domenica 31 ottobre 2021

la quiete

la quiete
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apri, è quiete …
respiri e dio ti alita
di sé
senti e osservi, e
l’occhio vede, sei tu,
lui al mattino
ti riconosci e biasimi
il pensiero
taci dio! il silenzio è
io, una mattina senza
 
senza
 
cuore e anima, voce
intelletto
cane al fiuto e sazio
libero
l’impercettibile passo
ne il movimento
cammino d’orizzonte
privo
alcuna meta a erigersi
parola
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michele cologna
san severo, domenica 31 ottobre 2021
07:04:49
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Copyright© 2021 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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mercoledì 27 ottobre 2021

Per i cinquantacinque anni della tua dipartita, Padre

Per i cinquantacinque anni della tua dipartita, Padre
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Siamo a cinquantacinque papà!
E la mattina del nostro incontro, mancato addio, è vivo e indelebile nella mia mente.
Il bacio che fremeva e non ho avuto l’ardire.
Il viso amato pallido, lo struggimento mio.
Ti temevo, ma ti amavo papà.
Ho appena finito dei lavori insieme all’idraulico da Giovanni, il figlio che hai lasciato di soli sei mesi e mi metto al computer a scrivere.
A ricordare.
Parlarti.
Non so se domani mattina avrò tempo.
Settant’anni e ancora non riesco a recuperare quel riposo dei vecchi.
Forse non avrò fatto abbastanza per meritarlo.
Qualche giorno fa sono stato ringraziato da mio fratello Matteo, tuo figlio, e sento dolore.
“Per me Giovanni è come se fosse in una struttura, non ti debbo nulla!”
Non gli avevo chiesto niente, solo un poco di vicinanza in più.
È orgoglioso Giovanni e dice di non avere fratelli e sorelle, ma l’affermazione tradisce la sofferenza.
Hanno dimenticato di avere un fratello e malato e chissà pensano che il mio sacrificio venga compensato da quei quattro soldi di pensione.
Che miseria, padre mio!
Non credo che tu possa sapere, sarebbe sofferenza senza fine …
E Dio non poteva essere così crudele, dare ai morti la sofferenza dei vivi.
Tu riposi in pace e io mantengo la promessa a mammina che non l’avrei mai lasciato solo.
I miei fratelli, tuoi figli, non possono deviarmi.
È dura ma vado avanti, e Giovanni che mi sopravvivrà come è la regola del tempo, sarà accudito dai miei figlioli.
Potrei pensare errato e tu conoscendo la miseria della vita, ti aspetti la conferma.
È parola data, quella che tu mi hai insegnato a rispettare.
Nella parola c’è onore, e al tuo passaggio i cappelli si elevavano.
Immagini che non mi hanno mai abbandonato e mi hanno fatto soffrire per insufficienza.
La mia, padre.
Ho tanti dubbi e tentennamenti e invece tu eri sempre sicuro di te.
Quanto darei per saperlo.
Se le decisione erano figlie di quella sofferenza che tormenta anche per te.
Il ventotto ottobre 1962 di domenica mattina e aravo con il trattore.
Temevo la tua visita e cercavo d’essere attento e diligente, oggi nessuna ispezione mi aspetto, ma il vizio della cura è insito nel mio essere.
Domani mattina sarò ancora sul trattore come ad onorarti, padre mio.
Non lo so per quanti anni ancora celebrerò questa.
Già lì con te e la mamma è Carolina.
Stante all’anagrafe il prossimo sarò io e finalmente risponderai al mio perché che hai sempre fuggito con il silenzio.
Perché padre mio, mi hai lasciato così presto.
Cosa, come sarebbe stata la mia vita con te vicino?
Avrei voluto carezzare la tua vecchiaia, cerco la mano sul mio canuto capo.
A Te, alla Mamma, a Carolina …
Vale.
E io so aliquid sunt Manes.
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Michele Cologna
San Severo, venerdì 27 ottobre 2017
20:57:28
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lunedì 25 ottobre 2021

Come se, ed è …

Come se, ed è …
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Come se, ed è stata Poesia
la nostra.
Sì, Padre mio!
Perché l’Amore necessita de
il possibile che è assenza …
E noi, io e te,
in quello abbiamo sviluppato,
ipotizzato il noi.
Tu la genitorialità, e io la sua
assenza e di te il pieno.
Come se, ed è ancora …
il Noi che di Noi esiste.
Per quanto?
E il nostro Tempo ha e da molto,
trascorrente differenza.
Il tuo fisso ne l’eternità.
Il mio fugace l’attimo che si farà
eterno.
E quando il mio e il tuo
s’incontreranno, il Noi cesserà.
Più saremo, oh Padre mio.
E il “come se …”, sarà compiuto.
Poesia che muore.
Come questi miei, nostri se non
troveranno Amore.
Aporetico riscontro, negato pe’
niun’avvenire e storia.
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Michele Cologna
San Severo, lunedì 25 ottobre 2021
08:38:12
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Copyright© 2021 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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NB
Per la ricorrenza de la morte di mio padre, Leonardo.
Cinquantanove anni il 28 ottobre 2021.
 
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Anno 1962, la foto mia per l'iscrizione alle superiori, quella di mio padre per il rinnovo della patente.

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Mattina


 

Mattina

 

 

 

 

 

Aria stagna.

Mortifera.

Indifferente al giorno che nasce.

Il sole non irraggia e spara …

Luce bianca e di calore priva.

Quasi a distruggere lei,

pietosa bruma,

ultima a proteggere Caino.

 

 

 

 

Michele Cologna

San Severo, domenica 25 ottobre 2015

 

 

 

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domenica 24 ottobre 2021

Pensiamoci ogni sera al tramontar del sole …

 

Pensiamoci ogni sera al tramontar del sole …     
 
E si lasciava un mondo tragico alle sue spalle, l’uomo ragazzino invecchiato in fretta.
Tutto già aveva conosciuto, solo l’amore e lo sognava.
Un’ovatta che riparasse, coprisse, ottundesse.
Ma capirà dopo, tanto dopo, che l’amore risiede solo nel dare, donarsi e mai nel compenso.
Differenza che non bilancerà mai la lacuna.
Ché l’amore ha un senso invisibile e prospettico, disegna sul piano della vita il dopo.
 
Mi manca la tua voce, mi mancano i tuoi baci …
 
Tutto manca, dissolto in una memoria espansa e duole.
Un volo stanco che non penetra la notte e il piano a lo sguardo deforma sfumando.
Erano lacrime tradite …
Perché la vita inganna, tradisce le attese inventandosi necessità che il tempo …
E muore soffocando ne l’oceano mai attraversato.
 
Sono partito e di te mi è rimasta una sola speranza …
 
Ti penso di sera e di giorno, di notte e la speranza è amara.
Un veleno iniettato lungo i giorni che immunizza e la morte ti vive.
Muori vivendo a l’appuntamento mancato.
Perché Amore è un volo che gira in tondo e non contempla senso e marcia.
Tempo.
È quello che pigli e dai e la mano è cieca.
 
Pensiamoci …
 
Sempre e nel sempre il tutto e il Medico sanerà la Ferita che ne la Morte troverà lenimento.
 
Copyright© Michele Cologna
San Severo, mercoledì 24 ottobre 2018
09:23:59
  
 

venerdì 22 ottobre 2021

Avranno mai fine le parole vane?

Avranno mai fine le parole vane?
 
 
Non mi dà pace il pensiero che questa giovane atleta afgana non ci sia più, sia stata decapitata perché non voleva lasciare lo sport che praticava, la pallavolo.
Non è possibile accettarlo e invece?
Il silenzio.
Una notizia non notizia nel mare magnum del chi “se ne frega”.
Si sono organizzate le Crociate per liberare il Santo Sepolcro, un luogo e non per una giovane che il sacro lo porta negli anni e nella vita.
L’Occidente.
La Cristianità.
Dove?
Mi ha sconvolto l’assassinio, il femminicidio, ormai termine per lavarsi le coscienze, della donna presa a martellate.
Un uomo miserabile e indegno di vivere, che “doveva farlo”.
Sfida e arroganza a chi allibito assiste, “chiamate i carabinieri”.
Sporco di sangue si accende la sigaretta, come se avesse giustiziato il proprio maiale.
Non posso pensarci e il pensiero che quell’uomo non deve più vivere mi tormenta.
“Nessuno tocchi Caino”, è vero!
Ma che quell’uomo non debba più vivere è pensiero che non riesco a scacciare.
Berlusconi.
Questo indecente uomo che ha ammorbato l’Italia.
Ha corrotto il popolo italiano.
S’è macchiato di ogni reato.
Questo rifiuto umano, si propone per la carica massima italiana di Presidente della Repubblica, e non c’è sollevazione popolare.
Nessuna indignazione e la stampa ci discetta.
La repellenza sale e ti porta a recere.
Etica vo cercando.
Morale?
Si chiede tolleranza all’antifascismo!
La Meloni e Salvini, ma su!
Non sono chiari e non sanno prendere le distanze da coloro che ne professano il sentimento diffuso, ma, secondo voi, possono questi due portare al fascismo?
Crocetta, fondatore con la Meloni di Fratelli d’Italia.
Ancora costui, potevano i comunisti italiani fare le stesse cose che in Unione Sovietica?
Non sono stati al potere ed è stata cosa saggia.
La conventio ad excludendum giustificata.
Ho conosciuto gli attivisti comunisti.
Io.
Non tutti, ma non sono mai riuscito a capire la differenza di tantissimi con il fascismo.
Li differenziava il fronte.
Sani erano i dirigenti a differenza di oggi.
Perché oggi gli infetti, i malati sono proprio loro.
Il Covid ha ammazzato e ancora e ogni allentamento nei suoi confronti è contabilità di morti.
L’Italia del governo Draghi si è mossa bene e per una volta viene additata esempio.
Con le morti che hanno flagellato il Paese e dei poveretti No Vax che proprio non ce la fanno a capire, ci sono i distinguo.
Il Certificato Verde è oltraggio alle leggi e alla Costituzione, Massimo Cacciari.
”Taci, taci Mercuzio, taci! Tu parli di niente.”
E ti chiedi?
Domandi?
Avranno mai fine le parole vane?
 
Michele Cologna
San Severo, venerdì 22 ottobre 2021
08:37:42

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venerdì 15 ottobre 2021

soffia …

soffia …
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soffia forte il vento
ulula
straziante libertà e
s’anima fischiando
lei ferita
di no accorta mano
d’uomo
così la mia imposta
a serrare un tempo
governata speranza
di fanciullo a lei vita
che nega il sogno de
il soffio
fischio a disperdersi
su ali d’immenso …
 
tarpate al pensiero
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michele cologna
san severo venerdì 15 ottobre 2021
07:41:57
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