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martedì 27 ottobre 2020

amore

 

amore

 

 

 

 

come a ingannare il tempo

questo nostro disegna sogni

e

qual bugiardo di tardo mattino

là depositandoli

entro pregiate teche d’andata fattura

di trascorso loro colora

 

mistificante operazione

 

più perle di giovine essenza essi

reggono quei tempi

e

di colori avariati e guasto riso

ora protesi

per traslato valore sostengono giorni

di cammino incerto

 

 

 

michele cologna

 

san severo domenica 27 ottobre 2013

 

 

 

Copyright© 2013 Michele Cologna

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giovedì 13 agosto 2020

Se di amore il vivere tuo …


Se di amore il vivere tuo …
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E io, con immeritata voce profetica, ti dico …
Ama la vita e non nei giorni e l’azione, nei saperi.
Quella in sé sconosciuta e negletta, al servizio.
Servila con Amore e non del desiderio.
Dell’orgoglio che tempera e l’invidia nutrice.
Nella passione della tenerezza che mai odia.
E non del possesso che incatena.
L’innamoramento come cammino e mai fine.
Nell’altro che è il tuo riflesso.
Il cangiante è solo un bagliore di luce.
Non lasciare che confonda la tua vivida, sei Tu.
Il vivere distoglie, è vero e non lo nego.
Così tanto da renderla pesante e inaccettabile.
Ma quanto più esso ti devia, tanto più amala.
Abbraccia il dolore e con amore trattalo.
La mestizia con la carezza dell’anima, ti è sorella.
La vita un inno alla Vita e tu la celebrerai.
All’Altare del vivere come rito del possibile.
Mai uguale a sé, ne sarebbe la morte per asfissia.
Nella possibilità nel giorno che si tinge d’Amore.
Di tenerezza e dell’altro, ogni tuo innamorare.
Amore non porta a Dio che è Ordine. Mai!
È volo libero che nutre di curiosità e diversità.
Non ha confini e il limite è la Bellezza.
Lì la sosta come un Destino, la dimora celeste.
Vedi fanciullo, ragazza, uomo e donna di matura
gioventù, divento profeta pur non essendolo,
solo per Libertà e Amore.
Gemelli che mai si separano, e se escludi uno,
l’altro muore. Non farlo mai, è la tua Vita!
Questo che ti dico ed è difficile assai.
Per quanto tu possa essere vigile e attento, tu
sbaglierai.
Ma dagli errori si esce sempre e io mille e mille
volte e ancora, pur ora già io vecchio.
Ammaccato e ferito, dolorante e i labbri tanti,
ma Amore m’ama e veste di tenerezza la Vita.
Non scoraggiarti.
Ho camminato limiti inaccessibili e bordi.
Abissi alti e profondi, tunnel comunicanti e la
disperazione che dà la morte.
Il fascino dell’assenza, come rinuncia tragica.
La malattia del vivere che odia la vita. Tutti.
Tutti i dolori e qualche resurrezione come pena.
Non ho saputo gioire se non ora in vecchiaia.
Lei mi ha aperto cuore e mente e in Amore il
porto. L’approdo.
Tutto è all’ancora e non in disarmo, una vittoria.
La Vita vince la sua battaglia sul vivere se l’ami.
E tu, tu lettore, attento!
Non è poesia questa e su la quale ora meditando
stai.
No, è la Vita che può e si vive solo se tu, Poesia,
saprai viverla!
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Michele Cologna
San Severo, giovedì 13 agosto 2020
08:51:15
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Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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sabato 8 agosto 2020

“Mt 14.22 -33 Comandami di venire verso te sulle acque”


“Mt 14.22 -33 Comandami di venire verso te sulle acque”


Il Dio degli uomini se non segue il cambiamento dell’uomo, sarà un residuo di niente.
La chiesa e i testi sacri saranno cimeli di un passato senza studio.
Storia.
Ha un solo modo per continuare ad esistere diventare dell’uomo il “cuore”.
Non il nous perché questo l’uomo l’ha trasferito agli arti che nella tecnica scoprono dio.
L’uomo non pensa più.
Opera per comando del consumo che è dio nella progressione.
In un contesto nel quale egli non è soggetto, ma parte di un tutto che non possiede.
E le trasformazioni sono così veloci che egli stesso è, della cibernetica, soggetto e oggetto.
Protesi.
Una macchina da istruire perennemente.
Questo oggi è l’uomo che ha barattato il sé per il benessere del sé che si realizza solo nel consumo.
Dio è fuori e non lo sfiora.
In questo abisso senza fondo prende forma il cuore che non è più organo, ma l’inspiegabile.
Bisogna che Dio diventi quell’inspiegabile e non per spiegarlo, per amarlo.
Così Dio sarà tutto e niente.
Sarà il cuore di ciascuno e il fugace sentimento.
E forse oltre a l’animale per il quale commuove, ci sarà anche l’altro.

Michele Cologna
San Severo, sabato 8 agosto 2020
09:55:42




venerdì 26 giugno 2020

“Ti sparo e ti cieco l’occhio e ti mando per l’elemosina”


“Ti sparo e ti cieco l’occhio e ti mando per l’elemosina”


Sottotitolo, della Dignità (Mt 10,37-42)
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

***
Gli sparò con la pistola a un colpo solo, che si caricava dalla canna, lo accecò dell’occhio, e come aveva profetizzato, il figlio andò elemosinante per tutta la sua vita.
Questa è storia vera!
Un padre, un grande uomo.
Uomo d’arte.
Orgoglioso e dignitoso.
Uomo “da bene”, il figlio venne accusato di aver rubato.
Non grosse cose, spiccioli di campagna.
Il padre gli chiese e lui negò.
Indagò e si convinse della colpevolezza del figlio e della menzogna.
La vergogna.
La perdita di dignità della famiglia e la condanna e l’esecuzione.
Quel figlio orbo di un occhio elemosinò per tutta la sua vita che fu brevissima.
Racconto di mio padre orgoglioso dello zio del fatto o misfatto, fratello della madre.
Papà ne portava il nome.
Qualche volta mi portò con sé a casa del cugino, fratello dello sparato: era un “rito”.
Come essere in chiesa e l’impressione del cupo, della paura.
Del terrore e l’obbedienza.
La Dignità.
Questo mi sovviene alla lettura del passo di Matteo.
Mi domando e chiedo, come possa stare la dignità con l’amore.
Gesù è Amore.
Non è vendetta, non è orgoglio, non è dignità.
Abbraccia la prostituta e con Ella ha dei figli.
Raccoglie gli ultimi e li rende alla vita.
Lotta con l’Amore l’apartheid.
Ogni separatezza ed evitazione, tabù e pregiudizio.
Dobbiamo per forza dedurre che Matteo mente, perché se non mente lui, mentitore è Gesù.
Io penso che non sia né l’uno, né l’altro bugiardo.
È il Potere che fa suo l’uno e l’altro e li porta al proprio altare, la Chiesa.
Quel Padre che si sente disonorato dal Figlio e gli spara accecandolo.
Non aveva obbedito e aveva corrotto la dignità della Famiglia.
Un caloroso abbraccio a tutte le amicizie e ai lettori.
La Dignità è nell’Amore e la Comprensione.
Nel Perdono per chi ne è capace.

Michele Cologna
San Severo, sabato 27 giugno 2020
07:14:02




venerdì 13 marzo 2020

Domenica 15 marzo 2020, III di Quaresima (anno A)


Domenica 15 marzo 2020, III di Quaresima (anno A)


Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Parola del Signore

Perché Gesù al pozzo infrange in un solo momento non solo tutti i tabù, ma due essenziali dell’ebraismo?
Di non parlare a un samaritano e di più donna.
Chiede a una donna “facile” di cinque mariti da bere.
Il gesto che straccia simbolicamente e culturalmente ogni separatezza e identità.
Non trovo nella nostra attuale cultura un simile gesto.
Possiamo pensare e non raggiungiamo pienamente il senso a un Boero e un Zulù.
Apartheid e disprezzo.
Una donna evitata e le si chiede da bere.
Attingere dalle sue mani l’acqua che è la vita.
Il rapporto con una prostituta che trova il massimo del piacere non solo nell’amplesso, ma nel cunnilingio, bere alla sua fonte.
È per simbolismo senza pari nella storia di ogni tempo la parabola.
L’acqua che è vita, la sete che è bramosia di vita, la femmina che dà la vita.
Salta, è saltato ogni sapere, cultura e storia.
C’è un uomo e una donna che insieme danno la vita.
Il congiungimento che non è mai peccato, né va mai condannato.
C’è tutto il Nuovo del Nazareno, l’azzeramento di ogni apartheid esterno ed interno a ogni uomo.
L’Amore e l’Uomo è Amore.
Niente esiste e può inficiare, governare l’uomo se non l’Amore.
Dovrebbe provare senso di vergogna chi usa questa parabola per significare altro.
Non c’è legge, non c’è usanza, non c’è niente di ciò che l’uomo ha strutturato nel tempo che possa ostacolare l’Amore in noi.
Questo Amore è Dio.
Perché non necessita di legge e parole umane, è.
Dio è nell’uomo, dalla nascita alla morte.
Ogni Parola e interpretazione storpia questa.
È Immagine d’Amore senza frontiere e limiti.
Un Uomo e una Donna.
L’uomo chiede e la donna lo disseta.
L’Unione che fa Dio generando.
Grazie amiche e amici, lettori tutti.

Michele Cologna
San Severo, sabato 14 marzo 2020
06:51:08



giovedì 20 febbraio 2020

Omaggio a l'amore

Sulle ciglia vanità si posa
lo sguardo i sensi rincorre
l'alma indifesa...
di veli il corpo nudo espone
Dal seno succhi linfa di vita
sbiadita beltà specchio riflette
note d'arpa
suono rimanda
Tra le mani scivola sabbia e desiderio
l'onda s'infrange ...
resta la schiuma... un attimo...
poi sogno scompare...
Negli occhi il vero...
realtà dipana il gomitolo del tempo
orecchio su spalla si posa
lieve carezza accompagna...
E.....
Meraviglia riporta...
..................la bellezza di un sorriso........
Maila Nepi.
Foiano della Chiana 20/2/2020

***

A Maila e a l’amor suo
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potrei mille e mille volte versi
scomporre a sollevar veli
e
a le ciglia il mascara de la vanità
tergere
ma no muterebbe l’occhio
guardo che in loro seni di grazia
ancor succosi e pregni
lì vergini di desiderio stanno
a offrir perduto
linfa che bagna il tempo e non
amore mai d’amor flesso
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michele cologna
san severo giovedì 20 febbraio 2020
19:48:50
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Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
NB
Maila,creatura meravigliosa!
La poesia della quale mi hai onorato, è calco della tua bellezza.
Ti ho risposto in versi.
Non volevo con la prosa sciupare della tua l’immenso.
Ha raggiunto il verbo il desiderato?
Non so.
L’intenzione c’era tutta e riconoscente.
Redigo un post e lo sottopongo alle nostre amicizie, la Bellezza va distribuita.
È grano nel granaio dell’uomo sempre.
Ti ho affermato d’amarti e lo rinnovo, Maila.
Eccelsa creatura.
Grazie.

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sabato 15 febbraio 2020

Domenica 16 febbraio 2020, VI del Tempo Ordinario (anno A)


Domenica 16 febbraio 2020, VI del Tempo Ordinario (anno A)

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

È grossolano Matteo e nella tradizione della Parola, punitivo.
Non mira ad educare, ma impaurire.
Rappresentazione del sempre del Potere: parola minacciosa e obbligo all’obbedienza.
Quel terroristico e coercitivo “Ricordati che devi morire”.
Quale uomo non lo sa, ma ripeterglielo, ricordarglielo a ogni piè sospeso, è annichilirlo.
Togliergli il piacere della vita che è la gioia, la bellezza, il significato “In Sé” d’ogni vivente.
Morire è condizione della materia.
Tutta la materia è a termine, tutta.
Niente è eterno.
E siamo Materia e con Noi Dio, la Nostra Meravigliosa Creatura.
Quanto vorrei sapere se questo pensiero abbia attraversato la mente di Gesù di Nazaret!
Penso di sì, altrimenti non avrebbe potuto approdare all’Amore.
Come può un Uomo che convince se stesso a uscire fuori dalla più oppressiva cultura d’ogni popolo e tempo a pronunciare le parole dell’evangelista Matteo.
Mettersi paura e incutere paura.
No, Gesù comprende tutta la portata oppressiva del Vecchio Testamento.
L’abuso e il sopruso.
Il feroce e tirannico potere.
Il governo fuori dall’uomo.
La pregiudiziale del genere.
L’apartheid verso ogni debolezza e diversità di genere e condizione di nascita, di razza e popolo.
Il solo Popolo Eletto legato da un patto sessuale.
C’è da impazzire d’orrore!
Dio in un rapporto omosessuale con il suo popolo.
Questo era il dato e Gesù capisce che dell’esistente non voleva cambiare niente.
Nulla!
Egli veniva a portare il Nuovo.
L’Amore che non accetta Legge.
La Legge è dell’uomo, l’Amore lo porta dentro e non è una sua elaborazione.
È.
Un Assoluto e l’Unico a non necessitare d’altro.
È di Sé Sostanza e Forma.
Potenza e Atto.
Questo è il pensiero di Gesù e questo porta a chi è disposto ad ascoltare la sua parola.
Può minacciare?
Di più impaurire?
Egli raccoglie a sé gli abietti, i peccatori, gli storpi, gli evitati.
L’altro che per il popolo eletto era niente.
Nessuno.
Matteo e la Parola Canonica non producono bene all’Amore.
Lo feriscono e feriscono l’Uomo.
Amore è un primus in ogni senso, nasce con l’Uomo.
La Legge, ogni attività umana è un post.
Amore è Verità, la Parola confezione di una presunta verità.
Grazie a tutti.

Michele Cologna
San Severo, sabato 15 febbraio 2020
08:34:42