mercoledì 7 giugno 2023

e ti cerca

e ti cerca
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non è dare o avere
è dimensione
ascosa
al dito no se non pe’
puntamento a il no
finito
 
luce di non certo
contatto che alcuno
portò mai a dimora
se non il Figlio a ca’
paterna e lì Ella in
viva attesa
 
e
 
siede a la sosta no
ignara de la stessa
d’anni e vita panno
inconsutile pe’ Sua
Voce diapason a la
oscillazione
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michele cologna
san severo mercoledì 7 giugno 2023
10:25:06
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Copyright© 2023 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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N. B.
Ieri, per il tramite del dot Maurizio Braccio, cardiochirurgo per Braccio e volontà di Dio, sono tornato di nuovo a casa.
E la casa non è un luogo.
Un regno e qui, in mattinata la necessità.
Come un appuntamento con Dio.
E io ora Padre, non sarei se non fossi stato Figlio.
Mia Madre avrebbe rinnegato il nome suo di Maria, se non mi avesse partorito.
La mia fede è trascendenza terrena e mi dà certezze.
Sulla Famiglia, il compito e le volontà che risiedono le possibilità
Segnata al giorno questa mia che dedico al dot Maurizio Braccio e tutta l’equipe che lo accompagna, famiglia meravigliosa.
Alle infermiere e tutto il personale che mi hanno curato, accudito, aiutato con moralità e passione umana.
A mia moglie Tonia, che ho avuto ancora il privilegio questa mattina di stringere la mano.
Alle mie Figliole, Stefania, Barbara e Pamela, frutti divino del mio passaggio.
Alle amicizie e ai lettori, tutte le anime belle che mi sono state vicine sui social.
Grazie.

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mercoledì 17 maggio 2023

I giorni che sconvolsero il mondo, il mio

I giorni che sconvolsero il mondo, il mio
 
Solo un servizio che non portai a termine.
Ero in ritardo e ho camminato a passo svelto.
Oh Dio, muoio per strada!
Non la morte, ma il morire per strada.
Nemmeno la dignità della mia casa, il mio letto.
Riuscii a raggiungere la macchina e l’ospedale.
il nosocomio di San Severo giustifica la sua presenza sul territorio dagli stipendi che offre ai suoi lavoranti.
Poi il niente.
Una donna medico, che si offende perché la titolo “Signora” e non dottoressa, le chiedo scusa e come Pilato, mi consegna al cardiologo.
È urgente, necessita una coronarica e “sarei morto se …”.
Ma il diavolo ci mette sempre la coda e la “Chirurgia d’urgenza a San Giovanni Rotondo”.
Fuori da ogni nozione di spazio-tempo, da me monade.
Omeomeria più e parte di niente.
Invece?
Le vie del Signore sono infinite e i Santi trovano sempre la strada.
La confutazione è la mia e le scienze empiriche tali restano.
Niente mi lega a sé in maniera sensitiva e forte.
Indelebile?
Solo il dubbio che del pensiero nutre.
Però.
Che struttura e che uomini e donne, medici a fare onore al “mestiere”.
L’uomo ne è parte, anche se della catena di montaggio il fine.
Apprendo chi sarà il mio deus ex machina e con “Google” a portata di telefonino leggo.
Dot Maurizio Braccio e leggete, leggete.
Lo conosco ed è rivelazione.
Tenete presente una macchina che produce energia?
Io no!
Ma sono contadino della parola e così lo vedo. Percepisco.
Con un po' d’insolente confidenza gli chiedo anche quale Dio gli dia tanta vitale energia.
La risposta è ovvia, “di Dio ce n’è uno solo!”.
Il filosofo non ha mai preso posizione perché essa è sempre un “Nulla” che si fa centro.
Però il gesuita Bergoglio, che è Uomo prima che Vicario di Cristo, ci svela un qualcosa di nuovo.
“Dio è unico!”
Da quando si aspettava un’affermazione così imperativa e vera.
Certo l’Uomo non può trarre conclusioni, ma io sì.
Sono libero e non ho vincoli se non con la mia cangiante e incerta miseria.
E affermo che se Dio è Unico, Dio non può che essere energia.
Come si uniscono a volta le cose, pur senza una specifica nostra volontà.
Mi trovavo nella Casa di Padre Pio e capivo nettamente l’energia del Luogo.
Il Fondatore, poi Santo e un Cardiochirurgo con l’energia di Dio.
Sono fuori e forse anche salvo.
Abbiamo una sola possibilità per mostrare l’uomo, l’impegno.
Nei giorni di terapia intensiva, pregavo Dio di fami morire.
Non resistevo e invece, ce l’ho fatta.
Il mio forte ringraziamento al Dot Maurizio Braccio, fenomeno di Dio, ma anche a tutta l’equipe medica e non.
Quando l’uomo ci si mette, sa fare anche cose meravigliose.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 18 maggio 2023
07:10:00

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lunedì 1 maggio 2023

canto

canto
 
sia canto questa
e tocchi Te
oh Dio de il Cielo e Signore
lacrime più gorgoglia la fonte
e
arida d’ogni speranza
declina ai giorni già pochi
prosciugando lai
e passi
camminando di figli e figlie
il silenzio
come respiro in attesa
di Te essi lacerano l’aria
quasi
secca preghiera d’afona voce
a tendere la mano
pietosa d’immeritato ascolto
michele cologna
san severo sabato 2 maggio 2015
 

 

sabato 29 aprile 2023

Domani, Primo Maggio

Domani, Primo Maggio
 
Piove e sto qui a leggere e mi perdo nella mia malattia di sempre, il pensare.
Se non piovesse, sarei a lavorare nonostante i settantacinque anni suonati.
Domani è il Primo Maggio.
La Festa del Lavoro, dei Lavoratori.
Non ho mai goduto dell’appellativo di lavoratore nel senso classico.
I miei e ne ho fatto di tutto, sono stati sempre momentanei e provvisori.
Mi sono chiesto tante volte perché ed ancora e risposte plurime, mai una a compensarle.
Ricorro alla simulazione.
Sono mio nipote Riccardo.
È abuso senz’altro, la mia è mente e visione di chi sta alla fine.
Il vecchio che si pensa giovane cosa farebbe?
E posso risposta solo per negazione.
I miei errori.
Ho studiato per capire e la cosa che maggiormente mi affascinava ed ancora, come il pensiero si sia articolato nei secoli.
L’Uomo, l’uomo, l’uomo …
Ho raccolto miserie e anche nelle grandezze.
Perché queste non sono dell’uomo, ma dell’azione.
Come il gesto, la storia.
E così l’errore che si fa storia dell’errante.
Allora?
Se fossi mio nipote, farei studi finalizzati alla tecnica e se capita e sei fortunato, alla scienza.
Sì, si sono invertiti valori e finalità!
La tecnica paga, la scienza è sopportata o negata.
Il lavoro libero e fai tu il “prezzo”.
Politica e sindacati sovrastrutture.
Il superfluo che si fa essenziale per deficit cognitivo.
Mi dispiace affermarlo, ma non è affermazione dal senno fuggita.
Ho piena consapevolezza dell’uso e abuso.
Il gioco e potremmo proprio il giogo.
Ho respirato la libertà, ma malamente per aspecificità.
Ecco, Riccardo, la specializzazione seria, estrema che non si può improvvisare ed essere sottoposta a politica e sindacato.
A contrattazione, perché sei tu le tre cose insieme.
Io mi sono inventato sempre, ma sul conosciuto.
Tu puoi e devi sulla specificità che toglie potere al potere.
Né politica, né sindacato.
Ecco, io non potrei mai, Riccardo e sai perché?
Il pensiero mi ha travagliato.
Sì, impara!
Esso è il mantello che si toglie dalle proprie spalle e si porge al bisognoso.
E a volte si resta al freddo.
Scegli.
La simulazione finisce e mi dà angoscia e rattrista, Riccardo.
Perché il lavoro mai dovrebbe escludere l’uomo.
Come la politica e il sindacato.
Quest’ultimo, quando io mi spendevo per i diritti dei lavoratori, mi ha redarguito con l’affermazione, attenzione Riccardo, “La difesa dei diritti dei lavoratori, avrebbe inibito la operosità sindacale sul territorio”.
Difficile da comprendere, ma te la spiego.
Se io difendo quel poveraccio e lo faccio diventare padrone del proprio diritto, tolgo dal territorio autorità al sindacato.
Come la politica.
Che aberrazione, Nipote mio!
Però io posso fare questo ragionamento perché ho avuto la sciagura e il pregio di conoscere l’uomo e il suo pensiero.
Sì, mi sono incartato e che ti dico?!
Studia, studia, studia …
Divora ogni sapere e tecnica, scienza e liberi te e gli altri.
Scusami se ho abusato del tuo nome, Riccardo, per affermare il mio pensiero.
Misero e grande in contemporanea.
Perché questo è l’uomo misero sempre e qualche volta anche grande.
Buon Primo Maggio a tutti. Tutti.
 
Michele Cologna
San Severo, domenica 30 aprile 2023
08:06:36

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Il Sole piange…

Il Sole piange… 
 
In un paese del nord, ci sono due casette dove vivono due uccellini.
Uno è completamente immobile nel suo lettino: apre l’ala sinistra come in cerca di un dialogo e modulando dei cinguettii guarda fuori dalla porta dove passa il fiume dell’umanità.
Nell’altra, l’uccellino continua a chiedersi: perché il fiume, che scorre accanto alla mia casa pieno di rami spezzati, non torna indietro verso la sorgente? Perché tanta sofferenza? Perché tanto dolore…
All’improvviso il sole illumina le due casette con tanta energia che il primo uccellino comincia a modulare suoni così vibranti che raggiungono il sole che sta piangendo e le lacrime che scendono sulla terra sono come i gigli del campo. Chi sono questi fiori? I gigli del campo sono la purezza di bambini mai nati.
Poco dopo …
Un giovane porta nelle due casette due ramoscelli d’ulivo e prima di andarsene dice: “Ho visto nei vostri volti il dolore nella conoscenza, il dolore della pazienza con la virtù di due bambini che camminano sull’erba bagnata e vedendo una farfalla che danza sopra i gigli del campo, gridano entusiasti: “cerchiamo di capire perché Dostoevskij ha scritto, che la bellezza salverà il mondo …”
E il sole, vedendo tanta gioia attraverso il dolore, smise di piangere mandando due gocce negli occhi di Cristina e Marilena con dentro il sorriso di Dio. 
 
(Alceo Pegoraro)
dedicata a Cristina e Marilena 
 
* * *
Sono commosso e più ragioni!
Quella che mi fa dolere il cuore è un perché così banale che non ci crea più afflizioni.
È cieco e liquidiamo la cosa.
Ma i problemi di quella persona, la quale ha una vita con le stesse nostre esigenze e non può farvi fronte?
Alceo è costretto a chiedere a qualcuno e ringraziare per la cosa che noi facciamo con l’abitudine e senza dare alcuna importanza, eseguiamo i nostri voleri.
Ebbene, mi fa male!
Quale e perché questo mio privilegio nei suoi confronti?
Sì, mi dà le lacrime.
Oggi avrebbe fatto gli anni la mia cognata Lina.
Sorella maggiore di Tonia.
Avrebbe compiuto ottantatré anni, ma si è fermata molti anni fa.
A sessantacinque e sono diciotto anni.
Malata e Tonia si era recata a Sesto San Giovanni, io non potevo stavo costruendo.
Disperato la chiamai e la sua serenità: “Michele ci vedremo a San Severo”.
Restai muto, sapevo che era agli sgoccioli.
Capì e, “Michele, voglio tornare nella Terra dove sono nata.” “Ci vedremo a San Severo.”
Le lacrime che scendono sono copiose come allora.
Fui apostrofato bugiardo quando chiesi a marito e figli.
Povera Lina, cognata amata.
Sarebbero stati oggi ottantatré e invece, sono diciotto della tua esistenza in morte.
Vale, Lina amata.
Altra ragione, Cristina e la sua voce di Angelo.
Quanta affettuosità, pur non essendoci mai visti …
Così gioiosa alle nostre e mi stupivi ogni volta, Cristina.
Le mie poesie sono ostiche alla comprensione e alla parola, ma tu le declinavi con arte consumata.
Arte grande del tuo cuore grande. Un Angelo.
Alceo mi dice di te e io soffro.
Doppia sofferenza, la sua e la tua.
E in questa a te dedicata da Alceo, la sofferenza della quale mai avete fatto parola, i figli.
Si sente il dolore e non necessita la parola a conferma.
Il mio abbraccio più sentito e l’amore mio per te, Cristina e per Alceo.
Con amore e riconoscenza infinite, grazie.
 

 

lunedì 24 aprile 2023

Viva il 25 Aprile, festa della Resistenza al fascismo

Viva il 25 Aprile, festa della Resistenza al fascismo
 
A tutte le mie amicizie, buon 25 Aprile.
È giornata che va celebrata e in particolare ora che l’Italia è in pericolo di fascismo di ritorno.
Abbiamo un governo fascista.
Componenti squallidi che non riescono a pronunciare il termine “Antifascismo”.
Molti lo fanno per disegno politico, non vogliono perdere l’elettorato che li ha portati al governo.
Tanti e sono la maggioranza, perché sono fascisti per insufficienza e ignoranza.
Il fascista è uomo dimezzato, gli manca la parte alta dell’uomo.
In lui sta la bestia non domata.
La ferocia.
Non è un caso quella esternata dalla “io sono Giorgia” che si fa con il suo corpo programma di governo.
La Bestia feroce in cerca di rivincita sull’altro perché è insufficiente a sé.
Non è bastevole per ignoranza e presunzione e per timore dell’altro la sua soppressione.
I morti di Cutro sono il trionfo della Bestia.
L’incapacità di considerare l’altro come sé, è l’assenza di libertà che li divora e li rende alla bestia.
Il bambino non va educato con il convincimento, la pedagogia, la paideia, ma umiliato.
Il Ministro dell’istruzione e del merito, Valditara.
La Donna deve figliare, quello è il suo ruolo.
Non ha libertà di scelta, deve!
Il corpo non le appartiene, no!
È nella disponibilità della legge, della forza del feroce potere.
Questo vuole la feroce governante borgatara, ma non per sé.
lei può avere la figlia senza matrimonio, ma non una donna che ha il coraggio della propria personalità e si dichiara gender.
La Fascista e i suoi Fascisti al governo del Paese, discriminano i figli di coloro che sono nati e vivono in famiglie non in linea con il loro brutale pensiero e ne vietano la registrazione all’anagrafe.
Il fascista è contro il Diritto e ne stiamo avendo prova ogni giorno dal governo della feroce borgatara.
Ecco, al di là del significato strettamente storico, questo 25 Aprile dell’anno 2023, prende il senso della Resistenza che deve portare alla libertà per troppi cittadini ignorata.
Avevamo il bene prezioso della libertà e l’abbiamo messo nelle mani di fascisti negazionisti e illiberali.
Uomini e donne che negano il valore d’Essa e del Diritto.
Il giovane che fui, acquisito il valore della libertà e dell’antifascismo, pensò e immaginò sempre i fascisti come ratti di fogna.
Abitanti le fogne della libertà e per tale ragione lo schifo.
La repellenza che provo ancora anche nella voce della feroce Borgatara.
Volgare.
Pesante.
Fetida per ignoranza.
Chi pensa di non avere bisogno di patente di democrazia, come la Borgatara oggi dichiara, pone il sé al di sopra del giudizio dell’altro.
Ecco la dichiarazione di qualità fascista.
Buon 25 Aprile a tutti, amicizie e conoscenze, lettori.
Che sia giornata di consapevolezza e resistenza al fascismo del governo di questo disgraziato Paese che le sta passando di tutti i colori.
Perché oltre al fascismo del governo palese, lampante, ce ne sono in bocciolo molti altri.
E fare la domanda a quel Conte banderuola di ogni vento, non è cattivo pensiero.
 
Michele Cologna
San Severo, martedì 25 aprile 2023
06:44:14

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domenica 23 aprile 2023

e siede

e siede
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su di sé accasciato
il vecchio e il peso
a schiacciare l’anni
suoi avviliti di vita
 
or sì priva di forza
autorità decaduta
e siede l’incipiente
dì nascente a farsi
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michele cologna
san severo lunedì 24 aprile 2023
06:43:41
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diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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