Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

sabato 25 luglio 2020

I pronomi e la verità, o de la morte


I pronomi e la verità, o de la morte
.
.
.
.
.
Come unica azione.
Gesto.
Espressione dell’inconsistente.
Tu e io.
Noi, e siamo parvenze.
Ombre indistinte d’un solo passo.
Storia che si azzera pe’ modo.
Uno.
Consuetudine che nega.
Identità che non è fonte,
l’uno è tutti.
Film senza regista.
Una sola scena.
Palcoscenico affollato e sgombro
d’entità e ente.
Plurale d’ogni singolo di sé nullo.
Un sé non a consumare il vero.
E i pronomi:
Verità postulata d’un sistema,
qualità di un solo calco.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, giovedì 23 luglio 2020
07:15:06
.
.
.
Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.



mercoledì 15 aprile 2020

e sembra che …


 e sembra che …
 .
 .
 .
 .
 .
Sia fuori posto la fretta.
Il vuoto, uno spazio d’attraversare.
Con pazienza.
Un lento piede.
Di Tempo ritornato e ne gli spazi suoi.
Non è ansioso e si riprende il proprio.
Anche il Vecchio trova la sua.
Lentezza ai suoi consona.
Anni furiosi che disconoscevano il bambino.
Si ferma ai fiori, agli odori, all’erba, al sogno.
Lei è lì e Lui sa.
Non in un affannoso e goffo liscio.
Imbellettata vecchia che non s’arrende.
Segni mascherati e senza orgoglio.
No!
Gli sta dietro per destino e accidenti.
Non gioca a scacchi.
Attende.
Un appuntamento come il bimbo al seno.
Asciugata mammella di svezzato figlio.
Sta in lui, tempo che non ha tempo.
Un “senza” di senso che in sé “È”.
Immanente aseità di Dio, sua Creatura.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, giovedì 16 aprile 2020
07:16:43
.
.
.
Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.


 

martedì 31 marzo 2020

Se avessi …


Se avessi …

Se avessi una visione escatologica della vita.
Se dessi a lei questo senso.
Direi ben arrivato Coronavirus.
Accomodati.
Metti un po’ d’ordine in questo bailamme.
Gli suggerirei di riscattare tanti.
Come Angelo vendicatore chi non ha niente.
Non ha avuto nulla.
Coloro che hanno avuto solo la vita e poi …
Dimenticati.
Abbandonati.
Usati.
Derisi, vilipesi, ignorati.
Da Dio e gli uomini.
Anche coloro che si sono persi.
Impari alla lotta.
Puniti e non sai perché e da chi.
Ostile tutto e alcun polso il loro.
Quelli che suscitano il ribrezzo del sensato.
Il “cicero”.
Quello sì, ma io …
L’esteta de la morale beduina.
Il perbene schifiltoso con il puzzo al naso.
Per nascita e condizione, fortuna e malaffare.
Uomini per caso, lista infinita.
Ma vedo che il signor Virus è nella scia.
Sembra che punisca tutti e sia equanime.
Falso.
È selettivo come la vita e salva i salvati.
Con le lacrime e mi sovviene Lui.
Primo Levi che aveva imparato dalla camminata.
Gli utenti del Lager e appena arrivati li catalogava.
Musulmani e Salvati.
Piangeva da vecchio a questo bruto esercizio.
Aveva salvato anche lui e ne sentiva il peso.
Quel grave …
Sì, quello che lo trascina giù nel volo cercato.
Della specie umana anche Tu e non Angelo.
E continui …

Michele Cologna
San Severo, mercoledì 1 aprile 2020
07:55:44

Copyright© 2020  




venerdì 6 marzo 2020

Domenica 8 marzo 2020, II di Quaresima (anno A)


Domenica 8 marzo 2020, II di Quaresima (anno A)


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

Oggi l’Uomo si trova a vivere una realtà dimenticata.
Ottantacinque anni di benessere.
Tempo che l’ha portato a credersi bastevole a sé.
Immortale nella scienza e nella tecnica.
Prepotente e senza timore nei confronti dell’altro.
Assoluto padrone del suo destino.
Giovane per sempre e la morte nascosta, relegata in un muto silenzio senza dignità di celebrazione.
L’ha scacciata dalla propria dimora e si è inventato le camere ardenti per tutti.
Nessun morto deve abitare più la propria casa.
Fuori la morte dal pensiero, poi dalla vita e la censura dell’evento.
Dio e una risata al Vitello d’Oro, genuflesso.
La potenza del Denaro, la Finanza: il Dio davanti al quale tutti debbono inginocchiarsi in adorazione.
L’uomo più potente del mondo, sbeffeggia l’altro e sfida.
Impone il suo balzello etico, morale, economico.
Egli è l’assoluto di questo tristo Tempo.
Mi viene il sorriso beffardo della pietà.
Pietà per l’uomo dai capelli gialli, pietà per l’arrogante uomo che si credeva potente in Italia, pietà per colui che apre il recinto e libera uomini deprivati da una guerra senza fine.
Pietà per la mia stupidità di uomo immortale ai piedi del Vitello d’Oro.
Il mio Ego potente e Dio di me e io del mio inferiore per condizione non etica, non morale, non religiosa, non si sapere, ma solo economica.
La condizione un Minus senza valore e speranza.
Mosè scaraventò le Tavole sul Vitello d’Oro e lo distrusse.
Ora non abbiamo Mosè e neanche il suo dubbio che l’inibisce la terra promessa.
Degli dei ipertrofici e smarriti.
Padreterni senza scettro e il babbeo dai capelli gialli e il nostro tutto italiano, penosi.
Penosi noi tutti.
In ginocchio davanti a un dio minore coronato di nome e senza scettro.
Questo insignificante dio ci porta alla nostra dimensione dimenticata.
Di poveri illusi.
Gaudenti e stupidi a danzare il bello, a venerare una dimensione che non è della vita, la felicità.
La felicità che scioglie lacci e laccioli.
Ogni vincolo con il sacro, con la famiglia, con l’altro e la civiltà del diritto, del rispetto, della socialità salubre.
Della cultura senza storia né soggettiva, né oggettiva.
Fede e religione, etica e morale.
Deprivati di sentimenti e consapevolezza, responsabilità.
Questo niente, questo nulla, questo virus minore che inginocchia l’adorante del Vitello novello Mosè.
Non voglio più appesantire questo mio che si unisce alla Parola del Vangelo per senso e non per locuzione.
Le Tavole rinasceranno e prenderanno nuova forma dalle cenere del Vitello?
No, no stante alle deficienze di coloro che hanno il destino dell’uomo nelle mani.
Solo se questo re senza scettro, questo “coronavirus” prenderà nelle sue mani il destino dell’Uomo e gli farà comprendere la sua onnipotenza effimera, quanto se non meno, della sua palese inconsistenza.
Caduco, effimero, provvisorio in sé, se non nella sacralità del dentro che è Amore del Padre e della Madre, del Figlio e del Fratello.
Grazie a tutti, amiche, amici e lettori.

Michele Cologna
San Severo, sabato 7 marzo 2020
07:42:03



sabato 15 febbraio 2020

Domenica 16 febbraio 2020, VI del Tempo Ordinario (anno A)


Domenica 16 febbraio 2020, VI del Tempo Ordinario (anno A)

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

È grossolano Matteo e nella tradizione della Parola, punitivo.
Non mira ad educare, ma impaurire.
Rappresentazione del sempre del Potere: parola minacciosa e obbligo all’obbedienza.
Quel terroristico e coercitivo “Ricordati che devi morire”.
Quale uomo non lo sa, ma ripeterglielo, ricordarglielo a ogni piè sospeso, è annichilirlo.
Togliergli il piacere della vita che è la gioia, la bellezza, il significato “In Sé” d’ogni vivente.
Morire è condizione della materia.
Tutta la materia è a termine, tutta.
Niente è eterno.
E siamo Materia e con Noi Dio, la Nostra Meravigliosa Creatura.
Quanto vorrei sapere se questo pensiero abbia attraversato la mente di Gesù di Nazaret!
Penso di sì, altrimenti non avrebbe potuto approdare all’Amore.
Come può un Uomo che convince se stesso a uscire fuori dalla più oppressiva cultura d’ogni popolo e tempo a pronunciare le parole dell’evangelista Matteo.
Mettersi paura e incutere paura.
No, Gesù comprende tutta la portata oppressiva del Vecchio Testamento.
L’abuso e il sopruso.
Il feroce e tirannico potere.
Il governo fuori dall’uomo.
La pregiudiziale del genere.
L’apartheid verso ogni debolezza e diversità di genere e condizione di nascita, di razza e popolo.
Il solo Popolo Eletto legato da un patto sessuale.
C’è da impazzire d’orrore!
Dio in un rapporto omosessuale con il suo popolo.
Questo era il dato e Gesù capisce che dell’esistente non voleva cambiare niente.
Nulla!
Egli veniva a portare il Nuovo.
L’Amore che non accetta Legge.
La Legge è dell’uomo, l’Amore lo porta dentro e non è una sua elaborazione.
È.
Un Assoluto e l’Unico a non necessitare d’altro.
È di Sé Sostanza e Forma.
Potenza e Atto.
Questo è il pensiero di Gesù e questo porta a chi è disposto ad ascoltare la sua parola.
Può minacciare?
Di più impaurire?
Egli raccoglie a sé gli abietti, i peccatori, gli storpi, gli evitati.
L’altro che per il popolo eletto era niente.
Nessuno.
Matteo e la Parola Canonica non producono bene all’Amore.
Lo feriscono e feriscono l’Uomo.
Amore è un primus in ogni senso, nasce con l’Uomo.
La Legge, ogni attività umana è un post.
Amore è Verità, la Parola confezione di una presunta verità.
Grazie a tutti.

Michele Cologna
San Severo, sabato 15 febbraio 2020
08:34:42