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giovedì 12 novembre 2020

Luna e Sole …

Luna e Sole …
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Leggo e m’invade una tristezza che man mano a seguito del pensiero che lavora, cresce.
M’inquieta.
Si trasforma in insopportabile inquietudine.
La frase, “Maria è come la Luna che non splende di luce propria ma riflette la luce del Sole che è Gesù Cristo”.
Maria è la Madonna.
E penso …
Maria è tutte le mamme, mia madre anche di nome.
Se pensassi per un attimo io di dare luce a mia madre, fossi anche il Cristo in Terra, non me lo perdonerei mai.
Mi dà allo stomaco l’affermazione e se qualcuno lo dicesse a me di mia madre, l’inviterei a togliersi dal mio cammino e lo considererei uomo dimezzato.
Maschilista senza speranza che non rispetta la mamma.
Uomo perso per sé e la civiltà, la società nella quale vive.
È uomo qualunque, cioè, quello della strada costui?
No!
E docente di religione.
Uno che deve informare e formare giovani alla vita.
Non sono un teologo e nemmeno credente, ho poca conoscenza, potrei dire nessuna, della catechesi.
Può darsi che quel signore abbia scritto, parli nella sua funzione di docente, nella verità della sua dottrina e non porti pena.
A me dà inquietudine.
Infinita tristezza.
Dolore.
Ho sentito, sento quello di mia madre.
Di tutte le mamme che debbono accucciarsi ai piedi del figlio per splendere di luce riflessa.
E le figlie?
Non voglio usare termini altri, ma l’inquietudine, avendo letto la frase ieri sera, mi ha tolto il sonno.
Se la fede dovesse spingermi ad affermazioni simili, non sarei mai fedele.
Mai credente, mai cristiano, mai cattolico.
Sento tristezza anche per questo mio scritto.
Ancora alla differenza antropologica di genere?
E non riesco a convincermi che sia affermazione dal senno fuggita, o ripetizione dottrinale.
La Chiesa è questa?
È questa la verità del Figlio?
Su questa palese discriminazione di genere si regge Dio?
Non ho fede e non attribuitemi fede.
Sono solo un misero uomo alla ricerca e nella ricerca incontro il quid del sacro.
Quel Sacro che nel tormento mi fa vedere Dio in infinite ipotesi e tutte vere e tutte confutabili.
Povero Nazareno, tu che hai camminato la terra nel nome dell’Amore, e ogni giorno e in ogni parola vieni ripetutamente crocefisso.
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©
Michele Cologna
San Severo, sabato 12 novembre 2016
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domenica 18 ottobre 2020

… e io sento

 … e io sento
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È un trascinamento.
Una “passione” fredda ad alimentarsi di Te.
Il bello de il Sempre.
Come portarsi con Amore e
ne la pacatezza del cercarsi,
sentirne il dolce.
Un fare l’amore de i sensi.
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Michele Cologna
San Severo, mercoledì 18 ottobre 2017
06:49:07
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Copyright© 2017 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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lunedì 3 agosto 2020

Avena e vento… stelle

Avena e vento… stelle
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Tu che sollevi da la calura il
mio stanco, de il buio senza,
fa arrivare a lei queste amare.
Spiri tu fresco i miei a lei, e

dille: a una a una tutte, egli,
le contò la notte! E Aurora,
pur non fermando il corso,
intrattenne seco il mattino e

consentì a lui, privo del tuo,
riposo ne gli occhi amanti,
la conta. E il numero è alto,
tanto quanto mai alcuna, de

gli uomini cifra, ne conterrà
tozzi. E pane d’avena, dolce
costellerà di sé il firmamento,
brillando l’inconsutile panno.
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Michele Cologna

(San Severo, mercoledì 27 giugno 2012)
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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sabato 25 luglio 2020

I pronomi e la verità, o de la morte


I pronomi e la verità, o de la morte
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Come unica azione.
Gesto.
Espressione dell’inconsistente.
Tu e io.
Noi, e siamo parvenze.
Ombre indistinte d’un solo passo.
Storia che si azzera pe’ modo.
Uno.
Consuetudine che nega.
Identità che non è fonte,
l’uno è tutti.
Film senza regista.
Una sola scena.
Palcoscenico affollato e sgombro
d’entità e ente.
Plurale d’ogni singolo di sé nullo.
Un sé non a consumare il vero.
E i pronomi:
Verità postulata d’un sistema,
qualità di un solo calco.
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Michele Cologna
San Severo, giovedì 23 luglio 2020
07:15:06
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Copyright© 2020 Michele Cologna
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domenica 2 febbraio 2020

e ...

e…
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e smarrisce
confuso il tempo
al bimbo l’antico dona
e mani
scaldano il sorriso
rifugio d’occhi a lo guardo
e
nulla manca

l’innocenza sveglia
accorcia e
sei
dimensione mai persa
e labbra
muovono a la parola e
senti il suono
a un lembo di veste
attaccato
mammina e a l’alto volgi
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michele cologna
san severo martedì 24 dicembre 2019
08:47:26
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Copyright© 2019 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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PS
A tutte le mamme di fatto e potenziali.
Presenti e assenti.
Esistenti sempre.
La mamma mai cessa al figlio.
Memoria viva.
Auguri di buon Natale a tutti: amiche e amici, lettori.
“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, recita l’adagio.
Che l’appartenenza possa ritornare a consolidare il Senso.
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