abluzione
agguantava lo sguardo
del piacere le forme e
cercava nel lavacro la mano
al tatto conforto bramato
la lingua di parola muta
nel buio - caverna abisso -
saettava impure voluttà
occhi un tempo d’amore
emaciati spiavano movenze
e lui bloccando nel riserbo
il rito spaventava il sonno
michele
(inedita - san severo 20/01/2011 16.50.15)
giovedì 20 gennaio 2011
sabato 15 gennaio 2011
la bella e la bestia
la bella e la bestia
e la bestia mutava nelle sembianze
non denti e forza la caratterizzava
ma viso e occhi ammalianti dolcezza
e forme di donna morigerata fluida
ostentava
nella sensualità affacciata languida
sotto pulite vesti e di mamma lisa
e attenta amante a consueti classici
consumava l’uso
affettato amore espanso irraggiava
e con calore glaciale di fonte odiante
ricopriva violenza
e gestante feconda nelle viscere secche
nutriva veleni
e petto di rifatta carne allattante miasmi
porgeva al feto
bella ora fagocitava belluini trascorsi
e fattezze…
l’immemore circuiva incantando
michele
(inedita, san severo 14/01/2011 9.01.38)
e la bestia mutava nelle sembianze
non denti e forza la caratterizzava
ma viso e occhi ammalianti dolcezza
e forme di donna morigerata fluida
ostentava
nella sensualità affacciata languida
sotto pulite vesti e di mamma lisa
e attenta amante a consueti classici
consumava l’uso
affettato amore espanso irraggiava
e con calore glaciale di fonte odiante
ricopriva violenza
e gestante feconda nelle viscere secche
nutriva veleni
e petto di rifatta carne allattante miasmi
porgeva al feto
bella ora fagocitava belluini trascorsi
e fattezze…
l’immemore circuiva incantando
michele
(inedita, san severo 14/01/2011 9.01.38)
sabato 8 gennaio 2011
lacrime
lacrime
aspergono lacrime il tempo
mentre amore sdrucciola su
passi attardati e aggrappa a
dita rigide di speranza la tela
che al destino tesse il telaio
e
giardini pensili intrecciano
fili che d’anni e lai il pesco
fioriscono e vestono di trine
la chioma alla porta del dio
che ritira assente lo sguardo
michele
(san severo 08/01/2011 10.50.46)
aspergono lacrime il tempo
mentre amore sdrucciola su
passi attardati e aggrappa a
dita rigide di speranza la tela
che al destino tesse il telaio
e
giardini pensili intrecciano
fili che d’anni e lai il pesco
fioriscono e vestono di trine
la chioma alla porta del dio
che ritira assente lo sguardo
michele
(san severo 08/01/2011 10.50.46)
giovedì 6 gennaio 2011
Homo homini lupus
Homo homini lupus.
Cosa impedisce che questa condizione verità trovi in ogni occasione, circostanza, momento, pratica applicazione?
Perché non ci si scanna pur essendo a volte molto prossimi a farlo?
Cosa trattiene dal compiere il gesto, mettere in atto l’azione che decreta l’affermato?
L’appartenenza!
Se consideriamo bene il concetto, ne teniamo presente il significato profondo, riscontriamo come il cemento delle relazioni sia l’appartenenza e non l’altro, l’amore che pur superandola per intensità di sentimento non salda i rapporti come questa.
Padre e figlio che si sono amati e a tappe hanno raggiunto l’odio, vengono trattenuti dal praticare la soluzione finale dello scontro dal vincolo dell’appartenenza che nonostante tutto regge al di là dello stesso amore da tempo cessato.
Questo è vero per i fratelli, per l’amicizia e la stessa coppia.
Si può passare dall’amore al detestarsi, all’odio, ma se non cessa l’appartenenza il dolore non si placa.
Solo la cessazione di questo cemento che molto spesso ci neghiamo nei rapporti affettivi, fa venire meno la sofferenza.
Ciò è vero anche nel concetto più esteso di cittadini di uno stesso Paese e di uomini in generale.
Questo cemento che mai nessuna idea, religione aveva esteso all’umanità, si insinua e diventa realtà con la Modernità attraverso il Diritto.
Questi radicava a leggi universali l’appartenenza.
Al Diritto Positivo e ai Diritti dell’Uomo.
Poiché non debbo fare la storia la sintesi rende bene l’idea.
Ora cosa accade che il diritto, pur restando sulla carta, viene disatteso, raggirato, stracciato, vilipeso nei rapporti tutti: internazionali, nazionali, tra genti e uomini.
Se siamo attenti, notiamo come ci si divide per religione, fede, territorio, razze, etnie, municipi e via discorrendo.
Non solo tra genti e popoli, ma in uno stesso Paese s’inventano etnie e cretinate atte a porre in crisi il diritto facendo leva su spiriti premoderni.
Paesi già catturati dalla nuova barbarie praticano l’assassinio e la guerra per bande e nessuna forza ormai è capace di fermarla.
Sta accadendo tra Stati e in essi in maniera latente.
Tempo!
L’Italia che precorre da sempre in negativo con il tempo le tappe è a buon punto.
Il Diritto in questo Paese è stato fagocitato da un potere – nel potere è contemplato sia chi governa, sia coloro che s’oppongono, non si faccia confusione – paramafioso elevatosi a casta, occupando ogni spazio di civiltà, della modernità.
Dall’infima periferia, al cuore del governo del Paese una casta ha trasformato il potere in dominio e ha cancellato le regole e per farlo ha praticato e pratica la separazione seminando odio e privilegi.
Ha rotto e continua nella demolizione del diritto e con esso dell’appartenenza, senza rendersi conto che il cemento di questa protegge anche lei.
Quando il diritto cede il passo alla forza del clan, ogni ordine si sente legittimato a praticarla.
Le prime manifestazioni ci sono.
Fino a quando le forze dell’ordine fuori dalla casta ubbidiranno?
Faremo entrare nella casta anche loro?
E poi, chi?
L’appartenenza che nelle società moderne, si esplica attraverso il diritto è il cemento della civiltà.
Ricordatelo Pezzenti che dominate questo disgraziato Paese!
Dopo il diritto, c’è solo la guerra per bande, e poi l’uomo contro l’uomo.
È questo accadrà senza alcuna sofferenza, perché l’appartenenza è cessata!
Siamo nelle prossimità!
Homo homini lupus.
Michele Cologna (San Severo 06/01/2011 12.11.20)
Cosa impedisce che questa condizione verità trovi in ogni occasione, circostanza, momento, pratica applicazione?
Perché non ci si scanna pur essendo a volte molto prossimi a farlo?
Cosa trattiene dal compiere il gesto, mettere in atto l’azione che decreta l’affermato?
L’appartenenza!
Se consideriamo bene il concetto, ne teniamo presente il significato profondo, riscontriamo come il cemento delle relazioni sia l’appartenenza e non l’altro, l’amore che pur superandola per intensità di sentimento non salda i rapporti come questa.
Padre e figlio che si sono amati e a tappe hanno raggiunto l’odio, vengono trattenuti dal praticare la soluzione finale dello scontro dal vincolo dell’appartenenza che nonostante tutto regge al di là dello stesso amore da tempo cessato.
Questo è vero per i fratelli, per l’amicizia e la stessa coppia.
Si può passare dall’amore al detestarsi, all’odio, ma se non cessa l’appartenenza il dolore non si placa.
Solo la cessazione di questo cemento che molto spesso ci neghiamo nei rapporti affettivi, fa venire meno la sofferenza.
Ciò è vero anche nel concetto più esteso di cittadini di uno stesso Paese e di uomini in generale.
Questo cemento che mai nessuna idea, religione aveva esteso all’umanità, si insinua e diventa realtà con la Modernità attraverso il Diritto.
Questi radicava a leggi universali l’appartenenza.
Al Diritto Positivo e ai Diritti dell’Uomo.
Poiché non debbo fare la storia la sintesi rende bene l’idea.
Ora cosa accade che il diritto, pur restando sulla carta, viene disatteso, raggirato, stracciato, vilipeso nei rapporti tutti: internazionali, nazionali, tra genti e uomini.
Se siamo attenti, notiamo come ci si divide per religione, fede, territorio, razze, etnie, municipi e via discorrendo.
Non solo tra genti e popoli, ma in uno stesso Paese s’inventano etnie e cretinate atte a porre in crisi il diritto facendo leva su spiriti premoderni.
Paesi già catturati dalla nuova barbarie praticano l’assassinio e la guerra per bande e nessuna forza ormai è capace di fermarla.
Sta accadendo tra Stati e in essi in maniera latente.
Tempo!
L’Italia che precorre da sempre in negativo con il tempo le tappe è a buon punto.
Il Diritto in questo Paese è stato fagocitato da un potere – nel potere è contemplato sia chi governa, sia coloro che s’oppongono, non si faccia confusione – paramafioso elevatosi a casta, occupando ogni spazio di civiltà, della modernità.
Dall’infima periferia, al cuore del governo del Paese una casta ha trasformato il potere in dominio e ha cancellato le regole e per farlo ha praticato e pratica la separazione seminando odio e privilegi.
Ha rotto e continua nella demolizione del diritto e con esso dell’appartenenza, senza rendersi conto che il cemento di questa protegge anche lei.
Quando il diritto cede il passo alla forza del clan, ogni ordine si sente legittimato a praticarla.
Le prime manifestazioni ci sono.
Fino a quando le forze dell’ordine fuori dalla casta ubbidiranno?
Faremo entrare nella casta anche loro?
E poi, chi?
L’appartenenza che nelle società moderne, si esplica attraverso il diritto è il cemento della civiltà.
Ricordatelo Pezzenti che dominate questo disgraziato Paese!
Dopo il diritto, c’è solo la guerra per bande, e poi l’uomo contro l’uomo.
È questo accadrà senza alcuna sofferenza, perché l’appartenenza è cessata!
Siamo nelle prossimità!
Homo homini lupus.
Michele Cologna (San Severo 06/01/2011 12.11.20)
lunedì 3 gennaio 2011
mano…
mano…
ora discinta lì giaceva e del corpo
il talamo appena disfatto portava
dei profumi la mano che il campo
eliso giuliva e ansante poi leggera
ancora percorreva
scorreva l’altra del lino i colori e
del sogno carezzava le pieghe…
era al tatto l’assenza presente e il
vero del calore respirava il fiore
nettare suggeva l’amato e nutriva
di lei la sete e inebriava del riposo
la mente
michele
(san severo 03/01/2011 13.33.43)
ora discinta lì giaceva e del corpo
il talamo appena disfatto portava
dei profumi la mano che il campo
eliso giuliva e ansante poi leggera
ancora percorreva
scorreva l’altra del lino i colori e
del sogno carezzava le pieghe…
era al tatto l’assenza presente e il
vero del calore respirava il fiore
nettare suggeva l’amato e nutriva
di lei la sete e inebriava del riposo
la mente
michele
(san severo 03/01/2011 13.33.43)
sabato 1 gennaio 2011
affaccia il sole
affaccia il sole al silenzio la luce
e taglia le brume…
basse rendono alle cime la quiete
che ora svetta e osserva
è armonia
riposa egli l’insensato dopo il fragore
mentre un uomo solo di follia scampato
impronta il passo a la pace e le rende -
adducendole senso - alla madre il figlio
è sospensione
sveglierà a momenti il dolore il grumo
canceroso e tesa all’avvento del saggio
ella ancora generosa piega - nell’attesa
dell’espulsione - preparandosi la stizza
è nemesi
michele
(san severo 01/01/2011 9.53.58)
e taglia le brume…
basse rendono alle cime la quiete
che ora svetta e osserva
è armonia
riposa egli l’insensato dopo il fragore
mentre un uomo solo di follia scampato
impronta il passo a la pace e le rende -
adducendole senso - alla madre il figlio
è sospensione
sveglierà a momenti il dolore il grumo
canceroso e tesa all’avvento del saggio
ella ancora generosa piega - nell’attesa
dell’espulsione - preparandosi la stizza
è nemesi
michele
(san severo 01/01/2011 9.53.58)
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