venerdì 29 luglio 2022

Per il Trigesimo di Giovanni

Per il Trigesimo di Giovanni
 
 
Martedì 2 agosto alle ore 19.00 nella Chiesa di Croce Santa in San Severo, si celebrerà la Santa Messa per il Trigesimo della morte di Giovanni mio fratello.
I giorni sono medicamento, si dice.
Mi accade che la sua assenza mi spaventi con maggiore frequenza e tanta inquietudine.
Il pensiero mi smorza ancora il fiato.
“Non c’è”!
Non ti capaciti e senti la colpa e disperatamente la cerchi.
Il disbrigo delle attività a lui concernenti, sembrano un delitto.
Un peccato non perdonabile chi del suo nome si bagna senza l’amore necessario.
L’approccio delicato.
Quello che cerco come l’accostamento a una divinità, un santo che ti ha sfiorato e tu ne hai vissuto indegno la vicinanza.
Ti senti svuotato e colpevole e non sai di cosa.
Ai suoi funerali mi sono comunicato e fu allucinazione.
Improvviso richiamo a cui non hai resistito e non hai potuto opporti.
Ora per il Trigesimo mi sto preparando come l’adolescente alla Prima Comunione.
Sono peccatore errante dal pensiero stratificato e lungo di millenni.
Non riesco a dare trascendenza al Padre e alla Madre, al Figlio.
Lo Spirito Santo.
Non perché le Figure non siano Sacre.
No!
Il Padre è il mio com’anche la Madre.
Il Figlio è Giovanni.
Lo Spirito Santo la nostra Unione.
Quella che io praticavo tutti i giorni nella cura e a volte la stanchezza, la rabbia.
L’insufficienza.
Non fu questa Comunione d’anni?
Se non è stato questo il Sacro che ci ha uniti, cos’è il Sacro?
Prenderò l’Ostia Consacrata con questo Sacro nella mente e il mio Perduto nel cuore.
E sarà nel segno del Padre e della Madre, del Figlio e l’Unione.
 
***
Ho scritto in poesia a te Giovanni il mio.
Le immaginette se ne son fatte portatrici.
 
de la tua ultima vittorioso
oplita giaci la nuda terra
da lei affrancato or ottieni
quella libertà cercata e pe’
destino a te negata
 
no più e noi senso e senno
saremo l’eterno binomio
 
(a Giovanni da ©Michele luglio 2022)
 
 
Ecco, Fratello mio, l’ultima che io ho potuto fare per te.
La disperazione è solo mia …
Quel “binomio” forse non lo scioglierà neanche la mia morte.
Perché fu Amore praticato di sofferenza e fatica.
Di appartenenza che vincola senza scelta.
Perché un esso sta l’immanenza di Dio.
Ora il tempo ti è leggero e il mio tormento non dovrebbe avere spazio e casa.
Ave, fratellino mio Giovanni.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 29 luglio 2022
19:04:45

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mercoledì 27 luglio 2022

Come fosse ora, 28 luglio 1962

Come fosse ora, 28 luglio 1962
 
Primo pomeriggio e un venticello che consentiva il controfuoco per bruciare le stoppie.
Era nostra consuetudine trascorrere le vacanze in campagna.
Più consone alla nostra e la felicità.
L’adolescente, più limitato nella propria, quell’anno diventava “lavoratore” e dovette imparare in fretta il comando e il rigore.
Le esigenze e misurarsi con le proprie e le richieste.
Si scopriva insufficiente per il padre, ma in cuor suo solo non molto amato.
Pochi giorni di apprendistato e gli sembrava già d’essere se non provetto, buon trattorista.
C’erano delle difficoltà e la sua gamba era debole nel rilascio della pesante frizione e tante volte il trattore s’impennava.
Quando di più?
Con il padre presente e la voglia di apparire bravo.
“Era smania” e rimproveri e minacce, l’ira.
La gamba esile neanche a sfiorare il pensiero.
La macchina non era dotata di servosterzo, non so se avete competenze, ma provate a manovrare nel solco del terreno arato.
Le braccia del “moscerino” si spezzavano colpose.
Aveva fatto sì le “precese” ai limiti delle stoppie, ma al papà non sembravano sufficienti e il controfuoco ad evitare disastri.
Quel pomeriggio in tre, il fanciullo, il papà e il garzone all’opera.
Filava tutto liscio e all’improvviso il cambio del vento.
Quel controfuoco diventava motivo di disastro.
Non sapevamo più come fermarlo e non ci fu ragione, prese la sua strada segnata dal nuovo soffio.
Di colpo si accasciò il papà mio.
Quando l’amavo e lo scoprii con le lacrime e il panico.
Mi chiedeva di massaggiargli dietro la spalla, mentre lui si teneva strette le mani all’altezza del cuore.
Le mani addosso a Lui mi sconvolgevano e impacciato non so ancora se gli fui d’aiuto o d’impaccio.
Ma così fu.
Rientrammo nella masseria e il fuoco al nuovo cambio del vento diventò innocuo.
Non il dolore.
Tre giorni per capire che era infarto.
Infarto che si ripeté esattamente a tre mesi di distanza il 28 ottobre e fu la morte.
Questa mattina e la data stilettata al cuore, duole.
Come fa male, Padre mio.
Giovanni ora non è più con me.
Sta con voi e mi sembro ora io privo dell’aggancio necessario a tenervi tutti con me.
Vivo l’ingiustizia della vita come tutti, ma anche dell’irriconoscenza di chi me la dovrebbe.
I miseri, i poveri di cuore e animo, si fanno arroganti nelle loro colpe.
Questa notte ho lottato dimesso per tutto il tempo del sonno e sono stanco.
Parlartene non serve, sai già tutto e saranno argomenti con Mammina e Carolina.
Sai anche quanto sia triste la miseria colposa dell’ignavo che ti giudica con la cattiveria coatta del proprio cuore.
Ricorderanno questa data loro?
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 28 luglio 2022
07:57:54

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Leggi e ti prende lo sconforto

Leggi e ti prende lo sconforto
 
 
Studi, sondaggisti, praticoni, fini intellettuali e politici abusati e usurati …
Tutti discettano e rendono verità alla bugia.
Tatticismi di una legge elettorale schifosa.
Alleanze e prendere o lasciare.
Nessun richiamo alle necessità del Paese/Mondo e le possibilità necessarie e non più rinviabili.
Qualcuno che abbia il coraggio di affermare che la Globalizzazione è il disastro?
Nessuno?
Che la Progressione è un approccio ideale e operativo distruttivo dell’uomo antropologico?
Nessuno?
Che gli spostamenti umani non verranno fermati se non si muta il criterio della spoliazione e dello sradicamento?
Nessuno?
Che il Clima è la scommessa e non della sopravvivenza, ma della continuità dell’uomo sul Pianeta?
Nessuno?
Si blaterano genericità e non si affrontano le verità, certezze scientifiche.
Certo fanno perdere i consensi.
Quali?
E qui il fronte è comune.
Tutti i partiti temono di perdere i consensi che contano.
Non illudetevi, non sono quelli dei cittadini elettori.
Trascurabile problema.
Si governa anche se va alle urne un qualsiasi numero di elettori, anche insignificante.
Il consenso del potere economico e finanziario.
Delle multinazionali che governano politiche e nazioni.
Continenti.
È provato scientificamente che la progressione arricchisce i ricchi e depaupera territori e genti.
C’è determinismo tra l’aumento del consumo e la disintegrazione del territorio.
Nesso inscindibile con l’annichilimento culturale e del senso, della storia.
Allora?
Perché?
La politica costa e il bisogno la fa corrotta e serva.
Le alleanze e la “protezione” dei paesi hanno giogo e pedaggio.
La difesa fa obbedienti.
In queste condizioni date, il consenso che non ha valore e costo, è quello dei cittadini buoi.
Il rimando dei problemi e la non chiarezza di tutti.
Il pianeta e il clima?
La sparizione dell’uomo?
E si taglia l’ultimo albero.
Se un partito politico dice queste cose ha cessato la sua storia.
Non dirle rende uguali e il male e il bene diventano figure del silenzio e la negazione.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 27 luglio 2022
08:42:13




 

lunedì 25 luglio 2022

E vorrebbero il ritorno dei cittadini alle urne

E vorrebbero il ritorno dei cittadini alle urne
 
 
La destra vincente?
Ed è una guerra prima della battaglia e la presunta vittoria.
Alle armi l’uno contro l’altro.
Sangue che scorre tra La Meloni e il duo Berlusconi/Salvini.
Due maschilisti e depravati, immorali e papponi, che complottano per la zuppa che la meretrice porterà in dono, frutto del proprio lavoro.
Si possono votare costoro?
Dove la civiltà in essi?
La storia e l’uomo?
Corrotti e contaminati di mafia e ogni malaffare.
Complici di Putin e Orban.
Segnarsi.
Il Movimento 5Stelle e siamo alla follia di Grillo e Conte, forse lo scellerato Di Battista dal pensiero confuso e la parola biforcuta.
L’ignoranza assoluta che si fa orgoglio e vanto.
Quella marea di fuorusciti che marcano la propria storia senza emendarsi e pentimenti.
Transfughi dell’uomo più scellerato d’Italia e forse dell’intero mondo.
Il corruttore Silvio Berlusconi.
Renzi che è vero e ligio come il peccato confesso.
Un uomo da allontanare per paura di contaminazione.
“Il maleducato di talento”, Catilina, e non c’è un Cicerone.
Calenda e la Bonino che danno schiaffi e si pensano i migliori.
Hanno fatto prigioniero Mario Draghi e lo spendono sulla piazza trofeo.
Ma chi sono costoro?
Avanzi di berlusconismo e di renzismo.
Scarti.
Quella pletora di matrice sinistra confusa e litigiosa con la verità nella saccoccia.
No a tutto, duri e puri e squinternati.
Alcun costrutto e il “No” come programma umano e politico.
Letta e il Partito Democratico.
Gli unici a dare speranza.
Serietà e rigore.
Responsabilità e chiarezza di idee.
L’Italia da salvare è il “programma” e direi da salvare innanzi tutto da questa pletora di sciacalli della politica.
Non può e deve fare il Primo Ministro per “l’illuminato” Calenda.
Perché?
Non lo dice e forse non lo sa, se non la propria boria.
Questo è il parco e per non scappare dall’Italia, aggrapparsi all’unica speranza del Partito Democratico.
Che non ascolti sirene e si rivolga a chi ha nelle mani la scheda del rinsavimento.
I cittadini elettori.
Non quelli di Berlusconi che vanno educati e a cui ci si deve rivolgere come al ragazzino di dieci, undici anni.
Ma quelli adulti e consapevoli e come tali considerarli e portarli alle urne e non con le promesse alla Berlusconi, Salvini e lo sporco parco buoi tutto italico.
Ma con la ragione della responsabilità, sapendo che il Paese non è vacca da mungere, ma civiltà, cultura e storia da salvare.
Mario Draghi ha aperto questa pista in Europa e nel Mondo, continuiamola con orgoglio e rigore.
La nostra storia non è Berlusconi, Salvini e la Meloni e neanche il radicalismo e la spacconeria di Calenda che si fregia di un nome che non gli appartiene, l’azionismo.
Ugo La Malfa fu un grande, il suo scopo fu unire e salvare il Paese dagli “ismi”.
Ma il Partito d’Azione lotto il fascismo che fu parentesi tragica dell’Italia.
Vai Enrico Letta e lotta questa indecente paccottiglia.
I tuoi alleati sono gli elettori responsabili, quelli a cui sta a cuore il bene comune.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 26 luglio 2022
08:31:12

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Sono prevenuto

Sono prevenuto
 
Cerco di scrivere, ma non mi vengono che pensieri da cancellare.
Tutti li dicono e di peggio, ma io ho una mia deontologia che non si può abbassare ai livelli dei Marco Travaglio, dei Mentana e simili.
Peggiori.
Pullula di falliti il web e la parola che si fa chiacchiera da trivio.
Somigliano all’animale sventrato da una bomba che nell’agonia brucava.
Si cambia la verità e la si irride.
Berlusconi, Salvini, Conte e la loro carta stampata non più utilizzabile per le necessità di una volta.
Il buffone Grillo, che sebbene bollito, morto, ride.
Stava per morire la poverina e la trattavano con il Prozac per darle il sorriso.
Anche Grillo?
La marea dei De Magistris, Ingroia e simili che sporcano fetidi e non danno conto del loro fallimento politico e umano.
Putin se la ride.
Il Macellaio sapeva di avere in Draghi il nemico più accorto e che l’Europa seguiva.
Anche che in Italia aveva l’amico depravato Berlusconi, l’amico corrotto e al soldo Salvini, lo scemo Conte.
Poverino, l’uomo di nessuna qualità se non accattone.
E parlano, parlano, parlano …
Tanti imbecilli che seguono e insolentiscono.
È inutile chiedersi cosa abbiano in testa.
Certo il vuoto dell’ignoranza e la baldanza dello sprovveduto.
La Gabbanella, oggi sul Corriere, li fa diventare numero e impressiona la quantità.
Ascientifici.
Putiniani e filo russi.
No Vax.
Negazionisti e astorici, nemici della democrazia.
Come a dire immondizia che si fa discarica.
I sistemi chiusi implodono di per se stessi, quando non vengono fatti esplodere.
Quelli aperti mai.
Sono aperti e non possono implodere, di più fagocitano il cretino con la potenza della ragione e del diritto.
Può arretrare, subire sconfitte, ma non perirà mai.
Vi è chiaro?
Berlusconi e Salvini moriranno con la loro insulsaggine, come Putin e tutti i sistemi chiusi e intolleranti.
Lo capisci, Meloni?
Grillo?
La democrazia e la cultura del Diritto, cioè l’Occidente, mai.
Capite deficienti del web e pezzenti per ignoranza perché Letta e quelli del suo campo, vi sconfiggeranno?
Hanno dalla loro parte la cultura e la storia, la scienza e la tecnica.
L’uomo antropologico e non la bestia che sventrata bruca.
La bugia ha le gambe corte.
E la verità ha corso lungo e si fa storia.
Sarà ed è storia il Diritto!
Putin e seguaci, ombre che camminano.
Già morti.
Ogni fascismo e nazismo, tirannia e autocrazia, satrapia hanno nel destino la fine insieme a colui, coloro che sono stati gli artefici.
La Democrazia del Diritto Inalienabile e Positivo è nell’Uomo e l’Etica, e sarà fino a quando l’uomo sarà.
Non sono semplici elezioni queste prossime.
Sono la ragione e la responsabilità, contro la barbarie e l’irresponsabilità.
L’Ucraina vincerà e Putin perirà insieme ai suoi, e ogni tirannia piccola o grande che sia.
L’Occidente, cari Letta e Biden, Calenda e Bonino e tutta la compagnia cantante e molte volte stonata, deve ritrovare i suoi valori.
Non solo l’interesse intorno al Vitello d’oro.
E mi viene da pensare alla lezione di un banchiere di nome Mario Draghi.
C’è stata più politica e responsabilità in lui che in tutti gli altri messi insieme.
Fuori i mestieranti e dentro Etica e Morale, Responsabilità e Scienza.
L’Uomo.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 25 luglio 2022
09:53:20

 

martedì 19 luglio 2022

… e l’illusione 20 luglio 1946 – 26 dicembre 2011

… e l’illusione 20 luglio 1946 – 26 dicembre 2011
 
 
Porta in sé tanti significati, ma un unico comune denominatore.
L’errore.
Parte come figura retorica dell’ironia ed è vero, ma loro non hanno mai accostato il termine alla percezione, l’appercezione come noi, molti di noi, usiamo.
Un falso, un errore percettivo.
Aliquid sunt Manes.
I Mani soni cosa certa.
Nessun dubbio e i Lari, le anime dei Morti, erano gli spiriti protettori della famiglia, delle proprietà, delle attività in generale.
Nella mia abitazione e in quella di Giovanni, non ho messo su proprio un’edicola, cosa a cui ho sempre pensato e desiderato, ma un altarino dove Voi a vegliare.
La mattina e in ogni circostanza, lì Voi, a mio supporto e ragionamento.
Quante volte il rimbrotto, Voi che avevate “costruito” il danno e io a ripararlo.
Custodirlo.
Accudirlo.
E ciò che era fatica e pesante, ora mi soffoca nella leggerezza del niente.
Insostenibile.
Ora Giovanni è con Voi e in un solo attimo Vi ho perduto Tutti.
Sì, era Giovanni, il legame indissolubile che ci reggeva nella continuità e stavamo.
Come un sempre eterno della nostra finitezza.
Mammina e Papà, Carolina e Mario, la recita comune dell’Eterno Riposo.
Si è aggiunto Giovanni e mi è difficile metterlo in coda.
Mi toglie il respiro l’assenza, il pensiero.
È il tuo genetliaco Carolina e l’illusione si nutre di verità.
State insieme e con la verità, essendo voi in essa, conoscete e nessun dubbio.
Non so se gioite e vi abbracciate nella ricorrenza.
A me è tormento.
E lo sguardo fiducioso di Giovanni che mi dava la certezza di Voi, l’ho perduto.
Non posso più rimproveravi e assolvermi nelle e delle colpe.
Un credito a cui non posso più accedere.
Ve ne siete andati tutti in età non pertinente alla morte e io sono vecchio.
Dovrei essere il più saggio di voi e invece mi perdo.
Come un bambino che cerca e s’illude.
Buon compleanno, Carolina.
Auguri.
Anche a te Mammina che l’hai partorita nel dolore.
E tu, Papà, che riempivi il tuo sguardo della sua bellezza che assimilavi alla mamma tua, nonna Carolina.
Anche a te, Mario, marito ineccepibile e buono.
Quanto sei stato buono e bravo, Mario.
Giovanni, hai smesso di tormentarti e tormentare, godi.
Stringiti forte a mammina e papà a Carolina e Mario e perdonami.
I miei rimproveri erano a causa sua, Follia dalla quale ti sei liberato e non ci sarebbero più ragioni.
Non ci sono ragioni e solo Amore, Senno più ti serve.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 20 luglio 2022
06:23:20
 
 
 
 

 

sabato 16 luglio 2022

Lo schifo …

Lo schifo …
 
 
Lo schifo mi dà allo stomaco.
Sarà pure una condizione soggettiva, ma …
Impazza un uomo di alcun valore e impegna menti che avrebbero altro da fare per il bene del Paese.
La giustizia affossa la possibilità della verità già palese, su Giulio Regeni.
Poveri genitori.
Povera Italia.
La famiglia Mottola, chiara al mondo la verità sull’assassinio di Serena Mollicone, viene assolta con formula piena.
Ricordate l’assassinio del giovane Marco Vannini?
Il criminale Cionfoli e famiglia intera?
Siamo alle stesse.
Non c’è giustizia quando il delitto è commesso da “servitori dello Stato”.
Che schifo!
S’è salvata Ilaria Cucchi, ma quanta fatica!
E come una rondine non fa primavera, una condanna non salva l’abitudine.
Non si processano le divise, qualsiasi sia il crimine.
Serena Mollicone, una ragazza di diciannove anni, l’avrò ammazzata io.
Dicevo lo Squallido che ha messo alla berlina l’Italia.
Un niente, un accattone del buffone che ha corrotto politica e istituzioni.
Un nessuno che sfregia l’Uomo migliore d’Italia e senza dubbio di tutta l’Europa.
Partiti che colgono la palla al balzo e sollevano il puzzo che si portano dietro con la scesa in campo del miglior corruttore di tutti i tempi.
Quel Silvio Berlusconi che fa recere solo a guardarlo.
Altri?
Voglio fermare la Parola.
Soffro.
La morte di mio fratello e il come.
L’autoambulanza da me chiamata e il medico mi dice in mattinata si rechi al pronto soccorso per fornire ai medici la terapia.
La preoccupazione e arrivammo a San Giovanni Rotondo in ospedale, quasi insieme.
Una ventina di minuti d’attesa e mio fratello è morto.
Come?
“Ha inalato il vomito ed è arrivato in arresto cardiaco”.
Mi gira la testa a scriverne.
Non mi do pace.
Doveva proprio morire?
Avrei preferito tra le mie braccia.
Braccia che lo hanno amato e curato prezioso.
Darei di testa, ma a chi fai valere le tue ragioni?
A chi?
Questo Paese è nella merda della politica, della giustizia, sella sanità.
Degli imbecilli che si fanno No Vax, dei criminali che inneggiano a Putin e quasi sempre sono gli stessi.
Una ignoranza diffusa che rende la cultura cenerentola.
E si balla e canta.
Precipita.
Si chiede a Mario Draghi responsabilità, ma lo si vuole condurre.
Lillipuziani e storpi, ignoranti e accattoni, ladri di fiducia, chi voi?
Voi a Mario Draghi?
Io contro degli imbecilli di medici che vogliono prendermi per il culo?
Non gli hanno loro fatto inalare il vomito in autoambulanza?
È destino la loro parola bugiarda?
A chi ti rivolgi se non c’è giudice a Berlino?
Accarezzo la mamma e il papà di Giulio Regeni.
Una preghiera al papà deceduto di Serena Mollicone e abbraccio alla sorella.
Alla mamma e al papà di Marco Vannini.
A te Giovanni, fratello mio amato e prezioso, chiedo perdono.
Non ti ho fatto morire tra le braccia dell’amore.
Il mio che non si dà pace.
Giuseppe Conte e vorrei avere la voce potente, reboante da espanderla al mondo, “sei niente”.
Come niente sono quelli come te e la giustizia, la sanità e questo Paese alla deriva in assenza di cultura e storia.
Dignità e responsabilità.
Quel sacro che fa l’Uomo Dio.
Il suicidio meritate e non la morte.
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 17 luglio 2022
08:17:02

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Il sonno della ragione genera mostri

***
 
Il sonno della ragione genera mostri.
Ci siamo.
Una società di mostri, una “civiltà” mostruosa.
Abbiamo con l’acqua sporca buttato il bambino.
Siamo tutti belli, puliti, egocentrici e solidali a parole.
Ci neghiamo razzisti, ma …
Abbiamo sciolto il cemento nell’acqua dell’egoismo e siamo diventati blocco.
D’ignoranza e la cultura fa raccapricciare.
Dio è un optional del nostro sentire e Socrate e Platone, Gesù di Nazareth frutto di un “buonismo” coglione.
Il padre e la madre, il fratello sciolti in una socialità babbea e l’appartenenza un saluto al telefono e un cuoricino con TVB.
Il nemico tutto ciò che non coincide con me e il mio pensiero.
I miei interessi.
Gli altri coglioni da derubare e governare buoi.
Perduta ogni vergogna.
La colpa non è in sé, ma nello smascheramento del sé.
E la morale e il bene comune, l’altro dopo di me.
Allo scalino più basso.
Io e poi se c’è possibilità e spazio l’altro.
Fosse mio figlio, mio padre, mia madre, mio fratello.
Sono nomi e ruoli che seguono l’io che risiede nell’interesse e l’immagine.
Io sono io e voi tutti, tutti gli altri siete … niente.
I morti fuori dalla casa e dalla vita.
Da dove hanno vissuto e le camere ardenti si moltiplicano.
La morte è disdicevole, sporca la vita.
E i vecchi vogliono ballare e si offendono a sentirsi definire vecchi.
Sono diversamente giovani, e il deforme diversamente abile.
E le parole non si coniugano più con la cosa.
La legge morale è nel diritto positivo e aggirarlo è intelligente.
Non sei autorizzato ad agire, ma le attenuanti salvano.
Anche se hai comprato la latta di benzina per bruciare la tua donna che ha deciso diversamente.
Esportare la democrazia è lecito.
Anche ritagliarsi i propri interessi nell’orto del vicino.
Se il vicino si ribella e ti ammazza è terrorista.
Tu, io malato, la vittima.
Una civiltà per nascere impiega secoli, per morire niente.
Il figlio dice al padre cosa mi ha dato questo Paese, questa Città e non capisce che gli ha dato la vita e l’appartenenza.
L’identità.
Ma la storia non esiste e non si compone di passato, presente e futuro.
Esiste l’io e il presente.
Tutto il resto è chiacchiera.
 
©
Michele Cologna
San Severo, 16/07/2016 10:11:09

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giovedì 14 luglio 2022

Prima che legga i quotidiani

 

Prima che legga i quotidiani
 
 
Non voglio essere influenzato e voglio dire la mia cruda e senza orpelli, sullo scellerato atto che si è consumato ieri.
Giuseppe Conte e lo sapevamo, è un quaquaraquà e stupido come tutti i populisti.
S’è scavato la fossa, l’avvocato del popolo.
Matteo Salvini e la Lega che conta, quella che amministra e governa, gli farà la festa.
Non siamo a livello dello sprovveduto Conte, ma la sua egemonia sulla Lega è finita.
Fratelli d’Italia non fa storia e se ne avesse opportunità, sarebbe peduncolo della stessa razza di Conte e Salvini.
Il populismo è finito!
Non lo sa solo il Fatto Quotidiano e i suoi giornalisti, si fa per dire, Travaglio in testa.
La pandemia e la guerra hanno fatto giustizia della stupidità imperante.
Restano gli scervellati che hanno creduto e l’ignoranza crassa di costoro.
Ma sono pecore al pascolo preda di ogni lupo e lo saranno sempre.
Berlusconi per età e cessazione della predazione dello Stato.
La festa è finita e anche gli ossi da spolpare.
L’anagrafe farà ciò che gli italiani non hanno saputo fare.
Speriamo presto.
Un nuovo pensiero, una nuova esigenza.
La serietà e la competenza.
Mario Draghi è stato ed è questo!
Comprendilo anche tu, caro Enrico Letta.
Non si costruisce con i deficienti.
Il campo largo non può comprendere cretini e nemmeno personaggi in cerca d’autori.
Va cercato tra la gente che non ne può più e non va a votare.
Lo sai fuori dalla retorica che non funziona niente nel Paese?
La Sanità è uno schifo.
La giustizia peggio.
Le amministrazioni regionali e comunali di cui si tessono le lodi, sono la tirannia del popolo e non c’è giudice a Berlino?
Forse non lo immagini perché percorri campi coltivati e tirati a lucido.
Ma vivi qualche giorno da sconosciuto.
Siamo alle satrapie.
Dicevo, Mario Draghi ha portato la serenità della competenza e l’affido certo.
Il rispetto.
Un Conte che si fa termine di paragone.
Uno stercorario che vuole misurarsi con un gigante per pulizia mentale e rigore intellettuale.
Siamo alla follia.
Il Partito Democratico è casa mia, ma l’accesso è sbarrato.
Spero che lo facciano tutti coloro che sono animati da buona volontà.
Ma tu Letta, il Partito Democratico e non è più consentito il gioco di rimessa.
Esponi a Mario Draghi le cose che vuoi fare affinché si convinca che i pagliacci alla Conte e Salvini non avranno corda se non per impiccarsi.
È morto un grande, Eugenio Scalfari.
L’ho amato ed è stato mio Maestro per cultura e sapienza.
Che errore avere definito Conte il nuovo Cavour e nipote lo sciagurato Renzi!
Anche quell’appoggio al peggiore Presidente della Repubblica che l’Italia abbia avuto.
Sì, Enrico Letta, Napolitano!
Se si offre a Mario Draghi serietà e impegno, certezza del fare, sono certo che l’Uomo rientrerà e darà al Paese quel contributo che solo lui è capace di dare.
Questo, prima di ogni lettura e sirena.
Il mio pensiero.
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 15 luglio 2022
06:48:07
 
 
 
 

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domenica 10 luglio 2022

“Tonia, ho perdonato tutti”

“Tonia, ho perdonato tutti”
.
.
.
.
.
Ne invoco il canto e lei
no presta a me la voce
e mi fa afono di te.
No di cuore e pensiero,
 
di loro mi strazia, d’egli
che si nega come se lui.
Lui no fosse storia e suo
l’atroce che si fece fato.
 
Destino di vita randagia
e avventata, pe’ biasimo
negata.
E non fu storia e registro,
 
libro a le stampe dato, su
cui incidere la parola che
si fa atto e forma. Senso.
A due, de la Nera Signora
 
il dì, Tu a Tonia, co sincero
fiato “Ho perdonato tutti”.
Strazio e si fa misero il mio
per supplenza.
 
Di Madre e Padre, genitore
/fratello a porgerti selciati.
Tu di me ora docente, segni
la strada e discente ti seguo.
 
Giovanni, anche io come te,
con il cuore sincero e mente
pulita, “ho perdonato tutti”
e ne l’atto di dolore chiedo
 
a Dio e a Te il Perdono.
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Michele Cologna
San Severo, domenica 10 luglio 2022
10:03:49
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venerdì 8 luglio 2022

il trillo

il trillo
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e …
la voce scorre l’occhio
che ne li anfratti
oscuri di mancato uso
pe’ riflesso
a lo guardo arriccia
 
fremito d’espansa carne
a la dimora
ove …
ubertà di stranieri sensi
con imperio tengono co’
di governo
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michele cologna
san severo giovedì 3 gennaio 2019
17:20:24
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venerdì 1 luglio 2022

Ora (o in morte di Giovanni)

Ora
(o in morte di Giovanni)
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Come un atto di resipiscenza Tu,
e ti sei liberato.
Hai costretto me a seguirti e ora?
Tu solchi libero il vero de i cieli e
de i venti e da Lei …
Lei che t’aveva preso a sé leziosa,
crudele, ne la tirannia fascinosa e
a suo piacimento ti conduceva.
Follia che, seppur tardivamente
hai riconosciuto e recidendo ogni
Tu, ti sei affrancato.
Ora io?
Perdo Dio e la Speranza del Suo,
aiuto che non potrò invocare più.
Fatica e disperazione.
La tragedia e il senso.
Perché Tu eri il lascito a me come
bugiardo consegnato.
Quell’anello che non s’era mai da
il dito sfilato e …
ti fui madre e padre, fratello in lei,
afflizione che no perdona.
Ora i giorni, questi come punizione.
Il vuoto.
Che me ne faccio di questa libertà?
Lei senza te è niente.
Insopportabile come macigno e il
capo al giogo.
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Michele Cologna
San Severo, sabato 2 luglio 2022
07:07:14
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Ieri mattina l’ultima colazione.
Ho trovato Giovanni in un mare di vomito.
Un mare.
L’ho lavato e in accappatoio a sedere.
“Non mi fai fare colazione?”
“Sì Giovanni se la vuoi!”
Faticava a deglutire e bevve il latte e caffè, il caffè e …
“Mi aiuti, Michele?”
“Dimmi, Giovanni, cosa possa fare di più?”
Annuì con la testa.
“Mi vuoi bene, Michele?”
Oh disperazione soccorrimi ancora …
Chiamo il 118 e lo portano a San Giovanni Rotondo.
Il medico, in mattinata si porti al pronto soccorso per la terapia.
Arrivai quasi in contemporanea a loro.
Dopo una mezzora d’attesa mi chiamano, ”Giovanni è morto, ha inalato del vomito”.
Aveva ancora vomitato in ambulanza ed era giunto all’ospedale in arresto cardiaco.
Non c’è stata possibilità alcuna.
Questo pomeriggio alle 16,00 ci saranno i funerali nella Chiesa di Croce Santa.
Pregate …

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