lunedì 7 settembre 2020

Di una sola verità Tutto


Di una sola verità Tutto
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Di una sola verità Tutto,
tutto è parvenza.
Di questo mio il giorno a
la sera.
La notte, all’alba e poi …
E de il nostro ignorerà,
fiato di un solo eterno,
amore che unì noi a loro
e il figlio al padre e lei,
madre de il sempre.
Illusione che generò l’uno
e l’uno carne fecondò il
cielo, mistero d’essa che
no placa l’insano.
Muore.
Assoluto non accetto e si
riscrive appendice.
Monumentale opera d’un
solo inganno:
bugia ripetuta che mai si
farà confutabile prova.

***
Uccide e niente fermerà
la bestia immonda.
E Willy, il suo sorriso era,
“era solo un immigrato”.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 8 settembre 2020
07:27:47
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Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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domenica 6 settembre 2020

Immagine e Parola

Immagine e Parola
Illusione e senso
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Come nemesi e a sé riporta il sottratto.
Il tolto con stoltizia e inganno.
Superbia e dissennatezza.
Ella è governo e dio, realtà e cosa.
Il tutto è in essa.
È.
Niente può eguagliarla come eliminarla.
Ha creato e generato.
Progettato e distrutto e nella discontinuità dell’identico conservato mutando.
Ha sollevato l’animale a Uomo e l’uomo a Dio.
Nessuno, né Re né Papa, né Uomo né Dio, può metterla a suo servizio.
Ella è nel vagito del nascituro e nella creatura troverà sempre Voce.
Il falso ha tentato di renderla afona e il falso l’ha resa alla Verità del suono.
Ora il re è nudo nella sua oscena pinguedine.
Nelle forme sgraziate e d’abuso obese.
S’è ripresa la voce e parla e l’uomo ascoltandola torna a casa.
La Parola è il verbo.
Il Verbo è Dio.
L’immagine è ausilio e figlia della Parola e non il suo governo.
Possiamo dire solo ciò che è, perché ciò che non è non è nella Parola.
Non è nella voce di Dio.
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Michele Cologna
San Severo, domenica 6 settembre 2015
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tutti i diritti e riproduzione riservati
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sabato 5 settembre 2020

… e posa


… e posa
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posa su te lei
de la vita amante
né un dì solo ti lasciò
pe’ altri

in simbiosi nati
omozigoti e parto no fu
di stessa madre
genia differente

uguale destino

mano violenta
di disperato bisogno
come al boia la supplica
clemenza promessa

e impicca il giorno a lei
forca in attesa
spasmi d’identico viso
a lei ascoso
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michele cologna
san severo domenica 6 settembre 2020
06:37:25
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Copyright© 2020 Michele Cologna
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venerdì 4 settembre 2020

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello


Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello
Mt 18, 15-20

Questa mattina mi è stata data la notizia del trapasso di un uomo.
L’appellativo impallidisce.
Con essa la pietà.
Il de cuius è stato quanto di peggio l’uomo possa immaginare.
Non per mia affermazione, per storia.
Alcun delitto gli è mancato e mamme hanno pianto i loro figli a sua causa.
Se gli si dà, gli si dava della bestia, grave l’insulto all’incolpevole se non per nome.
La giustizia degli uomini l’ha condannato per tantissimi reati.
Per molti non ha raggiunto la prova.
Uno in particolare per strage.
Se ne faceva vanto la Bestia.
Doveva prendere quell’aereo e per mera casualità non accadde.
Scoppiò in volo e fu strage.
Una montagna di morti innocenti.
Ripeto, solo indizi e non è stata raggiunta la prova certa.
Però!
Diciamo che fu solo megalomania la sua.
Nel mondo criminale più sei efferato assassino e più sali in gerarchia.
Ma il solo fatto d’essersi addossato una strage lo rende stragista.
Si può avere pietà per la morte di costui?
No!
La mia mai e penso che se la mamma l’avesse abortito, tanti: mamme e padri, figli non avrebbero vissuto l’inferno.
Questo penso ed è in contrasto con la Dottrina Cristiana e la Fede.
Il passo nel titolo lo afferma chiaramente.
Non sarò mai un cristiano.
E penso che se un Dio salvasse quest’uomo, sarebbe un Dio sbagliato.
Interessato.
Per il mio senso dell’uomo e la giustizia d’esso, nessuna misericordia in morte e in vita a costui.
Certo è solo il mio pensiero, ma voglio affermarlo con forza.
Anche che della santità non conosco altezze.
Reputo sufficiente contemperare la miseria.
In questo la virtù e la grandezza.
Questo mi suggerisce nel sentire il sacro, quel quid che mi brucia dentro.
Ma la morte non cancella e che il de cuius e chi gli è stato vicino possano aspirare al perdono, è delitto.
È vilipendio a Dio, alle vittime, all’Uomo che nell’umanità degrada.

Michele Cologna
San Severo, sabato 5 settembre 2020
08:07:02




mercoledì 2 settembre 2020

Solo le emozioni

Sento la necessità di scrivere questa nota.
Molti, amiche e amici, in maniera velata o esplicita, in pubblico o privato mi dicono che le mie poesie sono difficili e si trovano a disagio nel lasciare un loro commento, un pensiero.
Un pensiero definito.
Mi ripeto senz’altro, ma voglio ancora ribadirlo.
La poesia, lo scritto è dell’autore fino a quando sta nel cassetto.
Una volta pubblicato ha vita sua e si nutre di quella di coloro che lo leggono.
Non metto le mie poesie affinché se ne faccia l’esegesi!
Pubblico le mie per condividerle e conoscere le vostre emozioni.
Il dono mio la poesia, il vostro: le emozioni.
Solo quelle.
Sia argomentate razionalmente, o empaticamente … come è più nelle facoltà di ognuno.
Ma amiche e amici cari non si chiede qui né l’analisi critica, né l’ermeneutica.
Mi affascina leggere le emozioni e come lo stesso scritto ne produca tante e differenti.
È stimolo alla crescita, alla conoscenza di noi stessi.
Rilasciare liberamente il proprio pensiero è la bellezza dell’incontro qui nel virtuale.
Non c’è la presenza fisica e la storia a limitarci nelle nostre espressioni.
Qui possiamo essere veramente noi con le nostre emozioni.
Quelle che molte volte ignoriamo non per negligenza o mancata volontà, ma per quei vincoli che ci condizionano alla nostra storia e all’ambiente.
La preoccupazione d’individuare il pensiero dell’autore, per non sentirsi spiazzati nel commento è vera e ci prende.
Però esprimere le proprie emozioni sentite è ancora più bello e coglie sempre il segno.

***

Ho pubblicato questa breve, qualche giorno fa, metto anche il link.

scende …
e
stai alla sera come dio alle stelle

m.c.
s. severo 29/08/2014 20:05

Copyright© 2014 Michele Cologna
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https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/scende/10152643438207480

Ogni commento è un interrogativo e si sente quasi la sofferenza di chi vuole rilasciare il proprio contributo, ma teme di uscire fuori seminato.
L’ermeticità dello scritto si prestava, ma quanto sarebbe stato bello scrivere solo ciò che si è sentito leggendo.
Farò uno strappo, lacererò me e il mio modo d’essere, il pensiero.
Vi riporterò il mio senso dello scritto, cosa che non farò mai più in vita mia neanche sotto tortura.

Mentre passeggi la campagna …
Scende e ti prende.
Penetra e trasmuta la tua essenza.
Non sei altro da quello che vedi.
Luce che cala, immagine che sfuoca, vento che soffia, manto che incede.
Sera.
Non sei più atto ma potenza.
Il trascendente ti ha permeato e ne sei la potenza.
Sei dio.
Ora stai nelle cose della terra, come lui sta nel firmamento.
E … stai alla sera, come dio alle stelle.

Ecco, mi è costato fatica.
È solo la mia condizione dalla quale è nato lo scritto.
Le vostre sensazioni, emozioni hanno la stessa valenza delle mie.
Vi abbraccio tutti, amiche e amici.
Con tanto affetto.

Michele Cologna
San Severo, martedì 2 settembre 2014

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martedì 1 settembre 2020

Per il battesimo di Francesco Athos, alla sua mamma Ran


Per il battesimo di Francesco Athos, alla sua mamma Ran



Ran cara, sono tanti gli anni di frequentazione su questo network.
Possiamo dire che ti abbia accompagnato nella crescita.
Conosco le tue aspettative e le sofferenze.
La delusione e la gioia.
Ora d’essere Mamma di un bimbo grazioso, Francesco Athos.
Ti sei fatta fotografa per lui e giorno per giorno ce nei dai della crescita le immagini.
Bello, bella tu e nella funzione dolcissima.
Mi scrivi.

“Ciao Michele, sabato prossimo farò il battesimo del mio bambino.
Il dono …
Mi piacerebbe che avessi una preghiera per Francesco Athos e per la mamma.
Il battesimo è un sacramento importante a cui tengo …
Poi il Signore, il Padre si manifesterà a lui.
Un abbraccio con il cuore.”

Tesoro d’amica e ti chiamerei figliola!
Fai tu un dono a me nella richiesta.
Senz’altro sono il meno indicato a parlare del battesimo.
Ho avuto quattro figli e non ho partecipato al battesimo di nessuno.
Con Tonia, mia moglie, avevamo deciso che fosse stato giusto consegnare a loro la scelta.
Adulti e consapevoli, avrebbero deciso nella e della loro.
Libertà non coartabile da alcuno, neanche da coloro che li avevano messi al mondo.
Questa nostra decisione trovò l’opposizione ferma della mia Mammina e della Mamma di Tonia.
Non si davano pace.
Ho cercato di argomentare alla loro ansia senza successo.
Capivo che stavano male.
Fisicamente e intellettualmente.
Come Pilato mi sono lavato le mani.
“Fate voi”.
Sono stati battezzati.
Il Battesimo ha messo tranquilli loro e anche me.
Non ho li dato la soddisfazione della parola e mi duole ancora, ma quel loro gesto mi ha sollevato.
Vogliamo dire salvato?
Le cose si comprendono sempre dopo, piccola Ran e mamma attenta.
La tradizione.
Questa è pena, tormento ma garanzia nel tempo.
Una casa che abiti e della quale ne sei parte vuoi o non vuoi.
Rifugio dell’ostilità del vivere.
Riparo delle avversità e incomprensioni.
Ho dei nipoti e tu lo sai.
Due di loro che amo e mi commuovo, non sono battezzati.
Soffro, piccola Mammina, ma non lo dico a nessuno.
Sento il mancato battesimo come un vulnus e grave assai.
Come la mia mammina, Maria e la mia seconda mamma, Gina, sento quel dolore.
Vorrei che fossero battezzati.
Tutti e io per primo sento vivendola la contraddizione.
Non ho fede, ho presente tutto il male storico della religione e sto male a starne fuori.
Vorrei quella tradizione rifugio, riparo, senso per i miei nipotini.
Vecchio e ancora non c’è mattina che non mi veda nella preghiera del Padre mio e della Madre mia.
Vivo la contraddizione come pedaggio che alla vita si deve.
Ho ancora la mano di mio Padre sul collo all’ascolto della Santa Messa.
Sensazione di benessere che m’inonda ancora dopo più di sessant’anni.
Perché, Figliola cara, la religione è stata ed è quella che tutti sappiamo, ma, sebbene non lo soddisfi, tiene vivo quel Quid, quel Sacro che abita ogni uomo.
Non c’è uomo che non lo senta e il più delle volte ignorandolo.
Qualche anno fa, il mio nipotino Riccardo, ha fatto la Prima Comunione.
Nel riceversi il Sacramento ho versato le lacrime più belle e intense della mia vita.
Ero un fiume inarrestabile e l’occhio è andato a suo padre, Stefano, anche lui.
È giusta e bella la tua scelta, Ran, figliola cara.
Il battesimo a Francesco Athos può fare solo bene e tu sei Mamma accorta.
Nella richiesta tua del dono, io ho trovato il Dono!
Ti ringrazio e a te e a Francesco Athos, ogni bene nella Bellezza della Vita che è Dono incommensurabile.
Bacio al nostro, Francesco Athos e a te, Ran, mamma adorabile.

Michele Cologna
San Severo, mercoledì 2 settembre 2020
07:02:50





partire

partire
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come nave …
carrozza senza cocchiere
né destinazione e mappe
strade
navigare la deriva
percorrere l’ignoto
partire
camminare il destino
biglietto di sola andata
non c’è tempo
e il ritorno è un credo
andare …
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michele cologna
san severo giovedì 1 settembre 2016
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