Il Ciclo
Tu, che ora t’alzi e mi ferisci gli occhi, dimmi, della tua luce che mi porta il giorno, io cosa me ne faccio?
Non ho amori e cure cui splendore arrechi del tuo il mio.
È solo egli, e spande e dissipa, e alcun ritorno alimenta della pena alleviandola, il corso.
Trascinerà le ore e stanco di presenze assenti, aspetterà lei che nell’indistinto, rifugio de l’incerto, porterà le attese, e nello scuro affogherà le ombre.
E il ciclo alimenta di sé il tempo che vive questi e ignaro consumerà l’inganno.
Ora questo, io sento di dire a te.
E tu?
Perché implacabile picchi e le mie infiammi?
C’è un motivo a me sconosciuto?
Che t’abbia io mancato onori e grazie?
Sempre del tuo incanto ho onorato il tuo!
Di te ho alimentato il sentire e l’amore ho sparso.
Nulla mi torna, e credo ch’abbia io mancato!
In cosa non saprei.
Ho dato a mani ampie diffondendo, ciò che m’è stato negato.
Amato come nessuno e mi sono sparso, dissipato.
Disperso e più mi contengo.
Otre sfiancato troppa acqua ha trasportato e ora perde lacrime da tutti i pori.
Chiudi la luce sui miei occhi stanchi e risparmia allo sguardo offeso l’onta.
Per pietà, egli non merita.
Michele Cologna
(San Severo, giovedì 14 giugno 2012)
Copyright 2012 Michele Cologna
tutti i diritti riservati
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sabato 16 giugno 2012
mercoledì 13 giugno 2012
delirio
delirio
e il dì de la tua pesante
con sé addurrà l’assenza
nessuna gioia toccherà
e il giorno d’ella ferito
già le tenebre attende
uno solo no l’abbandona
il pensiero e il travaglio
ne la notte di te grave
mutilazione con sé porta
risveglio al martirio
il respiro si conduce
e… assai lo strazio
ragione non tiene bordo
e il cammino sé disperde
tristo l’ascolto di pietà
non nutre mentre ch’egli
il dono germoglia…
e
d’amore senza fine ama
lei gioia e sofferenza
delirio dei tempi – tutti
michele cologna
(san severo sabato 9 giugno 2012)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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e il dì de la tua pesante
con sé addurrà l’assenza
nessuna gioia toccherà
e il giorno d’ella ferito
già le tenebre attende
uno solo no l’abbandona
il pensiero e il travaglio
ne la notte di te grave
mutilazione con sé porta
risveglio al martirio
il respiro si conduce
e… assai lo strazio
ragione non tiene bordo
e il cammino sé disperde
tristo l’ascolto di pietà
non nutre mentre ch’egli
il dono germoglia…
e
d’amore senza fine ama
lei gioia e sofferenza
delirio dei tempi – tutti
michele cologna
(san severo sabato 9 giugno 2012)
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giovedì 7 giugno 2012
l’eco…
l’eco…
svettano commossi
e dei veli ancor agitano
asciugate lacrime
de il nostro la notte
ha squarciato il buio
e l’eco di sé la piana
coprendo e i monti
salendo ha prodotto
d’amore lontano
lo strazio e il pianto
privo il mattino di te
in sé adduce dolce
il sonno e de il fiore
tuo l’ansia nei petali
schiusi il profumo
michele cologna
(san severo, martedì 5 giugno 2012)
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svettano commossi
e dei veli ancor agitano
asciugate lacrime
de il nostro la notte
ha squarciato il buio
e l’eco di sé la piana
coprendo e i monti
salendo ha prodotto
d’amore lontano
lo strazio e il pianto
privo il mattino di te
in sé adduce dolce
il sonno e de il fiore
tuo l’ansia nei petali
schiusi il profumo
michele cologna
(san severo, martedì 5 giugno 2012)
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