voce
cantilenante lei
carezzava il suono … e
lui - ne l’armonia d’ella -
coi sensi sfiorava il ricordo
erano tocchi lievi
e bianche mani in affusolati
gesti compievano l’antico -
rito a l’altare de l’amore
bocche schiudevano
voluttuose le labbra al bacio
e profumi di turgide essenze
lasciavano i palpitanti petali
di vibrante passione ardeva
il non sopito spirto e
echi ritorno di già ascoltati
trascorsi afferravano il timbro
michele cologna
san severo venerdì 1 febbraio 2013
Opera
pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione
II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o
parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il
consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/voce/10151379220097480
venerdì 15 marzo 2013
vento
vento
giocoso soffiava le foglie e
garrule elle occhieggiavano
di argentei sorrisi il sole
mentre il capo piegavano
a lui silenziosi i ramoscelli
era danza di gioia e loro
zampettando felici e pennuti
adornavano di colori l’aria
e lì - ondeggiando suoni -
gorgheggiavano la posa
l’incanto scendeva e
nei passi rallentava il tempo
che pur sempre frettoloso
ora al braccio d’armonia
intratteneva la parola
michele cologna
(san severo martedì 22 gennaio 2013)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/vento/10151359726207480
giocoso soffiava le foglie e
garrule elle occhieggiavano
di argentei sorrisi il sole
mentre il capo piegavano
a lui silenziosi i ramoscelli
era danza di gioia e loro
zampettando felici e pennuti
adornavano di colori l’aria
e lì - ondeggiando suoni -
gorgheggiavano la posa
l’incanto scendeva e
nei passi rallentava il tempo
che pur sempre frettoloso
ora al braccio d’armonia
intratteneva la parola
michele cologna
(san severo martedì 22 gennaio 2013)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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calco
calco
al presente il destino
deprivato di sé
speranza abbandonava
e giovane nei petali
il profumo ne la vanità
spandeva rincorrendo
de le forme il fiore
e maquillage e cere
immagini cavalcavano
condizioni ne il diniego
piegate e lacrime
lai di trascorsi confusi
piangeva l’incerto
michele cologna
(san severo domenica 13 gennaio 2013)
Copyright© 2013 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/calco/10151342359482480
al presente il destino
deprivato di sé
speranza abbandonava
e giovane nei petali
il profumo ne la vanità
spandeva rincorrendo
de le forme il fiore
e maquillage e cere
immagini cavalcavano
condizioni ne il diniego
piegate e lacrime
lai di trascorsi confusi
piangeva l’incerto
michele cologna
(san severo domenica 13 gennaio 2013)
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L’Immanente
L’Immanente
Ed era il Padre Eterno.
Il Padre Eterno era Dio.
Dio era pane e acqua, carestia e ringraziamento.
E l’uomo al mattino baciava la Terra: “Dio, non peggio” e segnandosi, copriva la testa.
Dio era le cose e le cose la terra.
I frutti della terra il dono di Dio.
E Dio distribuiva e nella distribuzione c’era la memoria dell’operato e il merito.
Operosità e timore.
Timor di Dio e rispetto.
Le cose avevano l’anima e nel nome la dignità.
L’oltraggio offesa a Dio e la sua vendetta.
Dio “paga sempre” e l’attesa fardello.
Il fio obolo.
Questo era.
E in unione Uomo e Dio, Terra e Frutto, le cose…
Tutto camminava il senso.
E il senso fatica e dolore, sudore amaro e malattia.
Fortuna.
Gioia e ricompensa, a volte.
E l’uomo scopriva il capo, baciava il dorso della mano e con il bacio toccava terra e rendeva grazie al Padre Eterno.
Ormai sera e il letto riposava il giorno.
La notte la fatica e l’alba attendeva.
Era…
Michele Cologna
(San Severo, giovedì 10 gennaio 2013)
Copyright© 2013 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/limmanente/10151336999312480
Ed era il Padre Eterno.
Il Padre Eterno era Dio.
Dio era pane e acqua, carestia e ringraziamento.
E l’uomo al mattino baciava la Terra: “Dio, non peggio” e segnandosi, copriva la testa.
Dio era le cose e le cose la terra.
I frutti della terra il dono di Dio.
E Dio distribuiva e nella distribuzione c’era la memoria dell’operato e il merito.
Operosità e timore.
Timor di Dio e rispetto.
Le cose avevano l’anima e nel nome la dignità.
L’oltraggio offesa a Dio e la sua vendetta.
Dio “paga sempre” e l’attesa fardello.
Il fio obolo.
Questo era.
E in unione Uomo e Dio, Terra e Frutto, le cose…
Tutto camminava il senso.
E il senso fatica e dolore, sudore amaro e malattia.
Fortuna.
Gioia e ricompensa, a volte.
E l’uomo scopriva il capo, baciava il dorso della mano e con il bacio toccava terra e rendeva grazie al Padre Eterno.
Ormai sera e il letto riposava il giorno.
La notte la fatica e l’alba attendeva.
Era…
Michele Cologna
(San Severo, giovedì 10 gennaio 2013)
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labbra
labbra
grondano e
sé l’umido espande
a lui che libando
al palato – ara de l’amore –
asciuga
pasto de gli dei “è nettare”
dio egli s’erge
e palpita
desiderio più tiene e
imperioso ne lo struggimento
cerca e labbra
trova che affacciandolo
voluttuose l’eden aprono
michele cologna
(s. severo domenica 6 gennaio 2013)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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grondano e
sé l’umido espande
a lui che libando
al palato – ara de l’amore –
asciuga
pasto de gli dei “è nettare”
dio egli s’erge
e palpita
desiderio più tiene e
imperioso ne lo struggimento
cerca e labbra
trova che affacciandolo
voluttuose l’eden aprono
michele cologna
(s. severo domenica 6 gennaio 2013)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/labbra/10151330297592480
L'identico
Nella discontinuità dell’identico i giorni.
E consumano gli anni che succedono a sé uguali.
Uno solo e tutti l’uomo li avrebbe vissuti se la scissione che estrapolando da sé la cosa, non l’avesse forgiata ente.
Non siamo più la cosa ma la sua proiezione e camminandoci sopra, culliamo l’illusione.
Parvenze, misuriamo il tempo che non sentiamo se non nella discontinuità e non della cosa, ma dell’ombra che l‘attraversa.
Ombre di niente e attraversiamo d’ombre il nulla.
La fine e l’inizio successione dell’identico.
Sempre.
Senza fine mai nell’eternità dell’attimo.
Michele Cologna
(30 dicembre 2012 - 10:10)
Copyright 2012 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/lidentico/10151318028497480
E consumano gli anni che succedono a sé uguali.
Uno solo e tutti l’uomo li avrebbe vissuti se la scissione che estrapolando da sé la cosa, non l’avesse forgiata ente.
Non siamo più la cosa ma la sua proiezione e camminandoci sopra, culliamo l’illusione.
Parvenze, misuriamo il tempo che non sentiamo se non nella discontinuità e non della cosa, ma dell’ombra che l‘attraversa.
Ombre di niente e attraversiamo d’ombre il nulla.
La fine e l’inizio successione dell’identico.
Sempre.
Senza fine mai nell’eternità dell’attimo.
Michele Cologna
(30 dicembre 2012 - 10:10)
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Per il tuo compleanno Stefania
Quarantatre anni, Stefania.
Se penso che sentivo già d’avere ottemperato ai compiti che la vita ti assegna, a non molto più di trent’anni e quindi mi reputavo vecchio, mi viene da sorridere, sciocco, vedendo te che sei ancora tanto giovane e bella, e una vita di promesse che ti attende.
Ma sai, ho visto sempre le cose nella prospettiva di una vita breve, e l’ansia del fare presto e in fretta ha avuto il sopravvento.
D’altronde i fatti mi confermavano nell’ansia.
Ti vedo giovane, fresca e nella responsabilità di madre scrupolosa e attenta, ancora tanto giovane per così grande responsabilità.
Certo sensazione sbagliata, ma giustificata.
Non si cessa mai d’essere figli se guardiamo il nostro passato, genitori se volgiamo gli occhi alla prospettiva di futuro.
Potremmo affermare la stranezza della vita, e invece è solo la relatività del tempo che abita lo sguardo.
I palpiti dell’attesa e la gioia, nascevi tu amore, la mia figliola, e le lacrime adesso come allora, impossibili da contenere.
Quelle di stamattina si vestono d’altra ricorrenza che tu sai, e il pensiero va alla sua gioia e all’affetto che lei ha profuso a piene mani a te, a voi tutti.
Se non vado errato, questo è il primo anno che non stiamo insieme e mi manchi, figlia adorata.
E con la tua bellezza i tuoi, i miei gioiellini!
Loro mi fanno sorridere solo affacciandosi al pensiero, mi rendono la gioia della vita e il senso.
Sono andato in confusione e scomparse le tante cose che ho da dirti.
Tanti auguri, Stefania.
Buon compleanno e il tuo sorriso contagioso non si offuschi mai.
Abbracciami Monica e Riccardo che mi mancano come l’aria.
Vi aspetto, fate presto!
Nella tristezza dell’assenza ridiamo alle loro performances che ognuno di suo ricorda.
Chissà a vederci cosa penserebbero!
Dalla mamma, Leonardo, Barbara e Pamela, Brila tanti auguri di buon compleanno, di vita.
Bacio grande, Stefania.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/per-il-tuo-compleanno-stefania/10151311099522480
Se penso che sentivo già d’avere ottemperato ai compiti che la vita ti assegna, a non molto più di trent’anni e quindi mi reputavo vecchio, mi viene da sorridere, sciocco, vedendo te che sei ancora tanto giovane e bella, e una vita di promesse che ti attende.
Ma sai, ho visto sempre le cose nella prospettiva di una vita breve, e l’ansia del fare presto e in fretta ha avuto il sopravvento.
D’altronde i fatti mi confermavano nell’ansia.
Ti vedo giovane, fresca e nella responsabilità di madre scrupolosa e attenta, ancora tanto giovane per così grande responsabilità.
Certo sensazione sbagliata, ma giustificata.
Non si cessa mai d’essere figli se guardiamo il nostro passato, genitori se volgiamo gli occhi alla prospettiva di futuro.
Potremmo affermare la stranezza della vita, e invece è solo la relatività del tempo che abita lo sguardo.
I palpiti dell’attesa e la gioia, nascevi tu amore, la mia figliola, e le lacrime adesso come allora, impossibili da contenere.
Quelle di stamattina si vestono d’altra ricorrenza che tu sai, e il pensiero va alla sua gioia e all’affetto che lei ha profuso a piene mani a te, a voi tutti.
Se non vado errato, questo è il primo anno che non stiamo insieme e mi manchi, figlia adorata.
E con la tua bellezza i tuoi, i miei gioiellini!
Loro mi fanno sorridere solo affacciandosi al pensiero, mi rendono la gioia della vita e il senso.
Sono andato in confusione e scomparse le tante cose che ho da dirti.
Tanti auguri, Stefania.
Buon compleanno e il tuo sorriso contagioso non si offuschi mai.
Abbracciami Monica e Riccardo che mi mancano come l’aria.
Vi aspetto, fate presto!
Nella tristezza dell’assenza ridiamo alle loro performances che ognuno di suo ricorda.
Chissà a vederci cosa penserebbero!
Dalla mamma, Leonardo, Barbara e Pamela, Brila tanti auguri di buon compleanno, di vita.
Bacio grande, Stefania.
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