giovedì 10 dicembre 2020

Per il genetliaco di Leonardo

Per il genetliaco di Leonardo
 
 
Oggi 10 dicembre 2020 e tu Leonardo, compi cinquant’anni.
La mamma ora (08.15) e, “ a quest’ora Leonardo è nato”.
“Lo so!”
Figlio mio caro, ci sono date che segnano e danno la svolta.
La vita non è più la stessa.
Forse mi ripeto e confermo che i vecchi dicono sempre le stesse cose.
Non m’importa!
Ricordare invece sì.
Mi aspettavano in fabbrica alla Falck.
Appena mi hanno dato la notizia che era andato tutto bene, scappai.
Avevo dato la parola all’amministrazione, il ragioniere Perazzoli, che mi sarei precipitato il prima possibile.
Ero felice e non poggiavo i piedi a terra.
Volavo e piangevo.
Anche ora il forte al naso delle lacrime.
Nel mentre forte come un fulmine, un tuono e la decisione.
È nato Leonardo Cologna e dovrà calcare il suolo dove il nonno ha vissuto ed è morto.
In un attimo la prospettiva della mia vita cambiò.
Dovevo portarmi con tutta la famiglia nella mia città.
Io, la mamma, Stefania e tu.
Ero felice della nascita e della decisione che non una volta mi trovò pentito.
Lasciai il certo per l’incerto.
Il benessere garantito per l’ignoto.
Il caso.
Leonardo Cologna era in vita e tu saresti stato tutto ciò che io non seppi essere per fare felice mio padre.
Piango ancora, Leonardo mio.
Un risarcimento a mio padre, a me che avrei sentito il “papà” che io da quattordici anni, non potetti più pronunciare.
Sei felice e questo mi preme.
Hai due bambine meravigliose, Carol e Matilde e mi sciolgo per Amore.
Una moglie che ami.
Sei lontano è vero, ma non dal mio cuore, Figlio.
Lo abiti da sempre e per sempre.
Mi consideravo vecchio alla tua età e invece vedo te e ti penso giovane.
Buon compleanno Leonardo.
Auguri, figlio amato.
 
 
San severo, giovedì 10 dicembre 2020
08:45:34

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mercoledì 9 dicembre 2020

Il “maleducato di talento”

 

Il “maleducato di talento”
 
 
A me non è mai piaciuto e nemmeno ora.
È insopportabile narciso.
I n s o p p o r t a b i l e!
Però Lilli Gruber, Enrico Mentana, Maurizio Mannoni … una volta lo avete amato.
Questo è il nostro giornalismo.
Ama il potere sempre.
Poi c’è quello alla Marco Travaglio, non ama il potere quando non è il suo.
In buona compagnia seppur meno, Antonio Padellaro.
Difenderebbe Conte anche sorpreso con il dito nel barattolo di marmellata.
I primi erano e ce ne sono tantissimi altri, erano affascinati quando il maleducato Matteo Renzi era al potere.
Qualsiasi cosa facesse e dicesse, vero Lilli, vero Mentana, vero Mannoni?
Voi tre perché ne siete la forma più pacchiana di questo giornalismo malato.
Ora il Maleducato di Talento è sabotatore e ogni male.
Vero Mentana, Lilli, Mannoni?
Non lo amo e non lo stimo, è un poveraccio arrampicatore.
Essendo solo il mio giudizio, posso essere smentito da tutti e tutti potranno avere ragione.
Ma ora non dice forse delle cose sacrosante e vere?
Perché all’untore?
Lilli che ti fai paonazza davanti alla Boschi, perché?
Va bene che tu ti fai acida con tutte le donne che hanno potere e sono più belle di te!
Però un po’ di decenza, ne eri innamorata del Maleducato e in ogni intervista languivi …
Così gli altri e perfino Eugenio Scalfari, Conte è il novello Cavour.
Un mediocre e furbo individuo che si trova lì per furbizia e il caso.
Ha avocato a sé poteri come nessun Presidente del Consiglio, con la disinvoltura del ducetto di periferia quale è.
Il Partito Democratico che lascia questa battaglia sacrosanta in mano a Renzi.
Non dice la verità quando non si prendono i soldi del MES sanitario e le persone muoiono?
Quando si spolia il Parlamento e lo si sostituisce con gli amici?
E potremmo continuare negli errori che solo la pandemia mette a tacere.
Allora?
Renzi è populista, maleducato e insopportabile narciso, ma va condannato per il suo essere che voi avete amato sempre e non per il vero che solleva ora.
Renzi ha ragione da vendere cari tutti.
Pennivendoli e taciturni.
Le elezioni non fanno mai male in democrazia ed è ora che si svolgano.
Grillo, i 5Stelle che sono più in Parlamento di quanto consenso tra gli elettori.
Il “Maleducato di Talento”, seppure io non gliene riconosca alcuno, ha ragione.
Questo governo è stato, è e sarà una sciagura.
A casa signori.
 
Michele Cologna
San Severo, giovedì 10 dicembre 2020
07:42:46
 
Ps
Chi non è d’accordo è legittimato a non esserlo, figuriamoci!
Non ad insultare, è chiaro?!
 
 
 

lunedì 7 dicembre 2020

Medea, Maria e Maddalena

Medea, Maria e Maddalena
 
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce
Lc 1, 26-28
 
Tre donne e potremmo dire una stessa storia.
Medea e Maria, Maddalena.
Con varianti che non ne inficiano l’assunto.
La donna è costola.
Nessuno. Niente.
Medea è straniera, barbaro senza diritti, e deve essere ripudiata.
Maria è vergine destinata e non ha volontà se non nell’obbedienza.
Maddalena è la trasgressione e va punita. Lapidata.
 
***
Medea ha seguito Giasone in Grecia e da questi ha avuto due figli.
Figli che non possono essere legittimati se non dal matrimonio del padre con altra donna.
E Giasone che è uomo mediocre e vile, “Abbiamo le etère per il nostro piacere, le concubine per il bisogno quotidiano del nostro corpo, le mogli perché ci curino e ci diano legittimi figli”.
Giasone deve sposare Glauce figlia di Creonte e dare legittimità ai figli di Medea che va allontanata senza pietà alcuna.
Medea che incarna la purezza e la ferocia, consuma la vendetta uccidendo Giasone e Glauce, i due figli e va via sul carro alato del padre Elio.
 
***
Maria non può partorire il figlio del padre se non illibata.
Il padre predestina anche il figlio, sarà sacrificato per salvare il mondo dal peccato.
Maria vive da oggetto e come tale obbedisce.
Non si oppone e non ha volontà.
Deve obbedienza e rendere putativo il padre, crescere il figlio per la croce.
Il suo vivere è servire.
 
***
Maddalena è prostituta e va lapidata.
Gesù, il figlio destinato a emendare il mondo, la salva.
“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
Due, un predestinato e una prostituta, senza voce e storia propria se non per destino, che s’incontrano nell’Amore.
Come a dire che il peccato è amore e disordine.
Trasgressione, vita, purezza.
 
***
L’Immacolata Concezione è il potere che santifica la Tirannia e la bugia.
E Maria non è stata mamma come Medea e la Maddalena.
L’obbedienza e la tragedia, la ribellione e il peccato.
 
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Medea, Maria e Maddalena
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Come una preghiera a te uomo,
mai Maddalena va lapidata.
Perché Maddalena è Medea, e
su di sé consuma il misfatto.
E Medea non sarebbe Medea e
neanche Maddalena, Maria, se
tu la divinità in lei riconoscessi.
Medea genera e tu fai il frutto
tuo con la forza e con la stessa
lo crocifiggi e ripudi.
Tu temi l’amore e nel Dio senza
riconosci il governo.
Medea e Maria, Maddalena … ,
loro sempre per Amore si danno
a te e generano, riconoscono Dio
e ne rinnovano la creazione.
L’Eden è lì e non c’è peccato né
vergogna, solo vita e libertà.
Non sono appannaggio tuo e de
il tuo Dio maschio e prepotente.
Ma di Amore che nel governo è
ermafrodito, non ha genere.
Ricordalo Uomo e ama Maria e
Maddalena, Medea … sempre.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 8 dicembre 2020
06:38:01
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sabato 5 dicembre 2020

Raddrizzate le vie del Signore

Raddrizzate le vie del Signore
Mc 1, 1 – 8 
 
 
Il Padre Nostro cambia, anzi dal 29 novembre 2020 è già cambiato ed è obbligo per gli oranti tutti, “E non ci abbandonare alla tentazione”.
Sarà via raddrizzata?
Era in latino quando il fanciullo chierichetto frequentava la Cattedrale e pensava alla vocazione e si sentiva chiamato.
Il padre lo mandò ai salesiani e la vocazione in presa discendente fino al distacco con rimorso.
Superato e sì, dall’avversione.
Mai ateo e da illuminista alla ragione si dichiarava agnostico.
Non sapeva e tutte le strade se le raddrizzò da solo come errante.
La vita e gli studi, le perdite che il vivere infligge alla vita.
Un ritorno acceso e la sua esistenza conobbe il taglio.
Sì, perché l’esistenza di un figlio si divide in due: la prima, la mamma in vita; l’altra la mamma in morte.
E niente è più come prima.
In tutte le peripezie della vita e tante, un punto fermo come un appuntamento, le preghiere del mattino.
Il Pater Noster che era diventato Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gloria al Padre, l’Angelo Custode, l’Eterno Riposo.
Perché?
E l’antropologia gli aveva fatto comprendere come nessuna preghiera il Figlio del Padre avrebbe voluto e la Parola ritualizzata e potente è la più lontana dall’Amore che è Dio.
Gesù di Nazaret, l’Uomo, aborrì ogni preghiera e ci avevano detto che il Padre Nostro era l’unica cosa che Egli lasciò come suo testamento.
Falso, falso, falso.
Se Gesù avesse formulato quel testo, avrebbe rinnegato tutta la sua esistenza.
Ebbene, nonostante tutto ciò, non pronunciare quelle preghiere del mattino, sembrava togliere dalla propria vita il Padre e la Madre che nella tradizione avevano a lui consegnato la vita e il vivere.
Il Vecchio ancora ogni mattina si segna e prega: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre, l’Angelo Custode e più, i morti si sono accumulati nel tempo e sono tanti, Eterno Riposo.
Non può non farlo, come il respiro.
Di più, il suo nella continuità con il Padre e la Mamma che lo hanno generato.
Ora è obbligo “non ci abbandonare alla tentazione”.
Mai io so per certo che il Quid che mi governa e guida non mi abbandona se non per mia volontà.
Allora?
C’è qualcuno che mi possa abbandonare alle tentazioni se non io stesso?
Il Quid o Dio è immanente a me e l’indurre era un rafforzativo della volontà, l’abbandonare già sa che la volontà sarà insufficiente.
E non sta Dio in essa, solo io e la mia miseria.
Continuerò con la formula precedente che mi rende più uomo e di volontà.
L’obbligatorietà non è per me che non sto in altro se non nel Padre mio e la Madre.
E non credo che sia via raddrizzata, penso di più a una deresponsabilizzazione dell’uomo.
 
 

 

… respira

… respira
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Come l’avesse dentro … e
respira.
Quiete per insufflazione.
Soffio, lì ne la bassa fascia,
bruma di lacrime, a coprire.
Proteggerlo.
Asconderlo a nuovo flagello,
reo di sgradito parto.
Nascituro de il giorno e
l’abominio a la croce, segno
funesto d’un tempo senza.
Dio ne lo guardo del Fratello,
muto saluto a supplirla, cura
di cognizione priva.
S’affaccia e scioglie.
Ne la Luce si palesa, sale e
verde al ginocchio piegando,
lei si genuflette.
Terra d’ogni misfatto prostituta
e sovrana al lavacro e respira.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 4 dicembre 2018
08:26:55
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giovedì 3 dicembre 2020

Avvento

Avvento
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Tu scendi dalle stelle … e la
voglia di Natale, il bambino.
L’attesa, un balenio de li occhi.
Ansia univa lo sguardo e lo
incedere de la madre sua
uguale. Maria, e lui al lembo
de la veste cordone ombelico,
rincorreva il ventre.
Lacrimante il tufo, disadorno
d’asino e fiato, porgeva nenie
scontando i giorni.
Tu scendi dalle stelle …
Era cielo tradito. Mota.
Impasto di pianto e sangue e
il vagito elevava lodi spente
al violento sorriso.
Gabriele mancò l’annuncio,
ma l’Avvento no … e
Maria al gelo cullò quel figlio
pur non essendo re.
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Michele Cologna
San Severo, venerdì 2 dicembre 2016 - 8:32:09 –
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mercoledì 2 dicembre 2020

pe’ caso noi

pe’ caso noi
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io e te no e nati noi
fummo
pe’ opposti destini e
d’uso
tu regina e solo a lei
voce
reggente e asservita
io e d’ogni
pensiero fatica e gesto
dolore ne l’obbligo
sanculotto e suddito
poi …
lei che tesse pe’ gioco
o spasso suo volle noi
amanti e
più resse l’ordito e noi
sol’uno ci prestammo
 
cuore e sangue
respiro e aria
bacio e labbra
fiato e voce
 
copula e genera senso
e amore
fiume a figliare eterne
acque
poesia e poeta noi e no
pe’ coronati allori lustri
gloria e giudizio
solo amore omozigotico
e pudico
“nostra volontà e caso”
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michele cologna
san severo giovedì 3 dicembre 2020
07:53:35
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