martedì 15 giugno 2021

Arriva la stanchezza …

Arriva la stanchezza …
 
 
Sui vaccini?
E la gara a chi la spara più grossa e meglio condita!
Poi i cretini.
I presidenti di regioni in prima fila.
Poi i neofiti della fede.
Deficienti.
In politica?
E qui lo sporco inficia appestando.
Il cretinismo che si fa verità e suggella!
Il mediocre Conte il paravento di un colossale fallimento politico.
I Cinque Stelle.
Un rabbioso Grillo e giornalisti suoi pari.
La stupidità.
Anche di coloro che con questi prefigurano futuro.
Come volere programmare con un rapinatore la custodia della Banca d’Italia.
Un papello etico/politico.
Morale.
Ora il corruttore dei giovani dopo Berlusconi, quel Grillo che giustifica lo stupro e considera la stuprata “puttana consenziente”, apre alla Cina.
Vuole destabilizzare quel poco che ci fa ancora Paese affidabile nei contesti internazionali.
Draghi attaccato da ogni miserabile per cultura e onestà.
Mentre il Mondo tutto lo celebra rispettandolo e ascoltandolo, gli “italiaschi” di destra e di sinistra lo vorrebbero morto, o asservito.
Certo politicamente, e non va bene neanche che abbia deciso di non volere proventi per il proprio lavoro.
Questo è il dato.
Dopo anni, anni e anni …
Forse per la prima volta, dopo De Gasperi e Prodi, l’Italia non viene derisa e ascoltata in Europa e negli Stati Uniti, nel Mondo e noi lottiamo quest’uomo che onora il Paese e gli italiani.
La competenza e l’onorabilità, il rigore e l’onestà fattiva e intellettuale sono la medicina insopportabile e micidiale per l’Italia delle mafie e dei furbi, dei corrotti e dei parassiti.
Della politica praticata e ogni ruberia.
Come si può condannare un miserabile che prende il “reddito di cittadinanza” e rifiuta il lavoro in chiaro che poi accetta in nero?
Farei un elenco nutrito di nomi miserabili, ma non serve.
Questo tarlo, meglio parassita è nella mente degli italiani e li governa.
Non c’è scampo!
Draghi non merita questo Paese.
AstraZeneca nemmeno gli italiani.
La scienza medica?, meglio lo sciamanesimo.
Il generale Figliolo che ha fatto cessare lo sterminio dei vecchi, uguale ad Arcuri per i buoni, per gli altri un “assassino” in divisa.
E impressiona la divisa.
Vero, Michela Murgia?
Marco Travaglio?
Padellaro?
Prof Montanari?
“Chiacchiere e tabacchere ‘e ligno, ‘o Banco ‘e Napule nun se ‘mpegna”.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 15 giugno 2021
08:54:07
 
 
 
 

 

venerdì 11 giugno 2021

… poi, alcuna narrazione

… poi, alcuna narrazione
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Di trascorsi lunghi e vendemmie
e di Tempo e Storia brevi.
La primavera solo un affaccio a l’estate,
e già l’autunno e l’inverno.
Anchise istruiva Telemaco, e Ulisse de la Follia
la preda.
Un fuoco terrestre a la fiamma del divino,
e Giove abitava l’Olimpo.
Il Demiurgo l’Iperuranio, ma era sosta.
E Platone il custode dimentico.
Penelope tesse di giorno e disfa di notte,
il tutto a l’imperfetto.
Bensì il Tempo a l’Indicativo.
Immobile come un percorso lungo,
e il cammino la posta.
Socrate camminando a la luce de la lampara,
corruppe i giovani.
Ma il puzzo dei suoi piedi e fu invitato a levarsi.
Obbedì.
Il Giudeo, invece, de e su la Lampara vide.
L’Olimpo disabitato e la Legge l’inganno.
Solo l’Uomo e questi, l’uomo, Lo crocefisse.
Così Lui proseguì la strada nei Cieli l’altro si perse.
E in ordine sparso, chi la via del mare e chi
del bosco e vivi o morti … non se n’è saputo.
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Michele Cologna
San Severo, domenica 11 giugno 2017
07:13:16
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Copyright© 2017 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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mercoledì 9 giugno 2021

L’Estraneo

L’Estraneo
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Lo sono o mi sento?
Vorrei capire.
Comprendermi.
Da sempre e non mi sono mai sentito parte di qualcosa.
In ogni adesione, anche la più entusiasta, un’applicazione.
Un’aggiunta.
Pezza da poter staccare in ogni istante senza che il corpo ne subisse alcun danno o modificazione.
Un pantalone rappezzato, gli togli la pezza, resta pantalone.
Sempre.
Io sono quella pezza.
Ininfluente e in aggiunta.
Massima funzione coprire uno strappo.
Non c’è stata mai una cosa che mi abbia coinvolto totalmente.
Reso parte del parziale o del tutto.
Corpo estraneo in ogni circostanza.
Il Festeggiato mai.
Anche in casa, quella nativa e l’altra da me costruita.
Superfluo.
Appendice che non muta il senso della vita alla quale è accanto.
Appesa.
Bambino, adolescente, giovane, uomo, vecchio.
Una costante, superfluo nel tempo.
Aporia del vivente.
Come una recita del tutto e niente di vero.
Una finzione.
Tanto dolorosa, ma pur sempre finzione.
Dolore di una bugia mancata.
Una verità mai raggiunta.
Non sono stato mai bravo e neanche cattivo.
Soffrivo e ancora per l’inganno a danno di coloro che optano per il bravo, offeso e dispiaciuto per gli altri che mi giudicano male.
Come un illusionista scoperto temo il trucco che non ho mai praticato.
Le illusioni che non ho mai cercato.
Sono tutto e niente e il niente mi dà pace.
Momentanea.
Un attimo di nulla e sento la vita che mi sfugge.
Penso il da fare come affacciato alla finestra e lì consumerei il tempo.
Non resisto al richiamo dell’estraneo però, e mi violento nel dovere.
Come una religione non scritta e celebrata.
Un dio al quale offrirsi olocausto senza scopo o ricompensa.
Per destino.
Non sono poeta e non sono artista, meno che mai scrittore.
Inconsapevole recita d’un copione mai scritto, letto, o imparato.
Ombra, ombra dell’Uomo che mi abita e obbedisco.
Una volontà deteriorata d’anni e fatica.
Sbiadita molecola d’un corpo prestato.
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Michele Cologna
San Severo, giovedì 9 giugno 2016 09:24:21
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Copyright© 2016 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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lunedì 7 giugno 2021

Il pastone, oggi 8 giugno

 

Il pastone, oggi 8 giugno
 
 
È cibo indigeribile!
Anche se quello che si prepara per gli animali è un misto di cereali e quindi gustoso ed efficace.
Dato alle mucche da latte e il massaro affermava, “pisciano latte”.
Cosa possa produrre oggi e nella situazione data, a una persona pensierosa.
Silvana Puschietta, leggo questa mattina, vuole lasciare Facebook e tornare libera alla realtà.
E io penso che questa sia peggiore di quella dei social.
Ieri sono stato a ritirare degli elettrodomestici ordinati in precedenza all’Euronics di Foggia.
Mi hanno preparato il “paccotto”.
Su quattro due danneggiati e coperti dall’imballaggio.
L’installatore che “spaccotta” scopre il raggiro e telefonate e le urla.
Mie naturalmente e l’arroganza dall’altra parte.
Porto indietro gli elettrodomestici e succede di tutto.
Sto per chiamare la Guardia di Finanza e il direttore al quale avevo dato del delinquente, si fa comprensivo: “il danno nel trasporto”.
Non sto a tediare, mi prepara una bolla di restituzione e successivo ritiro, e non la firma e non appone timbro aziendale.
“Che me ne faccio io di questa carta straccia?”
“Ma sa che noi siamo l’Euronics?”
“Certo!, ma la prossima volta verrò con i carabinieri.”
Silvana, Pamela ha ordinato online altri elettrodomestici, tutto liscio e perfetto.
Abbiamo consumato anni di amicizia e intensa, Silvana.
Non voglio ricordarti io le trafitture di parenti e amici e non virtuali!
L’uomo è questo miserabile di sempre.
Piange lacrime di coccodrillo sulla ragazza pachistana Saman Abbas.
Orribile!
Ma ha la coscienza apposto?
Non è virtuale l’assassinio di quella Piccola, era stato scritto e si sapeva.
Ora tutti ne parlano e la gara delle istituzioni a gridare la propria non colpa e l’attenzione.
Sporchi, mentitori sporchi e indecenti tutti.
Quella Bambina si poteva salvare.
Salvini e la Meloni, supportati dalla lettera pelosa dei genitori adottivi del ragazzo Seid Visin, negano il razzismo nel suicidio del figlio adottato.
Gli anni passati e le dichiarazioni del povero Seid sono accusa a tutti, nessuno escluso, della pesantezza del razzismo in Italia.
Era amato e coccolato bambino, appena adolescente sporco e ogni vessazione da parte di tutti.
Maggiormente nei controlli polizieschi come persecuzione.
Fa esplicitamente il nome di Salvini, ma questi non ha colpa.
Altro?
Ma ho la nausea di più intellettuale.
Dove scappi?
Dove la libertà?
È sporco l’uomo e questo tempo infame!
Solo Roberto Saviano ha avuto il coraggio di dire a Salvini e la Meloni che sono loro i mandanti del suicidio di Seid Visin e gli altri?
E se questo sporco uomo e infette istituzioni avessero fatto il loro dovere nella protezione di Saman Abbas?
Non sarebbe ancora viva quella ragazza che aveva solo la colpa di volere vivere la cultura del Paese in cui abitava?
Alle vacche da latte il “pastone” faceva “pisciare latte”.
A me questo toglie il respiro e mi fa affogare nell’amarezza.
Silvana amata, dove se questo è l’uomo?
 

sabato 5 giugno 2021

Come se ne avessi pochi …

Come se ne avessi pochi …
 
 
Certo, dopo questo, il numero aumenterà.
Ma non me ne può fregare di meno.
Poetesse e poeti.
Scrittori.
La medaglietta, il diplomino.
Classificata e il numero.
Leggi e ti cadono le braccia.
Qualcuna decente e capita che non ha numero e diploma, giustificazione all’esistenza.
È solo premessa per un concetto.
Prima del “concetto” però, la mia idea dello scrivere.
Indefinibile, ma per negazioni, posso avvicinarmi.
Scrivo per orgoglio e sentirmi dire, quanto sei bravo?
No!
Per mestiere e fare soldi?
Ancora no e lo direi quasi con sdegno!
Per mia necessità?
Nemmeno.
Ho cercato tante volte la spiegazione e non l’ho trovata.
E poiché sono razionale anche nelle midolla, mi sono dato la giustificazione pedagogica.
Ma è vera?
Scopro sempre di più essere una pezza all’irrazionale.
L’irragionevole che arriva e non gli puoi dire di no.
Come questa mattina e il pensiero nel titolo.
Ho già tanti nemici e amici odianti, perché farmene altri?
E non vale nemmeno l’affermazione “tanti nemici, tanto onore”.
Liquidare il detto con una pernacchia è grande generosità.
Allora?
Quando la strada principale è impercorribile, si ricorre a provinciali e stradoni, viottoli e percorsi.
Arriva!
Una parola, un concetto, uno stimolo intellettuale, un sentimento indefinito, una provocazione … e devi scrivere.
Scopri quel “Tu Devi” kantiano.
Le parole le detta e le corregge il nous della grammatica, della sintassi, delle regole della bella e dotta scrittura?
Neanche per idea!
Hanno una vita propria e tu sei il “facitore”.
Non il poeta, amici della medaglietta!
Questo appellativo e nel giudizio dei posteri.
Completato, leggi e rileggi e sei il primo a ricevere il messaggio.
A volte comprensibile e a volte no.
Le emozioni.
Sono esse che danno il senso a te e allo scritto.
Possiamo dire che è essa ad essersi manifestata svelandosi?
Sì, certo!
Che attinenza abbia con lo scibile, se non una molecola mondo che meraviglia?
Perché la poesia è un mondo impenetrabile alla ratio, ma vulnerabile al mondo inesistente ed empatico del niente se non del nulla.
Un attimo che si veste di sentimento e quel sentimento indefinibile un Mondo non sviscerabile.
A chi la medaglietta!
La classificazione!
Il giudizio!
Quel Mondo esiste di sé e in sé.
Piaccia o non piaccia.
Comprensibile o no.
Lo sbalordimento che è soggettivo.
Chi si appunta la medaglietta e fa mostra, si dà appellativi gratificanti è il primo e imperdonabile.
È colui che ha il coraggio di “scagliare la prima pietra”.
Sì, perché la Poesia è prostituzione e santità!
Peccato e redenzione, salvezza e morte.
Di se e solo di sé!
Cosa c’entri tu che ti adorni d’alloro?
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 6 giugno 2021
07:22:19

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giovedì 3 giugno 2021

I vecchi, il vecchio …

I vecchi, il vecchio …
 
 
La pandemia qualche verità, sempre velata dall’ipocrisia sociale, civile, culturale, l’ha portata alla luce.
I vecchi non servono.
Non sono più produttivi, ergo peso.
Gravame che la velocità della progressione mal sopporta.
Zavorra al movimento che del consumo è linfa.
Affermazioni apodittiche?
Basterebbero i vari lapsus di uomini politici a confermare l’apodissi.
Ma c’è la realtà che fa giustizia e ogni discorso ingoia.
E la pandemia ha mostrato e gridato al Mondo la nudità del Pensiero governante.
I vecchi carne da macello e fastidio, la morte risparmio.
Le lacrime di coccodrillo e le motivazione figliali, sociali, civili, culturali …
Veli che non coprono vergogne.
Squallida nudità e non c’è foglia di fico.
Il vecchio che sono passa in rassegna il proprio vivere e cede al vizio pedagogico.
Cosa è mancata alla propria gioventù?
Adesso ai giovani?
C’è continuità impressionante se non nel soddisfacimento del consumo.
Manca a loro quella privazione materiale che io ho subito e in verità neanche cercata.
Ma i fondamentali mancanti sono gli stessi.
Il Diritto che è il tesoro vero, il patrimonio di cui il Giovane necessita.
Certo delle cose sono mutate e sono innegabili.
Il bambino, il fanciullo, il giovane del mio tempo non aveva voce.
Afono per cultura gerontocratica e padronale.
Zitto, non è il tempo!
Ora parlano e si cede all’ascolto, ma la verità è poco mutata.
Si abbuffa il giovane di soddisfacimenti consumistici, ma di diritti?
Il diritto è ancora privilegio del censo.
Non c’è pari opportunità e direi in tutti i campi dello sviluppo.
I censo in ogni accezione economica e politica, intellettuale e culturale, civile e sociale è dominante.
Il diritto che si trasmette è censuario e non paritario.
E mentre prima la privazione era stimolo e molla, mancante essa oggi, accentua le differenze.
Satolli tutti, ma divisi da un abisso incolmabile.
Preclusa ogni possibilità di scalata se non quella criminale.
Mi fermo per stanchezza e mi giustifico vecchio.
Tanto amareggiato.
Ho lottato per ogni diritto e mi trovo vecchio ad assistere alla negazione del diritto alla vita dei vecchi.
Ieri l’altro ho fatto una telefonata alla figlia di un mio amico che piange tutti i giorni.
È medico e vive ed esercita a Bologna.
Il padre è solo.
Agricoltore e s’è fatto da solo.
Garzone e a padrone fanciullo, un papà violento.
Alleggerito del tesoretto avendo venduto i terreni e abbandonato da moglie e figli.
Mi è stato risposto che l’uomo è violento.
Può darsi e non m’interessa saperlo, ho ribadito alla dottoressa scusandomi della telefonata.
Vedo solamente un vecchio, un padre che piange e giorno dopo giorno divorato dalla depressione.
Provvederà contattando il medico curante che è suo amico e collega.
“Dottoressa, suo Padre non necessita del medico, delle sue braccia.”
Un caro saluto a chi si soffermerà a leggere e comprendere.
 

 

mercoledì 2 giugno 2021

Ad libitum

Ad libitum …
e non è stato proprio un piacere
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Un filo rosso, un unico comun denominatore.
L’idea che ha sotteso tutta la mia vita e ancora, l’impegno a migliorare l’uomo.
Non perché io fossi o sono migliore, no!
Nessuno potrebbe essere su strada più sbagliata a pensare questo.
Solo racchiudendo in me tutte le miserie dell’uomo e lottandole, di quella lotta fare partecipe altri affinché l’uomo si sollevi.
Non c’è stata mai ambizione, voglia di successo, essere superiore, migliore.
Un altruismo smisurato e mia madre si preoccupava affermando che sarei morto povero.
Forse sì, ma di quella Umanità che sogno, di quegli Affetti che offro senza ritorno, di quell’Amore negato.
Anche io mi mortifico quando leggo l’inganno, vedo la furbizia, ancora più il pensiero che io sia stupido.
Non credo d’esserlo e neanche ingenuo.
Spero!
Che l’uomo si migliori e questo mi fa accettare anche turlupinature e furbate.
Dopo di ciò, sono incapace di perdonare.
Non lo concepisco e non mi perdono.
L’oblio quando ci si riesce.
Il Tempo.
Affermai negli anni giovani, “Il mio passato è un lutto al presente” e non sono mai riuscito a tumulare, dare sepoltura a quel cadavere.
Ancora!
E oggi posso affermare senza tema quello che il giovane non poteva comprendere, quel passato è di tutti gli uomini.
La differenza è tutta nella percezione, quello che per me è dolore senza rimedio dato dalla condizione, per altri è vanto, fiore all’occhiello.
Curriculum da esibire.
E comprendo tutta l’afflizione di Papa Francesco.
Ma la mia Miseria non trova alcuna Misericordia.
Riprendo il discorso e l’impegno non mi ha mai lasciato, mollato un attimo.
Conclusa la mia partecipazione attiva alla vita politica, sociale, culturale e civile per usura, stanchezza, sfiducia, tempi che non mi appartenevano più, ho operato la scelta della campagna.
Vivere la pienezza dell’essere per continuare ad amare, lontano dall’uomo imbarbarito.
La campagna, il ritorno alla natura, sentire Dio nell’Immanenza del Sempre.
Panteista senza credo e dio.
Nel 2008/2009 il movimento giovanile e “l’Onda”, il richiamo.
Il fascino irresistibile dell’aiuto, dell’impegno e l’approdo a Facebook.
Nessun aiuto agli studenti e al movimento per mia incapacità a stare al passo coi tempi, però si è aperto un capitolo nuovo della mia vita, quello virtuale e ancora.
Ho scritto da sempre e non ho mai pubblicato se non come gazzettiere sui giornali, ma mi tenevo ben stretto altri scritti e pensavo al baule dopo la mia morte.
E invece ho iniziato a pubblicare e continuo.
La mia vita su questo network è chiara a tutte le amicizie e non, avendo avuto io sempre un profilo aperto a tutti.
Nessuna differenza tra le amicizie e gli altri, le non amicizie.
Molti amici, molte persone perbene, molto affetto dato e ricevuto, ma anche problemi e tanta gelosia.
Gratuita gelosia e odio.
Incomprensibile soggettivamente, ma di più organizzato.
Non mi sono mai tirato indietro nelle battaglie di civiltà e non ho temuto querele e insulti, figuriamoci qui su Facebook.
Finché starò su questo network, ci rimarrò a modo mio e a testa alta.
Nessuno sconto alle miserie, a partire dalle mie e sono tanto scafato da non temere alcuno.
Né bugiardi per natura, né per vocazione e interesse.
Per nessun motivo gelosie organizzate e livorose, giudizi di pezzenti della penna e della morale.
Ominicchi di alcun valore che organizzano defezioni di menti deboli.
Non ho interessi e non cerco notorietà e il titolo di poeta, come quello di scrittore mi è pesante fardello.
Le amicizie mi onorano di questi appellativi, ma credo che sarà il tempo, solo il Tempo a dare senso e fiato ai nomi.
Con molto affetto a tutti, amiche e amici, ogni lettore.
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Michele Cologna
San Severo, sabato 3 giugno 2017
09:07:20