sacri lidi
sacri lidi di navigate acque
più percorrerò io le sabbie
dove il padre ha segnato
con le sue orme il limite
bagnando egli nelle vostre
il tempo di sé ha strutturato
lo spazio e nella continuità
di senso ha forgiato il figlio
ora ne la fissità del segno -
orfana misura – macero me
in stagnanti passi di confusi
orizzonti e disconosco quella
grave d’evi non sopportabile
per costrutto e responsabilità
negata a spalla d’esile fattura
nero vessillo d’eterea materia
michele
(san severo, 23/11/2011 7.53.34)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/sacri-lidi/10150421846667480
domenica 27 novembre 2011
vieni
vieni
vieni fanciulla
dilatiamo il tempo
ne l’amore orfano
soccorri le braccia
ch’anno atteso
l’arrivo
segna nei baci il transito
e del profumo tuo
il sapore della passione
tingi
purpuree le labbra
e abbandona in loro
la guida
nel dare gioia
dei corpi coltiva
il sereno approdo
dalle ore segnata osa e
nel rifugio - porto certo -
amata placa
delle tue acque il mio
bagna
nei tuoi ardori poggia
allora
intenso salirà l’eterno
e per sempre
sussurrerà alla vita
michele
(san severo, 24/11/2011 6.35.44)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150415516052480
vieni fanciulla
dilatiamo il tempo
ne l’amore orfano
soccorri le braccia
ch’anno atteso
l’arrivo
segna nei baci il transito
e del profumo tuo
il sapore della passione
tingi
purpuree le labbra
e abbandona in loro
la guida
nel dare gioia
dei corpi coltiva
il sereno approdo
dalle ore segnata osa e
nel rifugio - porto certo -
amata placa
delle tue acque il mio
bagna
nei tuoi ardori poggia
allora
intenso salirà l’eterno
e per sempre
sussurrerà alla vita
michele
(san severo, 24/11/2011 6.35.44)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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venerdì 18 novembre 2011
Ente/Entità
Ente/Entità
L’ente uomo può riconoscersi nell’entità del sé solo partecipando dell’umanità.
Egli, cioè, trasferisce il sé stesso particolare nell’entità - umanità – universale che è a lui superiore, in quanto lo contiene seppure non esautorandolo.
Colui che aborre la contaminazione, esasperando il sé da essa ne è fuori, pur non potendo estraniarsene.
Ecco il senso dell’uomo: partecipare dell’umanità.
Il destino soggettivo compie se stesso nella partecipazione del sé oggettivo, l’umanità.
Michele Cologna
(18/11/2011 18.10.46)
L’ente uomo può riconoscersi nell’entità del sé solo partecipando dell’umanità.
Egli, cioè, trasferisce il sé stesso particolare nell’entità - umanità – universale che è a lui superiore, in quanto lo contiene seppure non esautorandolo.
Colui che aborre la contaminazione, esasperando il sé da essa ne è fuori, pur non potendo estraniarsene.
Ecco il senso dell’uomo: partecipare dell’umanità.
Il destino soggettivo compie se stesso nella partecipazione del sé oggettivo, l’umanità.
Michele Cologna
(18/11/2011 18.10.46)
miseria
miseria
di splendide vesti lo copri
e gongoli
si pavoneggia egli il misero
e gonfia
non s’avvede
e di sé ammalia la postura
bronzo oramai
nel freddo posa la funzione
e ne l’aureola cerca prometèo
più plasmabile fango
ancella d’ogni umano
lì nella sentina posta
adesso emergi subdola
e del meschino reggi il governo
michele
(san severo 15/11/2011 9.29.13)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/miseria/10150398337712480
di splendide vesti lo copri
e gongoli
si pavoneggia egli il misero
e gonfia
non s’avvede
e di sé ammalia la postura
bronzo oramai
nel freddo posa la funzione
e ne l’aureola cerca prometèo
più plasmabile fango
ancella d’ogni umano
lì nella sentina posta
adesso emergi subdola
e del meschino reggi il governo
michele
(san severo 15/11/2011 9.29.13)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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giovedì 10 novembre 2011
priva
priva
giaci priva
e della sospesa
a me lasci il tempo
scorrono…
bambini i nostri
poi giovani
e subito maturi
ora…
tu
lì su la soglia del vuoto
mentr’io
muovo tuttora il labirinto
è fatica grande
riposano in te i tuoi
i miei s’agitano orfani
la foce è atteso scalo
il dopo non c’appartiene
michele
(san severo 10/11/2011 9.32.28)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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giaci priva
e della sospesa
a me lasci il tempo
scorrono…
bambini i nostri
poi giovani
e subito maturi
ora…
tu
lì su la soglia del vuoto
mentr’io
muovo tuttora il labirinto
è fatica grande
riposano in te i tuoi
i miei s’agitano orfani
la foce è atteso scalo
il dopo non c’appartiene
michele
(san severo 10/11/2011 9.32.28)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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Occhi…
Occhi…
Lì dove altri trovano conforto, io tormento.
Alzano gli occhi al cielo e riempiono il vuoto.
Il mio abisso è cielo e terra senza spiraglio.
Non ho spazio intorno a me, se non un asfissiante pieno di nulla.
Cerco con le mani e non trovo appigli.
Orbite roteano l’illusione di tempo privo e giacciono.
L’inganno mostra il volto luminoso e nello spazio affonda.
Maschere fisse muovono formule catartiche.
Disegnati sorrisi scolorano scintille di fuoco.
Litanie d’amare bocche riversano veleno.
Nenie catturano afoni orecchi.
Ombre di senso riempiono l’ipertrofico sé…
E il cammino della cosa certa, inghiotte nell’assenza di sé i suoi passi.
Michele
(San Severo 06/11/2011 7.51.11)
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Lì dove altri trovano conforto, io tormento.
Alzano gli occhi al cielo e riempiono il vuoto.
Il mio abisso è cielo e terra senza spiraglio.
Non ho spazio intorno a me, se non un asfissiante pieno di nulla.
Cerco con le mani e non trovo appigli.
Orbite roteano l’illusione di tempo privo e giacciono.
L’inganno mostra il volto luminoso e nello spazio affonda.
Maschere fisse muovono formule catartiche.
Disegnati sorrisi scolorano scintille di fuoco.
Litanie d’amare bocche riversano veleno.
Nenie catturano afoni orecchi.
Ombre di senso riempiono l’ipertrofico sé…
E il cammino della cosa certa, inghiotte nell’assenza di sé i suoi passi.
Michele
(San Severo 06/11/2011 7.51.11)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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martedì 1 novembre 2011
idea
idea
idea d’una vita
amica degli scorsi miei
oggi il ritorno
e
nella fissità degli occhi
l’immutato fascino
ancora calamita il desiderio
m’afferri
e tra le fredde braccia
assopire con lo sguardo
il respiro è pace
sì
stanchi i miei anni
più reggono del tempo
il fardello
e…
tu del riposo regina
ordisci della fine
l’incanto
michele
(san severo 01/11/2011 19.41.13)
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idea d’una vita
amica degli scorsi miei
oggi il ritorno
e
nella fissità degli occhi
l’immutato fascino
ancora calamita il desiderio
m’afferri
e tra le fredde braccia
assopire con lo sguardo
il respiro è pace
sì
stanchi i miei anni
più reggono del tempo
il fardello
e…
tu del riposo regina
ordisci della fine
l’incanto
michele
(san severo 01/11/2011 19.41.13)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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