giovedì 21 maggio 2020

L’Italia vacca da mungere


L’Italia vacca da mungere


L’Italia non è un Paese!
È una vacca da mungere.
Tutti, tutti a chi ne può accaparrarsene di più, tranne coloro che faticano a pulire le stalle.
A chi si sporca le mani resta lo sporco e il puzzo della merda.
Questo il Decreto Rilancio.
Soldi a tutti, tranne a coloro che ne avevano davvero diritto e bisogno.
Che gentaglia gli italiani!
Che indecenza il Governo!
Che miseria straziante i partiti tutti.
Di maggioranza e opposizione.
Soldi a chi va in vacanza.
Soldi a chi compra la bicicletta.
Miliardi a chi spartisce dividendi miliardari.
Niente a chi muore letteralmente di fame.
L’INPS candidamente afferma che il conto dei morti da coronavirus è sottostimato di circa ventimila decessi in due mesi.
La Cina?
Non è peggiore questo ducetto sbeffeggiato nel Mondo?
E l’informazione complice.
Nessuno a dire al re di coprirsi le pudenda.
Che schifo!
Che indecenza!
Andate a fare in culo Tutti!
Governo.
Partiti di opposizione e maggioranza.
Presidenti di regioni e amministratori.
Fate schifo.
Spero in una sana rivoluzione e non di fiori.
Voi che mi leggete e vi chiedo scusa per la violenza delle parole.
Ma non se ne può più.

Michele Cologna
San Severo, venerdì 22 maggio 2020
06:56:47




giorno

giorno
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come un pianto immotivato
questo
lento scorre

giorno
lacrime ignote d’un capriccio
incompreso

spazio di un tratto

segmento
duttile d’un eterno effimero

opificio di vita sedimentata

granaio vuoto
e
di dolore mai sazio

non cercato dono
d’una coazione a ripetersi

quotidiano pranzo
di cibo avariato
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michele cologna
san severo lunedì 18 maggio 2015
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Sarà catastrofe?


Sarà catastrofe?


Non mi piace!
Niente di ciò che sta accadendo e provo quella insofferenza che ti fa contorcere.
Non della pandemia e del confinamento totale e ora parziale.
Della sciatteria intellettuale e operativa del governo e le forze politiche che lo sostengono.
Alfonso Buonafede. Luigi Di Maio. Giuseppe Conte. Matteo Renzi.
Azzolina a chi?
Il PD, LeU, i depotenziati mentali 5 Stelle tutti.
Dall’altra parte il buio totale.
La deficienza totale a sistema.
Silvio Berlusconi e segnarsi, “Dio non peggio”!
Matteo Salvini, la sciagura come “Flagello di Dio”.
Pelo di carota o Giorgia Meloni e ti chiedi, perché tanto accanimento?
L’editoria.
C’era una volta Carlo Verdelli e ora non c’è più e Repubblica dimentica di dire la propria sulla richiesta di 6,3 miliardi di euro senza interessi e garantiti dallo Stato.
Anche il paradiso fiscale e la delocalizzazione di quella che una volta era la Fiat.
Agnelli, quello sì, Giovanni, affermava che quello che era bene per la Fiat, era bene per l’Italia.
È ancora così?
E la Fiat ha occupato, comprandola, tutta l’editoria di sinistra e centro-snistra con e senza trattino.
Travaglio, Marco il giustizialista, s’è fatto governo e nega.
Passato e futuro.
È al potere e governa.
Poi quella filo governativa a prescindere e chi informa chi?
La Pandemia.
Sono stati bravi gli italiani e il virus è stato portato a dimensioni sopportabili.
Chissà ora!
Gli italiani sono stati lasciati a morire in casa e fuori.
Qualcuno a dire sono stato graziato dall’opera governativa?
Quella delle regioni?
Come essere a padrone di un padrone sciocco.
Deficiente presuntuoso.
Non va!
Si prepara molto di peggio e la fame, il bisogno hanno toccato limiti insopportabili.
Anche l’arroganza che non fa migliori nella necessità.
L’Europa la speranza.
Però basta, basta offese e l’inerzia.
O ci si sta e dignitosamente e non da pezzenti, oppure …
Ma vogliamo mettere ordine in questa nostra Babele?
Uno scatto al recupero, no?
Non vedo futuro, solo catastrofe.

Michele Cologna
San Severo, giovedì 21 maggio 2020
08:46:27





sabato 16 maggio 2020

Per il genetliaco di Pamela Cologna 2020


Per il genetliaco di Pamela Cologna 2020

Oggi 17 maggio 2020 è domenica.
Quando sei nata tu, Pamela, era di venerdì.
Sai l’adagio, Pamela?
"Né di Venere, né di Marte, ci si sposa e si parte, si fa principio d’arte".
Poi il Diciassette.
Il 17 nella smorfia napoletana, porta sfortuna.
Definito ‘a disgrazia.
Non sono stato mai superstizioso e neanche allora seppure giovane.
Però.
Senti l’una e … “che brutto giorno!”, però.
Ascolti l’altra e … “di venerdì e 17!”, se l’è scelta la giornata.
Qualche pensiero si fa strada.
E la gioia si veste di preoccupazione.
Una maggiore che i papà non dichiarano mai, “la paura di non essere all’altezza”.
Però il ruolo li vuole forte e sicuri e si finge.
Quanto eri bella, Pamela  e nonna Maria che stava lì ad aiutare la levatrice ripeteva a sé e ad altri, “Non ho mai visto una bambina appena nata stare in piedi”.
“Mi ha fatto impressione”.
Anche che le avevi con forza puntato il tuo pugno al suo petto.
L’incipit della tua vita, mio Tesoro.
Poi il nome.
“Se l’è portato!”
Per me doveva essere Monica, per la mamma Pamela, per tutti gli altri te lo eri portato, Soccorsa.
Vai a nascere, amore mio, nei giorni della Festa Patronale di Maria Ausiliatrice del Soccorso.
Così all’anagrafe, Soccorsa Pamela Monica.
E nella vita fu Pamela.
Vincono sempre le donne e tu sei donna vittoriosa.
Ti ho elogiata tante volte, Pamela.
È sempre insufficiente.
Non riesco con la parola a raggiungerti, tanta, tanta è la tua Bellezza.
Mi martella la testa, “Pamela, io mi fido di te”.
Non ho cercato le parole, mi sono arrivate da sole e scopro che sono il mio pensiero più profondo.
Sì, Amore di papà, io mi fido di te.
È bello, ti restituisce un po’ “bambino” all’affidamento.
Quando altri erano la tua cura.
Hai una pazienza, una costanza, un’affidabilità, capacità fuori dall’ordinario, Pamela.
E io, tuo padre, mi beo.
Sento la “continuità”, l’eterno che ci comunica.
Meraviglioso tutto in te, e vado comparandomi come l’uomo al paesaggio.
Lo Spirito all’Immanenza.
L’Eterno alla vita.
Quanto mi dai, Figlia mia!
Il Senso.
Rendi robusta la mia esile esistenza con l’ornamento della magnificenza.
Sono un padre Felice.
E nella felicità voi, Stefania, Leonardo, Barbara e Pamela.
In te la Fiducia e i miei Nipoti: Monica, Riccardo, Carol e Matilde.
Buon compleanno, Pamela.
Auguri, Figlia mia.




venerdì 15 maggio 2020

Domenica 17 maggio 2020, VI di Pasqua (anno A)


Domenica 17 maggio 2020, VI di Pasqua (anno A)


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore

E mi chiedo, quando si ama?
Basta osservare i comandamenti?
Oppure si ama quando si dà senso alla vita?
Senso che si fa struttura del vivere.
Già la settimana scorsa ho identificato Dio con il Senso in quanto Amore.
Oggi e non per capriccio, ma per “illuminazione”, Dio/Felicità.
Ieri ha cessato di vivere il musicista, direttore d’orchestra Ezio Bosso.
Per onorarlo Rai Tre gli ha dedicato la serata.
Ho mille e mille volte confessato la mia estrema ignoranza musicale.
Non lo faccio per dire, ma non ne capisco niente.
A volte mi prende emotivamente, solo questo.
Davanti al televisore e non riuscivo a staccarmene.
La Musica e Ezio.
Sofferenza e Felicità.
La sua sofferenza fisica il sublime della Felicità.
La Felicità la Musica.
Nella Musica il “Tutto”.
Cielo, Terra, Uomo, Dio, il Sublime e la Miseria.
La Vita nella scansione dell’esistenza.
L’Amore.
Amore la sua voce sofferente.
Amore nella Grazia i suoi limiti fisici.
Amore l’arte che era la vita dell’artista.
Amore il suono e le sfumature.
Amore gli orchestrali che assimilavano il suono.
Amore il suo volto ispirato in smorfie di dolore e grazia.
Amore il vivere suo e la narrazione del compositore.
Amore e io nell’Amore suo che mi penetrava dandomi la Luce della Felicità.
Ho visto e ascoltato la Felicità.
Dio in Essa.
Non credo che Egli, Ezio Bosso, si proponesse altro fuori dell’incanto della Musica.
Ma io go visto e toccato la Felicità e quella era Dio.
Era la sua carne e il suo sangue.
La sua malattia e la sua cura.
La Vita senza scissione e Tutto lì stava Immanente.
Servo e Signore della Vita ne dava l’immagine.
Egli, Ezio Bosso, nella Felicità dell’Amore che nella Musica ha trovato Dio.
Ero sgomento, frastornato e ho sentito senza speranza la mia dimensione.
Un niente.
Io Nulla.
La mia Miseria senza speranza e storia.
Senso.
Con tale sensazione sono andato a letto.
Nel buio scorreva la mia vita e tutto prendeva forme nuove.
Il senso del Nulla prendeva le forme del Tutto della mia vita e si riempiva di Dio.
Amore, Moglie, Figli, Nipoti, Fatica, Dolore, Speranze, Fallimenti …
Il Tutto della mia Esistenza era quel “sorriso” sgangherato, deforme, insignificante di Felicità che mi dava il sonno e nel Sonno stava Dio.
I Comandamenti.

Michele Cologna
San Severo, sabato 16 maggio 2020
08:03:01





martedì 12 maggio 2020

Il Dono


Il Dono

Non amo che mi si facciano “doni”.
Si dice regalo è vero, ma la radice è il dono.
Il dono contempla il ritorno.
E non amo essere condizionato nella mia libertà.
Quindi non faccio regali.
Mi dono a tutti e in astratto.
Senza vincolo e aspettative di ritorno.
È superbia?
No, almeno nel mio caso!
Altro, nel ritorno la comparazione e la misura.
Sì, perché il dono richiede nella restituzione parità.
Censuaria e qualitativa.
E io non amo misurarmi con alcuno.
Una delle ragioni per le quali non partecipo a gare.
Di qualsiasi natura e tipo.
L’agone non mi affascina, lo detesto.
Così il dono.
Difficile far comprendere un sentire così.
Tante incomprensioni.
Mi confermo però e ne gioisco.
Il “dono” in astratto e per tutti e nessuno.
E ognuno trarrà il dono dalla propria qualità.

Michele Cologna
San Severo, mercoledì 13 maggio 2020
07:08:17