in te
in te - porto sicuro -
terminare il corso
prima de l’ultimo però
per sempre approdo
lascia che navighi egli
acque incerte…
marosi di bianca schiuma
e lidi e coste
già di pensieri consunti
attendono essi del tragitto
suo l’orma e senza
non abbassano sipario
michele
(san severo 19/01/2012 9.34.28)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/in-te/10150564817417480
domenica 29 gennaio 2012
giovedì 19 gennaio 2012
così
così
mentre il mento al petto piega
nel tragitto
furore trafigge gli occhi
e lampi
percuotono terra e monti
acque
ella non arrende
lo scettro non posa
è regina
così
nella fissità del tempo l’attimo
ancora lei
governerà amore
michele
(san severo 19/01/2012 8.15.35)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/cos%C3%AC/10150539660197480
mentre il mento al petto piega
nel tragitto
furore trafigge gli occhi
e lampi
percuotono terra e monti
acque
ella non arrende
lo scettro non posa
è regina
così
nella fissità del tempo l’attimo
ancora lei
governerà amore
michele
(san severo 19/01/2012 8.15.35)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/cos%C3%AC/10150539660197480
lunedì 16 gennaio 2012
il fiore
il fiore
rosso scarlatto
apriva alla vita
e
di desiderio
espandeva di sé
i profumi
il fiore
e rideva rideva
rideva…
michele
(san severo, 16/01/2012 7.40.49)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/il-fiore/10150531987417480
rosso scarlatto
apriva alla vita
e
di desiderio
espandeva di sé
i profumi
il fiore
e rideva rideva
rideva…
michele
(san severo, 16/01/2012 7.40.49)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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martedì 10 gennaio 2012
Risposta semiseria intorno alla tirannia o della legge della IV volta
Tu, Elisio, mi chiedi perché la quarta volta!
Risposta semiseria intorno alla tirannia o della legge della IV volta.
È facile il ragionamento, amico caro!
Se in un rapporto d’amicizia, d’amore, collaborazione o altro capita una cosa la prima volta, tu ci resti male e pensi.
Alla fine poi, prevale il pensiero che magari è capitato ma non c’era precisa volontà.
O che non s’è valutato bene il gesto, la parola ecc.
La seconda volta.
Beh!, non è più casuale e ripensi.
Questa volta però, entra in gioco il calcolo e questo ti fa recedere da qualsiasi soluzione drastica e ci s’affida alla sospensione in attesa di.
La terza volta.
Non ci pensi più e l’unica decisione è la rottura!
Però, c’è quel dannato però con il quale debbono fare di conto i sentimenti.
E si arriva quasi sempre alla giustificazione rinviando il tutto alla volta successiva.
Puntuale arriva la quarta volta.
Ecco!
Ora sei al bivio.
Il produttore delle “volte” pensa questo è un coglione e accetterà tutto e va sicuro.
Il ricevitore delle “volte” – lo metto ancora tra virgolette – non ha più scelte: o rompe mettendosi le mani in tasca, e, allontanandosi con il fischio sulle labbra, va via; oppure resta, e recita la parte che l’altro gli ha assegnato.
***
Ti chiude il telefono in faccia la tua morosa, Elisio!
Cosa fai?
Ti viene di pensare che è una stronza, ma poi ripercorri il cammino e la giustifichi pensando: sì, m’ha chiuso il telefono, però io stavo gridando!
Me la sono meritata.
La seconda volta e sembra una replica della prima.
Tu che gridavi e lei che ti chiudeva il telefono.
Ripercorri col pensiero, e t’accorgi sì che urlavi, ma lei aveva detto delle cose che sapeva di certo ti avrebbero mandato in bestia.
Ti proponi di non gridare più e così lei non farà più il gesto.
Capita la terza volta.
Idem.
La prima reazione: la mando a quel paese, basta!
Il magone, trovi tutte le possibili giustificazioni e fai il pollo.
Ha un caratterino, sì!, però è tanto affettuosa e mi vuole bene.
Va tutto bene e inizi a pensare che hai preso la decisione giusta: lei è brava e t’ama.
Sei al telefono, la senti nervosa e ti contagia.
Cerchi di contenerti e dare spiegazioni pacate alle domande incalzanti miranti a farti perdere la calma.
Non c’è risposta giusta e tu ti alteri.
Subito e puntuale arriva il “non gridare, non lo sopporto!”.
Tu stai per scoppiare e ti trattieni, ma lei già t’ha chiuso il telefono in faccia.
È la quarta volta!
***
Non c’è più rabbia e ti senti sollevato.
L’hai scampata!
La parte del pollo proprio non ti s’addice.
Ora le mani in tasca e fischi, il motivo: “Che colpa ne ho, se il cuore è uno zingaro e va! Catene non ha, il cuore è uno zingaro e va!”.
Un caro abbraccio a te che vivi in quel luogo di sovrumana delizia, oh Elisio!
Michele cologna
(San Severo, martedì 10 gennaio 2012)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150519158317480
Risposta semiseria intorno alla tirannia o della legge della IV volta.
È facile il ragionamento, amico caro!
Se in un rapporto d’amicizia, d’amore, collaborazione o altro capita una cosa la prima volta, tu ci resti male e pensi.
Alla fine poi, prevale il pensiero che magari è capitato ma non c’era precisa volontà.
O che non s’è valutato bene il gesto, la parola ecc.
La seconda volta.
Beh!, non è più casuale e ripensi.
Questa volta però, entra in gioco il calcolo e questo ti fa recedere da qualsiasi soluzione drastica e ci s’affida alla sospensione in attesa di.
La terza volta.
Non ci pensi più e l’unica decisione è la rottura!
Però, c’è quel dannato però con il quale debbono fare di conto i sentimenti.
E si arriva quasi sempre alla giustificazione rinviando il tutto alla volta successiva.
Puntuale arriva la quarta volta.
Ecco!
Ora sei al bivio.
Il produttore delle “volte” pensa questo è un coglione e accetterà tutto e va sicuro.
Il ricevitore delle “volte” – lo metto ancora tra virgolette – non ha più scelte: o rompe mettendosi le mani in tasca, e, allontanandosi con il fischio sulle labbra, va via; oppure resta, e recita la parte che l’altro gli ha assegnato.
***
Ti chiude il telefono in faccia la tua morosa, Elisio!
Cosa fai?
Ti viene di pensare che è una stronza, ma poi ripercorri il cammino e la giustifichi pensando: sì, m’ha chiuso il telefono, però io stavo gridando!
Me la sono meritata.
La seconda volta e sembra una replica della prima.
Tu che gridavi e lei che ti chiudeva il telefono.
Ripercorri col pensiero, e t’accorgi sì che urlavi, ma lei aveva detto delle cose che sapeva di certo ti avrebbero mandato in bestia.
Ti proponi di non gridare più e così lei non farà più il gesto.
Capita la terza volta.
Idem.
La prima reazione: la mando a quel paese, basta!
Il magone, trovi tutte le possibili giustificazioni e fai il pollo.
Ha un caratterino, sì!, però è tanto affettuosa e mi vuole bene.
Va tutto bene e inizi a pensare che hai preso la decisione giusta: lei è brava e t’ama.
Sei al telefono, la senti nervosa e ti contagia.
Cerchi di contenerti e dare spiegazioni pacate alle domande incalzanti miranti a farti perdere la calma.
Non c’è risposta giusta e tu ti alteri.
Subito e puntuale arriva il “non gridare, non lo sopporto!”.
Tu stai per scoppiare e ti trattieni, ma lei già t’ha chiuso il telefono in faccia.
È la quarta volta!
***
Non c’è più rabbia e ti senti sollevato.
L’hai scampata!
La parte del pollo proprio non ti s’addice.
Ora le mani in tasca e fischi, il motivo: “Che colpa ne ho, se il cuore è uno zingaro e va! Catene non ha, il cuore è uno zingaro e va!”.
Un caro abbraccio a te che vivi in quel luogo di sovrumana delizia, oh Elisio!
Michele cologna
(San Severo, martedì 10 gennaio 2012)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150519158317480
giovedì 5 gennaio 2012
poggiano
poggiano
poggiano l’occhi
su la bellezza incanto
e bagnano il sogno tuo
che ne i miei asciuga
svettano le cime assonnate
il giorno e scioglie egli
con il buio gli aghi
ghiaccio nel dolore confitti
scaldando il carro sale e
ripiega il velo in cuscini
dorati i resti che cullandosi
alla successiva pietosi
già s’apprestano
splende e la vita sveglia
rinfrancando i cuori
mentre in me gonfia il tuo
palpito che al tepore
dell’amore riposa
michele
(san severo 04/01/2012 11.59.1)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
https://www.facebook.com/notes/michele-cologna/poggiano/10150507707947480
poggiano l’occhi
su la bellezza incanto
e bagnano il sogno tuo
che ne i miei asciuga
svettano le cime assonnate
il giorno e scioglie egli
con il buio gli aghi
ghiaccio nel dolore confitti
scaldando il carro sale e
ripiega il velo in cuscini
dorati i resti che cullandosi
alla successiva pietosi
già s’apprestano
splende e la vita sveglia
rinfrancando i cuori
mentre in me gonfia il tuo
palpito che al tepore
dell’amore riposa
michele
(san severo 04/01/2012 11.59.1)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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domenica 1 gennaio 2012
dormire
dormire
Necessità di dormire.
Dormire, solo dormire…
Riposare la stanchezza.
Colei che più giace nel sonno,
ha dismesso il ristoro, e nutre di sé.
Dormire la vita.
Un sonno che ripari.
Allevii!
Sollevi l’uomo dalla fatica.
Lo salvi…
Abbassate, occhi gli scuri!
Nessuna luce penetri!
Lei, dorme stanca.
Michele
(San Severo, 01/01/2012 20.27.15)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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Necessità di dormire.
Dormire, solo dormire…
Riposare la stanchezza.
Colei che più giace nel sonno,
ha dismesso il ristoro, e nutre di sé.
Dormire la vita.
Un sonno che ripari.
Allevii!
Sollevi l’uomo dalla fatica.
Lo salvi…
Abbassate, occhi gli scuri!
Nessuna luce penetri!
Lei, dorme stanca.
Michele
(San Severo, 01/01/2012 20.27.15)
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
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