martedì 29 marzo 2022

Lacrime

Lacrime
.
.
.
.
.
O lacrime, d’ogni morente il lavacro
e dei nascenti tutti la fonte!
O voi, acqua battesimale sempre!
Voi, che per frequentazione antica,
conoscete bene la vita e sapete,
non ignorate che ella, ne la continuità
de l’identico, di sé è rinascita perenne.
Comprendete che cogliere d’essa
il succedersi, e accudirlo infante è
allevarne la bellezza.
Suggerite a lei ignara, che il fanciullino
in essa perpetuo e a ogni piè nuovo,
va allevato e accolto, mai da la resa
abbandonato e da pigrizia e abitudine
scacciato. Sacrificato.
Che ogni giorno è inizio e mai fine, e
il pianto suo, come le lacrime di Dio,
è del mattino la fresca rugiada.
Ricordatele tutto ciò soccorrendola, e
non permettete mai che ella inaridendo,
trasformi voi in cristalli, aghi di sale.
.
.
.
.
Michele Cologna
(San Severo, domenica 16 marzo 2014)
.
.
.
Copyright© 2014 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
.
.
 
 
 

 

domenica 27 marzo 2022

Un po’, poco …

Un po’, poco …
 
 
La tragedia.
Quella che volge in farsa.
Rappresentazione buffa e delittuosa di un Tempo deprivato.
Di Senso e Diritto.
Etica e Responsabilità.
Raziocinio e Umanità.
Biden ha dato l’appellativo di Macellaio al “macellaio” Putin.
Cosa vera e sacrosanta.
Non è forse vero che lo sia?
Ha detto una non verità?
Non sta macellando il popolo ucraino e quello russo?
Bambini, donne e vecchi.
Uomini ucraini e soldati russi.
Quale lo scandalo?
Dove?
Nell’ipocrisia di questo tempo senza etica e morale.
Senza Dio e Uomo.
Ominicchi e ipocriti chi ha preso le distanze.
Inasprire i rapporti.
Cosa c’è di più grave dell’assassino e la strage di uomini, donne e bambini?
Perché non si dovrebbe dare il nome proprio al Miserabile che ne fa macello?
I rapporti.
Quali con la Bestia, se non la consapevolezza della Bestia?
Putin non va blandito, no!
Cari Letta, Macron, Giannini … e con voi l’infinito coro di ipocriti paurosi e mal pensanti.
Draghi ha dato del Tiranno a Erdogan, non è forse vero?
Dove lo scandalo?
Un po’ d’ipocrisia tra Uomini e Stati salva la civiltà e le relazioni.
Un po’, cari “Ipocriti” tutti, ammantati di quel buon senso che vi manca!
Solo poca, molta ammazza la civiltà, le relazioni e in misura esagerata gli uomini, le donne e i bambini.
(ma sono solo ucraini)
L’etica e la morale e l’umanità che non sono più vostro appannaggio.
Solo la perdita di tutto ciò e la pavidità della convenienza, fanno alzare il muro dell’ipocrisia così alto.
Non state facendo del bene a voi e alla civiltà.
Il Macellaio è sporco di sangue e si può anche trattare.
Ma senza stretta di mano.
Chiunque mette la sua mano nella mano del Macellaio si sporca dello stesso sangue.
Capisci, Israele?
Capite ipocriti di tutto il mondo?
Un po’ di ipocrisia salva, molta ammazza.
 

Commenti: 0


 

A la finestra

 

A la finestra
.
.
.
.
.
Un sentire spento.
Percepirsi estraneo.
Osservatore casuale a la finestra.
Non ti appartiene.
Quello che lo guardo coglie è un vedere.
Paesaggio neutro.
Indifferente.
Non ostile perché sei fuori.
Amico neppure.
Una comprensione negata.
Vetrata insonora e deformante.
Donne e uomini vocianti afoni.
Bambini striduli di volgari giochi.
Somi punteggiati di non intesi ricami.
Belletti e sorrisi, movenze.
Uno specchio e …
si riproduce casuale il gesto a sé identico.
Nessuna discontinuità, perenne morte.
Verbo invariabile.
Né azione e stato. Divenire.
Tempi e persone, aspetti senza flessione.
Un mondo in movimento deceduto.
Catarsi del Senso.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, domenica 27 marzo 2016
.
.
.
Copyright© 2016 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
***
Postilla
Strano modo di partecipare a un festino.
Estraneo.
Io e non mi arrendo al silenzio.
Vi chiedo scusa e ritenete questo scritto come un fiore.
Colto e non coltivato nel mio orto.
E non è profumo o lezzo.
È!
La Resurrezione è aspirazione.
Nella Pasqua dovrebbe trovare il luogo.
A tutti amiche e amici e questo amore mio che non si accende.
Grazie.
.
.
.
 

 
 
 

venerdì 25 marzo 2022

Creatura d’amore e la parola bugiarda

Creatura d’amore e la parola bugiarda
 
 
L’argomento è impegnativo e lungo e io ho tempo molto limitato.
Amica mia, Giusy, ricordi a me la mia memoria.
Ti dico che la mia è lunghissima e lucida.
Scrissi a ferita aperta e cancellai dalle mie amicizie il Diario della comune amica Hoseki Vannini.
Quel diario era nato con il preciso scopo di propaganda No Vax.
Quando mi accorsi che non mi pervenivano notifiche di nessuno, se non da quel diario e di quel senso, feci una nota e motivai il gesto.
C’era del marcio in Normandia.
Tu ti schierasti con la creatura d’amore e incredula mi desti del bugiardo.
L’attenuante e non sapevo della consapevolezza nel giudizio.
Il seguito fece giustizia e non ci fu tuo intervento o relazione con me.
Ti eri schierata con una No Vax camuffata d’amore.
L’Amore è cosa terribilmente seria e non la parola consumata sui social.
Mamma mia, quanto amore!
Quanto.
Mia madre, la mia Mammina, per fede e alto senso religioso della vita e del vivere, da cattolica fervente, passò ai Testimoni di Geova.
Lei insieme alle due mie sorelle e Giovanni mio fratello molto piccolo.
Ci furono discussioni accese con me e mi ritrovai perdente e con la Famiglia divisa.
Quel germe scavò un solcato di sofferenze indicibili.
Mia madre m’affermava amore, ma non si rendeva conto che la parola tradiva il senso.
Loro Testimoni di Geova, io e altri due fratelli, altro.
Io il nemico perché non sono docile e sono Uomo/Parola.
Il mio senso della Parola è alto e non comune, Giusy.
Credo che tu mi comprenda.
Mia madre una mattina scivolò in bagno, batté con la milza sul bordo della vasca da bagno, se la spappolò.
In ospedale e con urgenza necessitava del sangue.
No, nessuna trasfusione, la mia famiglia di Testimoni.
Quando vidi l’impossibilità di farli ragionare, feci ricorso immediato al Giudice.
Le venne fatta la trasfusione e salvata.
Io il diavolo e lei disassociata.
Fecero alla poverina il processo e fu assolta, non era stata sua colpa.
Solo la mia e io segnato.
Appestato e fedifrago.
C’è una donna della quale non faccio il nome, vecchia, sola e depressa.
Lucida, molto lucida.
Necessita come il pane di qualcuno vicino, ma la figlia lavora.
Non può.
Le dichiara amore e sarà pure vero!
Ma quale?
Neanche come bugiardo fui creduto nell’assicurazione che avrei io accudito suo figlio.
I Testimoni sono almeno dieci anni che non vengono a fargli visita e lo amano.
Ho molto da lavorare e smetto, Giusy.
Un No Vax non può usare la parola Amore.
Non ne comprende il senso.
Un pacifista non può essere pro Putin!
Chi lo fa è un infame.
Ti chiedo, è un caso che tutti i No Vax siano anche pacifisti pro Putin?
Mi riporti ciò che ti ho scritto, Giusy.
Lo farei ancora e direi le stesse cose.
Prima solo sull’intuito, ora sulla verità del riscontro.
Il tuo amore è irrazionale, il mio no!
Io trovo Dio, Amore, Civiltà e Cultura nella ragione, Amica mia.
Due strade che camminano parallele fino a quando non c’è ostacolo.
Davanti ad esso si dividono e solo il Tempo è Medico.
 
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 26 marzo 2022
07:32:32

https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10227319733730137 

https://www.facebook.com/michele.cologna/ 

 

martedì 22 marzo 2022

e … sfiori dio

e … sfiori dio
.
.
.
.
.
e come il vero che ti abita
tu sfiori dio
l’albero in fiore e nel vagito
il bimbo nascente
è verità e ascoltando vedi e
ne senti la vita
pianto e nenie
canti
in mormoranti preci di luce
e affievoliti assoli
buio confuso d’una strada
chiusa al vento
libertà ascose al travaglio di
padre
sterile genitura di sgravata
figliolanza
.
.
.
.
michele cologna
san severo domenica 22 marzo 2015
.
.
.
Copyright© 2015 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
.
.
.

 
 
 
 

 

domenica 20 marzo 2022

Che Dio …

Che Dio …
 
Quando non hai armi e la ragione non è ascoltata …
Allora, la Maledizione.
Che Dio fulmini il sanguinario Putin!
Gli uomini lo facciano a pezzettini!
Che Dio maledica il popolo russo e faccia strage di uomini e donne che appoggiano Putin!
Anche di coloro sporchi e indecenti, uomini e donne di altri paesi e città che gli tengono bordone.
I pacifisti pelosi di ogni dove e luogo.
Uomini e donne schifose che vestono di finta pietà il delitto.
Che Dio fulmini chi gira la testa dall’altra parte!
So che la Shoah è Mostruosità unica.
Lo so e ne ho scritto.
Però.
Però rinfacciare a un uomo disperato la similitudine che non sta per storia, ma per senso, è Delitto.
Io amo il Popolo Ebraico, ma non posso tacere l’infamia pilatesca.
Non ancora la Maledizione di tutti i Ponzio Pilato del mondo Biden in testa.
Ma il Popolo Ucraino non può essere dato in Olocausto a una finta Pace.
Quale Pace?
Quella dei Putin?
Degli Erdogan?
Il sanguinario che veste i panni del mediatore dopo avere massacrato uomini e donne a lui contrari?
Dopo avere sterminato il Popolo Curdo?
E la Nato in cui questo sanguinario dimora stabile?
Se domani Putin la Moldavia, la Polonia e ogni altro Paese nelle sue mire imperiali?
Accetteremo per la pace, questa ottusa?
Gli imbecilli di casa che, no!
Gli armamenti no!
Se domani l’Italia?
E se la Nato e l’America come con l’Ucraina?
La guerra deve essere tabù e l’ho sempre predicato e scritto.
Ma fino ad allora?
Fronteggio il mafioso con la parola pace?
No, certamente!
Allora perché il Tiranno?
Ogni Tiranno e Autocrate?
Sveglia, Uomini e Donne di buona volontà!
Basta Bergoglio ad ammonire “fermate la guerra” con la sola voce.
A noi spetta altro.
Distruggere l’invasore e realizzare la vera Pace.
Comprendi Israele?
Biden?
Nato ed Europa?
Italia?
Putin va catturato, processato e dalla civiltà condannato.
La Maledizione è dell’impotenza e state frustrando l’Uomo civile.
L’Uomo democratico.
State dando una mano alla distruzione della civiltà per pavidità e la convenienza.
Che Dio Maledica Putin e tutti i suoi amici passati e presenti.
Futuri.
Pubblicherò con grande rincrescimento questo scritto e non sarò indulgente con gli imbecilli.
È il mio pensiero gonfio di dolore e rancore.
Ne chiedo non il rispetto, il silenzio.
Come il canto della prefica al funerale.
 
Michele Cologna
San Severo, lunedì 21 marzo 2022
07:01:11
 
Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro
(Isaia 5.20)
 
 
 
 

 

venerdì 18 marzo 2022

In omnia secula seculorum

In omnia secula seculorum
.
.
.
.
.
È un senso aggiunto la mia vecchiaia!
Anelavo a un riposo che ora aborrisco.
Detesto come una morte da vivere.
Attivo ne la mente e il cuore.
Il pensiero instancabile e i progetti.
Bambino nell’architettura del tempo.
Un’immortalità di morte consapevole.
Dio e la Sua Lentezza mi pervadono.
Sono il Contadino della civiltà sepolta.
Il Seminatore del Gesto millenario.
Aspetto la mia Signora e l’ultimo bacio.
In piedi e senza paura …
Mi troverà affaccendato e orante.
Eleverò a Lei preghiera d’attesa.
Sono in ritardo.
.
.
Nel nostro involontario viaggio, il Creatore ci ha assegnato un compito e io non l’avevo compreso.
Ho bruciato le tappe e martoriato l’esistenza alla ricerca del “cosa”.
Il quid che non trovavo e le domande al Nulla.
Mio Padre e mia Madre, i miei Figli e i Nipoti.
Il Destino mi privò giovane, molto giovane dell’Esempio e il dio della progressione aveva sostituito il Vero.
Ora so perché i dubbi e le domande approdano in un Senso d’Eterno.
Io emulo del Padre.
L’Amore della Madre e del Figlio e l’Operosità.
L’uomo, il Demiurgo dell’Uomo.
.
.
Lei capirà e aspetterà che chiuda il compito.
Se non potrà, non dispererò.
La Madre mia temeva per il Figlio e io sono stato le sue mani.
I miei figli, le mie e il pensiero.
Il Gesto.
La continuità ne la discontinuità e Dio l’Eterno.
Così ora e sempre nei secoli dei secoli.
.
.
.
©
Michele Cologna
San Severo, venerdì 18 marzo 2016
.
.
.




 

 

domenica 13 marzo 2022

Un pensiero antico

Un pensiero antico
.
.
.
.
.
Al tavolo seduto, il pensiero
e non sono io.
Egli e il Padre al fronte. Lei e
la fame de i figli, bocche cui
no bastavano parole e pianti.
Lacerti d’amara bocca, lai di
Madre.
Operose braccia a edificare il
ritorno. E non fu che il figlio,
l’ultimo e la morte.
E a quello assiso sono loro, un
riscatto amaro.
L’io a comparare inconscio ille
d’ora, sempiterno d’uomo ne
l’azione: armi d’odio, guerre a
dilaniar carni. Vanificar credo,
crocifigger senso. Massacrare.
Distruggere. Cinica pietà, telo
a coprire vergogne.
Spregevole e senza giorni lui si
fa Dio e a sé il calice grondante
sangue solleva.
Olocausto che si fa forza, gloria
e potenza d’unica viltà, l’uomo
deprivato.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, domenica 13 marzo 2022
08:12:14
.
.
.
Copyright© 2022 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
 
 
 

 

mercoledì 9 marzo 2022

… e fa progetti

… e fa progetti
 
 
Oggi ne compie settantaquattro.
Alcuni anni fa, una trentina per l’esattezza, avendo venduto dei vigneti, andava in giro per acquistare nuovi terreni.
È tradizione antica che siano i mediatori ad avere mappa e contezza dei terreni messi in vendita.
Così andava con questo mediatore abbastanza avanti negli anni.
Bonaventura si chiamava.
I terreni erano siti su strada San Severo – San Marco in Lamis e si andava in macchina.
Una decina di chilometri la distanza.
Nel percorso e vicino alla meta, un bel terreno fronte strada, “bello questo!”.
“Non è in vendita”.
“Il padrone deve impiantare il vigneto, ma non è detto che non se lo tolga.”
Giungemmo a destinazione, erano diciotto ettari, fabbricato e terreno diviso in due.
Sulla sinistra “della sorella femmina”, sulla destra “del fratello maschio”.
I mediatori parlano, parlano e uno non li sta più a sentire.
Però ascoltare l’ovvietà, suscitò grande ilarità.
Erano troppi gli ettari e non interessavano, quel terreno fronte strada, quello sì.
Bonaventura, che da quel giorno diventò “la sorella femmina”, rivelò che quello era di sua proprietà e che l’avrebbe venduto in appresso.
Meravigliato, “ma come alla tua età, vuoi ancora impiantare il vigneto?”.
“Sì, una diecina d’anni, fino a quando ce la faccio e poi lo vendo!”.
È folle pensai, aveva qualche anno sopra gli ottanta.
Oggi io compio settantaquattro anni e mi scopro a fare progetti.
Tanti.
Non mi penso folle, però.
Mi vedo nella continuità dei miei figlioli e il tempo non esiste.
Lo noti solo nel riscontro con la “cosa”.
Il gesto, l’azione e l’insufficienza.
Ma in sé la vecchiaia non esiste.
Un soggetto nelle sue piene facoltà d’uomo, impedito nel gesto.
L’azione e solo essa è della vecchiaia il riscontro.
La vita la ignora.
Anche se acciaccata e la mia lo è, non è un problema.
La vita si vive nel vivere e il vivere è una successione.
Il vecchio progetta e il futuro è traslato.
Ecco …
 
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 10 marzo 2022
06:33:27

https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10227233663738441

https://www.facebook.com/michele.cologna 

 

martedì 8 marzo 2022

se fossi …

se fossi …
.
.
.
.
.
se fossi aria da te ora
e sarei respiro
luce e i tuoi aspetterei
al risveglio
 
se fossi tempo ai tuoi
gentili fermerei
sole al tuo chiaro caldo
bagliori darei
 
se fossi vento nei tuoi
ardore placherei
voce al tuo orecchio la
parola diventerei
 
se fossi mano ti rifarei sì
madre la tua
arcobaleno e di tutti loro
colori tuoi ti segnerei
 
poeta e Musa a l’altare ti
officerei
ma tu lì già sei e io flesso
solo il ginocchio
.
.
.
.
michele cologna
san severo mercoledì 9 marzo 2022
07:35:32
.
.
.
Copyright© 2022 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.

https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10227228839697843 

https://www.facebook.com/michele.cologna 

 

lunedì 7 marzo 2022

… e mi chiedevo

… e mi chiedevo
 
L’ora era tarda, ma non riuscivo a prendere sonno.
Quale fosse stato l’ultimo pensiero di mio padre.
Da meno di dieci minuti m’aveva lasciato raccomandandomi, “Fai tutto bene, papà e poi se facciamo in tempo torni a scuola, altrimenti l’anno prossimo”.
Stavo arando con il trattore e non completai un giro.
La figlia del salariato mi correva incontro, “Corri tuo padre sta male”.
Non spensi il trattore scesi e il cuore in gola.
Arrivai e lui giaceva appoggiato al gradino di pietra davanti la casa.
Gli stava vicino il salariato e la moglie, non ce la facevano a spostarlo sul letto.
Non so quale Dio mi diede la forza e riuscimmo a stenderlo, aveva nella mano destra il tubetto delle pillole che doveva prendere a ogni accenno di dolore.
Il secondo infarto lo stroncò.
Con quale pensiero se ne andato il Padre mio?
Tante volte ci ho pensato e questa notte insonne mi ossessionava.
E la mia mammina?
Forse di lei so l’ultimo suo.
A un paio d’ore precedenti l’ultimo respiro, con lucidità drizzò la testa e chiese alla sorella mia Carolina, sua figlia, “Quando mi portate a fare la terapia?”.
Non voleva morire la Mamma mia e non per egoismo, aveva il Figlio da accudire.
Giovanni, che mi aveva raccomandato tante volte e mai mi credette.
L’avrei custodito e curato io.
Ma ero bugiardo.
E mia sorella Carolina?
Sola.
In una terapia intensiva a Brindisi, senza un fiato vicino.
Uno.
Mi dispero.
La lontananza e il da fare, il tempo e il rinvio.
Domani.
Non ci fu e la notizia.
Sola, sola come un cane e non conosco pensiero.
La speranza che non comprendesse è l’unica a lenire la colpa e il dolore.
Mio cognato Mario?
Le mie amate cognate Lina e Soccorsa?
La mia Mammà con l’ultimo suo sguardo a me che avevo tradito la promessa?
Non riuscii a mantenere il patto e la fiducia, “Voglio morire nel mio letto”.
Avevo sopravvalutato le mie capacità, oppure non conoscevo bene la disumanità del sistema ospedaliero?
Ma il dolore di quella promessa mancata mi brucia.
Ferita che non sana.
Lina al mio pianto disperato, “Michele, verrò a stare a San Severo in ogni modo, da viva o da morta”.
Non andò così, perché le volontà dei morti non si rispettano e fui dal marito additato bugiardo.
Mario e il giorno precedente il decesso, mi prese la mano e non ci fu modo di liberarla.
Dovettero intervenire gli infermieri, temevo lo strappo.
Cosa il suo pensiero divorato dall’alzheimer?
Soccorsa, con gli occhi nei miei fissi, “Che pensi, Michele, sto per morire?”.
Piango scrivendo, ma questa notte no!
Ero roccia che pensa.
Qual è stato l’ultimo pensiero della donna che fuggiva dalle bombe di Putin, stroncata insieme a tutta la famiglia?
Quale dell’uno, dell’altro e dell’altro?
Quali?
E noi siamo civili?
Noi che non ci poniamo questi pensieri, ma le opportunità.
Le convenienze?
La paura della guerra totale?
Ma che Uomo è questo nostro?
Papa Francesco ha la preghiera, io no.
Il mio Dio è immanente alla mia ragione e si interroga.
Dispera.
 

Commenti: 0



 

domenica 6 marzo 2022

Se tu …

Se tu …
.
.
.
.
.
Se tu sapessi, comprendessi,
il vivere sarebbe tuo.
Il Tempo che doni.
Furore e rabbia, rivendicazioni
e rinunzie. Lacerazione per lui,
d’alcun senso al fine.
A l’esseno acqua e legge, l’altro
le mani a trovare il necessario.
L’ozio del cielo, la beatitudine
de il frutto. La mano a la Sposa.
Il Figlio, offerta a te, da Lui che,
ne la condizione, ti fa Supremo.
E l’eterno si ripete e alimenta.
Dio è con te e tu in Lui il Senso.
Ma tu non sai …
E non pe’ ignoranza, no!
Convenienza ne l’inganno e sei
servo.
Abiezione dell’Ente e la morte
ti abita e governa.
Sfrido di vita ti conduci e credi
lei in te Potenza, Forza, Gloria.
È solo arida povertà in abito di
gala. Il suo zerbino e nient’altro.
Tu ora carne a la chianga, pendi.
Disossato dell’Entità e sei il tuo
volere, quel dio accecato di sé e
livoroso. Fetido.
Più sai che giammai …
Mai mano potrà la tua sfiorare.
Appesti.
Sei cadavere.
I tuoi occhi più lacrimano e lui, il
Tempo del dono non è più tuo.
L’Assoluto di un giorno con Dio ti
sfugge, acqua che non stringi.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, lunedì 7 marzo 2022
07:02:48
.
.
.
Copyright© 2022 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
.
.
.
 
 
 

 

Riflesso

Riflesso
.
.
.
.
.
Riflesso!
Luce affascinante di un inganno.
Concetto di una verità bugiarda.
Regale diamante di beata visione.
Fugace cosa.
Prezioso, d’ogni tempo effimero.
A te curioso,
egli approcciava i passi suoi, e
avvicinando lo sguardo,
cadeva ginocchioni
percosso dal riverbero del Mistero.
E con le mani a preghiera tese,
tendeva a l’antica supplica.
.
.
.
.
Michele Cologna
San Severo, venerdì 6 marzo 2015
.
.
.
Copyright© 2015 Michele Cologna
tutti i diritti riservati.
.
.
.