva non dirlo.
Che non si commuove alle lacrime e non è preoccupato.
Dispiace la morte di una novantaseienne.
Nient’altro.
Pure, che non teme la successione.
Quella monarchia è un lusso della democrazia più vecchia nella recente storia europea.
Teme la Meloni che trae le radici dal Duce.
Teme Salvini che è intimo di Putin.
Berlusconi che è stato e tuttora, corruttore e non solo di giovani, il titolo va dato al buffone Grillo ed eredi, ma di civiltà.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 9 settembre 2022
09:23:45




 

giovedì 8 settembre 2022

C’era una volta il senso

C’era una volta il senso
 
Mi inquieta una risposta che ho ricevuto da un’amica.
L’amica è amata e sono ricambiato.
Non c’è niente di personale quindi nella sua.
L’inquieto scaturisce dal senso.
La libertà e l’amore.
Concetti che possono stare insieme solo nella mente dell’individuo, non nell’applicazione del senso.
Il concetto d’amore ha natura differente dall’altro della libertà.
Amore sta nell’empatia che è dell’ontogenesi.
La libertà sta nel diritto che è del “dato” e quindi della ragione.
Amore è del sentimento.
Libertà è della ragione e del governo d’essa sulla realtà.
Così ci può essere libertà senza amore, come ogni “Stato di Diritto” contempla.
Non ci può essere l’Amore a reggere uno “Stato”.
La libertà è della fisicità e quindi del corpo.
L’amore è della relazione.
Nessuno può “soffocare” la libertà, penalmente punibile.
Tutti possono “uccidere” l’amore e non scontare pena.
In uno stato di diritto che sancisce la libertà, un padre non può generare finalizzando il figlio alla croce.
Fosse anche per amore e salvezza.
La religione cristiano/cattolica.
Quel padre viene condannato e imprigionato.
Un talebano per Amore del suo Dio, può lapidare la donna che non rispetta la sua dottrina.
Uno Stato di Diritto, in nome della Libertà, garantisce il figlio dal padre e la donna da Dio.
Cara Amica mia e tanto amata, come vedi la tua è un’opinione, “Chi soffoca la Libertà uccide l'Amore...”.
La mia non è un’opinione, è cultura, scienza, civiltà e senso.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 9 settembre 2021
08:08:31

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mercoledì 7 settembre 2022

La cura …

La cura …
 
 
Ero andato a comprare l’acqua minerale da Del Vicario e lì lo incontrai.
Stava seduto davanti all’esercizio con il titolare, all’ombra del muro.
“Complimenti signor Piccaluga.”
“Dio la benedica, sembra un giovanotto!”
“Se posso, quanti anni?”
“Dio se ne è dimenticato di me, figlio mio.”
“Ma come, sta così bene, si ricorda di me?”
“Sei il figlio di Narduccio Cologna, certo che mi ricordo!”
Mi ricordava pure bambino e poi studente, eravamo vicini di casa.
Lo accarezzai, non riuscii a trattenere l’emozione.
Aveva novantaquattro anni.
Dopo, forse meno di un mese, incontrai il figlio Mario.
Gli ricordai dell’incontro con il suo papà e, “Papà è venuto a mancare”.
Restai di stucco e gli raccontai.
E Mario apri il suo cuore.
Avevano trovato dei bigliettini scritti e loro non avevano capito niente della sofferenza del padre.
Sia lui Mario, che il fratello Ennio.
Dopo la morte della moglie, loro madre, che stava sulla carrozzella impedita, il papà non trovava più ragione di vita.
L’assistenza della moglie lo teneva in vita.
I figli non avevano capito il dramma del padre, se non dai biglietti trovati e a morte avvenuta.
Gli chiesi se non avesse fatto il gesto risolutore.
Negò, ma a me sembrò affermazione.
 
 
***
Cosa significhi assistere una persona?
Curarla.
Tutti ne parlano, ma solo chi ne svolge il compito sa.
È cosa che non si trasmette.
Incomprensibile a chi non ha provato.
Tutti hanno subito la perdita di un fratello.
Ma quanti del fratello perduto hanno conosciuto la cura e l’amore?
L’azione e la fatica.
Il senso.
Giovanni per me era fratello e figlio.
Figlio e fratello sfortunato e mi dava la sofferenza che lui sentiva e anche quella che per limiti razionali ignorava.
Lo lavavo accudivo come un bambino, ma forse non ne aveva consapevolezza.
Un impasto.
Magma impossibile da selezionare, componenti e materiali.
Legamenti.
Mi toglie ancora il fiato.
È impossibile!
Non può essere e ritorna con le sue espressioni.
Gli sguardi, il sorriso, gli occhi.
Soffro.
Maledettamente soffro e non mi do pace.
Mille colpe e non sono vere.
Lo so che non sono vere, però tolgono la vita e il respiro.
Ti asfissiano.
Vorresti morire.
Quanti anni hai?
È domanda stupida!
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 7 settembre 2022
10:51:17

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sabato 3 settembre 2022

come chi, lui …

come chi, lui …
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Sì!
Camminando tempo, spazi
lui, così s’avviava.
Un incipit a la fine.
Ouverture di nuovo inizio e
alcuna garanzia.
Obbligazione d’aver e dare.
Una sola speranza, granaio
d’essa, esistenza sì feconda,
ma generosa mai, se non di
gravi a tarare peso e senso.
 
e
 
Il piano inclinando il passo lo
conteneva ideazione forza.
Lascito, continuità a suffragio
e non per acclamazione, solo
pe’ epifanica rivelazione che
de la vita si fa destino.
Dio che percorre i sentieri a li
occhi ignari de la filiazione, sì
porgendosi continuità a ipse
caduco compiendosi eterno.
 
portandosi
 
Illudeva il pensiero che regge
il Tempo.
Diafano interstizio, iato fido di
Padre e di Figlio, sacro sangue
a la vita, che, ne e de la morte,
il Sé fa imperitura percezione.
Appercezione.
Generatrice di morale ed etica,
dovere e obbligo.
Responsabilità ad edificare sia
il presente che il futuro, dargli
continuità per il tramite loro.
 
figli/nipoti
 
Distruttore di Senso e Sacro egli
il Parricida, perduto iconoclasta.
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Michele Cologna
San Severo, sabato 3 settembre 2022
07:17:46
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Copyright© 2022 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
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giovedì 1 settembre 2022

… apparizione

… apparizione
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temerario percorso
strada in salita tu
e ne i tornanti
pulsioni furiose
accelerano la vertigine
che
come a prender fiato
lì ne le curve aggraziate
attenua il corso
ove smaniando sosta
l’ardito e
poggia l’approdo
è
a l’inferi la discesa
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michele cologna
san severo domenica 2 settembre 2018
08:50:26
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Copyright© 2018 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
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Lettera aperta a Maltese Bruno

Lettera aperta a Maltese Bruno
 
Bruno caro,
mi elogi per il mio senso alto dell’amicizia e ti ringrazio.
Quanta fatica, però.
È come innamorarsi di una prostituta e fingere.
Ogni suo rapporto è una coltellata, ma ne sei innamorato.
Ieri ho incontrato nella lettura un commento della nostra amica Carla Cassandra risentito.
Scriveva il nome in quella risposta e ho capito.
Sembra che le rimproverasse i post con un soggetto unico la sua immagine.
Carla è una donna fantastica per la sua intelligenza e spigliatezza alla bella età di circa 85 anni.
La signora odiante e uso il termine con consapevolezza e costatazione mi ha offeso per anni.
Come avere un pugnale nel fianco.
Niente andava bene e rimproveri.
Anche gli auguri di buon compleanno furono tormento, “non erano belli come quelli fatti ad altri”.
Si scusava, meglio accampava il suo disturbo bipolare.
Voleva essere celebrata ed si pensava l’ispiratrice dei miei scritti.
Quante, e che liti furibonde per questo ruolo e io l’asino a prendere colpi.
Bruno s’è inscenato di tutto e amicizie perdute.
Amicizie davvero amate.
Una persona perbene e lecita, chiara, teme il torbido e prima che questo tocchi lei, va via.
Si fa da parte.
I miei post passati sembrano un cimitero, Bruno.
Tutti nomi spenti per abbandono di Muse e rivali, aspiranti.
Gli ometti per manifesta gelosia.
Anche amicizie che si manifestavano intense.
Non è prerogativa femminile o maschile, no!
È della miseria dell’uomo, Bruno.
Messaggi privati che fanno rabbrividire.
Alcuni come un delitto ti fanno accapponare la pelle.
Questa è l’amicizia e poi ci sono quelli veri.
Amiche e amici e la loro parola e presenza è Grazia.
Pochi, pochissimi, Bruno caro.
Tutto già sperimentato nel reale e non c’è diversità!
L’uomo è lo stesso sempre.
Abbraccio e ad maiora semper, Bruno.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 2 settembre 2021
18:49:20