domenica 2 febbraio 2020

La libertà

La libertà
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La foglia che cade dall’albero.
Quel tragitto!
Sembra che Ella non abbia atteso che quello.
Plana.
Si gode quel tratto per il quale ha subito di tutto:
vento …
acqua …
freddo …
sole …
Tutto, e lei li immobile senza speranza e protezione.
A subire.
L’autunno e nei colori accende la speranza …
Sta per giungere e conta.
Conta i giorni, le ore, i minuti, gli attimi.
Finalmente giunge e il distacco non è dolore.
È sollievo e quel tragitto così breve, per lei è lungo quanto l’esistenza.
L’aspettava.
Ora scende altalenando e plana.
La terra ad attenderla e la vertigine …
Ora sì, la libertà.
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Michele Cologna
San severo, lunedì 20 gennaio 2020
10:22:06
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Domenica 26 gennaio 2020, III Domenica del Tempo Ordinario (anno A)

Domenica 26 gennaio 2020, III Domenica del Tempo Ordinario (anno A)

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Parola del Signore.

Il pensiero non è mai una folgorazione, è qualcosa che nasce, cresce e matura.
Quando maturo, l’elaboriamo e lo consideriamo nelle conseguenze e la portata, lo porgiamo affinché produca anche in altri la nostra stessa convinzione.
Anche l’opposizione, la confutazione, il rigetto.
Quindi Gesù che già aveva avuto ed espresso la propria visione e opinione, ritiene opportuno iniziare il proprio insegnamento.
E poiché sa che è portatore di pensiero difficile da essere accettato da un Popolo che percepiva se stesso Eletto e Sposa di Dio.
Che con Dio aveva strutturato la vita e il sapere, ogni tabù, inibizione e comandamento sia pubblico che privato, le evitazioni e i pregiudizi, constata ciò che è capitato a Giovanni e che può accadere anche a lui e si getta nella mischia.
Non è più tempo d’aspettare.
Il suo pensiero è dirompente e rivoluzionario e trova seguito.
Ogni seguace, come sempre capita ci mette del suo, ma l’accoglienza è notevole e preoccupa.
Crea speranze e fino a che punto venga capito non è dato saperlo se non nella scelta che farà quel popolo, scegliendo il ladrone.
È così, è stato così, sarà sempre così!
Predicava l’Amore e l’Amore non ha eserciti e spade, guerrieri e non dà morte.
Quindi?
Era un poveraccio.
Un pazzo visionario e privo d’ogni solida base.
Domani è il “Giorno della Memoria” e quell’Avanzo di Uomini e Donne, Bambini, mica sono stati salvati dall’Amore?
Dalle armi di chi a sua volta aveva e stava consumando olocausti!
Arrivarono prima i Russi, l’Armata Rossa che obbediva e si riconosceva in Stalin.
E cosa aveva da invidiare Stalin a Hitler?
Niente!
Stalin di morti nei gulag ne ha fatto appena undici milioni, è stato più bravo di Hitler che si è fermato, che è stato fermato, diciamo a otto.
Pensate e senza alcuna insinuazione, Nessuna!
Gli uomini e le donne, i bambini sterminati sono ebrei come il Nazareno.
Terribile!
Gesù vuole far capire che l’Amore è l’unica Verità di Dio e dell’Uomo.
Certo che è folle, così folle che anche i discepoli lo rinnegano in vita e gli cambiano il pensiero in morte.
Sono affranto nello scrivere queste cose.
Fanno male e senti tutta la Miseria.
La mia miseria d’uomo.
Una donna sopravvissuta allo sterminio, oggi nell’Italia civile è costretta sotto scorta.
Si teme e a ragione per la sua vita.
Si segna una porta perché lì è vissuta un’ebrea.
Si semina odio e il Seminatore, l’Odiante lo si osanna vincente.
Lo si celebra vittorioso e bravo.
Di che?
Di cosa, per l’Amore di Dio?
L’Amore non può e non potrà mai essere legge.
La sua è Legge Superiore e sta dentro ogni Uomo.
Saprà l’Uomo darle il Governo di sé?

Michele Cologna
San Severo, venerdì 24 gennaio 2020
18:40:27

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ulula

ulula
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ulula
fischia il vento e ne il
vecchio il bimbo
de l’ardimento il sogno
sveglia
e
cavalca alato il suo
bianco di gesta cime
vittorioso a espugnar
fortezze
prigioni di donzelle in
catene di lacrime e la
sua lì a proteggere
sofferente madre da
lui che in pugna l’aere
d’agghiaccianti insidie
e
le paure invincibile
scuoteva
e ancor bea l’orecchio
a l’ascolto e nessun
tempo separa lo iato
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michele cologna
san severo giovedì 23 gennaio 2020
07:33:14
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27 gennaio, Giorno della Memoria 2020

27 gennaio, Giorno della Memoria 2020

Il Giorno della Memoria diventa ricorrenza internazionale e celebrata con la risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005.
L’Italia anticipò i tempi con la legge del 20 luglio 2000, dopo la battaglia e l’ostinata volontà del giornalista e allora parlamentare comunista Furio Colombo.
Questo è il testo:
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»
Il Parlamento italiano, per ostinazione di un pericoloso comunista quale Furio Colombo, si dotò con anni di anticipo sul resto dell’Europa e molti Paesi nel mondo, di una legge a risarcimento.
Una prova di civiltà, anche se quel Male Assoluto da Niente e da Nessuno potrà mai essere risarcito, sanato, spiegato.
Ebbene di questa prova di Civiltà sono stato la prima vittima.
Facevo il Gazzettiere, preciso non pagato, e di entusiasmo civile colmo per l’evento scrissi.
Certo dopo che il comitato di redazione del quale facevo parte mi dette mandato.
Un pezzo normale, senza forzature, diciamo più storico che d’opinione.
Anche perché ogni mio pezzo era occasione di querela da parte di politici, sindacati e chiunque stringeva un qualche potere tra le mani.
Non piacevo, salvo ai lettori.
Anche al direttore e all’editore, non molto.
L’editore perché temeva le cause e gli affari con la pubblica amministrazione.
Il direttore, uno spretato e moralista, facitore di pistolotti che pensava di taglio alto.
Inviai il pezzo.
A tarda sera prima che il giornale andasse in macchina, mi chiamò il direttore.
“Sai Michele, mi sono permesso di aggiustare qualche tua intemperanza, posso mandare il pezzo alla stampa?”
“No, Michele!”
Si chiamava anche lui Michele e i nomi sono destino.
“Ma Michele, solo qualche limatura, niente di serio!”
“No, restituiscimi il pezzo e domani arriverà la lettera di dimissioni!”
Riporto questa mia che non può fregare di meno a nessuno, per una sola ragione, l’Italia e gli italiani non hanno cattiva memoria, no!
Sono stati fascisti e ne sono nostalgici.
Gli italiani brava gente è battuta da taverna.
La scorta alla senatrice Liliana Segre non è conseguenza di impazzimento di facinorosi.
Le scritte antisemite e razziste.
Il consenso alla Bestia Salvini che d’ogni inciviltà, bruttura, machismo, separatezza e tanta indecenza ancora, è portatore sano.
Aggiungo e in piena consapevolezza, anche l’altra parte.
Non c’era differenza tra l’attivista fascista e quello comunista, entrambi fuori da ogni grazia democratica e civile.
Una legge di Civiltà e Memoria a chi?
Hanno buona memoria e tanta nostalgia.
L’occasione e armi e bagagli passati dall’altra parte.
Come allora la “zona grigia” si schiera e il fascismo è già nel sangue.
L’Italia non ha mai avuto una destra degna e democratica.
Nella sinistra invece, che ha avuto un’elite di vera fede democratica, non è mai passato quel messaggio.
Destra e sinistra accomunati e l’indecenza ne è il vessillo.
Il Giorno della Memoria non può essere celebrato sotto scorta.
Non può avere un Salvini reazionario, con seguito peggiore.
È solo dell’Italia questa condizione?
Ma su, apriamo gli occhi!
Quell’uomo dai capelli gialli, l’uomo più potente del pianeta, che gioca a fare fuori i “nemici”.
Putin che fa rabbrividire, forse impallidisce lo stesso Stalin.
Erdogan il tiranno turco.
Siamo messi male, molto male e tanti olocausti si consumano giorno dopo giorno.
Non raggiungono in efferatezza la Shoah, impossibile se non per l’Uomo, per il Tempo.
Il tempo che è diventato per tecnologia breve, ma che si nutra della stessa sostanza è innegabile.
Ci siamo e se siamo onesti dobbiamo ammetterlo.
Celebriamo il Giorno della Memoria con la sopravvissuta Liliana Segre sotto scorta e le porte segnate.
Con il nemico dichiarato l’immigrato e l’altro.
Tutti non razzisti ma …
L’avversativo che nega.
Non è un ritorno, no!
È un Nuovo e se vogliamo essere fino in fondo chiari, peggiore!
Non c’è guida democratica e speranza nei paesi e nel mondo.
Le strutture post belliche sono gusci vuoti in mano al più prepotente.
Liliana ha ancora la scorta, ma l’africano è hic et nunc tiro a bersaglio.
Di tutti.
E il Figlio nato e cresciuto in Italia, di cultura italiana è apolide.
Non ha Terra.
Cos’è questo?
Ditemi voi cos’è!

Michele Cologna
San Severo, sabato 25 gennaio 2020
20:12:02

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Così, alcuni punti …

Così, alcuni punti …

Si può andare a votare sempre!
Chiunque sia in gara.
Salvini è stato battuto dalla civiltà, portata in Piazza dalle Sardine.
Partito Democratico, quattro ragazzi ti hanno dato la lezione, quando si ha un obiettivo si è in grado di competere e anche vincere.
Le Sardine non avevano programma, se non quello maggiore della Civiltà.
Hanno vinto i cittadini che sono stufi della politica dell’Odio dei 5Stelle, della Lega e di Matteo Salvini, di Matteo Renzi.
La civiltà che è in sé scelta!
La Lega finge civiltà e modernità, ma in verità porta in sé lo stantio ammuffito del sempre.
La Forza Reazionaria che opprime, ne ha dato l’assaggio in ogni dove.
Pensate cosa è accaduto in Lombardia!
Di tutto e hanno lì sì asservito al soldo l’uomo.
Interventi sanitari per spillare soldi e corruzione e morte.
Il Presidente stellare in galera.
In Italia dove la galera è solamente per i nulla tenenti.
Partito Democratico, i Pentastellati hanno segnato tutta la loro inconsistenza rivoluzionaria.
L’antropologia dell’Uomo è storia e cultura!
L’assistenza è un Diritto, il Reddito di Cittadinanza è aberrazione antropologica.
Il Giustizialismo del Capo è delle Dittature.
Cosa hanno da spartire costoro con la civiltà, se non i risentimenti di coloro che dal PD sono stati a loro stessi abbandonati?
Il governo con costoro è intollerabile per la demenza dei loro “Punti Bandiera”.
Quelli soddisfano solo le bellicose rivendicazioni di un Buffone che ha corrotto il Paese.
La cultura di governo sta nel Riformismo e lo Stato di Diritto tout court.
La giustizia, la sanità, la scuola, le pari opportunità sono le fondamenta e di queste la maggiore è la Cittadinanza ai Ragazzi Apolidi che una stupidità governativa ha prodotto per “opportunità” politica.
Quella è barbarie senza alcuna scusante.
Sono Ragazzi Italiani a cui vanno riconosciuti tutti i dritti dei propri coetanei.
La legge elettorale!
La Civiltà e i Tempi, la Velocità della Vita chiede responsabilità e certezze.
Si vota e chi vince governa.
Il Maggioritario deve essere la strada senza se e ma.
A doppio turno a turno unico, ma questa è l’autostrada della civiltà.
Gli accorgimenti per consentirlo democratico nella informazione democratica e qui si deve operare e senza paure di conflitti d’interesse.
La stampa libera è il controllo del potere e del Governo.
I “Pieni Poteri” gli italiani, la maggioranza degli italiani, non sono disponibili a darli né a Matteo Salvini, né a Matteo Renzi, né a Nessuno.
La Destra italiana non è stata mai e non è tanto spendibile per la democrazia.
La Politica è conquistare i consensi con programmi.
Il contrario dell’operazione tentata da Matteo Salvini, e prima da Matteo Renzi.
All’Opera tutti e le Sardine, cioè gli Italiani Democratici, a controllo.
Auguri a Stefano Bonaccini e alla signora Jole Santelli e che sia buon governo a tutela dei cittadini onesti.

Michele Cologna
San Severo, lunedì 27 gennaio 2020
08:12:32

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Felicità e Dio

Felicità e Dio
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Gioiosi, passeri, scrivono l’area
e tu, ne l’occhi, segui.
Fendono, nere, cornacchie il cielo
e gracidando, straziano il suono e
in formazione, annunciano con lei
acqua, il ristoro.
Punti al cielo e
l’occhio affaccia, lo guardo trema
stupore e ne la scura vedi nembi,
guerrieri in arme de l’imminente
pugna.
Pe incanto sparuto volgi e
fende spada celeste e percuote,
raggio acceso a portare pace.
Il capo chini e senti …
Tu de il tutto parte e la felicità.
L’infinito dentro e tu particella
e godi il Dio in te senza fine.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 28 gennaio 2020
09:03:01
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sabato 1 febbraio 2020

Domenica 2 febbraio 2020, Presentazione del Signore

Domenica 2 febbraio 2020, Presentazione del Signore


+ Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore

 ***
Chi è stato padre e non so se sia così anche per la madre.
Penso di sì e anzi, ne ho certezza.
Dicevo, chi alla nascita del Figlio non ha alzato la creatura al cielo e l’ha affidato a una forza superiore che egli non possiede?
Se non fisicamente per soggezione, nella sua mente?
Ti senti piccolo e insufficiente davanti a un’Esistenza che si approccia alla vita.
Chiedi Protezione e a un Essere Superiore affidi la Creatura.
Quell’Essere potrebbe avere tutti i nomi, ma il senso non cambia.
L’uomo, il padre, la madre sentono la loro insufficienza e nell’Amore volgono la supplente richiesta a chi percepiscono al di sopra.
Dio.
Questo è un dato a cui nessuno sfugge.
Nessuno!
L’acculturato, l’ignorante, il saggio, il precario e labile, il forte e prepotente.
Questa esigenza l’uomo l’ha strutturata codificandola in riti e gesti, religioni e potere.
Entra la ragione e la necessità ad inficiare il sentire.
Le divisioni e l’imposizione.
Non ho battezzato di mia volontà i miei Figli, però ho provato sollievo quando i miei familiari si sono a me sostituiti e hanno reso “cristiani” i miei.
Mi sembrava rispettarli dando a loro, una volta consapevoli, la scelta.
Non so se avevo ragione, ma ora e maggiormente perché vecchio, non lo rifarei.
Mi affiderei alla Storia, alla Cultura, alla Tradizione.
Consapevole che una voce non cambia il flusso di ciò che stratifica la vita.
La Storia e la Cultura.
Gesù viene portato da Maria e Giuseppe alla presenza del sacerdote affinché il rito si compia nel senso.
Quello che infastidisce e appesantisce il tutto, il Potere che d’esso se ne appropria e detta leggi assurde.
Maria deve attendere quaranta giorni per la sua purificazione.
Come se quel sangue che ha generato l’avesse sporcata insieme al bimbo.
Di più, viene tolto a lei e al padre la facoltà di alzare al cielo il figlio.
Chi ha più autorità per farlo, chi ha generato nell’Amore, o chi si appropria arbitrariamente dell’Amore?
Ecco la domanda che si pone Gesù, il Nazareno, quando raggiunge l’età della consapevolezza e si ribella.
Non comprende l’esproprio e l’appropriazione, la forza della parola e del gesto che divide e discrimina.
Sopra l’Amore non deve esserci legge alcuna e riti a rendere potente.
L’Amore è bastevole a sé.
Grande Visionario.
Ha pagato con la vita non a Dio, agli uomini che in suo nome tiranneggiano ieri come oggi.
Vecchio e non so se saggio o suonato dico, Dio è desiderio ed esigenza e bene ha fatto l’uomo a manifestarlo.
Male a dare a Dio la sua immagine e ad esigere comportamenti ad Usum Delphini.
Il Potere e il Governo, il Controllo sull’Altro.
La parola bugiarda che celebriamo anche in questa lettura.
Grazie sempre a tutti, amiche, amici e lettori.
Michele Cologna
San Severo, venerdì 31 gennaio 2020
09:38:04

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