venerdì 15 marzo 2013

Io e la mia etica

Io e la mia etica

Sono un aristocratico dell’etica e voglio ostentare nella mia osservazione la condizione.
Porgere al mio sguardo gli acquisiti natali, e nel disprezzo esplicare l’essenza.
La pletora dei Pezzenti strisciante ai miei piedi mi ripaga.
Berlusconi, Monti, Casini, Bersani, Di Pietro, Ingroia, Vendola, Grillo e la folla sterminata dei loro pari e adepti non sono che esseri striscianti, che calpesto dall’alto della mia aristocratica condizione.
Sono un eletto perché né gli officianti del nuovo Dio Denaro, né la borghesia degli arrivisti, né i malavitosi degli affari, né i fautori dell’illecito, né i proletari senza prole e braccia, né i somatari dell’apparire possono raggiungermi.
Godo e vivo la condizione di colui che regge e nutre di sé, e forte della sua condizione da nessun Pezzente raggiungibile.
Pezzenti, pezzenti tutti, come osate volgere lo sguardo tanto in alto da chiedere il mio voto?!

Michele Cologna

San Severo, venerdì 15 febbraio 2013

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Trascorsi

Trascorsi



Momenti di vita andata, trascorsi.
Gioie sfiorate, subiti affronti.
Speranze inseguite, poche agguantate e tante sfuggite.
Consolazione in ritirata e amarezza.
Attimi non colti e perduti.
Nessun ritorno.
Vita attraversata di pianti, lacrime di tempo e assuefazione.
Istanti, felicità di scampato, e duole …
Duole dolore d’andato e non del tutto attraversato.
Tappeto non consumato di passi perenni in cammino.
Inconsunte vie.
E dondola il capo il destino …
Materia dal senno fuggita e il recupero.
Illusione di perpetui, intonsi ritorni.


Michele Cologna

(San Severo, domenica 10 febbraio 2013)

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osserva

osserva




osserva e l’occhio non vede
in rassegna egli scorre il respiro
e ne gli interstizi
de il vuoto scorge spazi che
infiniti di sé non portano traccia

e ne l’assenza
tristezza di nulla si riempie e
legando frammenti d’ignoto
cementa il mancante
fulgente dio d’ogni destino

partecipante assente



michele cologna

(san severo mercoledì 6 febbraio 2013)


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voce

voce




cantilenante lei
carezzava il suono … e
lui - ne l’armonia d’ella -
coi sensi sfiorava il ricordo

erano tocchi lievi
e bianche mani in affusolati
gesti compievano l’antico -
rito a l’altare de l’amore

bocche schiudevano
voluttuose le labbra al bacio
e profumi di turgide essenze
lasciavano i palpitanti petali

di vibrante passione ardeva
il non sopito spirto e
echi ritorno di già ascoltati
trascorsi afferravano il timbro




michele cologna

san severo venerdì 1 febbraio 2013



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vento

vento




giocoso soffiava le foglie e
garrule elle occhieggiavano
di argentei sorrisi il sole
mentre il capo piegavano
a lui silenziosi i ramoscelli

era danza di gioia e loro
zampettando felici e pennuti
adornavano di colori l’aria
e lì - ondeggiando suoni -
gorgheggiavano la posa

l’incanto scendeva e
nei passi rallentava il tempo
che pur sempre frettoloso
ora al braccio d’armonia
intratteneva la parola




michele cologna

(san severo martedì 22 gennaio 2013)




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calco

calco




al presente il destino
deprivato di sé
speranza abbandonava
e giovane nei petali
il profumo ne la vanità
spandeva rincorrendo
de le forme il fiore
e maquillage e cere
immagini cavalcavano
condizioni ne il diniego
piegate e lacrime
lai di trascorsi confusi
piangeva l’incerto



michele cologna

(san severo domenica 13 gennaio 2013)


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L’Immanente

L’Immanente




Ed era il Padre Eterno.
Il Padre Eterno era Dio.
Dio era pane e acqua, carestia e ringraziamento.
E l’uomo al mattino baciava la Terra: “Dio, non peggio” e segnandosi, copriva la testa.
Dio era le cose e le cose la terra.
I frutti della terra il dono di Dio.
E Dio distribuiva e nella distribuzione c’era la memoria dell’operato e il merito.
Operosità e timore.
Timor di Dio e rispetto.
Le cose avevano l’anima e nel nome la dignità.
L’oltraggio offesa a Dio e la sua vendetta.
Dio “paga sempre” e l’attesa fardello.
Il fio obolo.
Questo era.
E in unione Uomo e Dio, Terra e Frutto, le cose…
Tutto camminava il senso.
E il senso fatica e dolore, sudore amaro e malattia.
Fortuna.
Gioia e ricompensa, a volte.
E l’uomo scopriva il capo, baciava il dorso della mano e con il bacio toccava terra e rendeva grazie al Padre Eterno.
Ormai sera e il letto riposava il giorno.
La notte la fatica e l’alba attendeva.
Era…



Michele Cologna

(San Severo, giovedì 10 gennaio 2013)



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