martedì 30 novembre 2021

Io costruttore

Io costruttore
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Ho costruito case e villaggi.
Città e strade.
Ponti per viaggiare.
Fortezze e basi, caserme.
Eserciti per difendermi.
Ho creato Dio e l’ho elevato agli altari.
Poi Templi e Chiese.
Sacerdoti e Troni.
Nazioni e Stati.
Ho sollevato dalla fame la bestia.
L’ho istruita e resa padrona.
Ho assoggettato il mondo alla forza.
Anche al metodo.
E ho scoperto cieli sconosciuti.
A seguire la tecnica e le utilità.
Le finzioni e illusioni, l’inganno.
Altro Dio in costruendo e profeti.
Finanza, economia, globalizzazione.
Ho consegnato l’anima.
Questa mattina sento freddo.
La temperatura è alta e penso,
“Ho dimenticato il fuoco”.
Il camino dove al caldo della fiamma i miei figli e nipoti.
E io pur vecchio e malconcio al calore e amato.
Ascoltato e compreso al riso fresco della vita.
Non ho dato il camino ai miei sforzi.
Il senso del fuoco acceso.
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Michele Cologna
San Severo, lunedì 30 novembre 2015
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Copyright© 2015 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
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giovedì 25 novembre 2021

il dono

il dono
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a te che nei miei dimori
non spenti sogni
che dei giorni l’affaccio
profumi
l’inconscio di notti tristi
argenteo dipingi
a te che le mie tendono
solo d’anni piene e
il sorriso antico spasimo
d’un germoglio
lo guardo stanco assimila
a te
come una preghiera celata
il peccato non confessato
quel segreto che mai sigillo
tenne o imprimerà lacca
il dono mistero de la vita
io chiedo
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michele cologna
san severo martedì 22 novembre 2016 - 09:18:21 –
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Copyright© 2016 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
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È scomparsa da FB la nota “il dono” con tutti i commenti delle amiche e degli amici.
Provo grande rincrescimento.
Facebook fino a poco tempo mi diceva che era segnalata come spam, ora è del tutto scomparsa.
La nota posso ripubblicarla cosa che sto facendo, ma i commenti?
Se tutti, le amiche e gli amici, mi ripostassero i loro preziosi?
Grazie.
 
 
 
 

 

E generava…

E generava…
 
Generava, generava, generava…
Partoriva senza freni e limiti.
 
Partoriva…
 
Non era donna, ma femmina e non aveva volto, né grembo.
Un flusso, eruttava senza posa nascituri di sembianze simili.
Succhiavano e ogni poro allattava menni che nutrivano altri.
 
Mutavano…
 
Poi somigliavano, e il difforme i sé moltiplicava in ghigni.
E non erano sorrisi ma labbri di denti e sanguinavano…
Brandelli di carne rigeneravano forme che variavano celeri.
Regredivano in grembi e mutuavano indistinte processioni.
Erano aborti già andati che occupavano aree di nuovi feti.
 
Mentre…
 
Sgranati occhi lacrimavano d’insazia fame corpi appassiti.
Orifizi vocianti emettevano soffi scomposti che oravano.
Indistinti suoni giubilavano e di fragori coprivano lamenti.
 
Di colpo fu silenzio e buio, e non era… prima del giorno.
 
Michele
(San Severo 18/12/2010 15.55.26)
 

mercoledì 24 novembre 2021

… come un sorriso

… come un sorriso
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come un sorriso
di bambino all’alba
già vecchio a sera
staziona
 
è alito di Parca
 
donna che governa
la cena
orante al rosario
che scorrendo i passi
sosta
ne il giorno operoso
 
è requie
 
un atto di fede
a Lui che ne l’identico
rinnova l’eterno
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michele cologna
san severo giovedì 23 novembre 2017
18:50:21
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“Il potere è più dolce del fottere”

“Il potere è più dolce del fottere”
 
 
La prima volta che ascoltai l’adagio ero molto giovane.
Rimasi scandalizzato e pensai l’uomo che l’aveva affermato un porco.
Una ribellione e vedevo in ogni forma di potere l’abominio.
Non vedevo nella figura del maschio il “dominio”, il “ruolo”.
Crebbi e nelle difficoltà incontrai il connubio: Maschio/Potere.
Mi feci orrore, praticavo da maschio ciò che aborrivo.
Compresi in un colpo solo e direi con colpevole ritardo tutto.
Tutto!
Non è un’affermazione dal senno fuggita, ma con piena consapevolezza la ripeto: TUTTO.
Cambiò la Storia, e la narrazione incominciò il nuovo corso.
Rivisitai la mia effettuale e in essa quella di genere estesa al negato.
Dovevo capire.
Lessi di tutto ciò che il mondo femminile aveva prodotto e riconsiderando, ne vissi tutto il fascino e il dolore.
Le contraddizioni in me maschio inconsapevole e la lotta.
Precedente e successiva, ancora.
La violenza del maschio che inculcata è pelle, carne, sangue.
Non si cancella mai, va solo trattata con la violenza di ogni gesto e azione, pensiero, ma su di te che hai il mostro dentro.
Piansi quando ascoltai una prolusione di un vecchio signorino di ottantatre anni, Luigi Conte.
Con il dito ammonitore e sembrava che si conficcasse in me: “Tu maschio, tu uomo non sarai mai libero, fino a quando non avrai liberato la tua donna”.
Ancora adesso si accappona la pelle e gli occhi inumidiscono.
Non sono libero e forse non lo sarò mai, ma ho fatto gli anticorpi e il sistema immunitario sempre vigile.
Qualche volta arriva in ritardo, ma arriva sempre.
Faccio parte di quella generazione di malati e pensavo il mondo nuovo immunizzato.
Invece il genere fa ancora disastri e lì dove dovrebbe regnare l’amore.
In famiglia.
Il mio contributo alla giornata con sofferenza e chiedo quando?
Quando Uomo libererai te stesso, liberando la tua Donna?
A tutte le donne le scuse pregandovi, nell’amore di Mamma, Moglie, Amante che offrite, un pensiero fisso: il maschio nell’azione e nel gesto va sempre combattuto, anche quando lusinga.
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 24 novembre 2018
10:33:39
 
 
 
 

 

sabato 20 novembre 2021

e io ora so de la mattina … (domenica ventotto ottobre 1962)

 

e io ora so de la mattina … (domenica ventotto ottobre 1962)
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de la tua il refrain e io
t’ascoltavo bambino
la canticchiavo e già vecchio
domandavo a te cosa
 
qual pensiero ne la gioiosa
voce e il tuo al ritornello
sorriso che com’allora ancor
oggi me cattura
 
tal curiosità e non veloce io
scorrevo i luoghi
i tuoi padre i miei generato
figlio e chissà l’ultimo tuo
 
viaggio solo andata e alcun
ritorno
così io e come squarcio tu
lo sguardo e l’occhi
 
la mente catturasti e io fui
tu e muto sì come sempre
la nostra ne e pe’ li anni tu
svelasti a me la tua ultima
 
addio ai luoghi e di loro a me
il senso tuo e l’occhio a la fine
la giovinezza e l’uomo fiero
il concepimento e i travagliati
 
amori di marito e tardo padre
l’attesa
ne il figlio eternarti e da me lì
tu cessasti viaggio e vita
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michele cologna
san severo venerdì 19 novembre 2021
08:15:23
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mercoledì 17 novembre 2021

incontri

incontri
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amori andati e come
presenze immanenti
li vedi in vita
altri cui tendere la mano
vivi
dare loro voce e dire
“sono qui”
e li percepisci morti
sì peccato da scontare
una colpa non espiata
redenzione l’altri
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michele cologna
san severo giovedì 17 novembre 2016 - 7:18:13 -
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