ulula
.
.
.
.
.
ulula
fischia il vento e ne il
vecchio il bimbo
de l’ardimento il sogno
sveglia
e
cavalca alato il suo
bianco di gesta cime
vittorioso a espugnar
fortezze
prigioni di donzelle in
catene di lacrime e la
sua lì a proteggere
sofferente madre da
lui che in pugna l’aere
d’agghiaccianti insidie
e
le paure invincibile
scuoteva
e ancor bea l’orecchio
a l’ascolto e nessun
tempo separa lo iato
.
.
.
.
michele cologna
san severo giovedì 23 gennaio 2020
07:33:14
.
.
.
Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
.
https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10221128640036664
https://www.facebook.com/michele.cologna
domenica 2 febbraio 2020
27 gennaio, Giorno della Memoria 2020
27 gennaio, Giorno della Memoria 2020
Il Giorno della Memoria diventa ricorrenza internazionale e celebrata con la risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005.
L’Italia anticipò i tempi con la legge del 20 luglio 2000, dopo la battaglia e l’ostinata volontà del giornalista e allora parlamentare comunista Furio Colombo.
Questo è il testo:
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»
Il Parlamento italiano, per ostinazione di un pericoloso comunista quale Furio Colombo, si dotò con anni di anticipo sul resto dell’Europa e molti Paesi nel mondo, di una legge a risarcimento.
Una prova di civiltà, anche se quel Male Assoluto da Niente e da Nessuno potrà mai essere risarcito, sanato, spiegato.
Ebbene di questa prova di Civiltà sono stato la prima vittima.
Facevo il Gazzettiere, preciso non pagato, e di entusiasmo civile colmo per l’evento scrissi.
Certo dopo che il comitato di redazione del quale facevo parte mi dette mandato.
Un pezzo normale, senza forzature, diciamo più storico che d’opinione.
Anche perché ogni mio pezzo era occasione di querela da parte di politici, sindacati e chiunque stringeva un qualche potere tra le mani.
Non piacevo, salvo ai lettori.
Anche al direttore e all’editore, non molto.
L’editore perché temeva le cause e gli affari con la pubblica amministrazione.
Il direttore, uno spretato e moralista, facitore di pistolotti che pensava di taglio alto.
Inviai il pezzo.
A tarda sera prima che il giornale andasse in macchina, mi chiamò il direttore.
“Sai Michele, mi sono permesso di aggiustare qualche tua intemperanza, posso mandare il pezzo alla stampa?”
“No, Michele!”
Si chiamava anche lui Michele e i nomi sono destino.
“Ma Michele, solo qualche limatura, niente di serio!”
“No, restituiscimi il pezzo e domani arriverà la lettera di dimissioni!”
Riporto questa mia che non può fregare di meno a nessuno, per una sola ragione, l’Italia e gli italiani non hanno cattiva memoria, no!
Sono stati fascisti e ne sono nostalgici.
Gli italiani brava gente è battuta da taverna.
La scorta alla senatrice Liliana Segre non è conseguenza di impazzimento di facinorosi.
Le scritte antisemite e razziste.
Il consenso alla Bestia Salvini che d’ogni inciviltà, bruttura, machismo, separatezza e tanta indecenza ancora, è portatore sano.
Aggiungo e in piena consapevolezza, anche l’altra parte.
Non c’era differenza tra l’attivista fascista e quello comunista, entrambi fuori da ogni grazia democratica e civile.
Una legge di Civiltà e Memoria a chi?
Hanno buona memoria e tanta nostalgia.
L’occasione e armi e bagagli passati dall’altra parte.
Come allora la “zona grigia” si schiera e il fascismo è già nel sangue.
L’Italia non ha mai avuto una destra degna e democratica.
Nella sinistra invece, che ha avuto un’elite di vera fede democratica, non è mai passato quel messaggio.
Destra e sinistra accomunati e l’indecenza ne è il vessillo.
Il Giorno della Memoria non può essere celebrato sotto scorta.
Non può avere un Salvini reazionario, con seguito peggiore.
È solo dell’Italia questa condizione?
Ma su, apriamo gli occhi!
Quell’uomo dai capelli gialli, l’uomo più potente del pianeta, che gioca a fare fuori i “nemici”.
Putin che fa rabbrividire, forse impallidisce lo stesso Stalin.
Erdogan il tiranno turco.
Siamo messi male, molto male e tanti olocausti si consumano giorno dopo giorno.
Non raggiungono in efferatezza la Shoah, impossibile se non per l’Uomo, per il Tempo.
Il tempo che è diventato per tecnologia breve, ma che si nutra della stessa sostanza è innegabile.
Ci siamo e se siamo onesti dobbiamo ammetterlo.
Celebriamo il Giorno della Memoria con la sopravvissuta Liliana Segre sotto scorta e le porte segnate.
Con il nemico dichiarato l’immigrato e l’altro.
Tutti non razzisti ma …
L’avversativo che nega.
Non è un ritorno, no!
È un Nuovo e se vogliamo essere fino in fondo chiari, peggiore!
Non c’è guida democratica e speranza nei paesi e nel mondo.
Le strutture post belliche sono gusci vuoti in mano al più prepotente.
Liliana ha ancora la scorta, ma l’africano è hic et nunc tiro a bersaglio.
Di tutti.
E il Figlio nato e cresciuto in Italia, di cultura italiana è apolide.
Non ha Terra.
Cos’è questo?
Ditemi voi cos’è!
Michele Cologna
San Severo, sabato 25 gennaio 2020
20:12:02
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10221151691532937&set=a.1495850607271&type=3&theater
https://www.facebook.com/michele.cologna
Il Giorno della Memoria diventa ricorrenza internazionale e celebrata con la risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005.
L’Italia anticipò i tempi con la legge del 20 luglio 2000, dopo la battaglia e l’ostinata volontà del giornalista e allora parlamentare comunista Furio Colombo.
Questo è il testo:
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»
Il Parlamento italiano, per ostinazione di un pericoloso comunista quale Furio Colombo, si dotò con anni di anticipo sul resto dell’Europa e molti Paesi nel mondo, di una legge a risarcimento.
Una prova di civiltà, anche se quel Male Assoluto da Niente e da Nessuno potrà mai essere risarcito, sanato, spiegato.
Ebbene di questa prova di Civiltà sono stato la prima vittima.
Facevo il Gazzettiere, preciso non pagato, e di entusiasmo civile colmo per l’evento scrissi.
Certo dopo che il comitato di redazione del quale facevo parte mi dette mandato.
Un pezzo normale, senza forzature, diciamo più storico che d’opinione.
Anche perché ogni mio pezzo era occasione di querela da parte di politici, sindacati e chiunque stringeva un qualche potere tra le mani.
Non piacevo, salvo ai lettori.
Anche al direttore e all’editore, non molto.
L’editore perché temeva le cause e gli affari con la pubblica amministrazione.
Il direttore, uno spretato e moralista, facitore di pistolotti che pensava di taglio alto.
Inviai il pezzo.
A tarda sera prima che il giornale andasse in macchina, mi chiamò il direttore.
“Sai Michele, mi sono permesso di aggiustare qualche tua intemperanza, posso mandare il pezzo alla stampa?”
“No, Michele!”
Si chiamava anche lui Michele e i nomi sono destino.
“Ma Michele, solo qualche limatura, niente di serio!”
“No, restituiscimi il pezzo e domani arriverà la lettera di dimissioni!”
Riporto questa mia che non può fregare di meno a nessuno, per una sola ragione, l’Italia e gli italiani non hanno cattiva memoria, no!
Sono stati fascisti e ne sono nostalgici.
Gli italiani brava gente è battuta da taverna.
La scorta alla senatrice Liliana Segre non è conseguenza di impazzimento di facinorosi.
Le scritte antisemite e razziste.
Il consenso alla Bestia Salvini che d’ogni inciviltà, bruttura, machismo, separatezza e tanta indecenza ancora, è portatore sano.
Aggiungo e in piena consapevolezza, anche l’altra parte.
Non c’era differenza tra l’attivista fascista e quello comunista, entrambi fuori da ogni grazia democratica e civile.
Una legge di Civiltà e Memoria a chi?
Hanno buona memoria e tanta nostalgia.
L’occasione e armi e bagagli passati dall’altra parte.
Come allora la “zona grigia” si schiera e il fascismo è già nel sangue.
L’Italia non ha mai avuto una destra degna e democratica.
Nella sinistra invece, che ha avuto un’elite di vera fede democratica, non è mai passato quel messaggio.
Destra e sinistra accomunati e l’indecenza ne è il vessillo.
Il Giorno della Memoria non può essere celebrato sotto scorta.
Non può avere un Salvini reazionario, con seguito peggiore.
È solo dell’Italia questa condizione?
Ma su, apriamo gli occhi!
Quell’uomo dai capelli gialli, l’uomo più potente del pianeta, che gioca a fare fuori i “nemici”.
Putin che fa rabbrividire, forse impallidisce lo stesso Stalin.
Erdogan il tiranno turco.
Siamo messi male, molto male e tanti olocausti si consumano giorno dopo giorno.
Non raggiungono in efferatezza la Shoah, impossibile se non per l’Uomo, per il Tempo.
Il tempo che è diventato per tecnologia breve, ma che si nutra della stessa sostanza è innegabile.
Ci siamo e se siamo onesti dobbiamo ammetterlo.
Celebriamo il Giorno della Memoria con la sopravvissuta Liliana Segre sotto scorta e le porte segnate.
Con il nemico dichiarato l’immigrato e l’altro.
Tutti non razzisti ma …
L’avversativo che nega.
Non è un ritorno, no!
È un Nuovo e se vogliamo essere fino in fondo chiari, peggiore!
Non c’è guida democratica e speranza nei paesi e nel mondo.
Le strutture post belliche sono gusci vuoti in mano al più prepotente.
Liliana ha ancora la scorta, ma l’africano è hic et nunc tiro a bersaglio.
Di tutti.
E il Figlio nato e cresciuto in Italia, di cultura italiana è apolide.
Non ha Terra.
Cos’è questo?
Ditemi voi cos’è!
Michele Cologna
San Severo, sabato 25 gennaio 2020
20:12:02
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10221151691532937&set=a.1495850607271&type=3&theater
https://www.facebook.com/michele.cologna
Etichette:
antisemitismo,
giorno della memoria 2020,
Liliana Segre,
razzismo,
Shoah
Così, alcuni punti …
Così, alcuni punti …
Si può andare a votare sempre!
Chiunque sia in gara.
Salvini è stato battuto dalla civiltà, portata in Piazza dalle Sardine.
Partito Democratico, quattro ragazzi ti hanno dato la lezione, quando si ha un obiettivo si è in grado di competere e anche vincere.
Le Sardine non avevano programma, se non quello maggiore della Civiltà.
Hanno vinto i cittadini che sono stufi della politica dell’Odio dei 5Stelle, della Lega e di Matteo Salvini, di Matteo Renzi.
La civiltà che è in sé scelta!
La Lega finge civiltà e modernità, ma in verità porta in sé lo stantio ammuffito del sempre.
La Forza Reazionaria che opprime, ne ha dato l’assaggio in ogni dove.
Pensate cosa è accaduto in Lombardia!
Di tutto e hanno lì sì asservito al soldo l’uomo.
Interventi sanitari per spillare soldi e corruzione e morte.
Il Presidente stellare in galera.
In Italia dove la galera è solamente per i nulla tenenti.
Partito Democratico, i Pentastellati hanno segnato tutta la loro inconsistenza rivoluzionaria.
L’antropologia dell’Uomo è storia e cultura!
L’assistenza è un Diritto, il Reddito di Cittadinanza è aberrazione antropologica.
Il Giustizialismo del Capo è delle Dittature.
Cosa hanno da spartire costoro con la civiltà, se non i risentimenti di coloro che dal PD sono stati a loro stessi abbandonati?
Il governo con costoro è intollerabile per la demenza dei loro “Punti Bandiera”.
Quelli soddisfano solo le bellicose rivendicazioni di un Buffone che ha corrotto il Paese.
La cultura di governo sta nel Riformismo e lo Stato di Diritto tout court.
La giustizia, la sanità, la scuola, le pari opportunità sono le fondamenta e di queste la maggiore è la Cittadinanza ai Ragazzi Apolidi che una stupidità governativa ha prodotto per “opportunità” politica.
Quella è barbarie senza alcuna scusante.
Sono Ragazzi Italiani a cui vanno riconosciuti tutti i dritti dei propri coetanei.
La legge elettorale!
La Civiltà e i Tempi, la Velocità della Vita chiede responsabilità e certezze.
Si vota e chi vince governa.
Il Maggioritario deve essere la strada senza se e ma.
A doppio turno a turno unico, ma questa è l’autostrada della civiltà.
Gli accorgimenti per consentirlo democratico nella informazione democratica e qui si deve operare e senza paure di conflitti d’interesse.
La stampa libera è il controllo del potere e del Governo.
I “Pieni Poteri” gli italiani, la maggioranza degli italiani, non sono disponibili a darli né a Matteo Salvini, né a Matteo Renzi, né a Nessuno.
La Destra italiana non è stata mai e non è tanto spendibile per la democrazia.
La Politica è conquistare i consensi con programmi.
Il contrario dell’operazione tentata da Matteo Salvini, e prima da Matteo Renzi.
All’Opera tutti e le Sardine, cioè gli Italiani Democratici, a controllo.
Auguri a Stefano Bonaccini e alla signora Jole Santelli e che sia buon governo a tutela dei cittadini onesti.
Michele Cologna
San Severo, lunedì 27 gennaio 2020
08:12:32
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10221167844896761&set=a.1495850607
https://www.facebook.com/michele.cologna
Si può andare a votare sempre!
Chiunque sia in gara.
Salvini è stato battuto dalla civiltà, portata in Piazza dalle Sardine.
Partito Democratico, quattro ragazzi ti hanno dato la lezione, quando si ha un obiettivo si è in grado di competere e anche vincere.
Le Sardine non avevano programma, se non quello maggiore della Civiltà.
Hanno vinto i cittadini che sono stufi della politica dell’Odio dei 5Stelle, della Lega e di Matteo Salvini, di Matteo Renzi.
La civiltà che è in sé scelta!
La Lega finge civiltà e modernità, ma in verità porta in sé lo stantio ammuffito del sempre.
La Forza Reazionaria che opprime, ne ha dato l’assaggio in ogni dove.
Pensate cosa è accaduto in Lombardia!
Di tutto e hanno lì sì asservito al soldo l’uomo.
Interventi sanitari per spillare soldi e corruzione e morte.
Il Presidente stellare in galera.
In Italia dove la galera è solamente per i nulla tenenti.
Partito Democratico, i Pentastellati hanno segnato tutta la loro inconsistenza rivoluzionaria.
L’antropologia dell’Uomo è storia e cultura!
L’assistenza è un Diritto, il Reddito di Cittadinanza è aberrazione antropologica.
Il Giustizialismo del Capo è delle Dittature.
Cosa hanno da spartire costoro con la civiltà, se non i risentimenti di coloro che dal PD sono stati a loro stessi abbandonati?
Il governo con costoro è intollerabile per la demenza dei loro “Punti Bandiera”.
Quelli soddisfano solo le bellicose rivendicazioni di un Buffone che ha corrotto il Paese.
La cultura di governo sta nel Riformismo e lo Stato di Diritto tout court.
La giustizia, la sanità, la scuola, le pari opportunità sono le fondamenta e di queste la maggiore è la Cittadinanza ai Ragazzi Apolidi che una stupidità governativa ha prodotto per “opportunità” politica.
Quella è barbarie senza alcuna scusante.
Sono Ragazzi Italiani a cui vanno riconosciuti tutti i dritti dei propri coetanei.
La legge elettorale!
La Civiltà e i Tempi, la Velocità della Vita chiede responsabilità e certezze.
Si vota e chi vince governa.
Il Maggioritario deve essere la strada senza se e ma.
A doppio turno a turno unico, ma questa è l’autostrada della civiltà.
Gli accorgimenti per consentirlo democratico nella informazione democratica e qui si deve operare e senza paure di conflitti d’interesse.
La stampa libera è il controllo del potere e del Governo.
I “Pieni Poteri” gli italiani, la maggioranza degli italiani, non sono disponibili a darli né a Matteo Salvini, né a Matteo Renzi, né a Nessuno.
La Destra italiana non è stata mai e non è tanto spendibile per la democrazia.
La Politica è conquistare i consensi con programmi.
Il contrario dell’operazione tentata da Matteo Salvini, e prima da Matteo Renzi.
All’Opera tutti e le Sardine, cioè gli Italiani Democratici, a controllo.
Auguri a Stefano Bonaccini e alla signora Jole Santelli e che sia buon governo a tutela dei cittadini onesti.
Michele Cologna
San Severo, lunedì 27 gennaio 2020
08:12:32
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10221167844896761&set=a.1495850607
https://www.facebook.com/michele.cologna
Etichette:
5stelle,
civiltà,
democratico,
salvini,
sardine
Felicità e Dio
Felicità e Dio
.
.
.
.
.
Gioiosi, passeri, scrivono l’area
e tu, ne l’occhi, segui.
Fendono, nere, cornacchie il cielo
e gracidando, straziano il suono e
in formazione, annunciano con lei
acqua, il ristoro.
Punti al cielo e
l’occhio affaccia, lo guardo trema
stupore e ne la scura vedi nembi,
guerrieri in arme de l’imminente
pugna.
Pe incanto sparuto volgi e
fende spada celeste e percuote,
raggio acceso a portare pace.
Il capo chini e senti …
Tu de il tutto parte e la felicità.
L’infinito dentro e tu particella
e godi il Dio in te senza fine.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, martedì 28 gennaio 2020
09:03:01
.
.
.
Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10221179316303539
https://www.facebook.com/michele.cologna
.
.
.
.
.
Gioiosi, passeri, scrivono l’area
e tu, ne l’occhi, segui.
Fendono, nere, cornacchie il cielo
e gracidando, straziano il suono e
in formazione, annunciano con lei
acqua, il ristoro.
Punti al cielo e
l’occhio affaccia, lo guardo trema
stupore e ne la scura vedi nembi,
guerrieri in arme de l’imminente
pugna.
Pe incanto sparuto volgi e
fende spada celeste e percuote,
raggio acceso a portare pace.
Il capo chini e senti …
Tu de il tutto parte e la felicità.
L’infinito dentro e tu particella
e godi il Dio in te senza fine.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, martedì 28 gennaio 2020
09:03:01
.
.
.
Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
https://www.facebook.com/michele.cologna
sabato 1 febbraio 2020
Domenica 2 febbraio 2020, Presentazione del Signore
Domenica 2 febbraio 2020, Presentazione del Signore
+ Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore
***
Chi è stato padre e non so se sia così anche per la madre.
Penso di sì e anzi, ne ho certezza.
Dicevo, chi alla nascita del Figlio non ha alzato la creatura al cielo e l’ha affidato a una forza superiore che egli non possiede?
Se non fisicamente per soggezione, nella sua mente?
Ti senti piccolo e insufficiente davanti a un’Esistenza che si approccia alla vita.
Chiedi Protezione e a un Essere Superiore affidi la Creatura.
Quell’Essere potrebbe avere tutti i nomi, ma il senso non cambia.
L’uomo, il padre, la madre sentono la loro insufficienza e nell’Amore volgono la supplente richiesta a chi percepiscono al di sopra.
Dio.
Questo è un dato a cui nessuno sfugge.
Nessuno!
L’acculturato, l’ignorante, il saggio, il precario e labile, il forte e prepotente.
Questa esigenza l’uomo l’ha strutturata codificandola in riti e gesti, religioni e potere.
Entra la ragione e la necessità ad inficiare il sentire.
Le divisioni e l’imposizione.
Non ho battezzato di mia volontà i miei Figli, però ho provato sollievo quando i miei familiari si sono a me sostituiti e hanno reso “cristiani” i miei.
Mi sembrava rispettarli dando a loro, una volta consapevoli, la scelta.
Non so se avevo ragione, ma ora e maggiormente perché vecchio, non lo rifarei.
Mi affiderei alla Storia, alla Cultura, alla Tradizione.
Consapevole che una voce non cambia il flusso di ciò che stratifica la vita.
La Storia e la Cultura.
Gesù viene portato da Maria e Giuseppe alla presenza del sacerdote affinché il rito si compia nel senso.
Quello che infastidisce e appesantisce il tutto, il Potere che d’esso se ne appropria e detta leggi assurde.
Maria deve attendere quaranta giorni per la sua purificazione.
Come se quel sangue che ha generato l’avesse sporcata insieme al bimbo.
Di più, viene tolto a lei e al padre la facoltà di alzare al cielo il figlio.
Chi ha più autorità per farlo, chi ha generato nell’Amore, o chi si appropria arbitrariamente dell’Amore?
Ecco la domanda che si pone Gesù, il Nazareno, quando raggiunge l’età della consapevolezza e si ribella.
Non comprende l’esproprio e l’appropriazione, la forza della parola e del gesto che divide e discrimina.
Sopra l’Amore non deve esserci legge alcuna e riti a rendere potente.
L’Amore è bastevole a sé.
Grande Visionario.
Ha pagato con la vita non a Dio, agli uomini che in suo nome tiranneggiano ieri come oggi.
Vecchio e non so se saggio o suonato dico, Dio è desiderio ed esigenza e bene ha fatto l’uomo a manifestarlo.
Male a dare a Dio la sua immagine e ad esigere comportamenti ad Usum Delphini.
Il Potere e il Governo, il Controllo sull’Altro.
La parola bugiarda che celebriamo anche in questa lettura.
Grazie sempre a tutti, amiche, amici e lettori.
Michele Cologna
San Severo, venerdì 31 gennaio 2020
09:38:04
https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10221215062357168
https://www.facebook.com/michele.cologna
+ Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore
***
Chi è stato padre e non so se sia così anche per la madre.
Penso di sì e anzi, ne ho certezza.
Dicevo, chi alla nascita del Figlio non ha alzato la creatura al cielo e l’ha affidato a una forza superiore che egli non possiede?
Se non fisicamente per soggezione, nella sua mente?
Ti senti piccolo e insufficiente davanti a un’Esistenza che si approccia alla vita.
Chiedi Protezione e a un Essere Superiore affidi la Creatura.
Quell’Essere potrebbe avere tutti i nomi, ma il senso non cambia.
L’uomo, il padre, la madre sentono la loro insufficienza e nell’Amore volgono la supplente richiesta a chi percepiscono al di sopra.
Dio.
Questo è un dato a cui nessuno sfugge.
Nessuno!
L’acculturato, l’ignorante, il saggio, il precario e labile, il forte e prepotente.
Questa esigenza l’uomo l’ha strutturata codificandola in riti e gesti, religioni e potere.
Entra la ragione e la necessità ad inficiare il sentire.
Le divisioni e l’imposizione.
Non ho battezzato di mia volontà i miei Figli, però ho provato sollievo quando i miei familiari si sono a me sostituiti e hanno reso “cristiani” i miei.
Mi sembrava rispettarli dando a loro, una volta consapevoli, la scelta.
Non so se avevo ragione, ma ora e maggiormente perché vecchio, non lo rifarei.
Mi affiderei alla Storia, alla Cultura, alla Tradizione.
Consapevole che una voce non cambia il flusso di ciò che stratifica la vita.
La Storia e la Cultura.
Gesù viene portato da Maria e Giuseppe alla presenza del sacerdote affinché il rito si compia nel senso.
Quello che infastidisce e appesantisce il tutto, il Potere che d’esso se ne appropria e detta leggi assurde.
Maria deve attendere quaranta giorni per la sua purificazione.
Come se quel sangue che ha generato l’avesse sporcata insieme al bimbo.
Di più, viene tolto a lei e al padre la facoltà di alzare al cielo il figlio.
Chi ha più autorità per farlo, chi ha generato nell’Amore, o chi si appropria arbitrariamente dell’Amore?
Ecco la domanda che si pone Gesù, il Nazareno, quando raggiunge l’età della consapevolezza e si ribella.
Non comprende l’esproprio e l’appropriazione, la forza della parola e del gesto che divide e discrimina.
Sopra l’Amore non deve esserci legge alcuna e riti a rendere potente.
L’Amore è bastevole a sé.
Grande Visionario.
Ha pagato con la vita non a Dio, agli uomini che in suo nome tiranneggiano ieri come oggi.
Vecchio e non so se saggio o suonato dico, Dio è desiderio ed esigenza e bene ha fatto l’uomo a manifestarlo.
Male a dare a Dio la sua immagine e ad esigere comportamenti ad Usum Delphini.
Il Potere e il Governo, il Controllo sull’Altro.
La parola bugiarda che celebriamo anche in questa lettura.
Grazie sempre a tutti, amiche, amici e lettori.
Michele Cologna
San Severo, venerdì 31 gennaio 2020
09:38:04
https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10221215062357168
https://www.facebook.com/michele.cologna
Etichette:
Dio,
Gesù,
presentazione,
signore,
vangelo
lunedì 27 ottobre 2014
Cinquantadue anni una vita (domenica 28 ottobre 1962)
Cinquantadue anni una vita (domenica 28 ottobre 1962)
Arrivò con il carretto Giuseppe e magro, scuro come un
Cristo di legno, scaricò le percoche.
Una diecina di tinelli e ti chiedevi cosa farne, a chi
regalarle.
Giuseppe sistemò gli animali, prese il tascapane e stava
andando via.
Lo fermasti e con il tuo tono padronale, l’invitasti a
portarsi della frutta a casa.
Lieto Giuseppe aprì il tascapane e incominciò a scegliersi
della frutta.
Tu lo seguivi con lo sguardo.
Scuro come il carbone e arso, Giuseppe, scelse il meglio
dai tinelli più a portata di mano.
Quando ebbe finito, tu: “Giuseppe, ma credi che gli altri
siano i tuoi stronzi? Tu scegli e gli altri mangeranno il tuo scarto? Lascia quelle
percoche, vai in un tinello, prendi quello che vuoi e senza scegliere!”.
Il legno bruciato dal sole, a testa bassa eseguì e salutando
e ringraziando andò via.
Fecero più male a me quelle parole che a Giuseppe.
Io ti portai rancore per alcuni giorni, Giuseppe invece,
la mattina successiva ti sorrideva e ti adorava come sempre.
Eri buono!
Tutti dicevano che avevi un cuore d’oro, però eri
inflessibile nelle tue decisioni.
Non sono in grado di dire se lo fossi anche nei confronti
di te stesso, padre mio.
Mi mancano i riscontri, ero troppo giovane.
Questo ricordo stamattina, e dirti che ti vedevo sicuro
in ogni tuo gesto.
Azione.
Comando.
Pensavo che un giorno anch’io avrei acquisito quella
sicurezza che tu esprimevi.
Sarei stato come te.
Ma sono trascorsi gli anni, sono diventato vecchio, di
undici anni più di te padre, e la tua sicurezza, certezza sono per me ancora un
sogno da realizzare.
Una sola volta avere quella spigliatezza di comando, quella
certezza di pensiero per l’azione risoluta.
Il gesto, in me tanto timido, quanto in te risoluto.
Non mi hai mai risposto e continuerai, ma quella tua
padronanza di te e d’ogni cosa, era frutto di sofferta decisione, di fiuto
d’uomo vero, di cosa?
Quanto vorrei saperlo, papà!
La mia incertezza in ogni decisione, è una minorità
strutturale mia?
Dei tempi?
Un’acquisizione culturale deleteria dell’uomo destrutturato?
Si dice e penso ci sia del vero, che ogni emancipazione sia
una perdita.
Ma io non mi sento emancipato dalla tua, padre!
La vivo e l’adoro, è la mia forza in questa civiltà che
non mi appartiene e che vivo come estranea.
Sai, ti ho molto contestato mentalmente in alcune tue
performances, e oggi le sento mie in modo struggente e definitive.
Volevo dirtelo nel giorno del cinquantaduesimo anniversario
della tua esistenza in morte, padre mio.
Sono sempre dalla parte sbagliata, vero?
Avevi visto già l’uomo nel bambino?
Non ci saranno risposte mai.
Tu stai con mamma e Carolina lì dove nessuno sa se non
per fede, ma un po’ con me anche.
Siamo in contatto continuo e state nelle mie azioni e
pensieri sempre.
Forse non ci siamo mai lasciati e io sono ancora quel
ragazzo che voleva piacerti senza riuscirci.
Vale Padre mio, Mamma, Carolina.
Vostro
San Severo, lunedì 27 ottobre 2014
domenica 26 ottobre 2014
Farneticazioni di un pessimista … o lucida visione?
Farneticazioni di un pessimista … o lucida visione?
Cosa accade?
Gli uomini sono diventati tutti insensibili e corrotti,
tutti delinquenti?
Tutti dediti solo al proprio particolare?
Ogni eletto miserabile e pezzente?
Tutti gli amministratori della cosa pubblica vecchi e
nuovi, incapaci, corrotti, incompetenti, collusi, mafiosi?
Politici di lungo corso e recentissimi accomunati nella
medesima sentina, tutti scarto organico?
Verrò senz’altro contestato, ma non posso non dire la
mia.
È morta la Modernità e con essa il Diritto che ha fatto
grande questa Epoca.
Le idee si sono spente e non affascinano, non
attecchiscono.
Gli uomini senza prospettiva sono più propensi alla
rabbia che all’ascolto e alla riflessione.
Chi gestisce la cosa pubblica e anche onesto, brancola nella
confusione.
Sembra il ritorno all’antico e ai valori, la soluzione.
E nessun uomo sfugge a questa crisi esistenziale di alcun
valore prospettico.
Il ritorno all’antico nel corso della storia è stato
sempre foriero di nulla.
Un niente sanguinoso e confondente l’effetto con la
causa.
È entrato in crisi il Sistema.
Questo sistema che ha vinto tutto e tutti, sconfitto ogni
ideologia e utopia.
Ha abbacinato gli uomini nell’idea della progressione in
ogni attività umana come sviluppo senza fine e benessere.
Felicità e sicurezza.
Ebbene, senza più nemici, ha incominciato ad abbattere se
stesso con l’invenzione e la pratica della nuova Fede, del nuovo Dio: la Finanza
il motore del Mondo.
Né idee, sono dannose!
Né diritti, sono d’intralcio!
Né l’economia, un’appendice non necessaria dello
sviluppo.
Solo il Dio della Finanza e nelle sue ferree regole Benessere,
Sviluppo, Felicità.
Ne viviamo le conseguenze e gli uomini e tutte le
strutture della civiltà soverchiati da questa follia.
Popoli, Governi, Nazioni, Continenti.
L’intero Globo.
Soluzioni?
Ce ne sono ma ho quasi paura a elencarle!
Eliminare in un solo colpo tutto l’apparato fagocitato
dal nuovo Dio e recitante di un rituale antico, non più attinente la realtà.
Tutte le attività elettive sospese.
La produzione del necessario.
Il governo solo dei fondamentali in mano ai poteri non
legiferanti.
Azzerare i privilegi tutti.
La pletora del pubblico e dei parassiti a tutti i livelli
a casa.
Lasciare all’iniziativa degli uomini liberi la libertà di
operare in ogni settore.
Condanna ed esecuzione della pena alla burocrazia tutta.
Il lavoro l’unica condizione per vivere.
L’Informazione Libera e inaccessibile a qualsiasi potere
economico e finanziario, esami con patente a coloro che si propongono formatori
informando.
Si potrebbe ancora continuare, ma è inutile perché tutto
ciò è combattere una guerra senza dichiararla.
Allora si continuerà nel solco e la soluzione arriverà
con il sangue e non più regionale, ma totale.
L’uomo depauperato dell’uomo deve d’esso riappropriarsene
e prima o poi lo farà!
San Severo, domenica 26 ottobre 2014
Copyright© 2014 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
Iscriviti a:
Post (Atom)