All’imbrunire, la sera
… lui
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Ha conosciuto donne a pelar patate la sera.
Uomini affrettare il passo all’imbrunire stanco.
Bimbi garruli e festanti, dopo il giorno scalzo …
… piedi di ferro.
Ha visto volti sereni, e voleva essere lui.
Provava vergogna il privilegio triste, lacrima
di una carezza mancata.
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Michele Cologna
San Severo, martedì 26 agosto 2014
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Copyright© 2014 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
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https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/allimbrunire-la-sera-lui/10152635577452480/
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venerdì 28 agosto 2020
prigioniero
M’aggiro prigioniero e non ho catene.
Limiti di campo o zona.
O manette ai polsi.
Affrancato cammino il campo della battaglia che non combatto.
E so già di aver perduto la guerra.
©MC
San Severo, domenica 28 agosto 2016
https://www.facebook.com/michele.cologna/posts/10210226325285609
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Limiti di campo o zona.
O manette ai polsi.
Affrancato cammino il campo della battaglia che non combatto.
E so già di aver perduto la guerra.
©MC
San Severo, domenica 28 agosto 2016
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mercoledì 26 agosto 2020
e non è spesa
e non è spesa
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dei sospesi
non è dare né avere
acquisti
immanenza a l’essere che ignora
e sia sciagura o respiro
non è dato
tribunale d’alcun giudice assiso
è
a scendere cieco dirupi evitati
e no’ è passato né presente
stazione diserta
residuo
debito di niente
credito di nulla
inevasa “cosa” che non appartiene
né pe’ geni e destino
pendente senza riscontro
,
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michele cologna
san severo giovedì 27 agosto 2020
07:34:29
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Copyright© 2020 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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Il Pezzente e il …
Il Pezzente e il …
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L’Uomo ha perso il Sacro.
Ha lasciato Dio.
Il Mistero e l’Umanità.
Da Ente di Dio al diniego …
passando per l’avere.
E dommi e scritture, fede.
Appartenenza e il Padre.
La Mamma e il Fratello.
Il Destino.
Tutto Egli ha perduto, lasciato,
cambiato o negato.
Il Terremoto no!
Un cane che si scrolla la pulce.
La grattata di pancia del gatto.
Una colite.
Non fa male la presenza come
l’assenza.
Dio non gli ha dato sostanza.
È dell’Uomo e impreca.
Pezzente.
“L’Uomo è pezzente, perché perde la Messa e bestemmia i Santi.”
E il Dio dov’era e il destino …
ne la voce de l’Infame, giaculatorie.
E dimentica che le case non le fa Dio,
sol’egli e la sua miseria.
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Michele Cologna
San Severo, venerdì 26 agosto 2016
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Copyright© 2016 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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NB
Non è poesia.
È sintesi.
L’Uomo con il terremoto e non Dio ha negato all’uomo la Morte.
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L’Uomo ha perso il Sacro.
Ha lasciato Dio.
Il Mistero e l’Umanità.
Da Ente di Dio al diniego …
passando per l’avere.
E dommi e scritture, fede.
Appartenenza e il Padre.
La Mamma e il Fratello.
Il Destino.
Tutto Egli ha perduto, lasciato,
cambiato o negato.
Il Terremoto no!
Un cane che si scrolla la pulce.
La grattata di pancia del gatto.
Una colite.
Non fa male la presenza come
l’assenza.
Dio non gli ha dato sostanza.
È dell’Uomo e impreca.
Pezzente.
“L’Uomo è pezzente, perché perde la Messa e bestemmia i Santi.”
E il Dio dov’era e il destino …
ne la voce de l’Infame, giaculatorie.
E dimentica che le case non le fa Dio,
sol’egli e la sua miseria.
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Michele Cologna
San Severo, venerdì 26 agosto 2016
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Copyright© 2016 Michele Cologna
diritti e riproduzione anche parziali
riservati
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NB
Non è poesia.
È sintesi.
L’Uomo con il terremoto e non Dio ha negato all’uomo la Morte.
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Il dubbio
Il dubbio
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Il dubbio ci stava e cresceva!
Ora ne ho la certezza.
Un po’ di tempo lontano da FB e non per vacanze o divertimento, solo per lavoro e ti trovi immerso nel mondo reale.
Quello di tutti i giorni e della vita che si confronta con il quotidiano.
Vero, tosto che non fa sconti.
È migliore e più vero!
Crudo.
Il dolore non è solo parola, ma gesto operativo.
La gioia e la verità d’essa è una stretta di mano che non abita le “emoticon”.
Senti e vedi gli occhi, lo sguardo che anche quando nasconde parla.
Il palpito della vita che è Parola sofferta, asciutta, determinata, rivoluzionaria.
Di leoni della tastiera nemmeno l’ombra!
Astio è molto, rabbia.
Risentimento e voglia di riscatto.
Niente frasi fatte e finte.
Ingannevoli alla Renzi, Di Maio, Salvini, Berlusconi e tutto il Mondezzaio politico e pseudo tale.
Anche quello dei mass media.
Di cultura posticcia e concetti ripetuti a pappagallo neanche l’ombra.
Insomma quella verità della porta accanto che nessuno tiene più in conto.
Fatta di furbizie, bugie, piccoli inganni, ma anche di un residuo di umanità cruda, limata e ipocritamente vera.
Quella socialità, convivenza, appartenenza che ha fatto l’uomo grande nella miseria.
Manca il reale a questa nostra vita miserabile, consumata dietro a un video, un monitor, uno smartphone, un cellulare e saluti e baci, cuoricini e ti amo di circostanza.
Finti.
Non trarrò conclusioni!
Resterò sui social ma lavorerò affinché la concretezza della realtà si faccia strada anche qui.
Il gruppo delle mie amicizie già si differenzia per valore, cultura, civiltà, ragionamento e convivenza.
Non ci sono né leoni del web e neanche affrettati eruditi del nulla.
Ma ancora più uno sforzo comune di tutti.
Facciamo formazione e informazione, cultura e civismo, appartenenza nelle diversità che sono ricchezza.
Uno spicchio di mondo reale nel virtuale.
A tutti, le amiche e gli amici chiunque legga, la determinazione nell’impegno.
Come a dare una mano al bambino che allunga la sua cercando.
Con amicizia e stima, a tutti grazie.
©
Michele Cologna
San Severo, sabato 26 agosto 2017
08:58:01
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10213848521038239&set=a.1495850607271&type=3
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Il dubbio ci stava e cresceva!
Ora ne ho la certezza.
Un po’ di tempo lontano da FB e non per vacanze o divertimento, solo per lavoro e ti trovi immerso nel mondo reale.
Quello di tutti i giorni e della vita che si confronta con il quotidiano.
Vero, tosto che non fa sconti.
È migliore e più vero!
Crudo.
Il dolore non è solo parola, ma gesto operativo.
La gioia e la verità d’essa è una stretta di mano che non abita le “emoticon”.
Senti e vedi gli occhi, lo sguardo che anche quando nasconde parla.
Il palpito della vita che è Parola sofferta, asciutta, determinata, rivoluzionaria.
Di leoni della tastiera nemmeno l’ombra!
Astio è molto, rabbia.
Risentimento e voglia di riscatto.
Niente frasi fatte e finte.
Ingannevoli alla Renzi, Di Maio, Salvini, Berlusconi e tutto il Mondezzaio politico e pseudo tale.
Anche quello dei mass media.
Di cultura posticcia e concetti ripetuti a pappagallo neanche l’ombra.
Insomma quella verità della porta accanto che nessuno tiene più in conto.
Fatta di furbizie, bugie, piccoli inganni, ma anche di un residuo di umanità cruda, limata e ipocritamente vera.
Quella socialità, convivenza, appartenenza che ha fatto l’uomo grande nella miseria.
Manca il reale a questa nostra vita miserabile, consumata dietro a un video, un monitor, uno smartphone, un cellulare e saluti e baci, cuoricini e ti amo di circostanza.
Finti.
Non trarrò conclusioni!
Resterò sui social ma lavorerò affinché la concretezza della realtà si faccia strada anche qui.
Il gruppo delle mie amicizie già si differenzia per valore, cultura, civiltà, ragionamento e convivenza.
Non ci sono né leoni del web e neanche affrettati eruditi del nulla.
Ma ancora più uno sforzo comune di tutti.
Facciamo formazione e informazione, cultura e civismo, appartenenza nelle diversità che sono ricchezza.
Uno spicchio di mondo reale nel virtuale.
A tutti, le amiche e gli amici chiunque legga, la determinazione nell’impegno.
Come a dare una mano al bambino che allunga la sua cercando.
Con amicizia e stima, a tutti grazie.
©
Michele Cologna
San Severo, sabato 26 agosto 2017
08:58:01
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… vi faccio l’esempio
… vi faccio l’esempio
Mi sono sposato molto presto.
Giovanissimo.
Il 26 febbraio 1968, non ancora vent’anni compiuti.
Avevo fretta e tornato da Milano, dove pur discriminato “Terrone”,
ho potuto scegliere ogni lavoro e farmi valere, necessitavo di guadagnare.
Già due figli, Stefania e Leonardo e Tonia a casa.
Un fitto spropositato, ventiseimilacinquecento lire al
mese.
Era il sedici febbraio 1971 quando firmai il contratto.
Tre mesi di caparra, così si diceva allora e alcun
lavoro.
Per la proporzione a chi non ha memoria, lo stipendio
mensile di un insegnante si aggirava intorno alle sessantamila lire, del
professore qualche diecimila lire in più.
La nascita di mio figlio Leonardo, 10 dicembre del 1970,
mi aveva messo le ali ai piedi.
Non potevo più restare a Milano.
Era nato Cologna Leonardo e doveva calcare le orme dell’altro.
Il padre mio e del quale mio figlio la continuità.
Non avevo niente, neanche la mutua e quella della povertà
mi veniva negata.
Pensai un lavoro e servivano i soldi.
C’erano le banche locali e socio dirigente, un vecchio
amico di mio padre.
Può darsi anche solo conoscente, per mestiere, l’agricoltore.
Ma non avendo altra possibilità, mi recai da lui e, “Don
Simone, …”.
“Quale problema, figlio mio, tu sei figlio di Narduccio
Cologna, tuo padre era un signore e tu non puoi essere che come tuo padre”.
Chiamò il direttore, “Quello che il ragazzo vuole, sono
io il garante”.
Pensate, ancora oggi sento il forte al naso e gli occhi
inumidiscono.
Uscii dalla disperazione e il lavoro.
Poi l’acquisto della casa, poi i figli all’università, il
vivere.
Non so quanti mutui e prestiti abbia fatto.
Quanti!
Sempre “sedia e cappello”, così si diceva una volta.
L’uomo era Uomo e Dio camminava insieme a lui.
Così era e ora non è più.
Peggio?
Meglio?
L’anno scorso, un mio stabile abbastanza grande e non si
riusciva a farne alcun uso, fittarlo impossibile perché l’inquilino ritiene suo
dovere non pagare il fitto, così il pensiero del B&B.
O fitta camere.
L’ho trasformato in quattro bilocali.
Partiti da una spesa che si è man mano più che
raddoppiata.
Quasi triplicata.
La pandemia, il confinamento e quello che stiamo vivendo,
soldi a non finire e niente ad entrare.
Ho chiesto alla banca e sono vecchio.
Un garante, mia figlia.
Va bene, sì!
Si cambia, non va bene!
La figlia la richiedente e io il garante.
Ma siamo pazzi!
Il sistema automatico rifiuta il Vecchio.
Non può avere niente.
Non vale un … come direbbe il Marchese del Grillo.
L’esempio è tutto qui!
La morale, le morali?
Tutti possiamo trarne quante ne vogliamo.
Io mi soffermo sull’uomo.
L’uomo che cessa d’essere tale con la sua storia.
Non esiste più se non come unità aspecifica di una
informe moltitudine.
Io e il delinquente, il furbo, il vigliacco, il mariolo, il
truffatore e tutte le categorie che volete mettere, siamo uguali.
La stessa cosa.
Una macchina a decidere.
La mia storia di settantatre anni non esiste.
Il giovane per bene è come quello per male.
Non c’è stimolo al miglioramento, non serve.
Di più, stroncata ogni possibilità d’iniziativa.
I depotenziati mentali pensano che sia cessato il
privilegio e siamo tutti uguali dinanzi alla macchina.
Ma i non uguali non andranno mai davanti a quella
macchina, non ne necessitano.
Le loro corsie sono altre.
Una Elite e una massa estesa amorfa.
Invisibile se non come quantità.
La ricchezza sconfinata e la necessità senza soluzione.
L’uomo non esiste più.
Non ha storia.
Michele Cologna
San Severo, mercoledì 26 agosto 2020
07:48:46
martedì 25 agosto 2020
tu cantore
tu cantore
.
.
.
.
.
l’orma sua più calca
le usate tue spiagge
e mani a l’amata fonte
non attingono acqua
stessa che bagnando
le sue le rese feconde
e terre ricche furono
di virgulti e pascoli
polla in abbandono
ora sì ella prosciuga
tra dolenti steccati e
téma andata frescura
tu cantore invocala ché
al viandante ceda e…
svuotando la sua di sete
le dia foga e corso nuovi
.
.
.
.
michele cologna
(san severo martedì 21 agosto 2012)
.
.
.
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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l’orma sua più calca
le usate tue spiagge
e mani a l’amata fonte
non attingono acqua
stessa che bagnando
le sue le rese feconde
e terre ricche furono
di virgulti e pascoli
polla in abbandono
ora sì ella prosciuga
tra dolenti steccati e
téma andata frescura
tu cantore invocala ché
al viandante ceda e…
svuotando la sua di sete
le dia foga e corso nuovi
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michele cologna
(san severo martedì 21 agosto 2012)
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