lei
ti porto e
nei passi non lasci
presa
aguzzi essi lacerano
artigliando l’anima
mentre
ella pascola il tempo
e in sé
lacera le carni
che di dolore pazzo
assistono straziate
al figlio morto
lutto di un passato
che stagna
lei di presente senza
michele cologna
(san severo 11 luglio 2012)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/lei/10151027969687480
sabato 14 luglio 2012
lunedì 9 luglio 2012
Tempo breve
Tempo breve
Il mio tempo breve è troppo lungo per le mie esili forze.
Dilatano e non trovano argini le mie ferite.
Stanche le mie mani non trovano la fermezza per scrivere fine.
Sciolgo in un lago di sudore che è promessa di morte.
E non arriva.
Riposare la mia vita che ho molto amato, pur non essendomi mai piaciuta.
Custode non accorto dei propri beni.
Imprenditore folle che ha investito negli affetti e si è dissipato.
Sciolto.
Esule rinnegato del sé profuso.
Piangi senza lacrime e silenzio accoglie il silenzio.
Tempo scaduto che non cede il passo.
Sentire senza ascolto.
Amare d’amore privo.
Riempire d’assenze il vuoto.
Piegare i ginocchi alla terra.
Nel velo della notte regredire.
Chiudo gli occhi alla luce stanco.
È tempo di riposo.
Michele Cologna
(San Severo, sabato 7 luglio 2012)
Copyright 2012 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/tempo-breve/10151017723562480
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Il mio tempo breve è troppo lungo per le mie esili forze.
Dilatano e non trovano argini le mie ferite.
Stanche le mie mani non trovano la fermezza per scrivere fine.
Sciolgo in un lago di sudore che è promessa di morte.
E non arriva.
Riposare la mia vita che ho molto amato, pur non essendomi mai piaciuta.
Custode non accorto dei propri beni.
Imprenditore folle che ha investito negli affetti e si è dissipato.
Sciolto.
Esule rinnegato del sé profuso.
Piangi senza lacrime e silenzio accoglie il silenzio.
Tempo scaduto che non cede il passo.
Sentire senza ascolto.
Amare d’amore privo.
Riempire d’assenze il vuoto.
Piegare i ginocchi alla terra.
Nel velo della notte regredire.
Chiudo gli occhi alla luce stanco.
È tempo di riposo.
Michele Cologna
(San Severo, sabato 7 luglio 2012)
Copyright 2012 Michele Cologna
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venerdì 6 luglio 2012
il fiore
il fiore
ne la sua fiero
- ornata bellezza -
immobili si stagliavano
de gli orli i tratti
e
ne i suoi odorosi
schiusi petali
racchiudeva divina
de gli dei colei
che a ogni struscio
l’aria di sé
e…
profumava il tempo
michele cologna
(san severo 04/07/2012 18.18.35)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/il-fiore/10151007503307480
ne la sua fiero
- ornata bellezza -
immobili si stagliavano
de gli orli i tratti
e
ne i suoi odorosi
schiusi petali
racchiudeva divina
de gli dei colei
che a ogni struscio
l’aria di sé
e…
profumava il tempo
michele cologna
(san severo 04/07/2012 18.18.35)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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mercoledì 4 luglio 2012
il vuoto
il vuoto
e precipiti...
in esso d’infiniti colmo
i minori
ridda di pieni
presenze d’assenti
mancati per avere
e - ancor più -
per il non potere
cose affacciano ella
di sparute bellezze
e pianti lasciati
imperizia del caso
e scivola senza freni
necessità d’amore
ora lacrime intonse
turbe di consumati lai
michele cologna
(san severo 19/06/2012 7.02.46)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/il-vuoto/10150974770227480
e precipiti...
in esso d’infiniti colmo
i minori
ridda di pieni
presenze d’assenti
mancati per avere
e - ancor più -
per il non potere
cose affacciano ella
di sparute bellezze
e pianti lasciati
imperizia del caso
e scivola senza freni
necessità d’amore
ora lacrime intonse
turbe di consumati lai
michele cologna
(san severo 19/06/2012 7.02.46)
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sabato 16 giugno 2012
Il Ciclo
Il Ciclo
Tu, che ora t’alzi e mi ferisci gli occhi, dimmi, della tua luce che mi porta il giorno, io cosa me ne faccio?
Non ho amori e cure cui splendore arrechi del tuo il mio.
È solo egli, e spande e dissipa, e alcun ritorno alimenta della pena alleviandola, il corso.
Trascinerà le ore e stanco di presenze assenti, aspetterà lei che nell’indistinto, rifugio de l’incerto, porterà le attese, e nello scuro affogherà le ombre.
E il ciclo alimenta di sé il tempo che vive questi e ignaro consumerà l’inganno.
Ora questo, io sento di dire a te.
E tu?
Perché implacabile picchi e le mie infiammi?
C’è un motivo a me sconosciuto?
Che t’abbia io mancato onori e grazie?
Sempre del tuo incanto ho onorato il tuo!
Di te ho alimentato il sentire e l’amore ho sparso.
Nulla mi torna, e credo ch’abbia io mancato!
In cosa non saprei.
Ho dato a mani ampie diffondendo, ciò che m’è stato negato.
Amato come nessuno e mi sono sparso, dissipato.
Disperso e più mi contengo.
Otre sfiancato troppa acqua ha trasportato e ora perde lacrime da tutti i pori.
Chiudi la luce sui miei occhi stanchi e risparmia allo sguardo offeso l’onta.
Per pietà, egli non merita.
Michele Cologna
(San Severo, giovedì 14 giugno 2012)
Copyright 2012 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/il-ciclo/10150963759292480/
https://www.facebook.com/michele.cologna
Tu, che ora t’alzi e mi ferisci gli occhi, dimmi, della tua luce che mi porta il giorno, io cosa me ne faccio?
Non ho amori e cure cui splendore arrechi del tuo il mio.
È solo egli, e spande e dissipa, e alcun ritorno alimenta della pena alleviandola, il corso.
Trascinerà le ore e stanco di presenze assenti, aspetterà lei che nell’indistinto, rifugio de l’incerto, porterà le attese, e nello scuro affogherà le ombre.
E il ciclo alimenta di sé il tempo che vive questi e ignaro consumerà l’inganno.
Ora questo, io sento di dire a te.
E tu?
Perché implacabile picchi e le mie infiammi?
C’è un motivo a me sconosciuto?
Che t’abbia io mancato onori e grazie?
Sempre del tuo incanto ho onorato il tuo!
Di te ho alimentato il sentire e l’amore ho sparso.
Nulla mi torna, e credo ch’abbia io mancato!
In cosa non saprei.
Ho dato a mani ampie diffondendo, ciò che m’è stato negato.
Amato come nessuno e mi sono sparso, dissipato.
Disperso e più mi contengo.
Otre sfiancato troppa acqua ha trasportato e ora perde lacrime da tutti i pori.
Chiudi la luce sui miei occhi stanchi e risparmia allo sguardo offeso l’onta.
Per pietà, egli non merita.
Michele Cologna
(San Severo, giovedì 14 giugno 2012)
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mercoledì 13 giugno 2012
delirio
delirio
e il dì de la tua pesante
con sé addurrà l’assenza
nessuna gioia toccherà
e il giorno d’ella ferito
già le tenebre attende
uno solo no l’abbandona
il pensiero e il travaglio
ne la notte di te grave
mutilazione con sé porta
risveglio al martirio
il respiro si conduce
e… assai lo strazio
ragione non tiene bordo
e il cammino sé disperde
tristo l’ascolto di pietà
non nutre mentre ch’egli
il dono germoglia…
e
d’amore senza fine ama
lei gioia e sofferenza
delirio dei tempi – tutti
michele cologna
(san severo sabato 9 giugno 2012)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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e il dì de la tua pesante
con sé addurrà l’assenza
nessuna gioia toccherà
e il giorno d’ella ferito
già le tenebre attende
uno solo no l’abbandona
il pensiero e il travaglio
ne la notte di te grave
mutilazione con sé porta
risveglio al martirio
il respiro si conduce
e… assai lo strazio
ragione non tiene bordo
e il cammino sé disperde
tristo l’ascolto di pietà
non nutre mentre ch’egli
il dono germoglia…
e
d’amore senza fine ama
lei gioia e sofferenza
delirio dei tempi – tutti
michele cologna
(san severo sabato 9 giugno 2012)
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giovedì 7 giugno 2012
l’eco…
l’eco…
svettano commossi
e dei veli ancor agitano
asciugate lacrime
de il nostro la notte
ha squarciato il buio
e l’eco di sé la piana
coprendo e i monti
salendo ha prodotto
d’amore lontano
lo strazio e il pianto
privo il mattino di te
in sé adduce dolce
il sonno e de il fiore
tuo l’ansia nei petali
schiusi il profumo
michele cologna
(san severo, martedì 5 giugno 2012)
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svettano commossi
e dei veli ancor agitano
asciugate lacrime
de il nostro la notte
ha squarciato il buio
e l’eco di sé la piana
coprendo e i monti
salendo ha prodotto
d’amore lontano
lo strazio e il pianto
privo il mattino di te
in sé adduce dolce
il sonno e de il fiore
tuo l’ansia nei petali
schiusi il profumo
michele cologna
(san severo, martedì 5 giugno 2012)
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