sabato 14 novembre 2020

Il vile



Il vile
 




Come rabbia antica viversi.

Dileggiarsi imbelle.

E ne le piaghe purulenti offendersi.

Affondarvi le mani e strapparsi il giogo.

E agli altari elevare sacre le offese.

Celebrarsi e ne la pena umiliarsi.

Esplodere.

Disintegrarsi.

Poi, pietoso come un dio pavido,

ne il sangue convogliare il disprezzo.

E al Dio de i giusti, ora mondato,

trofeo senza gloria sollevarlo.
 
 


Michele Cologna

San Severo, venerdì 14 novembre 2014

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Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone

Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone
Mt 25, 14 – 30
 
L’iniziativa!
Dell’uomo questa è il motore e chi si perde per mancanza d’essa, manca l’uomo.
Anche Dio che dell’uomo è la sublimazione massima.
Sì, è verità incontrovertibile che Dio faccia bene!
E Dio non è dogma, non è comando, non è potere, è cultura.
Dio è l’uomo operoso e saggio al servizio dell’Uomo nella propria Umanità.
L’Ente che realizza il sé nella propria Entità.
Abbiamo davanti a noi la storia e non voglio mancare di farvela osservare.
I due uomini che incarnano il massimo del potere nel mondo attuale: Trump, Biden.
Che abisso separa i due uomini!
Nello stesso ruolo e questo ci dice quanto serva la cultura e il timor dei.
Uno scervellato che ha portato il mondo e il suo Paese al disastro e l’altro che succedendogli, dovrà porre riparo.
I presupposti ci sono tutti, e io non sono analista economico e politico che si perde dietro le minuzie che non intaccano l’essenza.
Sono un umanista che “studia” l’Uomo.
Non per ideologia e dogma, quindi e badate bene, per Cultura.
Biden è la cultura millenaria e non dogmatica e ideologica che tiene in essa la qualità uomo e la speranza nei secoli.
È talento dato da Dio?
È la cultura dell’uomo nei secoli dei secoli che ha creato Dio.
Trump è il prodotto ideologico dell’uomo che si fa dio.
Quindi se l’uno è cultura che ha creato Dio e l’altro è ideologia che si fa dio, qual è la differenza?
La differenza sostanziale sta nel Dio della Storia e il Dio delle ideologie.
Un esempio più esplicito, Papa Bergoglio e l’Uomo Bergoglio.
La Chiesa e nella funzione di Vicario non sfonda in simpatia e seguito, ma come Uomo, è quello più stimato e seguito al Mondo.
Ecco nello stesso uomo la differenza dommatica e ideologica e prammatica e storica.
L’uomo ideologico fa disastri e nessuno si è salvato.
Nessuno!
Anche la ragione che, come i dogma sia laici che di fede, ha generato stermini.
Significa che l’Uomo deve conoscere e padroneggiare la Cultura che la storia dell’uomo ha prodotto e in essa l’iniziativa.
Non deve farsi catturare dalla propria ideologia e spanderla messaggio e governo.
Biden che porta Dio per cultura nel cuore e governa Uomo.
Trump che è dio di sé e si fa Governo.
Se la Chiesa fosse l’Uomo Bergoglio?
È l’Uomo e non l’uomo ideologico che onora e rispetta Dio e l’Altro.
Non ammazza Abele perché è lui Abele.
A conclusione dello scritto voglio riportarvi questo passo stupendo preso dal “Libro dei Proverbi”: “La donna perfetta lavora volentieri con le sue mani”.
 
Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani
e le sue opere la lodino alle porte della città.
 
La chiusa di questo scritto è Parola di Dio.
Ma non è lo stesso Dio che fa della donna un essere inferiore?
La chiesa che la vede peccato e opera ogni separatezza?
Possiamo concludere che il Dio della Storia e cioè della Cultura, è necessaria formazione dell’Uomo.
Mentre il dio dell’ideologia, qualunque essa sia, è il disastro dell’uomo.
Lo capirà mai l’Uomo?
 
Michele Cologna
San Severo, sabato 14 novembre 2020
09:05:39

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giovedì 12 novembre 2020

refolo

refolo
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refolo
di una sera di tarda estate
e …
di lei i gesti
ricordano l'eterno.
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mc
12/11/2014

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Luna e Sole …

Luna e Sole …
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Leggo e m’invade una tristezza che man mano a seguito del pensiero che lavora, cresce.
M’inquieta.
Si trasforma in insopportabile inquietudine.
La frase, “Maria è come la Luna che non splende di luce propria ma riflette la luce del Sole che è Gesù Cristo”.
Maria è la Madonna.
E penso …
Maria è tutte le mamme, mia madre anche di nome.
Se pensassi per un attimo io di dare luce a mia madre, fossi anche il Cristo in Terra, non me lo perdonerei mai.
Mi dà allo stomaco l’affermazione e se qualcuno lo dicesse a me di mia madre, l’inviterei a togliersi dal mio cammino e lo considererei uomo dimezzato.
Maschilista senza speranza che non rispetta la mamma.
Uomo perso per sé e la civiltà, la società nella quale vive.
È uomo qualunque, cioè, quello della strada costui?
No!
E docente di religione.
Uno che deve informare e formare giovani alla vita.
Non sono un teologo e nemmeno credente, ho poca conoscenza, potrei dire nessuna, della catechesi.
Può darsi che quel signore abbia scritto, parli nella sua funzione di docente, nella verità della sua dottrina e non porti pena.
A me dà inquietudine.
Infinita tristezza.
Dolore.
Ho sentito, sento quello di mia madre.
Di tutte le mamme che debbono accucciarsi ai piedi del figlio per splendere di luce riflessa.
E le figlie?
Non voglio usare termini altri, ma l’inquietudine, avendo letto la frase ieri sera, mi ha tolto il sonno.
Se la fede dovesse spingermi ad affermazioni simili, non sarei mai fedele.
Mai credente, mai cristiano, mai cattolico.
Sento tristezza anche per questo mio scritto.
Ancora alla differenza antropologica di genere?
E non riesco a convincermi che sia affermazione dal senno fuggita, o ripetizione dottrinale.
La Chiesa è questa?
È questa la verità del Figlio?
Su questa palese discriminazione di genere si regge Dio?
Non ho fede e non attribuitemi fede.
Sono solo un misero uomo alla ricerca e nella ricerca incontro il quid del sacro.
Quel Sacro che nel tormento mi fa vedere Dio in infinite ipotesi e tutte vere e tutte confutabili.
Povero Nazareno, tu che hai camminato la terra nel nome dell’Amore, e ogni giorno e in ogni parola vieni ripetutamente crocefisso.
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©
Michele Cologna
San Severo, sabato 12 novembre 2016
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martedì 10 novembre 2020

La Sinistra e la spoliazione

La Sinistra e la spoliazione
 
Questo scritto è grido al vento e non troverà ascolto.
È un dato!
Sono vecchio ormai e non ho speranza che la “sinistra delle idee” possa recepirlo.
Vado predicando da sempre che la prigionia è prigionia da qualsiasi parte arrivi.
Non è che la carcerazione imposta dalla destra faccia meno male di quella imposta dalla sinistra.
Ma la sinistra ha la percezione che le sue azioni sono per il bene, quelle della destra sono sempre il male.
Il manicheismo della sinistra che non scopro io.
E si insiste.
La vita di un uomo può diventare insopportabile per le troppe regole.
Ci si ammala.
Vi è mai capitato di pensare che la vita possa diventare insopportabile per il troppo amore?
Prendete un genitore morboso e ascoltate il figlio.
Il vizio della sinistra ritenere non maggiorenne l’uomo.
Va guidato, controllato, redarguito, ammonito.
Messo sotto tutela, insomma.
Noi in Italia siamo al vertice dell’aberrazione.
L’Italia, meglio il cittadino italiano è soffocato da regole e ogni sorta di vincolo che costringono alla illegalità e sfuggire alle leggi per vivere.
Tutto, tutto è regolamentato e anche una minzione improvvisa e ne devi dare conto.
Una burocrazia asfissiante, una giustizia alla Orwell e sei finito.
Quella minzione ti ha sfregiato il vivere.
Niente si può fare e pensare, c’è mamma legge che ti obbliga alla sua mano.
Una marea di cavilli attivati da una burocrazia cavillosa messa a guardia da uomini di sinistra al governo.
Il risultato che si deve sfuggire al cavillo e al controllo e operare sotto traccia.
L’illegalità diffusa è la salvezza.
Nella illegalità sono meglio attrezzati chi la pratica per mestiere e professione.
La delinquenza e le mafie organizzate.
Chi opera deve guardarsi, salvaguardarsi più dallo Stato, dalla Regione, dall’Amministrazione tout court che dalla delinquenza.
Questo è il dato e incontrovertibile.
Un potere, un governo spione e vessatorio che non si fida.
Il cittadino va controllato perché lasciato a se stesso è incapace e delinquente.
Il Partito Comunista, la sinistra all’opposizione di un partito di governo corrotto e il compromesso di fatto.
La minorità del cittadino italiano.
La sinistra attuale che si riconosce nel Partito Democratico, assomma tutti i difetti del comunismo, insieme a tutti quelli nefasti del partito corrotto e di governo inamovibile che fu la Democrazia Cristiana.
Non faccio cronaca, ma constatazione.
L’illegalità anche quella più spicciola e deficiente ti salva dall’occhiuto burocrate che si fa onnipotente, dio tramite leggi volute e cercate da una “Sinistra” diffidente che si immagina occhio di Dio.
Non riesco a dimenticare, un dibattito di uomini di sinistra sulla Terza Rete Televisiva, tutti intellettuali di primissimo piano sull’abusivismo.
Il piccolo abusivismo e, ora l’uomo che affermò la bestemmia che sto per scrivere non c’è più, un grande intellettuale e storico d’arte, bisognava togliere al cittadino ogni libertà di operare nel settore dell’edilizia e ogni concessione subordinata e una commissione di competenti a decidere tutto, tutto, financo il colore della pittura.
Sconfortante.
Incredibile.
La sanità e la giustizia?
Svegliati, Sinistra!
La fiducia nell’Uomo deve essere al primo posto e la libertà d’esso.
Non è un minorato, né un delinquente da tenere a bada.
Deve operare alla luce del sole e ogni aiuto a chi ha iniziative.
Cancellare le leggi vessatorie e lasciare i fondamentali, togliere dalle mani dei burocrati la vita degli uomini.
Una sinistra snella e veloce che si pone l’ordine nella libertà dello sviluppo e della vita di ognuno.
Punire il crimine e non criminalizzare in anticipo tutti per paura di perdere il controllo.
Considerare l’uomo idoneo alla cittadinanza e alla responsabilità.
Ma sono parole al vento, queste mie e il populismo non perderà le ragioni, ma le accentuerà.
Il popolo americano si è liberato di Trump con il voto democratico.
In Italia la sinistra pensando deficiente il proprio popolo si è “liberata” e non so fino a che punto di Salvini, con l’accordo con il diavolo.
I 5 Stelle sono migliori?
E non sta salendo in consensi la destra peggiore con radici nel fascismo di Fratelli d’Italia?
Dio toglie il senno a chi vuole perdersi.
E non sempre arriva una Margaret Thatcher, è più facile che arrivi un Boris Johnson, se non un Trump.
Joe Biden e Kamala Harris sono il frutto del pensiero libero che non teme e non giudica l’uomo minorità.
 
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 11 novembre 2020
07:53:40

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come … a riassettare

come … a riassettare
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d’orpelli stanza adornata
struttura di tempo
vite succedute a l’unica
moltitudine d’una sola
maschera
belletto d’identica luce
d’orizzonti mai a sé uguali
onda d’eterno in polvere
rappresentazione in atto
a soggetto
una serva a governarne il
riassetto
sparsi libri d’un granaio a
uso masserizie in assenza
di grano
farina ad impastare senso
piatto bisunto di corrotto
sugo
ad aspergere vivande … di
lorda cucina il preparato
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michele cologna
san severo domenica 10 novembre 2019
08:00:13
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due luglio duemilaundici

due luglio duemilaundici
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Quasi a spaurire il pensiero
il ricordo stamattina.
Dea giacevi ne il letto malata
e la parola assente, di gesti e
occhi vivi, sguardi saziava.
L’inferma bellezza di amorosi
fragili dita il volto sfiorava, e
sorella bocca di bagnato riso
i baci asciugava.
Era sabato due luglio de l’anno
duemilaundici, tuo ultimo e de
il viso amato il colore rosa.
Poi cereo e di dolore il segno e
non de la morte che solleva,
de la terapia intensiva, tu mia.
Fu concedo senza avviso quello.
Speranza le camminava avanti e
ne il femmineo de le labbra tue
rosa, nascondeva l’inganno.
Piange l’uomo.
I giorni compagni senza speme
de la vita, portano lì dov’ella
vuole e l’uomo deprivato segue.
E in quei caldi sorrisi di baci e
carezze, voluttuosi al tatto noi,
come di promessa il proemio,
libagioni non consumammo.
E questa mattina, con lo spavento
io consumo nel dolore quello.
Il non avvenuto.
Così a sentire la carne ne la carne
copula mancata.
Incesto puro a Dio.
Olocausto d’immacolato amore.
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Michele Cologna
San Severo, domenica 6 novembre 2016 - 07:25:07 –
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riservati
 
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NB
Ché non si possano inscenare equivoci e commenti sgraditi.
Mia sorella, colpita da ictus e uscita dalla rianimazione, è in ospedale.
Fratelli e nipoti ci rechiamo a farle visita.
Era bella come una dea quel mezzogiorno di sabato 2 luglio 2011.
La speranza e il suo aspetto sembravano anticipo delle nozze di una nipote lì presente, che sarebbe convolata a nozze il venerdì successivo.
Come un dono quell’anticipo di cerimonia.
La gioia e il pianto di tutti e il mio irrefrenabile.
Non cessavamo io e lei, ci separavano solo venti mesi, di coccolarci piangendo e ridendo.
Due innamorati che si ritrovavano dopo la scesa all’inferno.
Non parlava, ma i suoi occhi, le sue fragili dita, i sorrisi e le lacrime, non necessitavano della parola.
Ci lasciammo con la gioia della speranza e la felicità dell’essersi ritrovati.
Precipitarono i fatti e le nozze si celebrarono ugualmente.
Io non ebbi cuore di partecipare.
Tra il coma e il risveglio non lucido, passarono giorni.
Una rianimazione di lunga durata e fu, come pacco postale, inviata nella lontana Brindisi.
L’otto di novembre ci fu comunicato il coma irreversibile.
Se fosse dipeso da me solo avrei fatto cessare lo strazio.
Lei muore il 26 dicembre.
Domenica scorsa in bagno ad attendere alle mie abluzioni e il ricordo.
Struggenti lacrime di presente mai trascorso e la poesia dolente.
Grazie a tutti quelli che leggeranno, a coloro che eleveranno una preghiera commossa, e a chi lascerà una parola scritta.
Di tutti le amiche e gli amici il cuore nutrirà.
 
Michele cologna
San Severo, giovedì 10 novembre 2016
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